giovedì 31 gennaio 2002

EMAIL fun corner

Se chiedi con gentilezza, ti risponderanno gentilmente, anche quando non sapranno che dire. Ti ricordi del ridicolo articolo di Panerai sugli hackers? Io ho chiesto direttamente:

To: claudia.gattelli@netesi.net
Subject: L'articolo è una bufala?

Buon giorno Claudia.


Mi scusi l'intrusione, ma siccome Panerai mi è fino ad ora sembrato una persona intelligente, non riesco a credere sia davvero lui l'autore di
questo articolo:
http://www.clarence.com/contents/tecnologia/penne/panerai/articolo.html
Forse gli hanno fatto uno scherzo?

Anche quanto riportato qui sotto riguardo alla proprietò di netesi è per lo meno singolare, alla luce dell'articolo di cui sopra:
http://www.clarence.com/contents/tecnologia/penne/panerai/


Quindi mi sono detto: perché non informarsi direttamente? Visto che il sito netesi.it riporta la Sua email, Le chiedo per favore di confermarmi
se quanto sopra è un tiro burlone architettato da qualche spiritoso, oppure la triste verità.


Grazie dell'attenzione,
Gaspar Torriero, Como

E ho ricevuto questa gentile risposta:

Da: Servizio Clienti Netesi [info@netesi.net]
A: Servizio Clienti Netesi

Con riferimento all'articolo in questione, apparso su PanoramaNext del 25 gennaio 2002, vorrei precisare che la nostra società non era a conoscenza dell'articolo prima della sua pubblicazione, tanto meno ne ha influenzato i contenuti.

Tra l'altro, Netesi, che ribadisce l'assoluta validità delle piattaforme antivirus, supporta il sistema operativo Linux già riconosciuto come standard di mercato per moltissime soluzioni IT.

Rimanendo a Sua disposizione per ulteriori informazioni, Le porgo i miei cordiali saluti,

Claudia Gattelli
Responsabile Comunicazione Netesi

www.netesi.net


Vale la pena fare due annotazioni. La prima è che quando dico "ma siccome Panerai mi è fino ad ora sembrato una persona intelligente", si tratta di una figura retorica. La seconda è che la risposta della gentilissima Claudia non è indirizzata a me personalmente: che io non sia stato l'unico a domandare?
LEGO fun corner

David Morgan-Mar è "un tipico australiano, ma senza la birra e i coccodrilli". Dal dipartimento di Fisica dell'Università di Sidney, crea dei piccoli buffi films animando i LEGO.

mercoledì 30 gennaio 2002

La rete è pubblica?

No, secondo Leonardo Collinelli. Nelle sue pagine anti-spam, molto ben fatte, insiste sul fatto che internet interconnette reti private:

Molti pensano a internet come ad una grande struttura di tutti e di nessuno, qualcosa di pubblico come potrebbe essere la strada. Nulla è più sbagliato di ciò: internet è semplicemente l'interconnessione di un gran numero di reti private, ciascuna delle quali ha un ben preciso proprietario. Questo va sempre tenuto presente come base di partenza per ogni ragionamento.
.

Mi pare trattarsi di un concetto niente affatto banale, magari da precisare meglio ma direi stimolante.
Referrals

Stavo guardando i referrals del mio sito, con particolare attenzione ai motori di ricerca Google e Virgilio (gli unici due che mi portano traffico significativo).

E' affascinante l'analisi delle stringhe di ricerca che mi hanno portato il visitatore. La maggior parte riguarda la linea ADSL, e un'altra buona fetta
riguarda Office XP. Poverini! Spero proprio abbiano trovato qualcosa di interessante, ma dubito. Aggiungerò una pagina di links su questi due argomenti, appena trovo il tempo.

Un'altra buona fetta è arrivata da me per aver cannato la ricerca: mancanza di virgolette, sintassi non corretta in quel contesto, eccetera. Eppure ogni motore di ricerca offre una chiara e completa pagina di guida (vedi quella di Google o anche quella di Microsoft): che ci vuole a leggerla?

Saper fare una buona ricerca è ormai una capacità indispensabile, specie per le generazioni future. Sono cose che dovrebbero fare parte del programma scolastico della prima media. Invece scopro che la bella e costosa aula informatica della scuola di mio figlio non viene usata perchè i ragazzini fanno con il PC cose che gli insegnanti non sono in grado di sbrogliare... mah!

D'altra parte, se le piccole pesti smanettano, vuol dire che c'è ancora speranza:
Osserva il Maestro
Segui il Maestro
Cammina col Maestro
Vedi attraverso il Maestro
Diventa il Maestro



martedì 29 gennaio 2002

Uto Ughi a Milano

Ieri sera Uto Ughi era a al Conservatorio di Milano con l'orchestra "I Filarmonici di Roma". Sala Verdi ripiena fino all'inverosimile, tanto che hanno fatto accomodare molta gente sul palco dietro all'orchestra e il concerto è cominciato con quindici minuti di ritardo.

Programma:

A. Vivaldi: Concerto per archi e basso continuo in la maggiore
J.S. Bach: Concerto in la minore per violino, archi e basso continuo BWV 1041
A. Vivaldi: Le Quattro Stagioni

Che dire? Più la musica è bella, meno tollera le approssimazioni. I Filarmonici di Roma hanno suonato in modo penosamente imbarazzante a tratti, ma comunque sempre approssimativo e improvvisato. Frequenti le stonature, gli attacchi disomogenei: insomma un disastro. Forse leggevano a prima vista?

Per quanto riguarda poi l'interpretazione, zero assoluto. In questo marasma, Uto Ughi, accordando il suo violino con l'orchestra all'inizio, sussurrava perplesso: "Ma come suona questo qui?". Ha poi litigato con lo strumento durante tutto il concerto, e raramente ha avuto la meglio.

Due bis ancora dalle Quattro Stagioni (Adagio dall'Inverno e Presto dall'Estate), tra il tripudio e le acclamazioni di un pubblico in delirio.

Mentre tornavo a casa, pensavo che i grandi concerti si capiscono dopo, con il tempo. E ricordavo che sempre in Conservatorio verso fine ottobre avevo ascoltato la Venice Baroque Orchestra con Giuliano Carmignola solista: la loro vibrante esecuzione delle Quattro Stagioni mi era piaciuta immensamente allora, ma ancora di più adesso.

Quello è stato un concerto memorabile.

Giuliano Carmignola (photo Nana Watanabe)
Usabilità

Il guru dell'usabilità è un danese, Jacob Nielsen. Il suo sito ha una pagina molto interessante, dal titolo "Perché questo sito non ha grafica".

Un sito web può anche mancare di grafica, ma non può mancare di links (vedi post precedente). Quelli di Jakob sono super super.

Naturalmente usabile non vuol dire usato: lo dimostra il manuale "ENRON Code of Ethics"

lunedì 28 gennaio 2002

Connettività e contenuto

Parlando del web, si dice sempre con aria saputella: "Content is king, baby". Ma sarà poi vero? Sarà vero sempre, o la maggioranza delle volte, o invece ci sono altre cose che sono più vere?

Grazie a Kevin Marks, scopro questo interessantissimo articolo di Andrew Odlyzko degli AT&T Labs che sostiene che "Connectivity is king, baby". Mi piace!

Per invogliarti, eccoti l'abstract:

The Internet is widely regarded as primarily a content delivery system. Yet historically, connectivity has mattered much more than content. Even on the Internet, content is not as important as is often claimed, since it is email that is still the true ``killer app.''

The primacy of connectivity over content explains phenomena that have baffled wireless industry observers, such as the enthusiastic embrace of SMS (Short Message System) and the tepid reception of WAP (Wireless Application Protocol). Combined with statistics showing low cell phone usage, this also suggests that the 3G systems that are about to be introduced will serve primarily to stimulate more voice usage, not to provide Internet access.

For the wired Internet, the secondary role of content will likely mean that the dangers of balkanization are smaller than is often feared.
Further, symmetrical links to the house are likely to be in greater demand than is usually realized. The huge sums being invested by
carriers in content are misdirected.


Anche i weblogs hanno a che vedere con la connettività? Penso di si.

domenica 27 gennaio 2002

Inerzia Culturale

Umberto, che per primo ha teorizzato la differenza tra problem solver e problem setter, mi segnala un suo articolo dal titolo "La pagina di benvenuto serve?".

La domanda è retorica, e la retorica risposta è "No!". Ma l'articolo riassume efficacemente e brevemente perché no, e soprattutto perché si continua a vederla usata: "Le prime automobili erano fatte come le carrozze...".

Riuscirai a spiegarlo ai clienti che ti chiedono "una bella animazione iniziale"?

sabato 26 gennaio 2002

Adbusters

Non conoscevo il sito adbusters.org, ma l'ho trovato in sintonia con le mie manie.
Già: come l'ho trovato? Era tra i links di popaganda, che ho trovato tra i links di weirdlinks, che ho trovato...

Specialmente carina la sezione Spoof Ads che ritocca qualche celebre campagna pubblicitaria. Ad esempio:

Obsession
Blogger diventa a pagamento

Blogger.com continua a mantenere il servizio gratuito, ma aggiunge un servizio a pagamento a cui mi sono immediatamente iscritto. Non che ne abbia bisogno, ma per la soddisfazione di contribuire con soli $ 35.00 a una iniziativa assolutamente fantastica.
Commenti!

Ho di nuovo i commenti! Grazie mille a Hossein Sharifi e al suo YACCS per il servizio.

venerdì 25 gennaio 2002

Banners: follow-up

Da me direttamente interpellato sulla morte del banner, Luca De Biase risponde che:

...beh, penso che non siano morti perchè: continuano a servire a qualcuno per fare quello che chiamano "brand building"; inoltre, secondo Yahoo! Italia, servono a pubblicizzare campagne mirate a una particolare azione...

Allora sono andato a leggere cosa dice Yahoo! Italia:

"Tasso di Click Through: Il numero assoluto di click diviso per il numero totale di page views, espresso in percentuale. Questo valore può essere particolarmente rilevante se il vostro obiettivo è quello convogliare un elevato numero di visitatori al vostro sito. All'aumentare della targetizzazione aumenta proporzionalmente il potenziale tasso di click through, ma entrano in gioco altri fattori quali la qualità della creatività del banner. Va anche sottolineato che mentre il tasso di click rappresenta un eccellente indicatore della efficacia di una campagna e di una creatività, esistono studi che dimostrano come i banner possano conseguire effetti simili a quelli di altri veicoli pubblicitari come stampa o televisione: brand awareness, riconoscimento del prodotto, ecc. Il nostro ufficio vendite è a vostra disposizione per qualsiasi approfondimento."

A questo punto sono andato a cercare sul Garzanti:

paraculo
agg. e s. m. [f. -a] (region. volg.) si dice di persona furba, abile nel fare il proprio interesse senza darlo a vedere.

Mi sento quindi di poter affermare che in Yahoo! Italia non sono dei paraculo: infatti si vede bene che fanno il proprio interesse...
Banners o microads?

Pubblicità gridata o pubblicità testuale? Tette al vento o testo informativo? La Stampa pubblica questo bell'articolo di Luca De Biase dove, seppure timidamente, si nota la morte del banner e si conclude:

"La pubblicità intrusiva ha vita corta online. Ma la pubblicità non intrusiva, tanto ben compresa dal pubblico, deve ancora essere compresa dagli inserzionisti. Quando ci arriveranno anche loro, sarà fatta."

Ben detto! Non vedo l'ora che ciò accada, e nel frattempo noto che l'idea comincia a diventare mainstream.
Io odio la pubblicità in generale: eppure vi sono delle pubblicità che io leggo avidamente... (cosa hai capito? non quelle). Esempio:

questa è la pubblicità che io leggo


Dimmi se hai mai visto una pubblicità più brutta. Ma si tratta di una pubblicità di manuali di vecchi aerei, all'interno di una rivista di vecchi aerei, Aeroplane Monthly, letta da appassionati di vecchi aerei come me che la divorano da copertina a copertina. Io quindi non la considero pubblicità ma informazioni utili.

Il tipo che ha messo questa inserzione non ha bisogno di attirare la mia attenzione: ce l'ha già tutta. Deve solo darmi le informazioni che cerco. Senza disturbarmi con uno sfondo colorato, una musichetta di sottofondo, o peggio ancora con una animazione in Flash!
Ancora sui parassiti

Ti dicevo ieri dei programmini spyware: oggi trovi informazioni più dettagliate su questo articolo di Wired (grazie a Chris Pirillo per la dritta).

Racconta di un vx2.dll che è stato allegato a innocui screensavers scaricabili gratuitamente dal web: aggiunge pubblicità popup a qualsiasi pagina visitata, registra le pagine visitate permettendo di creare un preciso profilo utente, registra perfino il contenuto di moduli riempiti online incluso eventuali numeri di carte di credito...

Se vuoi farti una bella risata, vatti a leggere la Privacy Policy di questi bei filibustieri. Nota che la policy fa riferimento a un indirizzo non valido, e che la società è composta da una anonima casella postale di Las Vegas e da un indirizzo Hotmail: trasparenza totale, anzi invisibilità.

L'articolo menziona anche l'interessante cexx.org, che raccoglie risorse "anti-intrusione" e il cui motto è:

"You have to be a kind of Jeffersonian citizen on the Web.
Be aware, be educated, take personal action.
If you're just a passive consumer, they will drive right over you
."
Tom Maddox, PrivacyPlace

giovedì 24 gennaio 2002

Se i ristoranti facessero come certi siti web...

Questa sera hai deciso di cenare bene. Dopo attenta consultazione della Guida delle Osterie d'Italia, hai scelto un buon ristorante: è un po’ lontano, la strada non è delle migliori, ma ne vale la pena.

Sala accogliente, ambiente intimo, pochi tavoli, luci soffuse: il tuo cuore vola alto come un falco. Ecco che arriva il cameriere, chiedi "Cosa c'e di buono stasera?" ma invece di risponderti ti grida con fare eccitato: "Entra anche tu nei Ringo Boys!".

"Come, scusi?" "Sa, lo sponsor..."

Senza aprire bocca, ti alzi e te ne vai. A casa, ti fai un brodino e finisci una crosta di formaggio.
Parassiti?

Non le pulci: i programmi parassiti di Internet Explorer. Spyware, adware, scumware, contenuti nei programmini "free" scaricati da Internet, non sempre intercettati dai programmi antivirus, aggiungono pubblicità in forma di banners, tracciano la navigazione sul web per conto di qualche società di marketing, rallentano il sistema, lo rendono instabile, aprono porte di comunicazione dal tuo PC verso l'esterno.

Se l'argomento ti interessa, questa pagina ti controlla dal vivo se il tuo browser ha le pulci. Grazie a Fred Langa per la dritta.

mercoledì 23 gennaio 2002

L'ultimo libro?

L'ignoranza, di Milan Kundera, Adephi editore
Comincia con "Cosa fai ancora qui?"
Finisce con "Guardando dal finestrino, vide in fondo al cielo un basso recinto di legno e, davanti alla casa di mattoni rossi, un pino che svettava come un braccio alzato"

L'ultimo CD?

Jaqueline du Pré, The concerto collection, EMI Classics
Concerti di Boccherini, Haydin, Delius, Saint-Saens, Dvorak, Shumann, Elgar, R. Strauss

L'ultimo film?

Già detto...

L'ultimo dolce?

I "Brutti ma Buoni" di Gavirate

L'ultimo concerto?

Andras Schiff, pianoforte, lunedì scorso al Conservatorio di Milano.
Musiche di Bach (strepitosa Fantasia Cromatica e Fuga in re minore BWV 903), Mozart, Scarlatti, Chopin.

domenica 20 gennaio 2002

The Lord of the Ring

Qui trovi l'umoristico riassunto del film.
Mi ricorda che una volta la Signora Giuseppina ci regalò il libro dei Promessi Sposi tratto dallo sceneggiato tratto dal libro. Lo davano con i punti del supermercato. Poichè girando per casa nostra aveva visto molti libri e riviste in varie lingue, ci disse: "L'ho cercato in inglese che so che ci tenete, ma purtroppo non l'ho trovato".
Banned!

Nessuno come Massimo per scovare links stimolanti. Leggo di questa inchiesta sull'efficacia dei banners in Italia e di nuovo devo chiedermi: se io son desto, o sogno alcuno vituperio?

Cito:
"Le impression sono state contate in 10.400.000 mediamente..."
"...I click effettuati sui banner dagli utenti sono stati mediamente 15mila"


Questi dati sono preceduti e seguiti da un peana al banner quasi imbarazzante. Frasi ad effetto del tipo "il banner rivendica la propria cantralità", "funziona, eccome": sembra proprio che siamo andati aldilà di ogni più rosea aspettativa.

Ora, se il mio calcolatorino funziona ancora, per fare un clic ci sono volute mediamente 693 impressions? Questo è un successo? Cosa mi dici dei 692 furibondi che si sono sorbiti una pubblicità che non volevano e che hanno dovuto pagare di tasca propria lo scaricamento del banner?

Questi 692 se la sono (giustamente) presa a morte e hanno giurato che mai più nella vita, e questi clueless morons gioiscono per quell'uno che ha cliccato? Ma Pirro era un dilettante!

Il web è comunicazione, ma non è broadcast. I metodi di comunicazione broadcast, e in particolare la pubblicità, semplicemente non funzionano su questo canale. E' una verità ormai assodata, confermata dal fallimento di chi pensava bastasse investire un sacco di soldi per fare un sito di successo.

Il Gatto e la Volpe ancora promettono "Dacci solo quattro monete, e noi faremo di te...", ma il loro pubblico si stà assottigliando.

sabato 19 gennaio 2002

La Pasina e Monet

Ieri ero a Treviso, e non ho perso l'occasione per vedere la mostra su Monet e per cenare dalla Pasina: due esperienze che fanno bene al cuore.

La Pasina è raccomandato dalla Guida delle Osterie d'Italia, la mia bibbia del buon bere e buon mangiare.

giovedì 17 gennaio 2002

Le mie prossime letture

Stasera ho comprato due libri su Amazon:
Hubbert's Peak: The Impending World Oil Shortage di Kenneth S. Deffeyes
Gonzo Marketing: Winning Through Worst Practices di Chris Locke

Entrambi dicono: il futuro ti riserva sorprese!

mercoledì 16 gennaio 2002

Ha! Blogstickers!

Mi chedo se io son desto, o se sogno alcuno vituperio? Non esiste al mondo attività più inane, stupida e moralmente depravata che creare blogstickers. Ne siano prova lampante e definitiva quelli che io stesso ho escogitato... e che svergognatamente ti chiedo di nominare per la Blogstickers Greatest Hits Collection.
Se sei in informatica, sei un docente

"If you’re in IT, you’re a trainer—whether your job title is support analyst or network engineer—because you explain your systems and give instructions to users in writing, on the phone, and in meetings."

Eccoti allora un "Tips and Tricks" per docenti molto ben preparato da Jeff Davis per TechRepublic (una delle mie risorse preferite).
Jeff Davis

martedì 15 gennaio 2002

Il web è sempre più internazionale

E sempre meno inglese (43% all'ultima conta). Il popolo americano è sconcertato:

"The profusion of international news available on the Internet has made it increasingly difficult for the average American to ignore the rest of the world, a trend researchers say threatens Americans' long, proud history of disregarding anything not about them."

"Yesterday, for instance, the St. Louis Rams beat the Atlanta Falcons, OK, and I go to the London Times site and it's not even there," said Chip Pernadge of Kansas City, Mo. "Jesus, no wonder those guys lost the war and had to give Hong Kong back to Canada."
Alexander Lonquich al Conservatorio di Milano

Direttore e pianista con l'Orchestra da Camera di Mantova, Lonquich si è presentato con un programma molto bello:

Mozart: Concerto in mi bemolle maggiore K449
Affascinante, delicato, lieve e frizzante come solo Mozart.

Haydn: Concerto per pianoforte e orchestra in re maggiore Hob. XVIII: 11
Piacevole e brillante.

Mozart: Eine kleine Nachtmusik. Serenata K525
Grande musica ma esecuzione piuttosto piatta.

Shostakovich: Concerto no. 1 per pianoforte e orchestra d'archi op. 35
Bellissimo! Tromba solista il bravo Giuliano Sommerhalder, classe 1985.
Per la prima volta ho visto usare il pedale del sostenuto in vibrato.

Bis: il secondo movimento del concerto di Shostakovich.

In sala si moriva dal caldo. La settimana prima si moriva dal freddo (dopo la pausa delle feste) e avevano dovuto portare vicino al pianoforte uno scaldino per il povero Stephen Kovacevich, che si è poi lamentato pubblicamente del camerino ghiacciato.

domenica 13 gennaio 2002

Il petrolio e il Grande Gioco

Ho approfittato delle vacanze per leggere questo libro (edito in Italia da Feltrinelli). Tesi principale: lo scontro in Afghanistan riguarda il petrolio.

Adesso è uscito quest'altro libro di due ricercatori Francesi che approfondisce il coinvolgimento della CIA con il regime Talebano.

Per poter costruire l'oleodotto tanto caro agli interessi petroliferi americani, l'Afghanistan doveva essere pacificato, e i Talebani sembravano in grado di farlo. Con l'aiuto della CIA fino a pochi secondi prima dell'attentato alle torri gemelle.

Tanto per fare un esempio, i Talebani hanno assunto come lobbista e pierre nientemeno che Leili Helms, nipote di Richard Helms (direttore della CIA negli anni '60, quello del sigaro avvelenato per Fidel?). Leili ha anche messo su questo bel sito, answering-falsehood.com che ti consiglio di non perdere.
We shall overcome

Ti dicevo qualche giorno fa di come credo che la rete aiuti a difendersi dai poteri forti. A sostegno di questa mia idea, ho ripescato un messaggio di Gary Turner (si, quello dei blogstickers) dalla lista Cluetrain.

Gary dall'Inghilterra racconta l'interessante storia di come tanti piccoli consumatori, uniti da una virtual community, abbiano prevalso alla grande sul blocco dei lettori DVD europei prima, e su una grossa catena inglese di negozi di elettronica poi.

Accesso alle informazioni chiave, propagazione istantanea, azione comune: in questo modo il consumatore diventa potere forte, anzi: potere più forte.

Oggi chiusura al traffico: esco a pedalare.

sabato 12 gennaio 2002

Lo spammer castigato

Quando uno spammer spamma un anti-spam, e poi non si scusa, anzi minaccia azioni legali, rischia grosso! Guarda cosa è successo a Bernard Shifman...

Required reading nel corso "Email basics"
La voce del padrone

Sono rimasto totalmente affascinato da questo articolo sull'industria discografica americana. Il cantante Courtney Love fa due conti in tasca a una rock band e alla sua label, e spiega come mai i libri sono copyright dell'autore mentre i dischi sono copyright della casa discografica.

Grazie a Epeus' Epigone per la segnalazione e per gli interessanti commenti sui sistemi di protezione anti-copia dei CD musicali
Do You Know the Risks?

Un conto è parlare di rischi, un conto è sapere quali sono i rischi reali. Per esempio, si scherza sempre sul fatto che l'aspetto più pericoloso del volo è il viaggio in macchina fino all'aeroporto.

La piccola comunità di volovelisti (che negli USA consiste in circa 13.000 membri) ha visto un decesso ogni 1.857, che corrisponde a più dello 0,054% della popolazione. Quindi i piloti di volo a vela muoiono di più di quanto non accada alla popolazione media per incidenti di vario tipo. Inoltre il pilota tipico vola solamente 35 ore all'anno... (forte grattata dove tu sai).

venerdì 11 gennaio 2002

In English, for Sharon's sake!

Sharon made me think about big guys and small guys. At the end of a lovely email she wrote me today:

Noticing the trend of 'the big boys' to be on everyone's blogs and us little guys to be on only a few, I'm hoping that we can continue to promote each other. I love the idea of the blogroll, as that is what builds a community.

Which caused me to wonder: is blogstardom to be actively seeked? Shall we blog for fame and glory?
Yes, there are some blogs that are more popular, more cited, more blogwhored than others. What makes them relevant to me, and relevancy is a totally subjective perception, is their voice. I like their tone, and find their subjects interesting, inspiring, provocative, amusing.

But they cannot force their popularity upon me, nor buy their way to blogstardom. If they stop saying interesting things, or if I stop finding interesting what they say, they are no longer popular with me.

So I looked in awe at the logs of my site, showing almost 1000 different readers of this page in the last two months, which means a lot of people I never met, and asked myself:
a) is unemployment running this high?
b) do I care?
c) should I do something?

My answers are yes, yes, and no. Just a suggestion:
Vai trabalhar, vagabundo!

giovedì 10 gennaio 2002

Voto Online?

Blackholebrain segnala questo interessante articolo su come Microsoft abbia cercato di modificare il risultato di un online poll che poneva questa domanda: "Nel 2002 svilupperete in Java o in .net?".

I logs del sito dimostrano come i voti pro .net, arrivati massicciamente da un certo punto in poi, vengano tutti dal dominio microsoft.com. Primo indizio della prossima guerra commerciale.

mercoledì 9 gennaio 2002

What do they do?

Interessante thread su FuckedCompany.com sull'ennesima dotcom che sta per andare a gambe all'aria. Un lettore commenta:

I find that most of the companies in FC have sites that don't tell me what they do in 10 seconds or less. I could see if you had a really complex product, but these products are all usually "simplify buisness operations" types. Well how does your product do this? When car tires are sold they don't say "will increase your frictional coefficient during high velocity non-linear accelerative differentials" the say "These tires will keep you and your children on the road better then anyone elses!"

Le due risposte a questo commento sono una sarcastica:

Well, of COURSE they have to go into obsessive detail. There's that little thing about the Emperor's new clothes. If you knew right off the bat what these morons were selling (namely "We're going into business so the CEO can get rich and get hair implants to replace all of the hair he burned out on bad cocaine in college"), you wouldn't have anything to do with them, right? However, if the explanation of "What We Do" is buried in enough jargon that your eyes glaze over within the first few sentences, they have a better chance of selling their services and "alliances" to fellow MBA geeks who want hair implants themseves. Does this make sense now?

e l'altra pessimista:

We all seem to learn how to read this male bovine post processed excreta. There isn't much simple language left in marketing. But that is hardly news. Even the barrels on the highway are formally known as "impact attenuation devices". We should all be issued a shovel (excuse me, lever action effluent transfer device) at birth just to make our way through the world.
That, however, is not the worst of it. The worst of it is actually the internals of the tech world. That is where they put all the people who flunked english and have them create concepts which they describe with metaphors. I actually found to my horror some years ago that I understood an IBM manual. A clear signal the mind had burned too many of its bridges.


Required reading nel corso "Web Communication: speak with your own voice".

martedì 8 gennaio 2002

Le mie Nike personalizzate...

sono finalmente arrivate! Ordinate il 27 novembre, spedite il 13 dicembre con UPS dalla Germania, consegnate l'8 gennaio a Como. Non male. Mi ritengo a pieno titolo "cliente insoddisfatto", senza però arrivare a certi eccessi.

La ciliegina: ieri pomeriggio telefonano in casa (io non c'ero) per dire che l'autista UPS non ha fatto la consegna perchè sul campanello c'era scritto "Cavadini - Torriero" invece di "Gaspar Torriero" come da bolla di consegna. Me lo immagino, davanti al portone, assalito da un dubbio mortale: citofono? non citofono? meglio scappare!

domenica 6 gennaio 2002

Sono stato a Vienna per le feste di fine anno: c'ero già stato d'estate ma d'inverno l'atmosfera è sicuramente suggestiva e particolare: elegante, velatamente nostalgica e romantica, offre la possibilità di trascorrere dei giorni veramente speciali. Il tempo ci ha accompagnato con deboli nevicate, un vento fortissimo e un freddo micidiale; siamo sopravvissuti!!!
Ora che sono tornato posso dedicarmi alle mie gare e ai miei allenamenti; oltre alle "solite e classiche gare" quest'anno mi sono iscritto anche a queste: Die Super-vier; mi sto allenando in previsione della prima e ieri mentre mi allenavo su una delle piste del circuito mi sono reso conto che (rigorosamente in ordine:)
1. Ho un ginocchio che sta per cedere (e come inizio non c'è male...)
2. Bisognerà avere un bel coraggio per lanciarsi nell'impresa (ma quello è l'unica cosa che proprio non manca...)
3. Bisognerà avere una bella preparazione (questa invece è rigorosamente in ritardo...)
4. Si parte sempre per vincere ma in questo caso si spera di arrivare... vista le piste, gli avversari e i tempi dello scorso anno!!!
5. Nonostante tutti questi piccoli particolari le farò tutte una in fila all'altra e si vedrà!

Vi racconterò.

Andy
Required reading nel corso "Business Ethics"
Massimo segnala questo avvincente articolo sulla Ford Pinto. Questo modello si incendiava al minimo incidente, ma per la Ford costava meno pagare indennizzi che modificare la fabbrica.
Particolarmente affascinante la cronaca di otto anni di sforzi, da parte della Ford di Lee Iacocca, di negare l'evidenza e di combattere ogni legge sulla sicurezza, anche contro i suoi stessi ingegneri.

Prima di tutto mi chiedo: cosa verremo a sapere tra vent'anni? Chi mi sta fregando in questo momento? Scegli tu il tuo candidato ideale: industria farmaceutica? telefonini? bioingegneria?
Non vedo motivi per pensare che le cose siano cambiate di molto, che il commercio mondiale sia più etico di vent'anni fa.

L'unica differenza in meglio rispetto al passato (ma mi sono sforzato parecchio per pensarla) è che oggi quell'ingegnere frustrato potrebbe dare sfogo alle sue paure in una email, in un weblog: insomma la maggiore velocità di circolazione delle idee dovuta a internet può essere usata come arma di difesa contro i poteri forti.

Almeno spero.

venerdì 4 gennaio 2002

b2c e-commerce? in che film?
Questo articolo tratto dal sito www.1to1.com si intitola "The Holy Grail of Retailing". Per leggerlo tutto devi registrarti, ma se non ne hai voglia ti cito alcuni passi:

"...the energy expended on building online stores often far exceeds the scale of the channel. Figures from the U.S. Commerce Department show that $25.8 billion in online sales in 2000 accounted for less than 1 percent (0.8 percent to be exact) of all retail sales. And even though AMR predicts that online retail sales will reach $100 billion by 2003, it will represent just 3 percent of all retail revenue."

Le percentuali di cui sopra sembrano decretare la irrilevanza del canale web ai fini del ROI; ma non tutto è perduto: infatti,

"...retailers have an economic incentive for engaging their customers-before they shop at a store, while they are there and after they leave. According to Jupiter Research, consumers who use multiple channels were expected to spend $7 in stores for every $1 they spend online in 2001. Jupiter also estimates that Web-influenced spending-sales made in a store that were in part the result of online "window shopping"-will account for 24 percent of all consumer spending by 2005, or $632 billion."
Google Zeitgeist
Scopri il clima intellettuale, morale e culturale del 2001 attraverso le parole più cercate su Google. Alcune mi hanno sorpreso (Enia?).

mercoledì 2 gennaio 2002

Ce l'ho con lo spam!

E ti passo questo sito che ho saputo da David Weinberger che lo ha ricevuto da Gary Turner.
Un sito che traduce il tuo indirizzo email nella corrispondente stringa di codici ASCII. Per esempio, self@evident.com viene rappresentato come


self@
evid
en
t.com



Questa stringa viene correttamente interpretata dai browser ma non viene capita dai programmini che pescano in automatico dalle pagine HTML le email da spammare, perché non trovano la chiocciolina. Fino a quando non si faranno più furbi.
 
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