lunedì 28 settembre 2009

Il nuovo lungolago di Como: l'epilogo?

Come riportato dagli organi di stampa (Corriere e Giornale), pare che il sindaco di Como sia andato a parlare con Formigoni (sono entrambi della stessa area politica) e ne sia uscito con una decisione: niente muro, si torna alle paratie.

Il pericolo immediato è scongiurato. Le paratie dappertutto restano però una spesa assurda e inutile, per quelle poche volte che il lago esonda; si spende molto meno a mettersi d'accordo con quelli di Lecco che gestiscono le chiuse dell'Adda.

Speriamo che tutto il progetto venga ricondotto alla ragione.

domenica 27 settembre 2009

Il nuovo lungolago di Como: la manifestazione

La manifestazione indetta ieri dalle opposizioni per questa mattina, nonostante lo scarso preavviso, ha avuto un buon successo di pubblico. Ci sono andato anch'io, e mi ha fatto bene vedere che non sono solo a pensare che questa storia è assurda.

Nel frattempo credo di aver capito che esiteva un primo progetto, con le paratie e il nuovo marciapiede a livello del vecchio; ma che la variante approvata alla chetichella dal comune prevede le paratie in pochi punti, e per il resto prevede il muro. Insomma, potrebbe diventare molto peggio di come sembra adesso.

Due foto:

La manifestazione - gli addobbi

La manifestazione - in una bella giornata d'autunno

Tutte le altre su Flickr.

sabato 26 settembre 2009

Il lungolago di Como: mobilitazione

La magistratura ha aperto una inchiesta sul muro. Se verrà promossa una class action contro il Comune di Como, come io spero, mi iscriverò senz'altro come parte lesa.

Nel frattempo la lista civica di opposizione raccoglie firme da presentare in comune. L'operazione è simbolica, ma i simboli hanno la loro forza e quindi ho firmato. Tanto più che un gazebo era proprio sotto casa.

Il muro - le reazioni da destra

Quello che non ho ancora capito ma vorrei tanto sapere è questo: chi ha modificato il progetto originale, perché lo ha fatto, chi ha approvato la modifica.

giovedì 24 settembre 2009

Il nuovo lungolago di Como: a che servono le paratie

Tu, foresto, potresti dire: "ok, il lago non si vede ma adesso hai le paratie che ti proteggono dalle esondazioni del lago".

La risposta è "no", e te lo spiego con un disegno (grazie, Google Earth):

Paratie

Ho marcato in rosso la zona delle paratie: sono meno di 200m di fronte lago. Lo vedi da solo che non servono a niente. Tu chiederai: ma certamente quella è la zona più bassa? No, la zona più bassa è alla sinistra delle paratie, di fronte a Piazza Cavour. Da Piazza Cavour il lago è libero di entrare e di aggirarle.

Tieni presente che quando il lago esonda, l'acqua entra in città soprattutto da sotto, non da sopra. Le cantine di molti miei amici si allagano anche senza che il lago entri in città.

Come si faceva una volta? Coi sacchetti di sabbia. Quanti sacchetti di sabbia ci compri con quindici milioni di euro?

Più penso a questa cosa, più mi pare irreale.

mercoledì 23 settembre 2009

Il nuovo lungolago di Como: il lago non si vede più

Questa è davvero sublime. A Como stanno rifacendo il lungolago, allargando il marciapiede. Non sapevo (ma pare neanche il Sindaco) che il progetto comprende un bel muro che separa il lago dalla passeggiata, e lo nasconde alla vista.

Non ci posso credere, adesso esco e vado a vedere con i miei occhi.

Aggiornamento: è peggio di come pensavo
Sono appena stato al lago e ho fatto qualche foto. Prima di tutto, all'esterno della recinzione dei lavori l'opera viene presentata nei dettagli. Questo pannello mostra com'è adesso il marciapiede e come sarà a fine lavori. L'estensione del marciapiede è a livello della vecchia pavimentazione in porfido. La signorina guarda intenta il lago, e si presume che lo veda.
Il muro - cosa ci hanno venduto

E invece - sorpresa! Il lago non si vede affatto: questa foto è stata scattata a 1.75m di altezza dal marciapiede, attraverso una finestrella pro-umarell:
Il muro - questo è quello che si vede dalla strada

Su un'altra finestra, qualcuno ha lasciato un ricordo della bigiata, e qualcuno si è posto la domanda:
Il muro - cosa ci stanno rifilando

Mentre facevo queste foto, una delegazione di notabili era entrata a vedere di persona l'orrore che avevano svaporatamente approvato poco prima. Il commento generale sembra essere "ma io non ne sapevo nulla", come se questo non fosse una aggravante. Un gruppo di giornalisti e fotografi immortalava l'evento, e sicuramente domani ne parleranno i giornali locali.
Il muro - domani ne parlerà la stampa

Tra parentesi, ho notato con interesse che l'inviato della Provincia aveva una telecamerina con cui intervistava al volo i passanti: complimenti, sicuramente c'è sotto la mano del Giorgio.

Per finire, un signore intervistato diceva "i nomi, voglio i nomi, voglio sapere chi è stato a fare questa [epiteto irripetibile]". E quindi ecco i nomi, a futura memoria di Google:
Il muro - chi è stato e cosa ci è costato

Importo complessivo del progetto: € 15.763.310,39 [e trentanove centesimi!]

Progettisti:
Prof. Ing. Ugo Maione
Ing. Carlo Terragni
Ing. Renato Conti

Interrogati, diranno che loro non ne sapevano niente, che il muro è stato tirato su autonomamente da un operaio extracomunicario di una impresa sub-subappaltatrice, a causa della sua esuberanza giovanile.

martedì 22 settembre 2009

Il plagio è morto

Pensierino su un appunto di Luca Sofri:

Alla base del plagio c'era la sproporzione: io sono grande e grosso e visibile, se copio da un piccolo e oscuro, nessuno se ne accorge; se il piccolo protesta, nessuno lo sente.

Il web invece offre uguale pulpito e uguale rintracciabilità a tutti. Senza sproporzione, il plagio è morto, e al suo posto c'è il link, oppure la figura di merda (scusa il tecnicismo) come quella di Repubblica.

venerdì 18 settembre 2009

Aziende al barcamp, cogliete l'occasione.

All'inizio qui era tutta campagna e non ci sono più le mezze stagioni, e ultimamente capita spesso che aziende sponsorizzino barcamp e ottengano il loro bello spazio da 30 minuti. Spazio che normalmente viene utilizzato alla moda del venditore da fiera: quanto siamo belli, quanto siamo bravi, come avete fatto a vivere fino ad ora senza di noi.

Una volta, davanti a una platea composta in gran parte da professionisti del web, un signore ha spiegato nel dettaglio come si faceva ad iscriversi al suo socialcoso poco usato, mentre lo scelto pubblico dormiva, si disinteressava, rotolava gli occhi al cielo e scambiava commenti sarcastici su Twitter. Molti scappavano in corridoio a fare due chiacchiere interessanti con qualcuno.

E' per questo che al mio barcamp non vorrei assegnare più di 5 minuti alle presentazioni commerciali. Mi sembrano più che sufficienti a informare sulle nuove iniziative, senza annoiare.

Certo che se io fossi stato quell'azienda di socialcosi, avrei approfittato dei trenta minuti per raccontare le cose che non funzionano e chiedere suggerimenti, idee, consigli allo scelto pubblico, che occasioni così mica capitano tutti i giorni.

sabato 12 settembre 2009

Vodafone regala clienti alla concorrenza

Leggo tramite Stefano Quintarelli, Massimo Mantellini e molti altri, che Vodafone ha deciso di spararsi in un piede:
A partire dal 20 Novembre 2009, allo scopo di salvaguardare la qualità del servizio Internet a vantaggio di tutti i Clienti, la velocità massima di connessione alle applicazioni peer-to-peer o file sharing potrà essere limitata fra le ore 7:00 e le ore 22:00.

Inoltre nelle offerte Dati in Mobilità con computer e cellulare (iPhone, BlackBerry, etc...) saranno introdotte alcune limitazioni e nuove condizioni per il traffico effettuato con applicazioni VoIP.
Come sottolinea Stefano, in un paese più civile Vodafone avrebbe già addosso un vasto assortimento di Autorità poco contente.

In alternativa, non mi resta che depennare Vodafone dalla lista dei miei fornitori aziendali e privati, consigliando a familiari amici fornitori e clienti di fare lo stesso.

E' chiaro che ne faccio una questione di principio: se permettiamo ai fornitori di connessione di decidere quali applicazioni sono autorizzate a transitare, internet muore.

Spero che muoia prima Vodafone.

mercoledì 9 settembre 2009

Quando organizzerò un barcamp, sarà così

A scanso di equivoci e fraintendimenti, premetto che non voglio affatto criticare chi ha organizzato gli ultimi barcamp, e anzi li ringrazio per gli sforzi profusi e per la splendida grace under pressure che hanno dimostrato.

Neanche penso che la mia visione del barcamp sia la unica possibile, anzi ben venga la varietà e le differenti esperienze.

Comunque, quando riuscirò ad organizzare un barcamp sul lago di Como, se mai ci riuscirò, vorrei che avesse queste caratteristiche:
  • L'ambiente sarà composto da una grande sala di decompressione e da quattro salette per le presentazioni, separate e chiuse da una porta. Nelle salette ci saranno una trentina di posti a sedere, più qualche posto in piedi.
  • Ogni saletta sarà gestita da un responsabile della sala che curerà la successione degli interventi e il buon andamento dei medesimi.
  • Le iscrizioni saranno a numero chiuso, determinato dalla capienza effettiva e dalla data di iscrizione. All'atto dell'iscrizione, il partecipante dichiarerà anche il titolo o l'argomento del suo intervento.
  • Non saranno accettati partecipanti che non presentino qualcosa, o che non partecipino in qualche modo a una presentazione o non collaborino praticamente all'organizzazione.
  • Le presentazioni si svolgeranno in quattro periodi, separati da un intervallo principale per il pranzo e due intervalli più brevi a metà mattina e metà pomeriggio.
  • Le presentazioni dureranno 30minuti. Le presentazioni di carattere commerciale dovranno essere preventivamente laikate da un congruo numero di iscritti che si dichiara interessato (almeno dieci? venti? di più?) altrimenti otterranno 5 minuti all'interno di un apposito spazio Ignite.
  • (aggiunto in base ai commenti) Le presentazioni saranno composte da una introduzione di non più di 10 minuti seguita da una discussione con i partecipanti
Che ti pare, ci verresti a un barcamp così?

martedì 8 settembre 2009

RomagnaCamp: il mio intervento

Presentare a un barcamp appena uscito dal mare, a piedi nudi e con il costume bagnato, indossando la maglietta confusa (ho le prove)? Non ha prezzo.

Il mio intervento, dal pretenzioso titolo "Identità Anonimato Rete" è cominciato proponendo allo scarso ma sceltissimo pubblico la seguente riflessione:
Nella vita reale è normale avere identità diverse in ambiti diversi e
in luoghi diversi: familiare, lavorativo, eccetera. Queste diverse identità sono favorite dalla difficoltà di circolazione delle informazioni analogiche, che permettono di creare compartimenti stagni.

Ma in rete le informazioni circolano molto più velocemente. La rete è il “villaggio globale”, e nel villaggio globale si riproducono gli stessi meccanismi del piccolo villaggio di campagna, dove tutti conoscono tutti intimamente, e non esiste l’anonimato.

“In rete non è più possibile nascondere il fatto che sei un cretino”
Riflessione banalotta quanto vuoi, ma che ha innescato una interessante discussione tra i partecipanti, durante la quale io mi sono limitato a passare il microfono a chi voleva intervenire.

A un certo punto si è passati a parlare del famoso "rumore" delle reti sociali, come riporta Marco Traferri nel suo post e nei relativi commenti. Io ho vigorosamente sostenuto che non c'è nessun rumore; piuttosto c'è chi, fraintendendo il mezzo, aggiunge vagonate di amisci sconosciuti che finiscono per dargli solo fastidio. Insomma, chi è causa del suo mal eccetera eccetera.

Aggiornamento:
Stimolato dal post di Francesco, preciso che, parlando del villaggio globale mi riferivo alla inevitabile convergenza, su internet, dei profili “da cazzeggio” e “lavorativo”. Avrei voluto affrontare anche il tema dell'anonimato, ma la discussione ha preso una piega diversa, e poi è finito il tempo.

domenica 6 settembre 2009

RomagnaCamp, son tornato!

Ho appena messo piede in casa dopo un viaggio molto tranquillo. Il traffico era intenso ma senza intoppi, e i miei tre compagni di merenda mi hanno tenuto compagnia russando sonoramente per tutto il viaggio.

Ringarazio Luca Sartoni e tutti quelli che lo hanno aiutato a organizzare il RomagnaCamp. Ringarazio Elena che ci ha riempito di premure affettuose. Ringrazio Palmasco per l'idea del golfino e per la passeggiata in spiaggia. Ringrazio Piero per avermi portato i saluti di suo padre. Ringrazio tutti quelli a cui ho stretto la mano e con cui ho scambiato due parole.

ATTENZIONE:
Ricordo a tutti quelli che hanno scattato foto o registrato filmati, di partecipare al concorso fotografico indetto da Massimo Mantellini, inviando tutto il materiale, possibilmente ad alta risoluzione, direttamente alla sua casella di posta elettronica. Ci sono in palio premi favolosi ;-)

venerdì 4 settembre 2009

RomagnaCamp, arrivo!

Conto di arrivare ento questa sera al RomagnaCamp09, assieme ad Andrea, Luca e Matteo. Vorrei anche provare a trasmettere in diretta dall'Autostrada del Sole, dopo le 17:00: eventualmente ci si vede su Ustream e ci si legge su Twitter.

Non vedo l'ora di salutarvi di persona.
 
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