domenica 30 marzo 2003

The people of Iraq are terrified of Saddam Hussein

Essam Al-Ghalib, corrispondente di guerra di Arab News, armato di telefono satellitelare, macchine fotografiche e PC portatile, si è intrufolato in Iraq e racconta da Umm Qasr:

grazie a pazzi incoscienti come questo, riusciamo a sapere come vanno le cose

When we finally made it to Safwan, Iraq, what we saw was utter chaos. Iraqi men, women and children were playing it up for the TV cameras, chanting: “With our blood, with our souls, we will die for you Saddam.”

I took a young Iraqi man, 19, away from the cameras and asked him why they were all chanting that particular slogan, especially when humanitarian aid trucks marked with the insignia of the Kuwaiti Red Crescent Society, were distributing some much-needed food.

His answer shouldn’t have surprised me, but it did.

He said: “There are people from Baath here reporting everything that goes on. There are cameras here recording our faces. If the Americans were to withdraw and everything were to return to the way it was before, we want to make sure that we survive the massacre that would follow as Baath go house to house killing anyone who voiced opposition to Saddam. In public, we always pledge our allegiance to Saddam, but in our hearts we feel something else.”

Report di guerra dalla Russia

La guerra te la raccontano, in dettaglio e senza peli sulla lingua, i Russi. Ad esempio ieri:
"...Following nervousness and depression [of the Iraqis] during the first days of the war we can now observe a burst of patriotic and nationalistic feelings. ...There has been a sharp increase in the number of Iraqi refugees, who left the country before the war, returning to Iraq. A "cult of war" against the US and the UK is now emerging among the Iraqis...", the report states. [Reverse translation from Russian]

[Coalition] analysts believe that if this attitude of the Iraqis is not changed within the next 7 days, a "resistance ideology" may take over the Iraqi minds, making the final [coalition] victory even more difficult. In response to this report the US Army Psychological Operations command decided to combine all Iraqi POWs into large groups and to distribute the resulting video footage to the world media. A more active use of the Iraqi opposition was suggested for propaganda work in the occupied villages. The same opposition members will be used to create video footage of the "repented" Iraqi POWs and footage of the local [Iraqi] population "opposing Saddam."
E l'altro ieri:
"Today we can see that in itself massed use of strategic and tactical precision-guided weapons did not provide the US with a strategic advantage. Despite the mass use of the most sophisticated weapons the Americans have so far failed to disrupt Iraqi command and control infrastructure, communication networks, top Iraqi military and political leadership, Iraqi air defenses. At the same time the US precision-guided weapons arsenal has been reduced by about 25%.

The only significant advantage of the precision-guided weapons is the capability to avoid massive casualties among the civilians in densely populated areas.

What we have is an obvious discrepancy between the ability to locate and attack a target with precision-guided weapons and the power of this weapon, which is not sufficient to reliably destroy a protected target."
Mille grazie a Massimo per la preziosa segnalazione.

BlogShares

Allora, per la serie "stupidaggini di cui non si sentiva il bisogno ma sono lo stesso divertenti", ho già speso tutti i miei $ 500 in questo modo:

Non sono ancora passate dodici ore e già perdo sulle blue chips Ed e Doc.

Il mio link value è un bel $ 11.51, ma la valuation complessiva è a soli $ 567.32, lontanissima dai $ 1000 necessari per essere quotati. Non per niente noi qui siamo alla periferia dell'impero...

sabato 29 marzo 2003

Il Maestro Yang Lin Sheng

Cinquemila anni di cultura e di storia non sono passati invano. Il Maestro Yang dell' Associazione per lo Studio del Kung Fu Tradizionale è un signore di mezza età, piccolino e dai modi molto gentili, che ha dedicato e dedica la sua vita allo studio delle arti marziali. Oggi pomeriggio è stato invitato nella nostra palestra a Como per tenere uno stage e insegnarci le sue tecniche.


I concetti chiave che ha cercato di trasmetterci (in un italiano assai approssimativo) sono:
  • Le diverse tecniche non sono importanti e fondamentalmente si equivalgono.
  • La forza non serve a niente e non bisogna cercare la forza.
  • I movimenti possono essere piccoli, ma le partenze devono essere veloci.
  • L'elastico è più potente del martello.
  • Quando l'avversario è più debole, dritti. Quando è più forte, in cerchio.
  • Il buon combattente ha la mente sgombra e il corpo rilassato.
Io non credo che quanto sopra renda l'idea, ma ti assicuro che vedere in azione il Maestro Yang è impressionante per l'assenza di sforzo con cui si muove (e per la fatica bestiale che fai cercando di imitarlo).

La sua idea di arte marziale mette l'accento sull'arte, e la sua idea di praticante di arti marziali mette l'accento sullo studio, sulla saggezza e sulla rettitudine. Se volete fare risse imparate ad usare il coltello o la pistola, dice. La vera forza non è aggressiva.

Capito Giorgino?

mercoledì 26 marzo 2003

La popolarità di Bush

La popolarità del presidente è aumentata con questa invasione, e questo mi ricorda la guerra delle isole Falkland.

All'epoca una giunta militare alle corde, con gravi problemi economici e di credibilità, lanciò la guerra soprattutto per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai problemi veri dell'Argentina di quei giorni.

La gente scendeva nelle strade compatta sotto la bandiera nazionale gridando "Las Malvinas son argentinas!", e guarda che non erano mica tutti cafoni ignoranti: ricordo che persone intelligenti, ragionevoli e compassate avevano completamente perso la testa e cucivano centrini bianco-azzurri "per i nostri ragazzi", e non si perdevano una manifestazione una.

Venne poi il momento del durissimo risveglio, delle lacrime e della rabbia. La giunta militare, che si era comprata qualche mese in più di potere con il sangue dei coscritti, venne spazzata via dalla folla inferocita.

martedì 25 marzo 2003

Boris Johnson wrote for the New York Times, which found some of his words unfit to print

Il giornalista inglese Boris Johnson racconta dell'articolo che ha scritto per il New York Times, e delle modifiche che gli hanno chiesto per poterlo pubblicare.

Ad esempio: "you don’t make international law by giving new squash courts to the President of Guinea" non si può dire, mentre "you don’t make international law by giving new squash courts to the President of Chile" si può dire. Eh?
(via Moorish Girl)

Italia On Line si è sparata in un piede

Qualcuno mi spieghi chi è l'idiota che ha avuto questa bella pensata:
From: LiberoInforma@libero.it
To: ignarocliente@inwind.it
Sent: Monday, March 24, 2003 4:23 PM
Subject: Nuove modalità utilizzo spazio web


Gentile cliente,

al fine di ridurre sensibilmente il rischio di ospitare contenuti illegali sullo spazio WEB di Digiland ti informiamo che a partire dal 24/03/2003 la pubblicazione o modifica dei contenuti su spazio WEB ospitati da Digiland, potrà avvenire esclusivamente collegandosi tramite POP o connessione ADSL Libero, Infostrada o Wind.

Qualora, decidessi di cancellare i tuoi contenuti, potrai farlo disabilitando il servizio di spazio web all'indirizzo: http://digiland.libero.it/


Wind
Comunicare in un soffio
Già, il soffio della morte! Secondo me sono alla frutta. Non mi stpirei se tra qualche mese il servizio diventasse a pagamento: scappate finché siete in tempo!

Una nuova vita

Ieri sera è venuto a questo nostro strano mondo Giovanni: ancora non pesa un chilo ma pare abbia già un caratteraccio...

Ai genitori Anna e Paolo, auguri. Ai fratelli Michele e Riccardo: statevi accorti.

lunedì 24 marzo 2003

Altri tempi

Da un articolo dello storico Arthur Schlesinger Jr. apparso oggi sul Los Angeles Times:
"We must face the fact that the United States is neither omnipotent nor omniscient -- that we are only 6% of the world's population -- that we cannot impose our will upon the other 94% of mankind -- that we cannot right every wrong or reverse each adversity -- and that therefore there cannot be an American solution to every world problem."

President John F. Kennedy
(via Community of Minds)

Bandiere di seconda mano

Mio zio ama il mare e l'informatica, usa le nuove tecnologie, indulge in affermazioni iperboliche e si professa cinico. Riguardo all'invasione dell'Iraq, propone di acquistare subito tutte le bandiere della pace usate a mezzo euro, per rivenderle a cinque euro quando tra sei mesi toccherà alla Siria, o all'Iran...

Dice che lui questa situazione l'ha già vissuta quando, alla vigilia dello sbarco alleato in Sicilia, il Mascellone strombazzava "Li respingeremo sul bagnasciuga!". Questo alle sei del pomeriggio; alle sei del mattino dopo la Sicilia era conquistata. Per mio zio il parallelo Saddam-Mussolini è automatico, e quindi il problema etico-politico non si pone.


Certo che allora tutto succedeva senza testimoni, e le cose si sapevano molto tempo dopo. Oggi l'informazione è immediata, non-mediata, istantanea e incontrollabile. L'immagine di un singolo soldato morto brucia di più di una intera divisione annientata lontano dalle telecamere. Il tentativo americano di nascondere le immagini dei prigionieri è sintomatico, ma patetico.

sabato 22 marzo 2003

Passeggiata

Se oggi fosse stata una giornata limpida, in basso si sarebbe vista la città di Como.

il faro di San Maurizio, visto dalla passeggiata delle baite

venerdì 21 marzo 2003

Ziboy

Tramite il blog da Baghdad scopro l'affascinante photoblog dalla Cina. La loro quotidianità è per noi misteriosa.

giovedì 20 marzo 2003

Esa espada nos mata

Massimo:
"il fantasma di Borges sorride"

mercoledì 19 marzo 2003

Fisher-Price

Cesare:
"Mi piange il cuore, io amo l'America"

martedì 18 marzo 2003

Yuri Basmet e I Solisti di Mosca

Yuri Bashmet ieri sera era al Conservatorio di Milano con I Solisti di Mosca in un concerto tutto Mozart, con il seguente programma:
Sinfonia n. 29 in la maggiore KV 201

Triplo concerto in la maggiore K 320e per violino, viola e violoncello

Sinfonia concertante in mi maggiore K 364 per violino, viola e archi
Bashmet dirige la Sinfonia n. 29 senza bacchetta, agitando l'indice della destra, ottenendo un bel suono intenso e compatto dai Solisti di Mosca, che sono una ventina. Si notano bellissime ragazze (primo violino, prima viola, un secondo violino) e gli inaspettati calzini corti del corno svelano robustissimi polpacci. A parte il finale "allegro con spirito" che mi è sembrato tirato via un poco convenzionalmente, bella interpretazione.

Il Triplo Concerto K 320e è un frammento incompleto di sole 134 battute, e forse Mozart si era stufato e l'aveva mollato perchè troppo prevedibile, troppo ingessato nei suoi temi esposti a turno dai tre solisti. Ma il gioco dei rimandi rimane sempre affascinante. Mozart ha composto di meglio, ma anche le sue cose meno belle sono pur sempre belle.

Infine la Sinfonia Concertante K 364, considerata dalla critica come il punto più alto mai raggiunto nell'ambito delle sinfonie concertanti di tutti i tempi, sapiente equilibrio di influenze francesi, innovazioni della scuola di Mannheim e tradizioni salisburghesi. Il giovane violino era un poco nervoso all'inizio sull'allegro maestoso, ma poi subito si è messo a suo agio e poi ha trionfato nel celebre Presto finale. Mozart aveva 23 anni quando l'ha composta.

Bashmet suona una viola Testore del 1758 di cui dice "è facile da suonare e ha un bel suono". La verità è che la sua fenomenale morbidezza di suono è assolutamente unica tra tutti gli strumenti a corda che io abbia mai sentito. Solo Bashmet ci riesce. Questa bellezza è venuta fuori prepotentemente nei bis.

la bella dedicataria del bel bis

Il primo "dedicato all'amica Laura presente in sala", una canzone russa di Stravinsky (dietro di lui la prima viola lo accompagnava a occhi chiusi con grande rapimento ed emozione palpabili); il secondo "dedicato all'amica Irina Strozzi anche lei presente in sala", andante cantabile di Ciaikovsky; il terzo un bel valzer di Toru Takemitsu.

Consigli per gli acquisti e ascolto comparato

Ieri sera sono arrivato a Milano presto, e mi sono infilato alle Messaggerie Musicali a fare spese. Ho dilapidato il mio patrimonio in musica:
Prokofieff
Instrumental & Chamber Music (cofanetto 5 CD, autori vari)

The Glenn Gould Edition
Bach - The Well tempered Clavier (4 CD)

The Glenn Gould Edition
Bach - The French Suites (2 CD)

Bach Sonates Pour Flute
Jean-Pierre Rampal

Shubert - Octet
Berlin Philarmonic Octet
Adesso ci riempio il caricatore dell'auto e per i prossimi tre mesi non sentirò altro, per la gioia della famiglia tutta.

E visto che avevo già un Clavicembalo ben temperato di Friederich Gulda (di quando ancora suonava divinamente), ti propongo un nuovo ascolto comparato: il celebre Preludio No. 2 in do minore. L'esecuzione di Gould è più brillante ma meno misteriosa di quella di Gulda, che quasi preferisco. Si tratta comunque di registrazioni: e Gould di solito registrava anche dieci diverse "takes" di un brano; tutte risultavano tecnicamente perfette eppure totalmente diverse tra di loro per interpretazione.
Glenn Gould 1962 (1,7 MB)
Friedrich Gulda 1972 (1,7 MB)
Buon ascolto.

lunedì 17 marzo 2003

Tecnico Reti a Varese

Finisce oggi il corso "Tecnico Reti" a Varese, che mi ha tenuto impegnato quasi in continuazione dai primi di Gennaio.

[inserisci qui espressioni di giubilo selvaggio]


I ragazzi mi hanno stressato "no end" ma mi hanno dato anche qualche soddisfazione. Per esempio, oggi hanno risposto egregiamente al test finale. E in questo preciso momento stanno subnettando da veri professionisti.

A tutti loro, i miei complimenti e auguri.
A me, una settimana di assoluto riposo...

Telecomunicazioni alla frutta

Riprendo integralmente da Techdirt nel caso ti fosse sfuggita questa:
"I didn't post the news of Worldcom's stupendous $80 billion writedown last week, because any news coming out of Worldcom these days just seems too ridiculous to bother with.

However, this article looks more closely at the news to suggest it's a sign of further problems for the whole telecom industry. Much of the writedown was expected, but the fact that Worldcom wrote down their hard assets - stuff they paid cash for. People expected the writedown on their stock purchases and other intangibles. However, they weren't expecting to find out that all their equipment was worth a fraction of what they paid for it.

That's likely to be true for everyone in the industry, and the article suggests we should expect similar writedowns from all the other major telecom players. Basically, everyone overbought during the bubble years, and now much of that equipment is sitting around useless.

That's bad news for telecom companies, and worse news for those that supply them with equipment."
Ma Tronchetti Provera ha già dichiarato che a loro questo fatto non li tocca: sarà vero?

domenica 16 marzo 2003

Guarda qui a destra

Questa cosa del "cerca tra i weblogs che io leggo" è un'idea fantastica, ma non funziona. Ci vuole un feed OPML alla Radio Userland, e Blogger non è capace. Blogger non è neanche capace di produrre un output xml decente: dopo un primo periodo di correzioni manuali mi sono rassegnato a non vedere gli accenti...

Ma se tu ne sai più di me sull'argomento (facile), e hai qualche dritta da darmi (possibile), ti prego di non essere timido e di farti sentire.

>skip pop

Grande Matteo. Complimenti per l'idea e per l'implementazione della medesima. Un link popularity index tutto italiano ci voleva, ed ecco che qualcuno più capace degli altri ha detto "perchenò?" e l'ha fatto. Internet è bella per questo.

Certo che lo strumento è ancora in beta, e ci vorrà un certo tempo di rodaggio e affinamento prima che possa produrre risultati affidabili. Segnalo ad esempio Paolo al 29° posto con 24 link, mentre Technorati (che gira da più tempo) gli assegna 37 blogs e 50 link; per non parlare del suo weblog in inglese (101 e 152).

sabato 15 marzo 2003

Seduti al centro del bersaglio

Mi sono spesso chiesto come si fossero sentiti i miei nonni, a Varsavia prima dell'invasione nazista, mentre tutto il mondo parlava dell'inevitabilità della guerra, mentre si ammassavano truppe, mentre si pregava per la pace; mentre i tedeschi spiegavano al mondo i ragionevoli motivi e i nobili ideali, totalmente altruistici, che li spingevano a una guerra lampo che sarebbe invece durata anni...

Molto più che petrolio

Il forte articolo di Chris Floyd che è apparso sul Moscow Times propone una chiave di lettura più globale:
"The ultimate goal is not Iraq -- that bombed, blockaded state partially controlled by a witless thug whom the gang once succored -- but domination of the world's oil supplies in the coming century, when the surging nations of China and India will reach their economic peak. These vast entities could eventually tilt the imbalance of world wealth away from the Anglo-American elites who have for so long held the high and palmy ground of privilege. But the voracious economies of the Asian behemoths will require unstinting draughts of the oil reserves now locked under the sands of Iraq and Saudi Arabia. There is oil elsewhere, yes -- but nowhere else in the world are there reserves deep enough to satisfy the thirsts of China and India as they come into their own."
Ma l'articolo seguente di William Safire sostiene che il motivo principale per cui la Francia e la Cina non vogliono la guerra all'Iraq è perche sono i suoi principali fornitori di tecnologia vietata...

Come si dice nel titolo di questo weblog, è più complicato di come sembra: il bianco e il nero si confondono e sfumano in un grigio sporco.

I cigni di Tantra Lake

Come giustamente nota Tom, accadono cose importanti sui blog di Halley Suitt e di Chris Locke. La serie sugli Alpha Males di Halley prende una piega inaspettata ma familiare. RageBoy smette i panni del buffone iconoclasta e svela ferite profonde. Sono post emozionanti.

questo è il cigno che mangia dalle mani di Chris Locke a Tantra Lake

mercoledì 12 marzo 2003

Grande Asus!

Ieri sera mi è caduta la borsa con il portatile dentro (nuovo nuovo), da una mensola alta più di un metro. Non si è fatto assolutamente niente! Ma quasi svenivo.

martedì 11 marzo 2003

Uto Ughi a Milano

Bella serata ieri sera al Conservatorio di Milano con Uto Ughi in un ottetto comprendente Maryse Regard (violino), Alfonso Ghedini (viola), Franco Maggio (violoncello), Franco Petracchi (contrabbasso), Vincenzo Mariozzi (clarinetto), Francesco Bossone (fagotto) e Luciano Giuliani (corno). Programma:

FRANZ SHUBERT
Ottetto in fa maggiore op. posth. 166 D 803


Shubert, come dice la mia amica Ebe, "quando s'attacca a un tema non lo molla fino a che non l'ha spremuto completamente". Si tratta di bellissima musica, ma non di musica facile, nonostante certi momenti salottieri. Non è di Shubert la sintesi fulminante, l'epigramma: e così davanti a me una signora si lascia vincere dal sonno, e si becca le gomitate incrociate di marito e figlio...

L'ottetto si compone di ben otto tempi, ora struggenti, ora brillanti, ora salottieri. Drammatico finale giocato sui vibrati. Come bis si ripete il quarto tempo, allegro vivace, con un bel gioco di rimandi tra il clarinetto e il violino.

Il gruppo è di esperienza, bene affiatato. Tra tutti sembra che Petracchi e Mariozzi (contrabbasso e clarinetto) siano quelli che si divertono di più. Gli altri se ne stanno molto compassati e non si guardano tra di loro.

Alla fine consegna di ben due pesanti piante in vaso alla Regard, che già aveva in mano il violino: momento di imbarazzo. Poi altra pianta per Ughi che senza cerimonie la sbologna al vicino, che la passa al vicino, che la passa al vicino... simpatico siparietto. La prossima volta consegneranno un bel ficus di due metri!

domenica 9 marzo 2003

Jimmy Carter e la giusta guerra

Perché una guerra possa essere considerata giusta, dice Jimmy Carter, deve soddisfare alcuni precisi criteri:
  • The war can be waged only as a last resort, with all nonviolent options exhausted.
  • The war's weapons must discriminate between combatants and noncombatants.
  • Its violence must be proportional to the injury we have suffered.
  • The attackers must have legitimate authority sanctioned by the society they profess to represent.
  • The peace it establishes must be a clear improvement over what exists.
Carter pensa che l'attacco all'Iraq non ne soddisfi neanche uno, e spiega il perché.

Il perché è chiaro a tutti

Su Community of Minds interessante e dettagliato articolo sul perchè della guerra:
Most of Iraq's current oil production is centered around three large fields, the Kirkuk field in the north of Iraq (10+ billion barrels), the East Baghdad field in the central part of the country (11+ billion barrels), and the Rumailah fields in the south of Iraq (10+ billion barrels). There are two other very large fields in southern Iraq which are basically untapped to date: the Majnoon field near the Iranian border (20+ billion barrels, possible as much as 30 billion barrels), and the West Kuma field closely associated with the Rumailah field (15+ billion barrels. Other notable fields are Nahr bin Umar (6+ billion barrels), Rattawi (3.1 billion barrels), Halfaya (2.5-4.6 billion barrels), Zubair (4 billion barrels), Nassiriya (2-2.6 billion barrels), Suba-Luhais (2.2 billion barrels), Bai Hassan (2 billion barrels), Buzurgan (2 billion barrels), Khabboz (2 billion barrels), Abu Ghirab (1.5 billion barrels), Khormala (1.5 billion barrels), Tuba (1.5 billion barrels), Gharraf (1.0-1.1 billion barrels).



All told, including a number of smaller fields not mentioned here, Iraq holds proven assets of 112 billion barrels of oil. The unexplored regions of the Western Desert could add as much as another 100 billion barrels to this total. The area is known to contain oil-bearing Jurassic, Triassic and Paleozoic formations, though they are buried much deeper than the eastern formations and so might provide more natural gas than oil.

sabato 8 marzo 2003

Lungo post arrabbiato di Mike Golby dal Sud Africa sulla guerra all'Iraq, post che condivido totalmente. Ad esempio quando scrive:
"In the opinion of many U.S. citizens exercising their right to think and speak freely, governments and citizens of Europe, Africa and other continents, and among real enemies of your country, there is a justifiable view that the Bush administration, and by your contorted reason, you, are betraying your country's constitution. In defiance of international law, you are going to war against a sovereign, partially occupied, virtually defenseless state posing little or no threat to the security of your or any other country. In violation of international law, this country has been so weakened by twelve years of punitive sanctions and round-the-clock bombing that its infrastructure will collapse and its people will suffer any number of diseases.

Your military planners have [albeit painfully and slowly] pressed a quarter of a million men, armed to the teeth, to its borders. They will rush in to occupy the sand kingdom for up to two years once most of its urbanized areas and the people inhabiting them have been blown apart or burnt to a crisp. Iraq has been forced into a situation where its only means of defense might be to unleash whatever easily concealed bio-toxins it possesses. If it does, your government, and by your reasoning, you have done everything in your power to precipitate such an action. You have done so to further an extraordinarily base and crude agenda."
Ti confesso che oggi io mi sento profondamente anti-americano, e che questo mi disturba parecchio.

Io sono per metà polacco, e capirai quindi che sono stato allevato da piccolo a un anticomunismo per niente ideologico ma assai pragmatico: alimentato dai racconti dei parenti polacchi che venivano a trovarci, confermato dalle visite a Varsavia e dall'aver toccato con mano la dura realtà, che non aveva niente a che vedere con il bel sogno coltivato dai miei amici di sinistra.

Per questo la logica dei blocchi contrapposti mi ha fatto sempre pendere dalla parte degli Stati Uniti, a volte con convinzione, a volte come male minore. Ma adesso che il blocco sovietico si è sciolto, adesso che era il momento di potenziare gli organismi internazionali, non ci sono scuse per quello che stà succedendo.

Mi chiedo anche: e se domani Bush decide che è negli interessi degli U.S.A. radere al suolo l'Italia? Ci vai tu allONU a mettere il tuo inutile veto?

Annurca

Hai mai assaggiato le mele annurche della Campania? Che spettacolo! Io le ho provate oggi per la prima volta. Cosa mi sono perso!

Le tabelle pivot di Excel

Con allarmante frequenza mi capita di entrare in una azienda, anche grossa, e scoprire che:


  1. I dati aziendali vengono raccolti e mantenuti in un database che gira su AS400 oppure Unix oppure altro mainframe, ma comunque non Windows. Si privilegia quindi l'affidabilità e la robustezza, e fin qui molto bene.

  2. Il database non Windows crea dei report periodici, non modificabili dall'utente, consultablili tramite una stampata oppure, nei casi più fortunati, visualizzabili a schermo e incollabili in Excel.

  3. In pochi, rarissimi casi, viene anche prodotto un file di testo delimitato o incolonnato che è possibile importare in Excel con la procedura guidata. Si tratta sempre e comunque di un riassunto, mai di un accesso ai dati originali.

  4. Il problema di fondo è che queste aggregazioni sono state progettate di solito anni addietro da chi gestiva i database, e non da chi gestisce il business oggi.

  5. Ma chi gestisce il database oggi si attacca al proprio potere e non molla il controllo.

Sarebbe così facile implementare i driver ODBC e lasciare che gli utenti si facciano le aggregazioni per loro significative. Che ci vuole a fare una tabella pivot? Niente, se si ha accesso al database.

Invece l'utente che ha bisogno di rispondere a semplici domande, tipo "Chi sono i miei migliori clienti e in che periodo comprano di più?" oppure "Quali miei prodotti contribuiscono di più alla redditività complessiva?", sono costretti a complicate e lunghissime acrobazie di copia-incolla, quando non addirittura a ripassarsi con l'evidenziatore un pesante tabulato e a riscrivere i dati in un foglio di Excel: va a finire che quando le risposte arrivano, sono già vecchie e non servono più.

Tutto questo succede fondamentalmente perchè chi deve decidere le cose non le capisce, e chi le capisce non può deciderle. E' su queste cose che le aziende affondano, oppure sopravvivono.

martedì 4 marzo 2003

Consigli per gli acquisti - 2

Dice Peter in un commento: "Su Discolandmail mi pare di aver visto diverse offerte su Prokofiev..."

Corro a cercare e in effetti trovo l'integrale di musica da camera e solistica di Prokofieff: Per 27,50 Euro ben cinque CD e con interpreti mica da ridere (Repin, Rampal, Milstein).

Credo che me lo compro. Grazie Peter!

lunedì 3 marzo 2003

Consigli per gli acquisti

A proposito, volevo comprarmi le Sonate di Prokofieff. Che edizione mi consigli?

Proko-proko

domenica 2 marzo 2003

Vadim Repin al Conservatorio

Ieri sera a Milano c'era il bravo Vadim Repin (stupendo Stradivari "Ruby" del 1708) accompagnato al pianoforte da Alexander Melnikov. Il programma:
Giuseppe Tartini
Sonata in sol minore "Il trillo del diavolo"

Serghei Prokofieff
Prima Sonata in fa minore op. 80

Edvard Greig
Sonata in sol maggiore n. 2 op. 13

Ernest Chausson
Pome op. 25 per violino e pianoforte

Maurice Ravel
Tzigane per violino e pianoforte
Si tratta di un programma ben collaudato, che Repin porta in giro per il mondo da qualche mese; ed in effetti c'era perfetta intesa tra i due.

Di solito nei programmi il primo brano è "di riscaldamento": non troppo difficile, non troppo lungo, buono per rompere il ghiaccio. Di solito il Trillo del Diavolo (difficile, brillante, ma anche intenso) te lo aspetti come gran finale. Repin invece ce l'ha proposto di aperitivo, come dire "guarda di cosa sono capace".

Molto bello anche Prokofieff, molto cupo l'inizio con il famoso inizio in sordina e le velocissime scale a imitare "il soffio del vento su un cimitero"; e poi con l'andante "lirismo senza sole".

Durante Prokofieff, per due volte ho visto il pianoforte ondeggiare di un dieci centimetri buoni sotto i colpi ribattuti di Melnikov, tant'è vero che all'intervallo un inserviente è venuto a serrare meglio il blocco delle ruote dello Steinway.

Sempre all'intervallo l'accordatore si è prodotto in una sostituzione al volo di una corda, raccogliendo alla fine calorosi applausi.

Grieg mi è sembrato abbastanza convenzionale, privo di sorprese, quasi noiosetto. Un poco meglio mi è parso Chausson, ma insomma non entusiasmante.

Infine la Tzigane che abbiamo appena ascoltato anche da Uto Ughi: Repin la esegue con forse minore veemenza, ma con maggiore attenzione e con una più ampia gamma di colori. Il brano inizia con una cadenza di violino solo che ziganeggia in lungo e in largo per poi lanciarsi con il pianoforte in un forsennato gioco di virtuosismi.

Grandi applausi finali da un pubblico poco numeroso. E' stato un gran bel concerto.
 
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