martedì 30 aprile 2002

Misha Maisky a Milano

cellista in shantung plissettato Ieri al Conservatorio di Milano concerto del violoncellista lettone Misha Maisky (al pianoforte Alan Weiss), con il seguente programma:

Johann Sebastian Bach
Sonata n. 3 in sol minore BWV 1029

Frederic Chopin
Sonata per violoncello e pianoforte in sol minore op. 65

Serghei Prokofiev
Sonata per violoncello e pianoforte in do maggiore op. 119

Claude Debussy
Sonata in re minore

Elemento importante dei concerti di Maisky è l'abito, sempre e solo in scintillante shantung di seta plissettata, sempre rigorosamente diverso tra primo e secondo tempo: ieri prima giacca gialla su camicia e pantaloni neri, poi senza giacca con polo a maniche lunghe nera e pantaloni grigi.

Dovendo scegliere tra espressione e dizione, mi pare che Maisky scelga senz'altro l'espressione. E così non mi è mai piaciuto il suo Bach, troppo enfatico, quasi "Busonizzato" se mi passi il termine equivoco... Ieri poi il pianista lo ha sistematicamente coperto (quando vedo che il piano è stato semichiuso, sospetto subito la prevaricazione: perchè Bruno Canino lascia il piano aperto e non copre il violino? perchè è bravo!).

Senz'altro mille volte meglio la seconda parte del concerto, il novecento, dove Maisky si è potuto scatenare con tutto l'impeto romantico di cui è capace, lirismo cantabile e percussioni jazz di grande fascino.

Come bis: Polonaise di Chopin e Vocalise di Rachmaninov, bellissimi. Pubblico foltissimo, folla in delirio. A parte Bach, concerto stupendo.

lunedì 29 aprile 2002

Piccola figuraccia italiana

Il mondo del volo a vela è un piccolo mondo di appassionati, dappertutto ma ancora di più in Italia, dove le condizioni meteo-orografiche sono propizie mentre quelle burocratico-amministrative sono invalidanti.

Si sperava molto che i campionati mondiali assegnati a Rieti per il 2003 avrebbero rappresentato un momento di rilancio e di diffusione di questo sport affascinante. Ma di fronte al totale immobilismo degli organizzatori italiani (l'AeCI diretto dall'Avv. Mario Testa era troppo occupato a decidere come spartirsi la torta), il comitato internazionale ha deciso che i mondiali 2003 si terranno in Polonia. Nel nostro piccolo, una bella figura di merda! Questo il comunicato ufficiale:
From IGC:
On the 24th of April the IGC President Tor Johannessen and Vice President Brian Spreckley met with the organising committee for the 2003 WGC at Rieti. During the meeting serious flaws in the preparations for the 2002 preparatory event became evident. The preparatory event was scheduled for August only three and a half months away.
  • There was no functioning Championship director

  • no information bulletins had been sent out

  • no invitations had been sent out

  • no web site was established for the event

  • no system for entering the contest had been established

Consequently, NACs had no possibility to enter teams in the event and many are now unable to make arrangements to do so.

It is an IGC requirement that the NAC awarded a WGC shall organise a Preparatory Contest one year ahead of the WGC. This is to prove that the organising staff is proficient and that the participants have the possibility to acquaint themselves with the conditions locally and in the contest area. The contest shall as far as possible be run under the same rules and conditions and at the same time of the year as the main event.

As the local conditions in Rieti due to the mountainous terrain are quite special, the preparatory contest is believed to be of greater importance than in venues with flat terrain. The absence of a preparatory event with the possibility for the competitors to get acquainted in the area significantly affect the chances of the 2003 WGC being a fair contest, competitors unacquainted with the area will suffer a significant disadvantage.

Based on the lack of preparations for the 2002 Preparatory Contest, the IGC Bureau has decided that the venue for the World Gliding Championships in 2003 will be moved to Leszno in Poland instead of Rieti in Italy.

Tor Johannessen
IGC President
Nota che nel bilancio 1999 la Regione Lazio aveva stanziato per l'anno seguente "2 miliardi per per l’aeroclub di Rieti, al fine di rendere la struttura perfettamente efficiente per i campionati mondiali di volo a vela del 2003. Sono previste opere per l’ammodernamento ed il potenziamento delle strutture esistenti, della flotta aerea, nonché la realizzazione di impianti e strutture per l’accoglienza dei visitatori."

Puoi informare l'Avv. Mario Testa della tua personale soddisfazione scrivendogli direttamente (email: m.testa@aeci.it).

L'informatica e l'uomo-medicina

Il guru dell'usabilità Jacob Nielsen, nel suo "Designing Web Usability" che ho appena finito di leggere, dice cose giuste, cose ovvie, e anche cose un poco datate. Lo ha scritto nel 1999, ossia nella preistoria di internet: è incredibile la quantità di cose che sono cambiate da allora.

Per favore non raccontarlo in giro, ma il lavoro di consulente informatico mi mette a volte nella scomoda posizione di uomo-medicina, in una zona nebbiosa tra l'esperienza, la balla grossa, l'improvvisazione e la psicologia. Con faccia seria e voce profonda recito il cerimoniale e dico le incantazioni, ma in fondo affido le mie speranze a un CTRL+ALT+CANC.

Per cui ho particolarmente apprezzato l'ultima pagina del libro, dove Nielsen nota:
Today, the average computer user lives under a reign of terror where he or she is subjected to loss of data at the whim of a blue screen that appears at unexplainable times. We have lost 2000 years' of progress in rationalist thinking and reverted to superstitious and animist behaviour where users chant magic incantations at their computer without understanding the meaning but hoping that the outcome will be blessed. Look at offices around the world and count the number of yellow sticky notes at the side of computer monitors and you will know what I mean. Each sticky note has a magic incantation on it with a number of steps that are followed as an offering to the Great Machine. If step 5 in printing handout from a slide presentation were to sacrifice a goat, then people would do that just as gladly as they click on a checkbox they don't understand.
The computer industry even acknowledges the unknowable and magic nature of their creations by using metaphors like "wizards" when they want to wave the wand over particularly obtuse designs.
Che differenza c'è tra il Mago Do Nascimentos, il consulente finanziario della tua banca, e un informatico?

domenica 28 aprile 2002

The Internet is for Everyone

Non faresti male ad ascoltare quello che Vint Cerf ha da dirti sulla prossima internet, anche perchè si tratta di un mezzo di comunicazione che tra tre anni verrà usato da circa mille milioni di persone.
il padre di internet
The Internet Society is launching a new campaign to facilitate access to and use of Internet everywhere. The campaign slogan is "Internet is for everyone," but there is much work needed to accomplish this objective.
Qualsiasi governo che valga almeno la carta con cui è stato votato dedicherebbe tutti i suoi sforzi a questo scopo. Come dire che esistono argomenti più urgenti dell'articolo 18 (e questo vale per il Berlusca come per il Cinese).

sabato 27 aprile 2002

La mia lezione di portoghese

Continuo a ricevere giornalmente almeno cinque di queste:
"Faça-nos uma visita e ganhe 3000 insercoes grátis.

Não responda este e-mail, se quiser entrar em contato, o e-mail é marketing@brbanner.com.br

**Esta mensagem só será enviada uma única vez. Após o envio, seu email é deletado automaticamente de nosso banco de dados, não sendo considerado SPAM.
"
Sono diventato socio onorario! (grazie a Hernani)

Vantaggio Microsoft

Per favore, vai al sito Microsoft e leggiti i termini delle nuove licenze "Upgrade Advantage" che entrano in vigore dal 1 Agosto. Se capisci esattamente come funziona, ti prego di tornare qui e aggiungere un commento di spiegazione.

Credo di aver afferrato che se vuoi aggiornamenti li dovrai pagare. Ho paura che dal primo agosto i Service Packs smetteranno di chiamarsi "soluzione di bachi che non avrebbero mai dovuto esserci in un prodotto così caro" e si chiameranno invece "aggiornamenti a pagamento". L'articolo di InternetWeek non è chiaro, ma riporta i significativi commenti della clientela:
"A couple readers said the new terms make a good case for sticking with older versions of Microsoft software that were installed—and paid for—years ago. "Right now, we've gone five years on Office 97 and no one, not even Microsoft, says we MUST upgrade. We are happy with this product. Under Microsoft's plan, we would have paid for this product three times," wrote Randy Overman, network system administrator at the Texas Municipal League."

Il Pirellone e la catena degli eventi

In un incidente non c'è mai un rapporto diretto causa/effetto, ma sempre una catena di eventi che portano al disastro finale. Piccole dimenticanze, innocue distrazioni o errori che da soli non causerebbero nulla, si rivelano fatali quando si assommano. Occorre quindi stare sempre all'erta.

il grattacielo Pirelli

Prendi ad esempio le nostre strade, con circa 60 morti a settimana, e pensa per un attimo a che addestramento alla sicurezza riceviamo assieme alla patente. L'unica volta che ho dovuto fare una frenata di emergenza, come un fesso ho premuto a fondo con entrambi i piedi, e la macchina non si è fermata più...

Invece un pilota di aerei riceve un preciso addestramento alla gestione delle emergenze, e sa cosa fare in caso di pericolo. Esistono delle procedure, delle check-lists, e il pilota addirittura le legge ad alta voce per essere certo di non aver dimenticato niente. Ad esempio:

Electrical Fire in Flight
  1. Master Switch -- OFF

  2. All Other Switches (except ignition switch) -- OFF (includes radio power, pitot heat, radios, lights, and electrical equipment)

Questo è quello che ha fatto Luigi Fasulo: ha spento tutto. Un giornalista a caccia di sensazionalismi direbbe: "per nascondersi al radar". Un pilota dice: "evidentemente aveva un problema elettrico, forse anche con fumo a bordo"

A questo punto il pilota è solo con le sue decisioni, non sente la radio e ha un problema: atterrare subito, prima che la situazione peggiori. Ma a Linate gli avevano già detto di aspettare: quindi decide per l'alternato.

Un pilota in atterraggio ha sempre pronto un aeroporto di riserva, e per Fasulo l'alternato è Bresso: è vicino 6 miglia, ha un'ottima officina di riparazione, non è affollato dall'aviazione commerciale.

Ora se chiedi a un pilota privato come atterrare a Bresso proveniente da Linate, ti risponderà come fanno tutti: "Facile! Allora tu fai rotta verso il Pirellone, che si vede bene anche con foschia, e all'altezza di Bresso viri a destra e sei in finale per la pista 36"

Questo è quel che ha fatto Fasulo: ha puntato il Pirellone, ha messo l'autopilota e si è dedicato al suo problema immediato: far scendere e bloccare il carrello per l'atterraggio, con la procedura manuale "a manovella".

Avrà dovuto ridurre la velocità, altrimenti la resistenza dell'aria sarebbe stata troppo forte. Stiamo parlando di una manciata di secondi: non si sarà accorto della perdita di quota, avrà perso tempo con il carrello, si sarà sentito male, e le sei miglia tra Linate e il Pirellone erano già finite. Non sapremo mai com'è andata esattamente.

Questo è quello che dirà il rapporto della commissione d'inchiesta, tra qualche mese, quando non interesserà più a nessuno. Trafiletto in ventesima pagina.

venerdì 26 aprile 2002

Ottocento italiano a Torino


Oggi ero a Torino. Prima tappa, la mostra a Palazzo Cavour: "Dal Vero - Il paesaggismo napoletano da Gigante a De Nittis". Mostra molto ben organizzata, ottima scelta di opere, ottima disposizione. Dal catalogo:
"Una prima sezione (dagli anni '20 agli anni '50 dell'Ottocento) esamina un periodo in cui convivevano il "paesaggismo storico" di Beniamino De Francesco e del giovane Giuseppe Palizzi e la più moderna "Scuola di Posillipo" (Giacinto Gigante, van Pitloo, Teodoro Duclère, Consalvo Carelli).

Una sezione centrale (anni '50 e '60) è dedicata all'indagine sulla luce e sulle premesse della "macchia", nel momento in cui comincia l'esperienza integralmente verista dei fratelli Palizzi - maturata a contatto con i rappresentanti della Scuola di Barbizon.

La terza e ultima sezione riguarda infine lo sviluppo della "pittura dal vero" in direzione della visione sintetica "a macchia" elaborata da Michele Cammarano nella sua fase matura e soprattutto dalla cosiddetta "Scuola di Resina".

Poi, nella zona del Balòn, il mercato di antiquariato, roba vecchia e ciarpame più famoso della città, invaso periodicamente da bancarelle piene delle cose più incredibili, per pranzare alla Trattoria Valenza (Via Borgodora 39, tel. 011 5213914, chiuso la domenica), dove con € 68,00 abbiamo mangiato benissimo in quattro. Abbiamo cercato di carpire il segreto del "caffè della casa" ma il Signor Walter è stato irremovibile.



La mostra sul paesaggismo continuava idealmente alla Galleria d'Arte Moderna, con la bellissima mostra temporanea "De Nittis e la pittura della vita moderna in Europa" che mostrava invece il De Nittis parigino, ritrattista di volti, di strade e di vita cittadina.

In tutte le opere paesaggistiche la stessa tecnica: primo piano in ombra, secondo piano inondato di forte luce. Si crea un effetto di luminosità e profondità davvero stupefacenti, con ad esempio certi riflessi di un piatto, in una tavola apparecchiata all'aperto, resi con pochi magistrali colpi di bianco. Invece nelle opere parigine la luce è diffusa, i cieli sono lividi di una pioggia fredda e ventosa, oppure caliginosi al tramonto. Molto interessante.

E per finire, sempre al GAM, già che c'eravamo, ci siamo visti il secondo piano della collezione permanente, dedicato all'ottocento italiano in generale, con molte importanti opere di autori non solo piemontesi. Insomma, una scorpacciata.

giovedì 25 aprile 2002

Deep linking hurts!

Leggo le parole ma non capisco la frase. C'è ancora chi si oppone ad essere linkato se non dalla pagina principale, perché "the user may experience something different from what I intended when I established my website".

Così racconta questo articolo di Wired. Per fortuna qualcuno ancora mantiene la sua lucidità: Lautrup-Larsen di newsbooster nota:
"The Internet consists of links, without the links there will only be stand-alone clones of information and services. Saying that other sites can't link to your site is like being a member of a community and asking people not to talk to you."

Trovi un esame approfondito della parte legale in questo articolo di Margaret Smith Kubiszyn.

Dell'argomento discute anche Dave Winer, con questa balzana proposta:
I propose a file called deepLinks.txt. It says whether or not links are permitted into the website, and further, if linking is permitted, it says which sub-directories may be linked to.

It's a clear statement of intention -- anyone linking into a not-permitted location is clearly wrong. Further, the policy could be implemented by software running on your server.

I miei due cents: Tutto quello che sul web è accessibile, è anche linkabile. Se vuoi limitare l'accesso, metti una registrazione, un nome utente e una password. Così fanno ad esempio al New York Times.

Tra parentesi, se vuoi accedere al New York Times senza registrarti, prova il Random Registration Generator: funziona!

The heat

La caustica e divertente Heather accusa il suo sito di colpe che potrebbe meglio attribuire a se stessa, e annuncia che non lo aggiornerà più:
As of today, 22 April, 2002, I will no longer be updating this website, dooce.com. There are several reasons that have led me to this decision, the biggest of which is that this website has caused more damage and sorrow to my personal life than it has good.

...but not THAT much devoted

Dramma! Pathos! Occhi arrossati! Scenate e musi lunghi! Ma "If you can't stand the heat, stay out of the kitchen!".

martedì 23 aprile 2002

Windows 2000 Server, penultimo giorno

il corso visto dall'allievo

Primi segni di cedimento: Siamo tutti raffreddati. Le difese immunitarie sono basse! Ma dobbiamo resistere ancora un giorno.

lunedì 22 aprile 2002

Windows 2000 Server

Sono a Lugano a un corso "Implementing Microsoft Windows 2000 Professional and Server". Oggi è il giorno 3 di 5.

La cosa che più mi impressiona è che ogni volta che cambiamo qualcosa, roviniamo qualcos'altro. E a ogni passo, su sette macchine abbiamo sette diversi problemi, tutti misteriosi e non spiegati.

Chi ha detto che Windows è facile e Linux è difficile?

domenica 21 aprile 2002

Mentre non guardo la TV

...mi metto a pari con i weblogs degli amici e trovo Tom che segnala una lista di chi possiede cosa nel mondo della televisione.

Il sito riprende l'idea radicale di Jerry Mander, autore di "Four arguments for the elimination of television", che pensa che la TV non sia riformabile e che staremmo tutti meglio senza.

Gerry Mander

"In Four Arguments for the Elimination of Television, Jerry Mander tore the happy face off of TV, subjecting its premises to the most exhaustive critical analysis yet published. Then, In the Absence of the Sacred, Mander made the case that the utopian promises of technological society have proven false.

Far from leading to "technotopia," Mander shows how our immersion in a way of life emphasizing technology worship, economic expansion and commodity accumulation has brought social disorder and global environmental devastation."

L'intervista è stata registrata ed è disponibile online. Idee radicali dicevo, ma sensate e stimolanti.

Google offre risposte dal vivo

Il mio motore di ricerca preferito ne inventa una più del diavolo. Il nuovo servizio si chiama "Google answers" e ti permette di fare domande e ricevere risposte da un esperto in materia.

Porre una domanda online costa $ 0.50. Nella domanda specifichi quanto sei disposto a pagare la risposta: da $ 4.00 a $ 50.00.

Ottenuta la risposta, dai una valutazione sulla sua qualità. Chiunque può offrirsi come esperto in qualsiasi campo, ma con il tempo i migliori esperti saranno quelli che avranno dato le risposte migliori e avranno ricevuto le migliori valutazioni. Se vuoi sapere tutti i dettagli, leggiti le FAQ.

Democrazia al lavoro, empowering communication, 1to1. Semplice e geniale.
Motorino, ti amo.

Bug IE sul pulsante "indietro"

Non è mai finita. Adesso salta fuori che "Using the backbutton in IE is dangerous". Aaaaaaaaarrrrrrrrrgh!!

sabato 20 aprile 2002

Il futuro dell'e-learning

Segnalava qualche giorno fa Martina un articolo sull'e-learning, che illustra molto bene il fatto che i dati ti vengono presentati sotto forma di grafico quando cercano di fregarti.

Tutto l'articolo parla con entusiasmo di questo nuovo settore, e se guardi i grafici sembra che la cosa decollerà spettacolarmente tra pochi giorni...

Se leggi invece insieme le cifre sparse, escluse le ottimistiche previsioni, ti accorgi che negli USA l'e-learning nel 2000 ha fatturato attorno ai $ 2,3 miliardi contro un fatturato totale "education" stimato attorno ai $ 730 miliardi.

Ovvero: l'e-learning rappresenta lo 0,3% del mercato education. Questa è la realtà.

Insomma, l'educazione a distanza è sempre esistita. Una volta si chiamava "libro". Con l'arrivo della televisione si pensò che molta parte delle trasmissioni sarebbero state educative, ma così non è stato. Stiamo ripetendo lo stesso errore di giudizio?

Nel frattempo le scuole di informatica, dopo l'iniziale entusiasmo, chiudono i progetti e-learning e licenziano il personale. Non molto incoraggiante.

mercoledì 17 aprile 2002

What is this?

Il segreto di una piacevole estate è nella preparazione invernale. Se passi da Livorno, di fronte al porto trovi una bottega piccolissima e affollatissima dove potrai trovare a soli € 9,80 questo:

indispensabile nella cambusa

Un particolare grazie ad Amedeo che è andato a Livorno e me l'ha portato. Come avrai capito, si tratta di un apri-ricci "professionale".

Google: "Siamo sotto attacco!"

Interessante articolo su CNetNews.com a proposito di Google, il mio motore di ricerca preferito.

Da quando ci si è accorti che Google valuta la qualità di una pagina dal numero di links a quella pagina provenienti da altri siti, è nata una piccola industria che fabbrica centinaia di siti con centinaia di links, al solo scopo di aumentare il ranking di pagine che altrimenti non si filerebbe nessuno.

In Google sono particolarmente indispettiti dal fatto che qualcuno si è anche messo a fare query automatiche a raffica, succhiando risorse agli utenti "a mano".

E le contromisure sono parecchio drastiche, come ad esempio impedire l'accesso a interi blocchi IP.

E ultimamente noto anche che il ranking di molti weblogs è calato di un punto.
Motorino bello, non ci ami più come una volta...

martedì 16 aprile 2002

Ensemble Wien-Berlin

Questo ensemble di fiati ha suonato al Conservatorio di Milano lunedì scorso, con il seguente organico:

Wolfgang Shulz
flauto

Stephan Dohr
corno

Milan Turkovic
fagotto

Norbert Taubl
clarinetto

Hansjorrg Shnellenberger
oboe

Ensemble Wien-Berlin

Il programma:

G. Briccialdi
Pot Pourri Fantastico sul "Barbiere di Siviglia" di G. Rossini

O. Respighi
Quintetto in sol minore per fiati

P. Hindemith
Kleine Kammermusik per quintetto a fiati op. 24 n. 2

G. Rossini
Quartetto in si bemolle maggiore per flauto, clarinetto, corno e fagotto

L. V. Beethoven
Quintetto in mi bemolle maggiore op. 4 (trascrizione di M. Rechtmann)

In complesso, una piacevole serata. Bricciardi forse calcava un poco "l'effetto comico" del Barbiere, Respighi forse si avvicinava ad una certa solenne pallosità, ma Hindemith è stato molto bello (e non saprei se devo preoccuparmi di questa affermazione).

Anche il quartetto di Rossini era carino, specialmente se pensi che è stato scritto a dodici anni... e il Beethoven finale pure era un brano giovanile, e anche questo piacevolissimo.

Bagatella di Lygeti come bis. Sala non piena, applausi convinti ma sbrigativi.

domenica 14 aprile 2002

Programmi

Settimana piena la prossima: full immersion in Excel prima, Windows 2000 poi. Senza dimenticare la contabilità dei dentisti, la macro di Excel e i drivers ODBC per Dino, il business plan per la nuova società, il concerto di Lunedì, il fax per la Sardegna, la videoconferenza per Anna, la scuola di inglese a Toronto per Cecilia, la banca per farmi ridare il codice d'accesso (dopo tre errori mi hanno bloccato tutto!).

Riscirà il nostro eroe a bloggare?

Nel frattempo: ho appena seguito l'intervista sulla TSI1 a Vittorio Dan Segre, direttore dell’ Istituto di Studi Mediterranei dell'Università della Svizzera Italiana.

Il Professor Segre ha detto cose terribili, ma profondamente vere. La guerra in Palestina è un conflitto tra due diritti.

La salvezza verrà dall'educazione e dalla cultura, se mai verrà.

Michele Fazioli, l'intervistatore, è il mio giornalista televisivo preferito, per la sua capacità di lasciar parlare gli intervistati, e di stimolarli con domande intelligenti.

Gli devo rimproverare però di non essersi presentato, come tutti i suoi mille colleghi, alla formazione su Outlook che facevo l'anno scorso. Mandò la segretaria e disse che si sarebbe poi fatto spiegare. Ci ero rimasto male.

Un gioco per finire: Tangram!

sabato 13 aprile 2002

Post per email

Una nuova funzionalità di Blogger ti permette di pubblicare sul tuo weblog per email. In questo modo potrai bloggare anche da un palmare! O dal telefonino! Si aprono innumerevoli possibilità.

Questa cosa potrebbe essere interessante anche per chi si collega al Web tramite linea telefonica: può comporre il suo post offline e connettersi solo il tempo necessario per trasmettere. Di solito però i bloggers dispongono tutti di broadband "always on" e non hanno questi problemi.

Se non hai l'accesso continuo, è dura bloggare. Pensa che brutto sarebbe andare al ristorante se ti facessero pagare a tempo!

Vicolo cieco

In rete una pagina senza collegamenti è letteralmente un vicolo cieco. E questa è una considerazione importante, perché vuol dire che ora i documenti acquistano almeno parte del loro valore non per cosa contengono, ma per i luoghi a cui portano.

E alcuni dei siti più popolari e profittevoli, come ad esempio Yahoo.com, acquistano la maggior parte del loro valore puntando fuori da se stessi. Il modello di documento come contenitore sigillato sul Web non funziona. Imperano i liks.

collegamenti

I collegamenti non sono una caratteristica incidentale del Web. Sono quelli che lo trasformano da una collezione di pagine in una rete. I collegamenti rendono il Web un luogo percorribile. Invece che di atomi e di cose, il nuovo mondo del Web è fatto solamente e totalmente di relazioni tra cose.

(dal capitolo "Matter", Small Pieces Loosely Joined)

venerdì 12 aprile 2002

Spammare paga

Paga le multe, anche in Italia! Gran bella notizia ripresa da Punto Informatico: il garante Rodotà condanna uno spammatore a un risarcimento di 250€ nei confronti di un singolo utente spammato: pensa se avessero fatto ricorso tutti!

SPAM

Massimo Cavezzini racconta di come un giorno, invece di buttare via l'ennesimo spam, ha fatto ricorso e ha vinto. Soprattutto ti dice come fare con dovizia di dettagli.

Morale: difendiamoci almeno dallo spam casalingo, visto che si può. Per lo spam internazionale è più difficile. Per esempio, il mio indirizzo è apparso su un sito brasiliano, e da allora tutti i giorni ricevo almeno tre offerte dei più disparati servizi in portoghese: finirà che imparo la lingua!

giovedì 11 aprile 2002

A spostare bits

A che serve internet? A spostare bits. La risposta è semplice ma completa, in quanto implicitamente definisce a che cosa internet non serve.


Internet è stata progettata per spostare bits e non per decidere quali bits spostare, quali bits bloccare, cosa farsene dei bits, e se qualcuno debba pagare per ricevere degli specifici bits.

Queste capacità possono essere aggiunte all'occorrenza, e internet lo permette. I bits conoscono una cosa sola: come viaggiare dal punto A al punto B; nella loro specializzazione, così simile alla stupidità, stà il loro fascino.

I bits non sanno che informazione rappresentano, se si tratta di sicurezza nazionale o di una stupida barzelletta, nè sanno chi è il propietario. I bits sanno solo che devono andare da A a B.

(dal capitolo "Matter", Small Pieces Loosely Joined)

mercoledì 10 aprile 2002

Despedida

Si muero,
dejad el balcón abierto.

El niño come naranjas.
(Desde mi balcón lo veo).

El segador siega el trigo.
(Desde mi balcón lo siento).

¡Si muero,
dejad el balcón abierto!

Federico García Lorca, per un'amica che ha perso il padre.

Communities vs. Audiences

Ti avevo già raccontato subito dopo Pasqua di quell'articolo di Clay Shirky, che sosteneva che quando una comunità diventa troppo grande si trasforma in una platea. Chiudevo dicendo che occorreva pensarci ancora.

E ci pensa oggi Tom, approfondendo l'argomento e chiarendo i termini del problema. Mentre lo leggevo, ho pensato alla cosa in termini grafici e di colpo ho visto la luce.

Allora, quando Clay dice che in un gruppo sufficientemente ampio, aggiungere un nuovo mebro è una impresa titanica, forse pensa a uno schema di questo tipo:


E come dargli torto? Si vede a occhio nudo che ha ragione. Ma credo che Clay si confonde quando sostiene che questo problema non è risolvibile dalla tecnologia. La tecnologia ha inventato l'hub, come nelle mailing lists:


In questo secondo caso direi che il costo di un nuovo membro è marginale, anzi forse paradossalmente i costi diminuiscono al crescere dei membri (vedi anche il capitolo "Togetherness" dal libro Big Joints Densely Pieced).

Diverso è il discorso che alcuni membri possano decidere di partecipare di più o di meno: questo è comune a tutte le comunità.

Computer a scuola

Umberto Santucci mi segnala il suo articolo di critica a Clifford Stoll, che sostiene che è meglio che i computers non entrino a scuola.

Clifford Stoll

La spiritosa e acuta confutazione può essere usata anche per i vari luoghi comuni contro l'informatizzazione. Esempio:
G: Con quali danni sostituiremo la comunità reale del vicino di casa, del compagno di scuola, dell'amico del bar con la comunità virtuale delle voci senza volto con cui pensiamo di comunicare via e-mail o con i messaggi telegrafici e inespressivi Sms?
U: Ma quando mai i vicini sono stati persone interessanti? Se lo fossero le riunioni di condominio sarebbero serate eccitanti! Non è sempre successo che si sia cercata l'affinità elettiva con persone di altri luoghi e altri tempi? E non ci sono sempre stati scambi epistolari pieni di passione e di idee?

Tra parentesi, forse ti ho già raccontato che nella scuola media di mio figlio hanno messo un'aula informatica piuttosto bene attrezzata. L'aula non viene più usata perchè gli allievi mettono gli screensavers con le parolacce e i professori non sanno come toglierle.

martedì 9 aprile 2002

KAMËR Choir Riga con Gidon Kremer e Marta Sudraba

Marta e GidonIeri sera al Conservatorio di Milano concerto del KAMËR Choir Riga diretto da Märis Sirmais, dedicato alla pace nel mondo, con Gidon Kremer al violino e Marta Sudraba al violoncello (lei è anche primo violoncello nella Kremerata Baltica, e detiene il record per il puntale più lungo del mondo).
William Byrd
Ave Verum Corpus per coro

Vladimir Martynov
Agnus Dei per violino e coro

Johann Sebastian Bach
Ciaccona dalla Partita per violino solo n. 2 in re minore BWV 1004

John Taverner
Swyaty per violoncello e coro

Arvo Pärt
...which was the son of...

Gustav Mahler
Ich bin der Welt abhanden gekommen per coro

Artur Maaskanz
Due brani pasquali per coro

Peteris Vasks
Plainscapes per violino, violoncello e coro

Con Kremer si perde un grande coreografo. Tutti i suoi concerti hanno un elemento scenico spettacolare, e questo non ha fatto eccezione. I coristi sono entrati da dietro gli spettatori e si sono disposti in due file ai lati della platea. Ci siamo quindi trovati immersi nell'Ave Verum Corpus iniziale, con un effetto davvero suggestivo. Poi il coro è salito sul palco ed è stato raggiunto da Kremer per il secondo brano.

Per il resto è stato un concerto di musica contemporanea, a parte Mahler. Qualche brano mi è parso un poco lungo, qualche altro un poco vuoto, e in generale si tratta di musica che amo poco, nonostante l'impeccabile esecuzione.

Discorso a parte per la Ciaccona, che Kremer ha cercato di interpretare non banalmente, con un inizio solenne e maestoso, e poi con grande veemenza e passione che ampiamente compensavano due piccole sviste. Io preferisco una interpretazione con errori a una esecuzione perfetta senza interpretazione. E non era musica facile!

Bis finale con canto popolare eseguito con grande foga e trasporto, in cui si ripeteva il nome "Riga, Riga!" più volte: mi è sembrato l'equivalente baltico di "O mia Bela Madunina".

lunedì 8 aprile 2002

NGO: Next Generation Office

E' in preparazione la nuova versione di Microsoft Office, quella successiva a Office XP. Prevedibilmente, verrà potenziata la parte web: i documenti, gli appuntamenti e la posta potranno essere pubblicati direttamente sul web mantenendo il controllo degli accessi.

Paul Thurrott offre una anteprima nel suo sito SuperWindows. Invece qui trovi l'intera presentazione animata in Flash, quella che Microsoft ha fatto togliere da vari siti.

Office NGO include i seguenti servizi web:
  • MyOffice Personal Portal
  • Email account
  • Calendaring
  • Notifications/Alerts
  • Meeting Workspaces
  • Team Workspaces with document storage
  • Inbound and outbound faxing
  • Content - templates, training, community and MarketPlaces

Non ti saranno sfuggite le implicazioni dell'ultima voce...


La parte commeciale è molto interessante: potrai acquistare Office NGO e usarlo "per sempre" ma non avrai diritto ad aggiornamenti (e come farai con gli inevitabili bachi?); oppure potrai "affittarlo" per un anno e poi rinnovare di anno in anno, con diritto ad aggiornamenti e upgrades (tanto vale cointestare il tuo conto corrente alla Microsoft, e non ci pensi più).

E' facile prevedere che a) ci saranno polemiche a non finire e b) verranno immediatamente resi disponibili i cracks per sbloccare copie scadute.

domenica 7 aprile 2002

Se sul Web non esistono frontiere,

a che serve un passaporto? Forse serve al consumatore, certo non serve al cliente. Non riesco a immaginare una situazione, sul web, in cui ti faccia comodo avere tutti i tuoi dati personali consegnati in mano a chi dichiaratamente vuole farne un uso commerciale.

Diverso è il caso dei programmi di fedeltà del tuo supermercato, dove in cambio dei tuoi dati ricevi robusti sconti e accumuli premi. Ma qui? Dov'è il tuo vantaggio? Accumuli spam? No grazie!

Esistono un sacco di programmini che già permettono di riempire moduli online in forma automatica, dove la gestione dei tuoi dati rimane tua. Che bisogno hai di affidarla a Microsoft?


Naturalmente altri la pensano come me; ad esempio EPIC, Electronic Privacy Information Center, che ha protestato presso le competenti autorita:
January 29, 2002

Dear State Attorney General,

The Electronic Privacy Information Center (EPIC) urges you to take action to protect consumers against unfair and deceptive trade practices raised by Microsoft Corporation's Passport service and related "Wallet," "Kids Passport," "Hailstorm," and ".Net Services." These systems unfairly and deceptively gather personal information and expose consumers to the release, sale, and theft of their personal information. Immediate state action is necessary to protect consumers and ensure Microsoft does not continue to improperly collect personal information.

La lettera denuncia chiaramente i concreti rischi di questa iniziativa:
The privacy and security risks include: online profiling made possible by the requirement that individuals sign on to Passport before viewing web content, an increase in the amount of unsolicited commercial e-mail from the sharing of e-mail addresses with Passport-affiliated sites, and stolen credit card data from numerous security holes in the Passport and Wallet systems. The vulnerability of Passport combined with its pervasion of the Internet creates serious risks to personal information sacrificed by consumers to gain access to services integrated with Microsoft authentication software under the belief that Microsoft is adequately protecting their data.

Sorretto da incrollabile ottimismo e beata ingenuità, credo e spero che questo .NET Passport morirà da solo. Ma non ne sono sicuro.

Biscotti obbligatori

Cercando di visitare starbucks.com posso raggiungere solo questa pagina:
Cookies required
Your browser must accept cookies to use Microsoft® .NET Passport A cookie is a very small text file that a Web site can save to your computer's hard disk to store information that you provide about yourself or to store your settings for the site. .NET Passport uses cookies to store your sign-in profile and to keep track of sites you visit so it can sign you out of all of them when you click a Sign Out link. All .NET Passport cookies are encrypted to keep the information in them secure, and when you sign out, .NET Passport deletes all of its cookies from your computer. Furthermore, .NET Passport never stores your address or credit card information in a cookie.

Per accedere a questo negozio di caffè è obbligatorio accettare cookies che raccolgono informazioni su di me, che registrano i siti da me visitati, dandomi il fantastico vantaggio che "so it can sign you out of all of them when you click a Sign Out link".

E se a me questo strabiliante vantaggio non sembra sufficiente a compensare la perdita di privacy? E se io sono paranoico e voglio mantenere i cookies disabilitati? Allora non mi fanno entrare. Chi ci perde? Non io.


Immagina che per entrare in un supermercato (in una zona piena di supermercati) devi lasciare una fotocopia del passaporto. Non sono così stupidi, ad esempio, da Peet's, ma nemmeno in starbucks.ch, dove ti fanno entrare anche con i cookies disabilitati.



Questa cosa del .NET Passport mi piace sempre meno.

sabato 6 aprile 2002

Bob Cerelli e Windows

Il sito onecomputerguy di Bob Cerelli, è strapieno di buoni consigli su Windows nelle sue varie versioni.

Computers are fun, but what Bob really likes...

Linguaggio chiaro, competenza tecnica, niente pubblicità: un vero atto d'amore che Bob mantiene aggiornato tra un lancio e l'altro. Grazie a Sylvain per la dritta.

venerdì 5 aprile 2002

Guerra allo spam e collateral damage

Fred Langa ha scritto un interessante e approfondito articolo sui filtri anti-spam, prendendo spunto dal fatto che, ogni volta che manda una edizione della sua newsletter, una certa percentuale gli rimbalza indietro per i motivi più stravaganti:

Fred Langa

  • Every time the E-mail version of my newsletter uses the word "format" (such as "file format") I get bounce-backs from filters that assume the plain-text word is really a malicious command ready to spring out and reformat the hard drives of unsuspecting readers.

  • Likewise, if I tell readers about ways to avoid a specific virus or worm, the mail will be bounced because the filters will see the mere mention of the plain-text name of the virus or worm and assume it's the actual malicious code.

  • To quote a person whose actual name is "Dick," I'll have to call him "Richard" to get past some filters.

  • If I want to obscure part of a URL, I can't use the letter X, because a URL with more than two Xs in it also will be blocked. The filters will think it's an "X-rated" site.

Come ripeto sempre a chiunque faccia finta di ascoltarmi: il computer è uno strumento per automatizzare compiti ripetitivi, ma non è in grado di capire niente.

Parlare della guerra allo spam e delle sue eventuali vittime innocenti, con quello che succede nel mondo, mi mette piuttosto a disagio.

C'è sempre un prezzo da pagare, e quando si parla di vite umane il prezzo è inaccettabile. Così penso io, dal conforto di questa vita tranquilla e pacifica. Mettimi in diverse condizioni, e temo che non sarei così sicuro.

Visioni diverse

Due visioni diverse ma entrambe autentiche di quello che succede in Israele:
Live from Palestine
Tal G. in Gerusalem

Le prossime letture

Amazon mi ha portato oggi le mie due prossime letture:


David Weinberger: Small pieces loosely joined
List Price: $25.00
Our Price: $17.50
Used Price: $12.50

Jakob Nielsen: Designing Web Usability
List Price: $45.00
Our Price: $31.50
Used Price: $18.75

Totale speso: $ 65,97 incluso imballaggio e trasporto ($16,97)
Se li avessi comprati usati avrei risparmiato: $ 17,75.
David e Jackob: you owe me a beer.

Dammi il tempo e ti dirò la mia opinione. Per quanto riguarda "Small pieces", leggiti intanto la versione "for kids"

Antidote to the Liberal Monotone?

Norah Vincent scrive dal Los Angeles Times questo articlolo sui weblogs, la cui bizzarra tesi è:
I giornalisti sono tutti di sinistra e ce l'hanno con i bloggers perchè sono tutti di destra!

Come? Ma che c'entra? Perché?
Nel miglior stile giornalistico, nessuna spiegazione viene data, nessuna evidenza tranne "ma certo, lo sanno tutti!".

Norah Vincent

Poi alla fine dell'articlo leggo che "Norah Vincent is a senior fellow at the Foundation for the Defense of Democracies, a think tank set up after Sept. 11 to study terrorism".

Ah, ecco.

mercoledì 3 aprile 2002

The newspaper is a lecture. The web is a conversation.

Continuando il discorso su giornalisti e webloggers, Dan Gillmor segnala l'articolo di un giornalista verdino di invidia, apparso sul Boston Globe, e la divertente e ragionata risposta di un blogger/giornalista che ha capito la differenza:
Here’s the secret: people on the web are not paid to be important. They usually aren’t paid at all, of course, but the point of putting up a blog isn’t to be Influential, or to Redefine the Dialogue, or any other of the hoary old clichés. People put up blogs because they have something to say. If they post six times a day and three posts blow chunks, so what? Better that than a columnist whose every piece is stooped with the awful weight of its author’s ego.

E ancora, i blogs usano le notizie, commentano i giornali, ma:
The newspaper is a lecture. The web is a conversation.

As many have noted, that conversation depends on recycling and dissecting the lectures of the daily papers; take them away and blogs would be the equivalent of ham radio operators saying “hello? hello? I am in Westphalia. Hello?” Blogs need papers. But newspapers don't seem to realize how they feed this new medium - instead of taking advantage of it, they treat it like a school of minnows nibbling on their toes. And Gulliver was no doubt amused by the Lilliputians until he woke up and found himself tied by a thousand small ropes.

Molto ben detto.

Mondadori e modulistica

Ti dicevo ieri che nel rapporto uno-a-molti è importante mettere in piedi meccanismi di feedback che permettano al pubblico di esprimersi. Oggi aggiungo che non basta far parlare il pubblico: bisogna anche ascoltarlo!

E dico questo perché, quando ho mandato la mia iscrizione a una conferenza organizzata da Mondadori Informatica, il modulo correttamente riportava la seguente dicitura:
675/96 Conformemente alla legge 675/96, Mondadori Informatica, titolare del trattamento, la informa che i dati forniti nel presente modulo potranno essere utilizzati, previo suo consenso, anche ai fini dell’invio di materiale informativo, pubblicitario e promozionale o per altre attività di marketing.

Acconsente a ricevere i materiali e le informazioni promo publicitarie e per le attività di marketing?

"NO" avevo barrato io. E pensavo "questa è gente seria, mica Pasquale 'o spammatore". Immagina la mia sorpresa ieri quando mi sono visto arrivare questa email:

spam da Mondadori

Alla mia richiesta di spiegazioni per questa classica spammata (nota i destinatari in copia nascosta, nota il generico "gentile cliente", nota i ben due allegati), Francesca si è correttamente scusata:
Egr. Sig Torriero,
mi scuso a nome mio e dell'azienda per l'inconveniente. Provvederò personalmente ad eliminare il suo indirizzo e-mail dal nostro database, in modo tale da non disturbarla nuovamente. Distinti Saluti Francesca Materassi

Francesca Materassi
Mondadori Informatica Education
Tel: +39 (0)55 - 4365.301
Fax: +39 (0)55 - 4365.329
FrancescaM@education.mondadori.it

E io davvero spero per il buon nome di Mondadori Informatica che si sia trattato di un incidente isolato e non di una pratica comune.

martedì 2 aprile 2002

Communities vs. Audiences

Sylvain segnala questo interessante articolo di Clay Shirky dal titolo "Communities, Audiences, and Scale" che è già un classico.

La tesi principale è che anche sul Web i gruppi affiatati sono i piccoli gruppi. Quando le comunità crescono troppo, diventano delle platee: comunicazione uno a molti invece di molti a molti o uno a uno:
The characteristics we associate with mass media are as much a product of the mass as the media. Because growth in group size alone is enough to turn a community into an audience, social software, no matter what its design, will never be able to create a group that is both large and densely interconnected.

Secondo Clay non esiste tecnologia capace di superare questo scoglio. Mi sembra una tesi ragionevole, ma da approfondire.

lo scelto pubblico non è una comunità

Nel rapporto molti a molti subentrano le regole sociali: la comunione di amorosi sensi non viene negoziata ad ogni interazione, ma in qualche modo viene presupposta secondo criteri di appartenenza. Diventa importante disporre di canali di feedback efficaci, e in questa luce diventa ancora più significativo l'articolo di Dan Gillmour "Journalistic Pivot Points":
I was blogging a session on wireless technology, and wrote something about SkyPilot, one of the presenting companies. Duncan Davidson, SkyPilot's CEO, finished his presentation and sat on the podium, reading on his laptop, while other people talked.

Then, in the Q&A, he corrected something I'd written in the blog. In other words, he'd caught this in near-real time and had better information (he should). I immediately posted another paragraph, which began, "I've been corrected...."

Whoa. I'm still not entirely sure what happened. But I do know this. My journey in journalism hit a pivot in that moment. Maybe journalism itself hit a pivot point, as pretentious as that sounds.

Si entra in una sfera totalmente diversa, ma forse la tecnologia può dare una mano. Pensaci. Che ti fa bene.

La Zia Giulia

Ho approfittato delle vacanze di Pasqua per rileggere "La tía Julia y el escribidor" di Mario Vargas Llosa (Ed. Seix Barral, 1977).

E' la storia autobiografica, delicatamente ironica, dell'educazione sentimentale e letteraria dello scrittore da cucciolo, nella Lima anni '50.

Mario y Julia

Parallelamente alla storia d'amore corrono le trame tessute dal "escribidor" Pedro Camacho, autore di radionovelas: una manipolazione delirante della sottocultura ispanica (ma anche latina in generale), portata al parossismo della più grottesca truculenza dal progressivo deterioramento mentale del Camacho.

Insomma, un gran bel libro.

Sono io!

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