martedì 28 gennaio 2003

Uto Ughi a Milano

Accompagnato al pianoforte da Alessandro Specchi, Uto Ughi ha suonato ieri sera al conservatorio di Milano con il seguente programma:
Pietro Nardini
Sonata in re maggiore

Robert Shumann
Sonata in la minore op. 105 per violino e pianoforte

Serghei Prokofiev
Sonata n. 2 in re maggiore op. 94

Maurice Ravel
Tzigane
Uto Ughi gode di un privilegio unico al mondo nello strumento che suona: il suo Guarneri del Gesù del 1744 ha una voce di una bellezza assoluta.

Nardini (della scuola di Giuseppe Tartini) è stato piacevole, specie l'allegretto finale, è stato interessante, ma era un poco di riscaldamento.

Schumann molto bello nel Moderato iniziale, Prokofiev tutto stupendo, Ravel molto virtuosistico (pure troppo).

Le doti migliori di Ughi mi sembrano stare nella grande passione che riesce ad esprimere, nella bellezza dei cantabili, nella focosità degli allegri. E se tu storci il naso e obietti sulla notina fuori posto, io ti dico: torna in classe, e lascia ai grandi le cose dei grandi.

Per il resto, il pianista è stato totalmente oscurato dal violino, come sempre con Ughi. Infine ho trovato molto fastidiosa l'inutile enfasi del programma di sala che si sperticava con titoloni in corsivo rosso virgolettato quali "La leggenda di Uto Ughi" e "L'Eroe della Musica": piaggieria totalmente fuori luogo.

domenica 26 gennaio 2003

Ciao Dorothea!

Caveat Lector mi ha trovato tra i suoi referrers e scopre di saper leggere in Italiano. Del resto, c'era da aspettarselo dal weblog che ha la Tabula Blogiorum et Vinculorum...

Ascolto comparato: Suites Inglesi

Non è chiaro perché vengano dette Inglesi, e nel novecento qualcuno aveva proposto di chiamarle Deutsche Suiten. Ma il manoscritto originale riporta semplicemente Suites avec prélude.

Quando le ha scritte (attorno al 1715, a Weimar) Bach forse non era ancora trentenne, ma aveva già studiato, assimilato e rielaborato sia lo stile italiano che quello francese.

Questa musica è espressione, ma anche organizzazione e integrazione: sei suites di sei movimenti, come quelle per violoncello, come i giorni della Genesi.

Ti propongo il Preludio iniziale della Suite n. 2 in la minore BWV 807, nelle interpretazioni di:

Martha Argerich, del 1980 (3,43MB)
Murray Perahia, del 1998 (3,83MB)

A me piacciono entrambe enormemente, e le considero perfette. Allora perché ti propongo il paragone? Perché Argerich mi sembra un poco più Dioniso, e Perahia un poco più Apollo. Facci caso... e poi dimmi se non ho ragione.

giovedì 23 gennaio 2003

Sono depresso

Da due settimane esco di casa prima che faccia chiaro e torno la sera tardi, e sulla strada Como-Varese ogni volta trovo un morto nuovo in un incidente nuovo, con relativo ingorgo furibondo. Guardo senza emozione le ambulanze e penso che per fortuna non è toccata a me, non oggi almeno. Che brutta sensazione.

E mi è anche partito lo schermo del portatile.

lunedì 20 gennaio 2003

Il weblog come strumento di pontificazione

Su diveintomark trovi un eccellente riassunto sulla discussione tra bloggers su cosa sia un weblog e che cosa esattamente lo caratterizzi. Alcune citazioni:
The blogging/counterblogging form pretends to function as a conversation, but, unlike E-mail or instant messaging or any kind of threaded discussion forum, the effect is one of talking at people rather than with them. But you're talking at them in public, rather like chatting on a cellphone at the mall, only in this case third parties stand a good chance of reading both sides of the conversation.

... Now, according to the egalitarian mythos of the Web, anyone can publish. You skip the step of requiring an editor and publisher, but no one is willing to skip the step of requiring an audience.
E soprattutto:
However, I feel he is dead on about the nature of weblogging conversation. It is most definitely talking at people. That they occasionally happen to talk back at you (and poke you with a wide variety of digital poking mechanisms) does not make it a conversation in any traditional sense. This is not to say the form has no merit -- it does -- but I think the lack of a concrete audience means that it lends itself to a certain type of writing (pontification, of which I am notably guilty, especially recently). It's good at conversation-starting but bad at actual conversation itself.
Ottima pensata.

domenica 19 gennaio 2003

L'informazione sul web è sempre per addetti ai lavori

Tra i visitatori più smarriti della rete, sono erroneamente capitati da me in gennaio quelli che cercavano:
gaspar il gatto (ben 22! ma che roba è?)
gaspar gatto (altri 3)
topolino (9)
sedere (7)
stampe cinesi (6)
Non sono molti, ma mi dispiace abbiano perso tempo qui con la mia fuffa.

A proposito di fuffa: alcuni giornalisti sono giustamente terrorizzati dal fatto che i lettori rispondano tramite weblog in tempo reale, e a volte per le rime. Sono anche un poco invidiosi del fatto che sul web scriviamo quel che ci pare come ci pare, senza rendere conto di niente a nessuno.

Questi pochi giornalisti difendono la loro posizione sottolineando che sul web manca il filtro editoriale, manca la professionalità, e quindi non ci sarà mai, dicono, l'alta qualità della carta stampata.

A me pare che il loro filtro preventivo sia giustificato solo in condizioni di scarsità (di carta su cui scrivere, di spazio in un palinsesto). Ma se lo spazio è illimitato e non costa niente, come sul web, il filtro già viene applicato a posteriori sulla scelta di cosa leggere e cosa ignorare.

E naturalmente questo filtro non dipende da un editore o da canoni oggettivi: è un filtro personalizzato dal singolo lettore, in base alle sue speciali preferenze e interessi. In questo senso l'informazione sul web è sempre per addetti ai lavori. E per finire, l'offerta sul web è molto molto più ampia rispetto all'offerta tradizionale.

Allora: abbiamo più scelta e scegliamo meglio, per forza i risultati sono di qualità migliore. Almeno questa è la mia esperienza.

venerdì 17 gennaio 2003

Prova

Faccio vedere come funziona questa cosa ai ragazzi del corso di Varese

giovedì 16 gennaio 2003

Otto e mezzo

Non è assolutamente possibile, in prima serata, dire cose intelligenti in televisione. Bisogna strizzare l'occhio alllo spettatore medio, bisogna arruffare, ingigantire, spaventare. Bisogna insinuare invece di documentare. Bisogna fare la battuta invece di spiegare.

Imperdibile l'occhiataccia di Stefano Porro a Ferrara che introduceva l'argomento "Papa e Internet"

Ma credo che per la prima volta in una televisione italiana è stata pronunciata la parola blog. Oggi è una data da ricordare.

martedì 14 gennaio 2003

Panocha Quartett e Andras Schiff

Ieri sera al Conservatorio di Milano c'erano i quattro archi del "Quartetto Panocha" con il pianista Andras Schiff, con un programma tutto Ceco:
Antonin Dvorak
Terzetto in do maggiore op. 74 B 148

Leon Janacek
Aud vervachsenem Pfade

Leon Janacek
Quartetto n. 2 "Lettere Intime"

Antonin Dvorak
Quintetto in la maggiore per pianoforte e archi op. 81
I quattro Cechi in occasione della loro Prima Comunione

Mi è piaciuto meno Janacek (offuscato da una botta di sonno potentissima), mi è piaciuto di più il terzetto di Dvorak, specie lo scherzo, e mi è piaciuto molto il quintetto finale.

Quello che mi è piaciuto di più è stato l'evidente piacere ed entusiasmo di suonare insieme, la partecipazione totale alla musica: sembravano dei bambini immersi in un gioco fantastico.

domenica 12 gennaio 2003

Compleanni in famiglia e lezioni di sesso

Questa settimana hanno compiuto l'anno mio fratello Mike, anche lui figlio di Rage Boy (ma non saprei se dello stesso letto o no) e mia nipote Halley (suo padre David è mio fratello).

A proposito, Halley sul suo weblog tiene un corso in 18 lezioni su come diventare un Maschio Dominante. Fino ad ora ha pubblicato i seguenti capitoli:
Lesson 1: Getting It
Lesson 2: Giving It
Lesson 3: Why Alpha Males Get Pussy Galore
Lesson 4: Stag Films
Lesson 5: Confidence Game
Halley, nipotina cara e pericolosa, ma noi maschietti siamo proprio così facili da decifrare? Temo la risposta.

sabato 11 gennaio 2003

Dieci cento mille blog, ma neanche un link

Scrive Marco su Blogs.it:
Francesca Reboli ha scritto un pezzo su L'espresso in edicola oggi. L'articolo (su carta ci sono anche elenchi di blog che non vengono ripresi nella versione on line) si conclude con...
Fermi tutti! "che non vengono ripresi nella versione online"??????
Hanno messo i link dove non è possibile cliccarli, e li hanno tolti da dove servivano? Dimmi che non è vero.

Tino e l'ADSL

Di tutte le installazioni ADSL che ho seguito o di cui ho saputo, nessuna è andata bene subito: chi più chi meno, tutti hanno avuto problemi.

L'unico fortunello era Tino. A lui tutto ha sempre funzionato al primo colpo.

Ma siccome c'è una giustizia divina, da ieri sera la sua linea telefonica è diventata muta. Stranamente la connessione ADSL c'è ancora, ma Tino, non ti preoccupare! Vedrai che tra poco ti cade anche quella.

martedì 7 gennaio 2003

The Customer is the Competitor

Molla tutto e corri a leggerti Clay Shirky: "ZapMail and the Telecommunications Industry" è uno dei più chiari articoli mai scritti su come stia cambiando l'industria delle telecomunicazioni. Clay comincia ricordando il caso della rete fax di Federal Express:
This issue's essay is about ZapMail, a business Federal Express tried and failed at. ZapMail was meant to be a proprietary fax delivery network, launched with great fanfare in 1984 and unceremoniously killed by 1986.

FedEx understood that faxing documents would be both valuable and cheap. They didn't understand that their customers understood this too, and that the fax network would not be built by a few large corporations but by millions of individual, one fax machine at a time.
L'articolo continua con un parallelo tra quella storia e oggi, dove al posto del fax c'è il WiFi e il VoIP:
As with ZapMail, the principal threat to the telephone companies' ability to shrink costs but not revenues is their customers' common sense. Given the choice, an increasing number of customers will simply bypass the phone ompany and buy the hardware necessary to acquire the service on their own.

And hardware symbiosis will further magnify the threat of WiFi and VoIP. The hardest part of setting up VoIP is simply getting a network hub in place. Once a hub is installed, adding an analog telephone adapter is literally a three-plug set-up: power, network, phone. Meanwhile, one of the side-effects of installing WiFi is getting a hub with open ethernet ports. The synergy is obvious: Installing WiFi? You've done most of the work towards adding VoIP. Want VoIP? Since you need to add a hub, why not get a WiFi-enabled hub?
Si tratta di un futuro che non vedo l'ora si avveri. Per la cronaca, Cisco già vende adattatori Ethernet per telefoni analogici, non so se mi spiego...

Nel frattempo, e a conferma del fatto che le Telecoms non hanno capito niente (in gergo tecnico: "non saprebbero trovare il proprio culo con due mani"), leggiti come Telecom Italia ha lanciato una sperimentazione WiFi su Linate e Fiumicino, per tremila clienti selezionati a cui viene concesso solamente la posta elettronica e poco altro, da speciali palmari... palpabile il tentativo di mantenere il massimo controllo.

Tentativo inutile! Ogni resistenza è futile. Ma lotteranno fino all'ultimo lobbista per mantenere lo status quo: vedi la SMART Letter #82 di David Isen, intitolata "Here Comes the Bailout". La vacca pubblica rimane l'ultima risorsa.

lunedì 6 gennaio 2003

Tu e io, sul web

Interessante come David Weinberger prepara il suo seminario al MIT: pensando ad alta voce sul suo weblog e chiedendo commenti ai lettori. E i commenti sono di qualità, come quello di Alex Golub, che tra l'altro si chiede:
Does the Web really have anything to tell us about what it means to be a self among others? If the web-style version of selfhood and otherness points to eternal truths about humans (which are just particularly visible in this particular circumstance) then can't we find the hints of this self-understanding even in the old, non-web view of the self? I.e. what's particularly new about the web?
Bella e fondamentale domanda! Tu ce l'hai una risposta?

venerdì 3 gennaio 2003

Le Due Torri e Beckham

Approfittando delle vacanze all'estero e della pioggia continua, mi sono visto due film molto diversi tra loro ma entrambi di soddisfazione, e te li consiglio caldamente.

Se ti è piaciuto il primo episodio del Signore degli Anelli, ti piacerà di più il secondo: maggiore spessore ai personaggi, intreccio più complesso e avvincente, grandi scene di battaglia. Dopo tre ore la fine del film mi ha colto di sorpresa; ma dovrò aspettare l'anno prossimo. Intanto grazie a Elke ti segnalo questo fenomenale thread di riscritture del LotR secondo diversi stili e autori, ad esempio come haiku:
Ring of great evil
Small one casts it into flame
Bringing rise of Men

Ho anche visto il divertentissimo "Bend it like Beckham": anche se a tratti era abbastanza prevedibile, mi ha fatto ridere fino alle lacrime.

Le foto delle vacanze


La Cattedrale di Metz, dedicata a Saint Etienne: il Gotico più luminoso che io abbia mai visto.


Luxembourg by night


Sul tetto della Grande Place di Bruxelles


Edifici della Grande Place


La ragione per cui da oggi sono a dieta ferrea
 
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