sabato 29 agosto 2009

Il mio nome è Nessuno

A margine di questa interessante discussione (se sia meglio firmare la propria presenza in rete con nome e cognome), mi sorprendo di quanto spesso venga ripetuta l'opinione che:
"le idee valgono indipendentemente da chi le esprime".
Per confutare una simile sciocchezza, credo basti ricordare il motto "arbeit macht frei". Ma aggiungo anche che l'ordinamento federalista dello Stato è una idea nobilissima, adottata con successo in molte nazioni, e che il problema in Italia è appunto chi questa idea propugna, non l'idea stessa.

E allora, alla luce di quanto sopra, io non ne faccio una questione anagrafica ma di riconoscibilità e di assunzione di responsabilità per quello che si dice in pubblico. Mi stanno benissimo i nick, quando dietro c'è una persona che non si nasconde. Per capirci: Totanus, Gattostanco, BGeorg, [mini]marketing, Mafe, Giovy, Palmasco eccetera, non mi sembrano diminuiti dal soprannome.

E siccome questo blog ci mette da sempre nome, cognome e pure la faccia, poco tempo fa a un barcamp una mi ha detto: "Gaspar Torriero è un nick bellissimo! Tu però come ti chiami veramente?"

venerdì 21 agosto 2009

Questa è una notizia a pagamento: commenti e grafici

Aggiornamento:
Il diagramma versione 0.3.

Il post dell'altroieri ha suscitato interessanti commenti su friendfeed, commenti che mi hanno spinto a creare questo diagramma di flusso sulla filiera della notizia su carta:

Filiera carta ver. 0.2.

Se trovi che è sbagliato, ti sarei grato se tu mi spiegassi dove e perché. L'ideale sarebbe che tu ne facessi uno migliore.

mercoledì 19 agosto 2009

Questa è una notizia a pagamento

E infatti per leggerla stai pagando con moneta preziosa: mi stai dando attenzione. Ti ringrazio, ma non è questo che volevo dirti.

Nel magico mondo delle notizie su carta, la discussione sui pagamenti è fondamentalmente questa:
"Ho una cosa da venderti, quindi bisogna che trovi il modo di farmi pagare".
Ovviamente, non porterà da nessuna parte fino a quando non diventerà questa:
"Ho una cosa che ti interessa, se mi paghi te la dico".

25 anni di PowerPoint

Il 14 agosto 1984 Robert Gaskings e Dennis Austin di Forethought buttarono giù due paginette per un nuovo programma "to produce presentation graphics for overhead projection". Il nome originale era Presentation, ed era stato sviluppato esclusivamente per il sistema operativo Apple Macintosh. Nell'agosto del 1987 Forethought venne comprata da Microsoft per 14 milioni di dollari.

Oggi ci sono al mondo 500 milioni di utenti di PowerPoint, che producono circa 3 milioni di presentazioni al giorno, di cui una dozzina ben fatte (la mia opinione in proposito, la conosci già).
[via BBC]

venerdì 14 agosto 2009

Five Key Reasons Why Newspapers Are Failing

Mario Tedeschini Lalli segnala, e io mi affretto a rilanciare, Five Key Reasons why Newspapers Are Falling di Bill Wyman.

Wyman è impietoso al limite della brutalità nel suo riassunto di tutte le cose che non funzionano nella carta stampata, ma alla fine offre anche suggerimenti interessanti.

Quote of note:
"So: We have an industry facing a crisis that demands sophisticated, daring action, but that has rewarded, ineluctably but surely, timidity and caution, and whose livelihood has depended on not telling its audience anything it didn’t want to hear. Now, that industry, its underlying business model vaporizing, has migrated itself to the web.

The web doesn’t reward blandness. It doesn’t really like the obvious, the inoffensive and the established. Today, if you published a web page with the headlines I just listed on it—you know, starting with “Wooden Memories” and going right on down to “Great Gifts for Teachers”—you wouldn’t get many readers. In this way, the web mercilessly exposes the flaccidness of the content of most papers. It creates a straightjacket for them: As they desperately bland themselves out on land, the material they have on hand to impress in cyberspace is correspondingly pallid.

Paradoxically, it also displays their superficiality: Anyone truly interested in old wood-shop projects can find a world of much better information about them on the web. A daily newspaper presents a platter to readers. You don’t have to eat everything on it, but you’re not getting anything that wasn’t sent out from the kitchen originally. And over the years editors have learned not to put anything spicy on that platter."

giovedì 13 agosto 2009

Ora di religione

Ricordo che quando mio figlio faceva il liceo, aveva un professore di religione molto seguito e rispettato.

Poi ne arrivò un altro che invece insegnava catechismo, e quasi tutta la classe chiese l'esenzione.

mercoledì 12 agosto 2009

Ma Luca de Biase sarà sostenibile?

Segnalo un gran bel post di Luca de Biase sul giornalismo sostenibile, che mi conferma una idea che ho da tempo: il giornalismo, come lo definisce lui, non è mai stato messo in pericolo da internet, anzi risorge e trova nuova linfa dalla liberazione dal giogo della carta e della TV.

Dice Luca:
"...ciò che è davvero il giornalismo: un lavoro artigiano, fondamentalmente di ricerca, dotato di un metodo di lavoro orientato alla raccolta e alla verifica dei fatti, con una linea interpretativa esplicita"
Sono ottimista: morirà l'ordine dei giornalisti, moriranno gli editori, moriranno giornali televisioni e pubblicità, ma credo che questo lavoro artigiano non morirà mai.

martedì 11 agosto 2009

Friendfeed/Facebook

Siamo ancora nell'infanzia del web sociale.

Io spero che nel momento della maturità quelli che oggi sono servizi chiusi diventino protocolli aperti.

Aggiornamento:
Nei commenti a un twit di Dave Winer, si cominciano a dire le parole magiche:
  • Decentralizzare
  • Federare

lunedì 10 agosto 2009

Compitino: Le Mie Vacanze

Belle come sempre, e ho già cominciato a programmare le prossime.

Mare: l'acqua era fredda, 20°C quando siamo arrivati a luglio, 24°C quando siamo partiti. Lato positivo: niente meduse.

Meteo: due giorni di maestrale, un giorno di scirocco (con l'immancabile incendio), un pomeriggio di nuvole e 10 minuti di pioggia. Per il resto: sole, sole, sole. Quest'anno mi sono difeso a oltranza con cappello, maglietta e tendalino. Abbronzatura da muratore, naso spelato nonostante la crema 10/100.

Cibo: quest'anno all'Auchan di Olbia ho trovato delle baffe di bottarga di muggine stupende, grandi e color del miele, e ne ho fatto debita scorta. Come da tradizione, ho cenato all'agriturismo del Dottor Tonino Corda a Padru, di cui segnalo particolarmente la zuppa gallurese, lo spezzatino di chinghiale e il mirto, non che il resto sia da meno.

Affollamento: più gente a luglio, meno gente ad agosto ma sempre troppa. Chiacchierando in giro, ho l'impressione che si facciano vacanze più brevi. Mio consiglio non richiesto: se non hai un barchino, lascia perdere il Capo di Coda Cavallo, che ci vai solo a prendere il nervoso. Per dirne una: dietro alle spiaggie belle, c'è il parcheggio a pagamento. A metà mattina il parcheggio si riempie e non fanno più entrare. La gente allora torna indietro oppure molla l'auto dove può, e prende la multa, che i vigili passano due volte al giorno e ne scrivono centinaia ogni volta. A proposito, da noi hanno messo la guardia giurata all'ingresso, per impedire che i turisti parcheggino da noi per andare in spiaggia. Riassumendo: un delirio.

Edilizia: sembra impossibile, ma si continuano a costruire case e villaggi messicaneggianti con vista sulla statale. Ma chi le compra? Nel mio Villaggio EST, i condomini sono in lite con il costruttore che ha avuto i permessi per appiccicarci un albergo, che per fortuna è stato bloccato. Per ora. The tragedy of the Commons. A Olbia il nuovo ospedale in costruzione si trova dall'altra parte di un ponte a senso unico alternato che già adesso provoca code interminabili.

Connettività: un disastro. Il portatile con Vista non riconosceva la chiavetta HAUWEI, non riconosceva la chiavetta Bluetooth, ma per risolvere il problema voleva andare online. Andrea mi ha poi prestato il cavetto Nokia, ma insomma, sono sempre connessioni a legna. Mi sono perso tutte le oziose polemiche estive. Ce ne sono state? Non mi dire niente, me le perdo volentieri.

Letture: la trilogia di Larsson, divertente e poco impegnativa, sembra fatta apposta per le serate estive. Mia moglie è rimasta negativamente sorpresa dal fatto che Lisbeth a un certo punto si sia rifatta le tette, e ha commentato, credo giustamente, che la cosa stona con il personaggio.

sabato 1 agosto 2009

Prova

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