venerdì 30 maggio 2003

McDonald's sues 'slow food' critic Edoardo Raspelli

Mr Raspelli has refused to back down, telling La Stampa earlier this week that he found fast food "repellent". "I defamed hamburgers... but I have not insulted anyone," he said.

il danneggiante

McDonald's is seeking undisclosed damages, possibly as much as the 21m euros it spent on advertising in Italy last year.

il danneggiato


Per esempio, anche secondo me il cibo venduto nei McDonald's ha il gusto della gomma e del cartone, nella migliore delle ipotesi. E allora? E se diecimila bloggers italiani scrivessero sul loro blog la loro sincera opinione su McDonald's, sarebbe ancora diffamazione?

Qui una risposta di Petrini, di slowfood.it.

giovedì 29 maggio 2003

Fatti una foto da Starbucks!

Qusta la trovo divertente.

Il direttore di una di queste caffetterie assale sgarbatamente un cliente che stava facendo una foto agli amici dentro il negozio. La notizia si sparge in rete e al Prof. Lessig viene un'idea: e se tutti i bloggers entrassero in uno Starbucks e facessero una foto? E se poi la pubblicassero nel loro weblog?

maledetti paparazzi!

La cosa prende piede, tanto che adesso è stato creato l'apposito starbucksphotos.com.

You don't mess around with blogs.

martedì 27 maggio 2003

Music Labels Shun Online Distribution

Sony Music executive VP Robert Bowlin says:
"The marketplace has changed. We are in the content business. We don't have to own the highway necessarily unless it is strategic to do so."
Segnalato da TechDirt, che invece nota:
"...the simple fact is, thanks to digital technology, the music industry needs to realize that they're not in the content business. They were never in the content business. They have always been in the content delivery business.

Not understanding that simple fact is the reason they're in the mess they're in today - and the fact that they still don't see that (and, in fact, are moving in the opposite direction) only furthers the notion that the current record labels are dinosaurs that are not long for this world".
E già che ci siamo, Wachet auf, ruft uns die Stimme lo suona splendidamente Murray Perahia (3,2 MB).

domenica 25 maggio 2003

Evvai!!

Massimo sulla disintermediazione:
"Blogger è Gutenberg al cubo"
Dove si dimostra che parlare di questo mezzo ha senso: parlarne per capire.

venerdì 23 maggio 2003

Come li hanno spesi?

Ho appena saputo (da fonte autorevole) che il sito dei broker assicurativi italiani aibanet.it in tre anni è costato un miliardo di Lire, dando lavoro a tempo pieno a dieci persone. La metà del sito è ancora in costruzione, ma non viene più aggiornato da marzo.

BlogTalk

La conferenza ha uno stream audio, ma in questo momento non funziona. Vanno benissimo invece i suoi liveblogs, sia in inglese che in tedesco. Per la versione italiana c'è Simone seduto in prima fila.

La bolla speculativa

Per ragioni indipendenti dalla mia volontà e anzi a me totalmente sconosciute, il p/e delle azioni di questo blog ha superato stamattina la soglia dei 160. Questa speculazione selvaggia mi preoccupa e temo che la bolla scoppi da un momento all'altro.

Vendi finchè sei in tempo! Ma se vendi e poi continuano a salire, non te la prendere con me.

giovedì 22 maggio 2003

C'è maglietta e maglietta!

Preso dall'entusiasmo per la maglietta confusa, ero andato anche sul Google Store e avevo ordinato due di queste magliette da blogger, per un totale di $18.00. Avevo già comprato le fantastiche magliette di errorwear e avevo pagato $14.25 a maglietta più $6.00 per la spedizione.

Piazzato l'ordine, una nota mi avvertiva che la spedizione internazionale sarebbe stata quotata a parte, e che avrei ricevuto un mail con ulteriori informazioni.

Mail che ricevo oggi, da un Jeremy Lane (reparto "Customer Satisfaction") dove scopro che il totale dell'ordine è la spropositata cifra di $127.36, inclusa una sorprendente processing fee di $25.00. Ho trenta giorni di tempo per rispondere, dopodichè l'ordine viene eliminato.

Ora la mia domanda è questa: secondo te, gli rispondo o no? e cosa gli posso dire, senza scadere nel volgare?

mercoledì 21 maggio 2003

il weblog di Roberto Cotroneo non ha i permalinks

Roberto,

Il tuo non è un blog perché manca nasconde l'essenziale: i permalink. [vedi commenti]

Questo mi impedisce di linkare a un tuo post di oggi con un link che funzioni anche tra una settimana o un mese (come succede con tutti gli strumenti seri tipo blogger o splinder o movable type) quando quel singolo post finirà in archivio.

Sembra un dettagio, ma senza un permalink, come faccio a linkare a un singolo tuo post che mi è parso interessante, o sciocco, o comunque meritevole di attenzione, diffusione e commento?

Ma il punto più importante di tutti è che se Google non ha un indirizzo fisso per il tuo post, non riesce a indicizzarlo e quindi perdi rilevanza, non salti fuori dopo nelle sue ricerche (che costituiscono circa il 30% del traffico di un blog).

Te l'avranno sicuramente già detto. Altrimenti scusa se ti do questa brutta notizia. Riuscirai a sopravvivere? E soprattutto, puoi farci qualcosa?

Ciao,
Gaspar

The Cognitive style of PowerPoint

Mi è appena arrivato l'opuscolo (24 pagine) di Edward Tufte. Delizioso! Ti cito:
"Nella pratica di tutti i giorni, i modelli di PowerPoint potrebbero migliorare il 10-20% di tutte le presentazioni inette ed estremamente disorganizzate, al costo di un visibile danno intellettivo all'altro 80%. Statisticamente, i livelli di orrore provocato si avvicinano alla demenza. Dato che ogni anno nel mondo si producono circa da 1010 a 1011 diapositive di PowerPoint (molte basate sui modelli), possiamo parlare di un rilevante e misurabile impedimento alla comunicazione tra colleghi. O per lo meno una enorme perdita di tempo.

PowerPoint is evil

Il danno è in qualche modo mitigato dal fatto che le riunioni in cui vige lo stile cognitivo di PowerPoint non sono poi così importanti. PowerPoint permette a chi lo usa di giocare con le mille funzionalità invece di informare: i presentatori fanno finta di presentare, e gli ascoltatori fanno finta di ascoltare. Questo scherzo alle spalle di sostanza e pensiero dovrebbe sempre provocare la domanda:

Perché ***** stiamo tenendo questa ******* riunione?
Come non essere d'accordo? E' da molto tempo che per le mie presentazioni mi basta una lavagna bianca e un pennarello. Per le spiegazioni molto complicate, due pennarelli di diverso colore.

On a totally different note, Bhangra!

Arrivo buon ultimo, ma grazie a AKMA ho appena scoperto il bhangra: che forza!

Bhangra!

Bhangra Nights, Bolo Ta Ra Ra, Apna Sanjeet, Jiha, Raat Da Na Bole, Snoop Dogg Punjabi Remix, e moltri altri. L'unica domanda: ma cosa dicono?

Grazie, Reverendo!

martedì 20 maggio 2003

Maisky a Milano

C'era il violoncellista Misha Maisky (è stato allievo di Rostropovich) ieri sera al Conservatorio, accompagnato al pianoforte da Pavel Gillov, con il seguente programma fatto apposta per mim*mina:
Johannes Brahms

3 Lieder... ohne Worte:
Sappishe Ode, op. 94/4
Wie Melodien zieht es mir, op. 105/1
Aus "Vier ernste Gesange", op. 121/1

Sonata in re maggiore op. 78

3 Lieder... ohne Worte:
Sommerabend, op. 85/1
Mondenshein, op. 85/2
Feldeinsamkeit, op. 86/2

Sonata in mi minore op. 38
La prima cosa da dire è che il pianoforte non era semichiuso, come quando il pianista è incapace di dosare. Buon segno! Infatti Gillov ha accompagnato molto bene, secondo me.


Maisky è un interprete dal suono che potresti definire "eroico": sempre sofferto, irruente, passionale. Non so se hai presente Mario Brunello: l'esatto opposto. E quindi i Lieder erano lirici, certamente, ma di un lirismo sempre doloroso, cupo, sofferente, pessimista. Mancava la grazia, la morbidezza. Per fare il paragone con il cinema, di un attore che fa sempre il cattivo diresti che è un caratterista, non un interprete.

La Sonata 78, celeberrima, nella trascrizione da violino a violoncello perde in agilità, ma questo mi pare inevitabile. Parlerei di esperimento interessante ma non perfettamente riuscito. Ma in più ieri mi sembrava una esecuzione troppo a scatti, o a strappi.

La sublime Sonata 38 (qui l'inizio) invece è stato il meglio della serata. Finalmente ho sentito la musica fluire, piena di fascino. Forse poca chiarezza nelle battute conclusive dell'Allegro finale, se proprio vuoi fare il pignolo, ma è stato bello lo stesso.

Un ultimo Lieder di bis e diluvio di applausi con tifo da stadio dalle gradinate.

lunedì 19 maggio 2003

WLAN6060SD

Lo slot SD è quello supportato ormai da tutti i PDA che si rispettino. E questo cosino qui sotto è una scheda WiFi per PDA, formato SD. Non è ancora in vendita, ma io mi sono già prenotato. Aggiungi il voice over IP, cuoci a fuoco moderato per pochi minuti, e avrai la tua rete telefonica privata e gratuita. Non vedo l'ora!

Quello che Google lascia fuori

Ti rimbalzo questo interessante articolo segnalato da Dave Winer, che spiega come Google, che indicizza circa il 30% di tutte le pagine su internet, segue dei criteri:
  1. Google does not index every page of the Internet;
  2. That Google tends to drop (or not index) pages from three to six months ago and older)
  3. That Google tends to have near 98% of recent pages ( pages created in the last 3 months) indexed in blogs, educational sites and news and information sites;
  4. That Google tends to have 80% of main stream website pages indexed that were created in the last 3 months;
  5. That Google tends to ignore some types of sites that have little information on them.
Naturalmente c'è un'altra categoria che Google non indicizza: le pagine che stanno dietro un abbonamento a pagamento o quelle che non hanno un permalink, come ad esempio gli archivi dei giornali. Te lo spiega Doc Searls qui e qui.

In base a questi criteri, Google indicizzerebbe (sottolineo che si tratta di risultati empirici) circa la metà dei weblogs, il 37% dei siti .edu, il 29% dei siti "mainstream", il 45% delle news, l'8% delle pagine-spazzatura, tipo Geocities e simili.

Ne parla anche Paolo qui.

giovedì 15 maggio 2003

Ne ho ordinate due

Paris tout en WiFi ?

Questa è una notizia che mi piace:
"De Gare du Nord à Porte d'Orléans, la ligne de bus numéro 38 à Paris est le lieu d'une expérience audacieuse menée par Naxos et Telcité, filiales de la RATP, en collaboration avec Cap Gemini. Douze points d'accès ont été installés le long du parcours du bus, permettant aux utilisateurs nomades d'accéder aux réseaux sans-fil via la technologie Wi-Fi.

Ces points d'accès sont reliés via le métro au réseau de fibres optiques de Telcité. Dans le bus 38, donc, mais aussi dans les cafés devant lesquels il roule, il est possible de se connecter à un réseau ou de surfer sur Internet sans fil. Alors qu'aucune publicité n'a été faite autour de ce projet, plus de 1.000 personnes se sont inscrites pour profiter de la phase de test de cette expérience."
Cosa ***** aspettano i nostri immobili amministratori? Mentre l'isola di Manhattan è completamente coperta da WiFi, da noi siamo ad una timidissima fase sperimentale di tin.it che a Milano copre appena due hall di albergo e due negozi.

Pastori. Per fortuna che la gente comincia ad arrangiarsi da sola.
l'arte di arrangiarsi

mercoledì 14 maggio 2003

Stato di "On"

"Che palle 'sta storia della fuffa: non se ne può più. Basta parlare di blog!" Torniamo a parlare della nostra tartaruga domestica, suggeriscono in molti.

E saresti tentato di essere d'accordo, se non fosse che poi Beppe se ne esce con questo fenomenale post, e tu dici "come ho fatto a non pensarci prima":
"La fuffa è la nemesi dei Berlusconi, dei D'Alema, dei Rutelli, degli Schifani ma anche dei...Formenti. E' il pensare con la propria testa, con la pancia, l'ego....quello che volete. Ma è pensare: cervello in stato di "On" (Om..), da quando ho il blog la tv per me è morta. Ho ripreso a scandagliare le notizie del mondo, a studiare ciò che mi circonda. Ad ascoltare, a capire."
Quando ti dico che amo questo mezzo perché mi mette a contatto con persone intelligenti e propositive, mi riferisco proprio a post così.

martedì 13 maggio 2003

Mondo che?

Oggi pomeriggio in una grossa libreria del centro di Como, sveglio il commesso dal suo stupore etilico: "vorrei Mondo Blog, edito da Hops Libri". Il commesso va al terminale, digita qualcosa e poi dice "non esiste". Mi affaccio al bancone e leggo la sua chiave di ricerca sul monitor: "Glog"

Ragazzi, siamo proprio un fenomeno di nicchia, altro che moda del momento!

Quando gli faccio notare l'errore, mi guarda con una faccia come per dire "glog plog flog, che differenza c'è?"; e infatti la ricerca col termine corretto non produce risultati. Torno a casa, vado sul sito e faccio l'acquisto online (tre euro e mezzo per la spedizione contrassegno). Che ci vuole.

Google oggi si è svegliato storto

Aggiornamento: se mi connetto con il telefonino, Google funziona docile. Mi piacerebbe sapere se ce l'ha con me o con tutta la classe di indirizzi Telecom?

E tra parentesi: altavista mi provoca ribrezzo.

è tutto il giorno che è così

Bacchetti e Pompili al Conservatorio di Milano

Largo ai giovani: Andrea Bacchetti ed Enrico Pompili erano ieri sera alla Sala Verdi con mezzo concerto a testa, e con il seguente programma:
Johann Sebastian Bach
Suite francese n. 5 in sol maggiore BWV 815
Suite Inglese n. 4 in fa maggiore BWV 809
pianista: Andrea Bacchetti

Franz Liszt
Dai 6 Studi da Concerto: Mormorio della Foresta, La Leggierezza
Parafrasi del Rigoletto
Rapsodia Ungherese n.2
pianista: Enrico Pompili
Bacchetti assomiglia sempre di più a Woodstock dei Peanuts. Siccome si era dimenticato il programma, ci ha fatto tre suites invece di due. Poi per fortuna si è limitato nei bis.

Ti dirò che le suites, sia quelle francesi che quelle inglesi, sono in testa ai miei preferiti. Ma che l'esecuzione di ieri non mi è piaciuta per niente: l'ho trovata molto meccanica, addirittura un poco legnosa all'inizio, e in generale mi pare che questa musica contenga molte più sfumature di quante ne abbia tirate fuori Bacchetti. Per essere gentile potrei dirti che non ha studiato. "Il ragazzo è capace ma non si impegna abbastanza", dicevano di me a scuola...

Certo che Bach è terribile: se le note non sgorgano naturali, se appena si nota la tecnica, ecco che svanisce tutto l'incantesimo e la musica non funziona più: che è appunto quello che è successo ieri sera. Pubblico in visibilio e applausi scroscianti, perchè Bacchetti è simpatico comunque.

Pompili invece ha presentato un programma certo più corto e più accattivante, ma aveva studiato. La liquidità degli Studi, il Rigoletto a la Liszt, la celeberrima rapsodia (ormai indissolubilmente legata a Tom e Jerry), tutta musica che è venuta fuori bene, con sensibilità e sentimento, e mi è piaciuta assai (riscattando quindi la prima parte). Nonostante l'ora tarda, applausi convinti e tifo da stadio da parte della mamma di Pompili seduta dietro di me.

sabato 10 maggio 2003

La legge di webbit

In questo momento La Pizia presenta il suo libro a webb.it, ma lo streaming audio in diretta non funziona. Accidenti a Murphy!

Sono riuscito a sentire un applauso, poi delle risate mentre il segnale si affievoliva. Spero sarà disponibile la registrazione.

Antonio è al webb.it con ludik

Antonio Cavedoni: saluti dall'inferno!
gtorriero: dall'inferno? fa caldo?
Antonio Cavedoni: boia
Antonio Cavedoni: hola gaspar, qui ludik :)
gtorriero: a parte le sudate, che si dice al webb.it? ciao ludik!
Antonio Cavedoni: non sappiamo bene che fare, giriamo tra compute e bloggers...
gtorriero: c'è connessione WiFi? oppure vi manco?
Antonio Cavedoni: in questo momento siamo wi-fi...
gtorriero: grande!
Antonio Cavedoni: altro che balle...
gtorriero: di chi è?
Antonio Cavedoni: bho.. basta che c'è
gtorriero: ma allora siete dei pericolosi acchers!
Antonio Cavedoni: mi sa di si...
gtorriero: verrò a portarvi le arance
Antonio Cavedoni: grande
End of Antonio Cavedoni buffer: Sat May 10 14:51:44 2003

Il Fisico e il Giornalista

Per il puro piacere di rileggere una pensata intelligente, ti riporto il commento di Giorgio a un post di Mantellini sul Giornalismo:
"Io sono un fisico, e so perfettamente identificare un altro fisico: gli sottopongo una serie di problemi di complessita' crescente e vedo se sa risolverli. Se li risolve tutti, allora e' un bravo fisico. Se ne risolve solo una parte, allora e' un cattivo fisico. Se non sa da dove cominciare, allora non e' un fisico.

Il concetto e': esiste un metodo operativo per distinguere un fisico da un non-fisico in base al risultato del suo lavoro (la capacita' di risoluzione di una certa classe di problemi).

Vale anche (e soprattutto!) il viceversa: esiste una classe di problemi (o, per estensione, di lavori) che solo un fisico e' in grado di risolvere o portare a termine."
Il punto è assai interessante. Il buon italiano, la scrittura coinvolgente, lo stile, la capacità di scavare, caratterizzano il buon giornalista ma non sono una prerogativa esclusiva del giornalista.

Secondo me l'unica cosa che davvero distingue il giornalista è che scrive su un giornale. Che una volta era l'unico modo di farsi leggere. Oggi non più.

venerdì 9 maggio 2003

Giancarlo Mola

Il bello di giornali e riviste è che, qualunque stupidaggine tu scriva, a meno che non la sia grossissima, il giorno dopo è buona solo a incartare le ova freschissime del contadino, che me le porta la Signora Franca come segno di speciale devozione.

Invece il bello di internet è che, qualunque cosa tu ci scriva, e dovunque te tu l'abbia scritta, rimane per l'eternità disponibile a qualsiasi cazzeggiatore perdigiorno che se la cerchi su Google.

Ed è così che io ho scoperto, per appartenere appunto alla suddetta categoria, i dieci articoli che sconvolsero il mondo:Ne mancano due e ce ne sarebbero molti altri, spazianti a volo radente su tutto lo scibile, ma mi è mancato il cuore.

sabato 3 maggio 2003

Britney Spears è il mainframe dell'industria discografica

Parliamo del futuro: come verranno pagati gli artisti nell'era del file sharing? Dan Bricklin fa una analisi assai accurata sul passato, sul presente e sui possibili sviluppi futuri:
"There is a self-fulfilling prophesy where only huge sellers bringing in large revenues are pursued. Small fan bases, even if solid and large enough to fully fund the artist themselves with a very acceptable life compared to other professions, do not fit in this model. A few big hits are viewed as more important than a myriad of small ones, each with a happy artist and happy fans. There seems to be a drive to create a few "superstars" instead of many full-time artists. This is bad economics if in catering to the big players we develop technologies and norms that hamper the "business models" of the smaller players.


Technology is making the cost of practicing many types of art less expensive. For example, recording and editing equipment of high quality that used to cost hundreds of thousands or millions of dollars is becoming something even a hobbyist can afford and use. Manufacturing and distribution of many media forms is becoming almost cost free. Communications to a widely dispersed fan base has dropped to a minor cost as mailing and the need for advertising is replaced with email and web sites. (Discussing this with someone, he basically asked: "Is the Britney Spears model the mainframe of the music business?")".
Ripeti con me: "Personalizzazione, disintermediazione. Personalizzazione, disintermediazione. Personalizzazione..."
Grazie a David per la dritta.

venerdì 2 maggio 2003

Dollar Songs

A conferma di come la penso su iTunes, mi soccorre QuintoStato che linka questo articolo da Wired News.

Vi si sostiene tra l'altro che il prezzo giusto sarebbe 18 centesimi per canzone. Riguardo ai prezzi delle alternative legali:
"At Pressplay, a music site backed by Sony and Universal Music Group, users pay $10 a month for unlimited downloads and streaming from its online catalog. "Portable downloads," which can be played on multiple devices, cost between 80 cents and $1.20 each, depending on the number purchased.

Listen.com charges $10 a month for unlimited access to its music collection, plus another $1 for each track burned to a CD.

MusicNet, created by Warner Music Group, BMG Entertainment and EMI Recorded Music, has a somewhat different model. Subscribers who access the service through RealNetworks pay $5 to download up to 100 songs per month."
E ancora non ci siamo.

giovedì 1 maggio 2003

Il weblog come strumento di autodifesa

Robert Scoble nota:
"The world has changed. Andrew over at the Register has attacked Joi. Now Joi answers back. What changed here? Well, in the old world, Joi would have had to convince a newspaper to run his letter to the editor and we would never have seen a conversation like this one happen. Today I trust Joi even more than I did before today."
I giornalisti da strapazzo hanno sempre usato impunemente del loro piccolo potere, e a ragione si sentono minacciati dai weblogs.

Quando morì mio padre, un "giornalista" del foglio locale si presentò improvvisamente a casa nostra per intervistarci. Mia sorella lo fece entrare perchè non aveva capito, ma appena disse chi era e cominciò a fare domande curiosando in giro, io lo invitai fermamente ma gentilmente a uscire. Lui non mi rispondeva, non si scusava, ma continuava a fare domande, lo stronzo.

Naturalmente il giorno dopo l'articolo uscì lo stesso, di fantasia, ma con l'ora e la chiesa del funerale accuratamente sbagliati.

Apple Music Store

Tom Matrullo, elegante come al solito ma stavolta incazzatissimo, ne dice:
"The selfsame corporations that have been making war on us for years, strangling every effort to just hear the uncommon thing, now wish to charge us $1 per song.

For bits?

Bits?????"
Ripeto: se una cosa simile l'avesse fatta Microsoft, sarebbe successo il finimondo.
 
Creative Commons License
Gaspar Torriero gone verbose by Gaspar Torriero is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.