martedì 28 febbraio 2006

Giovani Imprenditori Italiani

Gran bel post di Valentina, di Mamma per sbaglio, a sei mesi dall'inizio della sua attività imprenditoriale: "son totalmente ingenua, o ignorante, ad avere un approccio di "buona fede" verso il prossimo? Sia esso un fornitore o un cliente o un collega?".

La mia strategia in questi casi è semplice: Tit for Tat. Se le due possibilità sono collaborare o fregare, la mia prima risposta è collaborativa, e la seconda ripete la mossa precedente del cliente o del fornitore.

lunedì 27 febbraio 2006

Routing around censorship

"The Internet interprets censorship as damage and routes around it."

Avrai certo già visto la pagina che BoingBoing dedica ai metodi per aggirare la censura ma la linko lo stesso, giusto per aumentarne il pagerank.

Spartiti

Niente concerto oggi. Venerdì scorso c'è stato un bel Schumann da camera con Salvatore Accardo, Bruno Canino, Rocco Filippini, Francesco Fiore, Laura Gorna.

Accardo, Canino e Filippini sono grandi maestri ed è impossibile dire di di loro qualcosa che non sia già detto. Francesco Fiore (viola) non lo conoscevo ed è stato una piacevole sorpresa. Ma volevo parlarti d'altro: ad esempio, gli spartiti.

La girapagine di Canino è dovuta intervenire a due mani per girare certe pagine, tanto erano sbrindellate e consunte. Francamente, e con tutto il rispetto, lo spartito sembrava appena raccolto dalla spazzatura. Va bene affezionarsi, va bene che ti ha visto crescere, ma insomma cambiarlo ogni venti anni non sarebbe così sbagliato...

Gli archi non avevano assistenza, dovevano girar pagina da soli. Sai come a volte non hanno molto tempo, una frazione di secondo appena; sai come molti si preparano prima, piegando un poco l'angolo inferiore destro di certe pagine "critiche", per riuscire poi a prenderle al volo? Beh, Fiore ha girato al volo una pagina che gli è caduta per terra! Terrore in sala. Lui ha cercato di continuare a leggere, ma il foglio era girato dalla parte sbagliata, e lui si è proprio dovuto fermare per chinarsi a riprenderlo. Gli altri hanno continuato a suonare impassibili, ma poi alla fine del movimento sghignazzavano impietosamente.

In effetti Fiore non aveva uno spartito vero e proprio, ma una collezione di foglietti volanti, fotocopie, giunzioni con lo scotch... mancavano solo i post-it.

Non dico di fare come la orchestre del Nord Europa, con i raccoglitori a fogli mobili, tutti dello stesso colore con dentro le cartelline di plastica trasparente, ma insomma, un minimo di organizzazione no?

D'altra parte tanti anni fa Maria Tipo si era presentato con uno spartito nuovo di pacca, che non solo non era mai stato aperto prima, ma che proprio non voleva rimanere aperto sul pianoforte. La Tipo gli rifilava continue manate, ma non c'era niente da fare. Noi si è sofferto insieme a lei per tutto il concerto.

sabato 25 febbraio 2006

Armi improprie: la posta elettronica

Una gentile signora mi ha confessato che nella sua ditta "piccola ma ad alta tecnologia" hanno un singolo indirizzo di posta elettronica, info presso nomeditta.

Due volte al giorno la signora scarica la posta da Outlook e poi la smista nel seguente modo:
  • Le email per i grandi capi vengono stampate e consegnate a mano.
  • Le email per i colleghi vengono salvate come documento Word e copiate in una cartella di rete; i colleghi vengono avvisati telefonicamente.
  • Quando la signora è assente, nessuno riceve posta.
Riavutomi dallo svenimento, le ho spiegato che esistono metodi alternativi più efficienti e meno onerosi, e le ho anche fatto vedere come fare esattamente.

La signora molto gentilmente mi ha ascoltato fino in fondo e mi ha risposto "Ma vede, i miei capi vogliono così".

venerdì 24 febbraio 2006

1 marzo a Milano: cena con David Weinberger

Il primo di marzo David Weinberger sarà a Milano per lavoro. Quando l'ho saputo, gli ho chiesto se aveva tempo per una cena di blogger e mi ha risposto "I'd love to!".

Fino ad ora credo che ci siano almeno una decina di blogger di area milanese interessati a incontrarlo. Bisogna cominciare a coordinarsi quel minimo necesario.

Chi vuole esserci? Basta che si faccia avanti. Immagino che vadano bene anche le aggiunte dell'ultimo minuto, ma darci una contata prima non sarebbe male.

Dove ceniamo? Io non sono di Milano e non ho idea. David mangia tutto tranne carne e pesce, quindi non deve essere per forza un ristorante vegetariano. Un posto tranquillo, buono e alla portata di tutti (logisticamente ed economicamente): chi lo conosce?

E per finire, un particolare di non secondaria importanza: gli ho chiesto in che albergo dorme, ma non mi ha ancora risposto. Qualcuno sa già qualcosa?

giovedì 23 febbraio 2006

Una al minuto

Google ne inventa una al minuto: Google Pages! Spazio web a costo zero.

lunedì 20 febbraio 2006

corridoio

MMS
MMS,
originally uploaded by gaspart.

domenica 19 febbraio 2006

I commenti di Mantellini, o l'arte di arrangiarsi

Volevo dire a Paolo che ho trovato il modo: invece di leggere i commenti al blog di Mantellini, leggo il suo feed dei commenti nell'aggregatore. Così quelli che non voglio vedere non li apro neanche, e posso tranquillamente leggere gli altri.

Corso base

Mi trovo, dopo tanto tempo, a tenere un corso di alfabetizzazione informatica di base per adulti. Sono quelli più difficili, dove il problema principale non è insegnare delle procedure, ma rinforzare l'autostima di chi in qualche modo si sente superato dal mondo (dai figli, dai colleghi giovani, dal marito).

Osservando da vicino persone adulte che interagiscono per la prima volta con Word ed Excel, ho l'impressione che si tratti di programmi troppo complicati per questi utenti. La loro semplicità d'uso è una vernice superficiale che svanisce dopo pochi clic del mouse, tante sono le possibilità di fare danni non rimediabili dall'utente stesso.

Un caso tipico è quello delle barre degli strumenti: in un corso di dieci persone, le barre scompaiono o si spostano misteriosamente ogni cinque minuti, e non c'è verso di rimetterle al posto giusto. Capisco meglio perché verranno eliminate in Office 2007, e non vedo l'ora.

giovedì 16 febbraio 2006

MIGROS e piccioni: la vendetta

Sono passato dalla MIGROS di Bellinzona per comprare Kartoffelbrot mit Nussen, e ho notato due funzionari che confabulavano e prendevano appunti tra la porta e il reparto Pane. I piccioni in piazza, molto intimiditi, si tenevano a distanza.

David Weinberger in Italia

David Weinberger sarà in Italia nei prossimi giorni, e passerà anche da Milano. Sarebbe fantastico riuscire a organizzare qualcosa di vegetariano.

mercoledì 15 febbraio 2006

MIGROS e piccioni

Oggi all'interno del supermercato MIGROS di Piazza del Sole a Bellinzona, un piccione piluccava indisturbato le briciole per terra nella sezione "Pane". Mi ha messo lievemente a disagio, e ho deciso di non comprare pane.

Quando l'ho segnalato alla cassiera e mi ha risposto imperturbabile "Entrano sempre a mangiare, ma poi escono", il mio disagio è aumentato.

Quando la signora dietro di me ha commentato "Speriamo non abbia l'aviaria", sono scappato il più in fretta possibile.

MeasureMap è di Google

Jeff Veen: "I'm writing you to announce that Measure Map has been acquired by Google, effective today."

E Google Analytics?

martedì 14 febbraio 2006

Come non si fa un blog

Non è più possibile dire con certezza cos'è un blog: ce n'è di tutti i tipi e non ha più senso definirlo troppo strettamente. Certo cha a volte rimango perplesso davanti ad alcune sue varianti; ma poi mi dico "C'è posto per tutti!" e me ne faccio una ragione.

Ma l'ultimo esempio su cui sono capitato mi ha proprio colpito, e voglio raccontartelo. Non farò nomi: non voglio alimentare inutili polemiche personali.

Diciamo che sei una importante azienda italiana attenta alla comunicazione e ti accorgi del fenomeno "blog". Pensi che sia un ottimo strumento di comunicazione e decidi di buttarti: che fai?

Assoldi un tipo (che per comodità chiameremo "Vincenzo") e gli fai aprire un blog in cui, senza mai dichiarare l'affiliazione, nel modo più impersonale possibile, si parla sempre male della concorrenza e si copiaincollano i tuoi comunicati stampa.

Logicamente, Vincenzo non se lo fila nessuno. I pochi che capitano sul suo blog si accorgono subito che è "finto" e lo spernacchiano apertamente.

Ecco, credo di poter affermare con una certa sicurezza che non è così che si fa.

lunedì 13 febbraio 2006

Lortie - Vogler al Conservatorio

Il pianista Canadese Luis Lortie e il violoncellista Tedesco Jan Vogler questa sera al Conservatorio di Milano presentano Liszt, Wolf, Wagner e Strauss. Spero non mi assalga il desiderio di invadere la Polonia.

sabato 11 febbraio 2006

QuasiRete

Carlo Annese ce l'ha fatta: la Gazzetta dello Sport ha il suo blog (invece Luca De Biase non ancora, ma quasi).

Aggiunto al volo al mio aggregatore: grazie Sergio.

Natalia Gutman a Milano

Ieri sera a Milano, al Dal Verme, la violoncellista Natalia Gutman con l' Orchestra i Pomeriggi Musicali ha suonato il Concerto per violoncello e orchestra in la minore op. 129 di Robert Shumann.

Il concerto non mi è piaciuto per niente. Poichè io amo quella donna, attribuirò tutta la colpa alla pochezza dell'acustica del Dal Verme, con pesanti responsabilità anche per l'orchestra e per il direttore (la sua fiorita gestualità ha molto impressionato me, ma non gli orchestrali: non gli davano affatto retta).

Il non numeroso pubblico era assai distratto, ed è stato persino zittito dall'orchestra durante l'accordatura. Come sempre, la sala ferveva di attività e gli spettatori si dedicavano con entusiasmo a:

  • frugare lungamente nelle borsette, ispezionando una ad una tutte le tasche dotate di cerniera lampo;

  • scartare caramelle con lentezza e rumorosità;

  • tirare su col naso con regolarità, ogni due secondi;

  • raccontare alla vicina il dettaglio delle proprie vicissitudini ospedaliere con un sottovoce che arrivava fino al foyer, e oltre;

C'era anche un personaggio fisso, in prima fila, che da parecchie sere si dedica assiduamente all'esplorazione delle proprie cavità (della testa, per ora).

martedì 7 febbraio 2006

Di piattaforme, di utenti e di clienti, di DRM

(E' tutto più complicato di così, ma semplifico per cercare di capire meglio.)

Non si entra in un negozio a comprare Windows. Tra le centinaia di milioni di utenti, pochi sono andati ad acquistarlo appositamente. Non certo quelli che l'hanno trovato installato in ufficio, e nemmeno i tanti che hanno preso un PC senza neanche sapere cos'è un sistema operativo.


Succede quindi che per Windows l'utente finale e il compratore sono due persone diverse con esigenze diverse. A chi darà retta Microsoft in caso di conflitto: al cliente o all'utente? La logica e la storia dicono: al cliente. Solo così si spiega che Microsoft spinga e caldeggi con tanta insistenza i sistemi anticopia che nessun utente finale si è mai sognato di chiedere.

Diversa è la situazione di Apple e Linux: qui è l'utente finale che spende (soldi o tempo, e a volte vale più il secondo). Ignorare un utente finale equivale a perdere una vendita, e in questo senso Apple, pur con tutto il sex appeal del marchio, rischia molto associandosi al vagone DRM. Linux invece, che si basa interamente sulla fiducia e sul passaparola, non può propio fare una cosa del genere, e anzi questa svolta da parte della concorrenza rappresenta una ghiotta opportunità di mercato.


Ma non è da ieri che Microsoft maltratta l'utente finale. Hai mai dovuto usare NT Workstation 4.0? Allora ci siamo capiti... Solo che allora non c'erano i blog: l'utente insoddisfatto aveva scarse possibilità di essere ascoltato. Oggi non è più così, e i casi di Dell e Sony lo testimoniano.

Microsoft ha cercato di rispondere e controbilanciare. Ha invocato maggiore trasparenza, maggiore apertura. Molti suoi dipendenti bloggano, e parlano con onestà del loro lavoro. Tutto molto bello e molto condivisibile, ben accetto e fantastico. Ma io credo che il problema di immagine della Microsoft, alla luce di queste considerazioni, sia un problema strutturale irrisolvibile. Ovviamente, spero che rinuncino al DRM, dimostrando che mi sbaglio.

lunedì 6 febbraio 2006

Dai dati alle informazioni

Chiaccherando a Genova con Andrea a proposito di quiz e intelligenza, si diceva che Google ha un poco ucciso l'erudizione, ma non la cultura.

Adesso che tutto si trova subito, bisogna pur saper cercare; e bisogna pur saper collegare ciò che si è trovato. Forse questa è la cultura al tempo di internet.

Collegare, ricombinare: è di gran moda parlare di mash-up, ma forse non è niente di diverso dal buon vecchio fare cultura.

Google fornisce i dati; la cultura offre le informazioni (è un pensiero che andrebbe pensato meglio).

Foto nuova

Mi han detto a Genova che non assomigliavo alla mia foto sul blog. In effetti era vecchia di qualche anno: quindi l'ho cambiata con una scattata dall'ottimo Samuele Silva.

Podcasting che funziona

L'audio della presentazione del libro è qui

Uto Ughi a Milano

Ieri sera al Conservatorio di Milano i Solisti Veneti e Uto Ughi si sono esibiti in uno dei più bei concerti della stagione.

Dapprima gli archi da soli hanno eseguito la KV 525 di Mozart, "Eine kleine Nachtmusik", malinconica ma scintillante. Poi sono entrati anche i fiati per il Concerto n. 3 in la maggiore per violino e orchestra di Gian Battista Viotti, e Uto Ughi è apparso subito in serata di grazia. Dopo l'intervallo si sono aggiunti i timpani per Ludwig van Beethoven: Romanze op. 40 in sol minore e la celeberrima op. 50 in fa maggiore, totalmente congeniali allo spirito irruente e passionale di Ughi. Infine, il Concerto n.8 in la minore di Ludwig Spohr, molto drammatico, con Ughi scatenato...

La cosa più bella del concerto è stata la evidente, contagiosa felicità di suonare insieme di Ughi e dei Solisti Veneti, felicità che è l'ingrediente principale di un concerto riuscito.

sabato 4 febbraio 2006

Dal Mac!

Non ho niente da dire, ma mi piace l'idea di postare dall'iBook di Andrea Beggi.

Devo dire che l'esperienza è esattamente uguale a quando uso WinXp, dato che l'applicazione che uso (blogger) si trova dall'altra parte del web.

In questo senso, la piattaforma non è più così importante come una volta... baste che Firefox giri, e posso fare tutto.

Momento zen: mentre io posto sul suo Mac, Andrea sta postando su un portatile Win Xp dell'organizzazione.

Blog e scrittori

Qui a In Edita si dice che un blogger non è uno Scrittore (yawn...), che un blogger non scrive con la cura necessaria a essere pubblicato (yawn...).

Nessuno parla di conversazioni.

Marco Traferri dal vivo

Ho appena assistito alla presentazione di Marco Traferri a proposito del suo libro Podcasting che funziona, che uscirà il 23 febbraio.

All'inizio Marco era molto emozionato, ma si è subito sciolto. Ci sono state un sacco di domande dal pubblico, e anche qualche offerta di collaborazione al volo. Molto interessante la sua idea per il futuro, di verticalizzare ulteriormente i podcast: dice che per il web "musica classica" è ancora troppo generalista, bisogna trovare strade più di nicchia, tipo "il clavicembalo" o "l'oboe" eccetera. Ho fatto un sacco di foto, domani le pubblico.

Marco ha registrato la presentazione, quindi mi aspetto un podcast a breve...

Saluti da Genova

Sono a In Edita, qui si parla di blog e politica. Ovvero della difficoltà di parlare di politica.

venerdì 3 febbraio 2006

Ricerca Personale: rendering con Maya

Rendering con Maya
Rendering con Maya,
originally uploaded by gaspart.
L'agenzia di mio fratello cerca un giovane e volenteroso entusiasta del 3D, da inserire nell'organico di Milano, per la realizzazione di rendering 3D del tipo di questa immagine.
Preferibilmente che lavori con MAYA.

Sabato a Genova

Domani vado a In Edita, a Genova, e sono già dispiaciuto di non potere oggi e Domenica.

Obbiettivo dichiarato: la presentazione del libro di Marco Traferri sul podcast al mattino, e l'incontro "Dallo schermo alla carta" al pomeriggio.

Obbiettivo reale: dare un volto a molti blog che leggo da tempo e a cui spero di stringere la mano.

Se qualche blogger comasco o milanese vuole aggregarsi all'ultimo momento, in macchina c'è posto.

giovedì 2 febbraio 2006

RTSI scobelized!

Robert Scoble è appena comparso sul telegiornale principale della TV della Svizzera Italiana, intervistato al LIFT06 di Ginevra.

Il servizio ha prima spiegato cos'è un blog, in modo corretto e dettagliato. Complimenti! (il video sarà disponibile domani qui).

Sono quasi commosso.

Update 03/02/2006:
Oggi il segmento di TG è visibile direttamente qui (poi finirà in archivio).

A proposito di soluzioni

L'orso si apprestava a caricare le tende in riva al fiume. Mentre uno dei campeggiatori si allacciava freneticamente le scarpe, l'altro rimaneva impietrito e gli diceva:

- Sei pazzo! Non riuscirai a correre più dell'orso!
- Ah, ma a me basta correre più di te.

(ovvero, come sopravvivere alla crisi del petrolio)

Nova24 e l'idrogeno

A pagina 9 di Nova un articolo di Beppe Caravita, molto equilibrato ed equidistante, dice che tra vent'anni il petrolio usato per spostarci verrà sostituito dall'idrogeno.

Prima di tutto: tu non hai idea di come io detesti quegli articoli che, affrontando un problema serio, cercano di presentare con la stessa equidistanza tutti i pro e i contro. Ammetto di essere stato abituato male, ma quello che io voglio sapere veramente è: "Tu cosa ne pensi?". Non ho il mito del giornalismo obiettivo, e se ce l'avevo mi è guarito presto.

Ma nel merito: se il prezzo del petrolio dovesse aumentare del 10% annuo nei prossimi anni, quindi molto meno di quanto è aumentato ultimamente, tra vent'anni costerebbe $470 al barile. In questo quadro, nessuno investirebbe sull'idrogeno per il semplice motivo che tutta l'economia occidentale sarebbe completamente collassata.

Io temo che tutte le soluzioni a più di dieci anni non abbiano senso.

mercoledì 1 febbraio 2006

Piccola posta (ragazzi che si divertono)

Ricevo e volentieri trasecolo:
Ciao cercando su google son capitato su una pagina del tuo blog dove si parla della possibilita' di [roba tennica], e si rimanda ad una pagina dove spiega la procedura.

Il punto è che è tutto in inglese... saresti cosi gentile da spiegarmi brevemente come fare passo passo?

grazie mille.
Niente firma, naturalmente. Devo cercare la sua email su Google per scoprire che si chiama Raffaele, da Bari, e che nel suo CV vanta la conoscenza dell'inglese scritto e parlato...
 
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