In vacanza riesco a leggere solo quei blogs di cui ho sottoscritto il feed, grazie a NewzCrawler. Mi manca la connessione ADSL "always on", e non riesco più ad andare su internet con l'incubo del contascatti.
Grazie a WiFi e all'accesso via radio, in alcune fortunate zone del mondo si trova l'accesso internet (veloce e gratuito) con la stessa facilità con cui si trova una presa della corrente per il portatile. Credo che diventerà una cosa normale. E da noi?
sabato 31 agosto 2002
mercoledì 28 agosto 2002
Interim report
Approfitto della brutta giornata per avvisarti che torno l'8 settembre, e che fino ad allora qui ci sarà poco traffico. Ci vediamo!
lunedì 12 agosto 2002
sabato 10 agosto 2002
Vacanza, vacanza.
Il 90% dei visitatori occasionali arriva a questo sito tramite Google. Se di solito la ricerca più frequente riguarda l'ADSL, nelle ultime settimane cercano tutti il Capo di Coda Cavallo, meta delle mie vacanze da sempre.
Perché ti dico questo? perché domani parto! Proverò a bloggare via email, con cellulare e Palm, ma non aspettarti molto. Ci vediamo a settembre.
Nel frattempo a Londra espone il fotografo svizzero Weinberger (parente?), con una strana mostra sui beatniks zurighesi degli anni '50: strana gente!
Perché ti dico questo? perché domani parto! Proverò a bloggare via email, con cellulare e Palm, ma non aspettarti molto. Ci vediamo a settembre.
Nel frattempo a Londra espone il fotografo svizzero Weinberger (parente?), con una strana mostra sui beatniks zurighesi degli anni '50: strana gente!
venerdì 9 agosto 2002
La radio "peer to peer"
Forse una delle idee più interessanti di internet, almeno per me, almeno in questo momento, è quella del peer to peer, ovvero la disintermediazione del server. Questa sera ho scoperto e mi diverto con la radio "fai da te", i cui componenti sono:
E' tutta la sera che ascolto bootlegs dei Pink Floyd, messi a disposizione chissà dove chissà da chi, per il puro gusto di condividere. Non ti pare una cosa fantastica? Io sono totalmente affascinato.
Winamp (ma credo ci vuole la versione 2)Citando dall'introduzione a Peercast:
Shoutcast
Peercast
Oddcast
PeerCast is a robust network because there is no central server, each user can be a client, server or broadcaster of streams. It offers anonymity for broadcasters because there is no easy way to trace back to the original stream, it is even possible to broadcast directly to a single client located in a different country and have that provide the source for the entire network.Ma ti rendi conto? ogni partecipante può essere cliente, server o broadcaster, anche con una connessioncina da 56Kbps!
E' tutta la sera che ascolto bootlegs dei Pink Floyd, messi a disposizione chissà dove chissà da chi, per il puro gusto di condividere. Non ti pare una cosa fantastica? Io sono totalmente affascinato.
giovedì 8 agosto 2002
Gli standards della TV Digitale
A Brief History of HDTV explains all (original author unknown):

Grazie a dive into Mark per la segnalazione
- Broadcast Industry asks for bandwidth for HDTV
- FCC says
OK, we'll set aside bandwidth for HDTV. What standards?- Industry says
No standards, pleaseand comes up with EIGHTEEN recommended formats for HDTV. I am not shitting you.- FCC says
Isn't 18 different standards a bit much?- Industry says
Shut the f!@# up FCC, we know what we are doing. Themarketwill handle this!- Consumer Electronics dudes whine
18 formats make every thing cost more, you are f!@#ing us!- FCC says
OK, it's your call on standards, 18 formats is fine, in fact there are NO STANDARDS AT ALL, because we areletting the market decide, but you start broadcasting HDTV now or we take back the FREE bandwidth.- Industry says
What? We really just want the free bandwidth. You really want us to do HDTV??- Congress says
F!@# you Industry. Broadcast HDTV or we'll legislate your asses back to Sunday!- Industry says
We're f!@#ed. 18 formats? Why the hell did we do that? Let's change it.- Consumer Electronics dudes say
You ain't changing shit. We are already building the boxes you said you wanted built.- FCC says
Yah, ya boneheads, we told you 18 was too many, now you gotta live with it.- Industry says
Well FCC, will you at least make the cable companies carry the HDTV at no charge?- Cable companies say
F!@# you! You gotta pay! Bwah-ha-ha-ha!- FCC says
Yep, no federal mandate on carrying HDTV, we are lettingthe markethandle that.- Industry says
We are so f!@#ed. We are spending 5-10 million per TV station in hardware alone and have 1000 HDTV viewers per city, even in LA!- Consumer at home says
Where is my HDTV? Why does it cost so much? F!@# it, I'm sticking with cable/DirecTV.- Consumer electronics dudes, broadcast industry, FCC, and Congress all cry. Cable companies laugh and make even bigger profits.
Grazie a dive into Mark per la segnalazione
Namaste
Stasera dopo secoli sono stato a mangiare in un ristorante indiano, Namaste appunto, e mi è piaciuto tutto tranne:
tre informatici al tavolo vicino che hanno passato la sera a gridare di informatica, e quante volte hanno dovuto riavviare il server, e i bachi di Windows, e "perchè gli informatici in Italia non hanno capito una cosa", e non tacevano neanche mentre mangiavano il pollo tandori.Che palle! Ho chiesto a mia moglie: "Se un giorno divento così, ti prego, sparami".
mercoledì 7 agosto 2002
Dieci nuove API per Palladium
martedì 6 agosto 2002
Pigrizia
Ho toccato il fondo della mia pigrizia. Ho trovato un interessante link per mia moglie e gliel'ho inviato per email (stiamo lavorando in casa, a cinque metri l'uno dall'altra):
http://www.lii.org/search?goto=013749
An annotated collection of links to Web sites for consumer health information. In addition to diseases, drugs, and general guides, topics include multilingual sites, information on evaluating online health sites, and much more. From librarians at the Health Sciences Library, University of North Carolina-Chapel Hill and University of Colorado Health Sciences Center.
lunedì 5 agosto 2002
Gandalf e internet
Giancarlo Livraghi si lascia sempre leggere con piacere e profitto. Le sue intelligenti pensate sono sempre esposte con chiarezza e semplicità, come ad esempio nel terzo capitolo dell'intervista "Internet e le PMI".
Sulla morte del gratis:
Sulla morte del gratis:
"La montagna di insensate chiacchiere sulla “morte dell’internet gratis” deriva dalle difficoltà economiche di alcune imprese del settore editoriale, che devono in un modo o nell’altro generare entrate in funzione dei contenuti che producono. Hanno impostato male i loro progetti di business online, aspettandosi grandi entrate (per esempio pubblicitarie) che non potevano avere e non hanno avuto. Ora si stanno chiedendo come far “quadrare i conti” e hanno idee molto confuse su come riuscirci. Il problema riguarda esclusivamente quel tipo di imprese – che sono una delle attività rilevanti in rete, ma non sono l’internet."E sulla crisi di internet:
Non c’è e non c’è mai stata alcuna “crisi” dell’internet. Come è ampiamente dimostrato da tutti i dati disponibili – e come avevo spiegato in un articolo del novembre 2001 La crisi che non c’è.
La confusione nasce dal fatto che sono andati in crisi molti progetti – e che sono in difficoltà (se non in fallimento) parecchie grandi imprese. Il motivo per cui quei progetti sono falliti è che erano mal concepiti fin dall’inizio e sono stati gestiti male. Il motivo per cui tante imprese (non solo della cosiddetta new economy) sono in crisi è che sono state gestite in funzione della speculazione finanziaria e non della qualità o dell’efficienza. Queste cose non c’entrano in alcun modo con lo sviluppo dell’internet.
domenica 4 agosto 2002
Spam?
Uno o due messaggi al giorno, tanto li cancelli, che fastidio ti da?

Grazie a Boing Boing per la segnalazione.
"On a typical day, Hotmail subscribers collectively receive more than 1 billion pieces of junk e-mail. Such spam accounts for 80 percent of messages received -- not including mail blocked by Hotmail's first line of filters."Se ti interessa conoscere the bigger picture, leggi questo articolo dello Houston Chronicle. Globalmente, oggi lo spam è il 25% della posta elettronica. Se tu ne ricevi poco, vuol solo dire che da qualche parte della rete qualcun altro ne riceve tantissimo...
Grazie a Boing Boing per la segnalazione.
sabato 3 agosto 2002
Il primo passo: ammettere che siamo imprudenti.
Aldo Cernezzi, della Federazione Italiana Volo a Vela, analizza lucidamente la lunga catena di incidenti degli ultimi 18 mesi sulla lista del Volo a vela:
"Questo messaggio è lungo, e immagino riceverò qualche critica.Scusa se lo riporto tutto intero, ma non ho trovato un solo paragrafo di troppo.
Innanzitutto, voglio dire ancora una volta che abbiamo un problema "culturale", non tecnico. Quand'ero molto giovane, mi vantavo con gli amici di aver fatto certe curve in moto facendo strisciare le pedane, le marmitte, il cavalletto e qualche volta le scarpe sull'asfalto. Dopo qualche anno ho iniziato a pensare che se fossi scivolato in quelle curve, le conseguenze avrebbero potuto essere fatali. Poi, nel traffico cittadino, a circa 70 km/h, ho avuto un banale incidente: ci ho messo più di due anni per guarire. Oggi, riconosco lo stesso atteggiamento nel volo vicino ai pendii. Sembra che ci sia qualcosa di cui vantarsi nel "rock polishing", il lucidare i costoni. Magari in virata. C'è certamente il rischio dell'emulazione da parte dei meno esperti, quindi i migliori dovrebbero comunque astenersi. Alcuni casi, peraltro, dimostrano che anche i più esperti talvolta sbagliano.
La riduzione dei margini di sicurezza non può che generare, prima o poi, la catastrofe. E' solo questione di tempo.
Se il problema è, come temo, culturale, non c'è una soluzione immediata. Ci vorranno anni per cambiare mentalità. Le recenti richieste non solo sulla mailing list ma anche di persona, di chiarimenti sulla dinamica dei tanti incidenti, mi sembrano immotivate e fuorvianti. Si cerca una spiegazione specifica dei singoli eventi, per poter trovare una nostra pace, e archiviare il problema.
Fatta questa lunga premessa, vengo a trattare molto sinteticamente gli eventi degli ultimi tragici 18 mesi. So che non dovrei farlo, per le indagini che sono in corso, per il fatto che non sono stato testimone di nessuno di questi eventi, e perché potrei divulgare delle inesattezze.
Il 6 gennaio 2001 muore un pilota (di esperienza abbastanza limitata) partito da Rieti, nel tentativo di compiere un fuoricampo nella valle di
Leonessa: con vento da Ovest, si era lasciato portare in sottovento al Terminillo. La sua accettazione dell'inevitabile atterraggio è stata probabilmente tardiva, e in finale ha urtato una linea elettrica, cadendo di muso e uccidendosi. Volo senza fini agonistici. ... In Maggio, durante i CAmpionati Italiani di Belluno, un pilota della Standard (di categoria nazionale da due anni) impatta col pendio boscoso mentre esegue dei giri in termica. Sopravvive senza lesioni, grazie a un po' di fortuna e alla velocità ridottissima. Il suo racconto è stato pubblicato su VoloaVela, con la foto dell'aliante. Nella stessa gara, muore un trainatore, la cui ala è stata tranciata dal cavo di un altro traino. ... In Agosto, durante la CIM, un pilota (di buona esperienza, oltre 1300 ore) impatta col pendio del Gorzano mentre, pare, compie delle spirali. La giornata era caratterizzata da buone salite in pendio, che oltre una certa quota improvvisamente diventavano molto turbolente. Al mio aliante, per esempio, quel giorno si sono spesso aperte le patelle del vano carrello a causa delle incontrollabili derapate e scivolate, tali da mettere il filo di lana a 90 gradi. Io non ho mai chiuso il giro se non con almeno 150 metri sulla cresta. ... Un mese dopo, durante un allenamento all'acrobazia, un istruttore con grandissima esperienza e il suo allievo si schiantano a Viterbo, in vite forse rovescia e piatta. Probabile che abbiano prolungato il programma acrobatico fino a quota troppo bassa? Volo senza fini agonistici. ... Dopo diverso tempo, altri due morti in acrobazia a Ferrara durante un'esibizione. Il Twin Acro si spezza a bassa quota in volo rovescio. Probabilmente superati i limiti strutturali. O forse (l'indagine qui è particolarmente intricata e piena di conseguenze) si ipotizza un danno strutturale precedente, non identificato per tempo.
...
Ad Ambrì (Svizzera), il pilota (svizzero) di un LS6 impatta col pendio durante una termica. Giornata ventosa. Volo senza fini agonistici. ... In Valmalenco, (italia) il pilota (tedesco) di un LS8 decollato da Caiolo impatta col pendio, probabilmente in termica. Giornata moderatamente ventosa. Volo senza fini agonistici. ... Nei pressi del Tonale, Pejo, un pilota italiano su DG300 (con esperienza abbastanza limitata) impatta col pendio a quota della base nube. Aveva poco più di 150 ore registrate. Sembra probabile che cercasse di sfruttare tutta la quota possibile, che non era altissima in quel giorno; l'impatto sarebbe avvenuto a velocità abbastanza elevata, forse in volo rettilineo in condizioni di insufficiente visibilità. Volo senza fini agonistici (e meno che fosse un tentativo valido per il CID) ... Ad Asiago, un biposto ASH25 impatta col pendio in una giornata con deboli termiche, strette, e improvvise turbolenze. Il pilota di grandissima esperienza muore. Il passeggero sopravvive ma non ricorda dettagli tecnici quali prua, velocità indicata. L'impatto è certamente avvenuto in una fase di ricerca o sfruttamento dell'ascendenza, forse in un istante di leggero sprofondamento; il pendio molto ripido era privo di alberi a causa di un precedente incendio. Non è chiaro se abbia toccato prima una tip alare, causando la perdita di controllo, o se l'abitacolo. Volo senza fini agonistici. ... Ai Campionati Italiani di Gorizia, un pilota sbaglia rotta e si infila in una valle inatterrabile senza la quota per uscirne; atterra deliberatamente sulle chiome: aliante distrutto, pilota illeso. Un altro pilota (di grandissima esperienza), in prossimità dell'atterraggio fuoricampo, teme di non avere spazio sufficiente a causa della presenza di un altro aliante già atterrato, e vira verso un altro campo. Urta forse contro un albero con un'ala a pochi metri da terra: aliante distrutto e gravi fratture agli arti.
...
A Padova, il pilota (esperienza media) di un Ventus CM esegue un passaggio veloce a bassa quota sull'aeroporto, ma l'aliante perde dei pezzi e si disintegra. Forse ha toccato il terreno con la tip alare ad alta velocità, o forse ha superato i limiti strutturali (VNe o tirata eccessiva). ... Ad Aosta, il pilota di un DG800 urta un albero con la tip alare (la winglet e parti dell'ala rimangono lì a testimoniarlo) durante il volo rettilineo a bassa quota su terreno con poca pendenza; l'aliante continua il volo rettilineo, ma dopo qualche tempo il pilota perde il controllo, e il mezzo impatta di muso, a bassa velocità, contro il pendio in una zona priva di alberi. Volo senza fini agonistici. ... A Rieti, uno dei miei migliori amici (di buona esperienza: brevetto dal 94, i 500km tre anni fa con ASW15 sulle Alpi, un record italiano di 350km col PW5 nel 2001) su Discus moderatamente carico, impatta col pendio a meno di 900metri nella zona del Terminillo, in gara, ma prima del taglio del traguardo di partenza della classe Promozione. Nello stesso giorno, il pilota tedesco di un DG800B atterra a Celano a causa di un forte temporale, come altri. In seguito effettua il decollo autonomo per tornare entro sera alla base di partenza, dove lo attende la moglie (è l'anniversario di nozze); viene trovato morto all'inerno dell'abitacolo, in un prato, in seguito ad un impatto livellato, con pochissima energia orizzontale, ma evidentemente molta energia verticale. Pilota con oltre 6000 ore. Sembra un errore di valutazione delle condizioni meteo per il volo. Il temporale aveva appena scoperchiato alcune case. Volo senza fini agonistici.
Temo di aver dimenticato qualcosa (qualcuno).
Io, dagli scarni dati di cui sopra, noto solo che ogni tanto (o poco) sbattiamo contro la montagna, con conseguenze non sempre ma spesso mortali. Per evitarlo, bisogna stare più lontani aumentando il margine di sicurezza; volare più veloci; evitare qualsiasi distrazione tipo strumenti, logger, panini, pipì ecc. Se vogliamo dare la colpa all'aria, al vento, alla situazione meteo, usiamo almeno la frase: "il pilota ha mancato di adeguare il pilotaggio alla situazione meteo". Non vedo che senso fare altre ipotesi: dall'istruzione (solo un incidente in atterraggio fuoricampo), al fattore tecnico dell'aliante (tutti tipi abbastanza diversi e con buona reputazione).
Circa l'esperienza dei piloti, è la più varia. Non è quindi questa la causa. Nessuno dei piloti deceduti in gara aveva poche ore. Sul mio libretto, a otto anni dal brevetto, ne sono segnate circa 500 (come tanti, non segno esattametne tutte le ore che faccio...). La prima gara l'ho fatta con circa 100 ore (coppa città di Rieti), e non ho corso alcun rischio. La causa è la nostra imprudenza, e non abbiamo nemmeno fatto il primo passo: quello di ammettere che siamo imprudenti."
Do the math!
Trovi un sacco di matematica ultimamente su Community of Minds:

Sono numeri reali, eppure senza senso. Come il fatto che la prossima guerra a Saddam potrebbe costare mille miliardi di dollari: ma lo sai quanto sono mille miliardi di dollari? io no.
"Our government says the average working American makes $30,000 a year. Which is $2500 a month, or $625 a week, or $125 a day, or $15 an hour. To make the salary paid to Larry Ellison last year, the average American would have to work 23,533 years. Assuming a working life of 50 years for the average American, then our political-economic system finds one year of Larry Ellison's working life to be more valuable to our nation than the entire working lives of 470 average Americans."
Sono numeri reali, eppure senza senso. Come il fatto che la prossima guerra a Saddam potrebbe costare mille miliardi di dollari: ma lo sai quanto sono mille miliardi di dollari? io no.
venerdì 2 agosto 2002
outlook.pst di Outlook 2000
Al mio amico Tino, sfortunatamente, è partito il disco rigido.
Fortunatamente, ai primi accenni di problema, si era copiato su CD-ROM tutti i suoi documenti, i modelli, e il file "outlook.pst" con tutti i suoi contatti e la posta elettronica.
Una volta cambiato disco e reinstallato Windows 98 e Office 2000, ha ricopiato tutti i suoi files dal CD-ROM alle posizioni originali, ma sfortunatamente non riesce ad aprire outlook.pst e riceve lo strano messaggio "diritti non sufficienti ad aprire il file".
Fortunatamente io ero disponibile e quindi sono andato a trovarlo e a metterci le mani: guardando le proprietà del file ci siamo accorti che sfortunatamente era attiva la compressione criptata! Brutta storia.
Provando ad aprire lo stesso file da una macchina con Outlook XP, fortunatamente ci siamo riusciti e abbiamo esportato verso un nuovo file delle cartelle personali (archivio.pst) e questa volta siamo stati attenti a settarlo "nessuna compressione".
Sfortunatamente, da Outlook 2000 non si riesce ad aprire questo nuovo file e continuiamo a ricevere lo stesso messaggio...
Morale: se sai qualcosa in proposito, per favore fammi sapere e avrai la mia eterna riconoscenza.
Fortunatamente, ai primi accenni di problema, si era copiato su CD-ROM tutti i suoi documenti, i modelli, e il file "outlook.pst" con tutti i suoi contatti e la posta elettronica.
Una volta cambiato disco e reinstallato Windows 98 e Office 2000, ha ricopiato tutti i suoi files dal CD-ROM alle posizioni originali, ma sfortunatamente non riesce ad aprire outlook.pst e riceve lo strano messaggio "diritti non sufficienti ad aprire il file".
Fortunatamente io ero disponibile e quindi sono andato a trovarlo e a metterci le mani: guardando le proprietà del file ci siamo accorti che sfortunatamente era attiva la compressione criptata! Brutta storia.
Provando ad aprire lo stesso file da una macchina con Outlook XP, fortunatamente ci siamo riusciti e abbiamo esportato verso un nuovo file delle cartelle personali (archivio.pst) e questa volta siamo stati attenti a settarlo "nessuna compressione".
Sfortunatamente, da Outlook 2000 non si riesce ad aprire questo nuovo file e continuiamo a ricevere lo stesso messaggio...
Morale: se sai qualcosa in proposito, per favore fammi sapere e avrai la mia eterna riconoscenza.
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