martedì 25 dicembre 2007

Offerta di lavoro per architetto in Milano

Si chiacchierava con mia cognata, e mi diceva che cerca una o un assistente, se conosco qualcuno. Le ho detto, aspetta che giro la domanda nel blog, vedrai che qualcuno mi risponde. Allora:
Azienda di alta moda in centro Milano
cerca Architetto neolaureata/o (interni/design)
padronanza di inglese e autocad
per stage 3+3mesi assistente project manager
ufficio Store Planning
Se ti interessa o conosci qualcuno, fammi sapere via email (all'indirizzo qui a sinistra) e ti dirò chi contattare. Grazie.

Buon Natale



(un saluto particolare a Cisco Guzman che da Buenos Aires mi ha ritrovato grazie al blog: Hola Kilombo!)

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lunedì 24 dicembre 2007

L'effetto "because"

La maggior parte delle professioni e mestieri interessanti richiede, come requisito irrinunciabile, la conoscenza di almeno una lingua straniera.

Chi conosce le lingue può anche scegliere di fare il mestiere di interprete-traduttore. Verrà pagato ogni volta che apre bocca o scrive in una lingua straniera. Ma se la conoscenza delle lingue straniere si diffonde in una popolazione, diminuisce proporzionalmente il guadagno e la richiesta di traduttori, fino al punto in cui trovano lavoro solo quelli che conoscono lingue strane o argomenti esoterici.

Questo è l'esempio che mi è venuto in mente cercando di spiegare the because effect a chi mi chiedeva come guadagnare con il blog. Dimostrare padronanza con questo nuovo strumento di relazione può aprire porte interessanti. Guadagnare con il blog invece è un lavoro da super-specialisti, oppure da schiavi (ho sentito parlare di tre euro a post, per dire).

Se il 2007 è stato l'anno della monetizzazione, il mio augurio per il 2008 è che sia l'anno dell'effetto because.

Aggiornamento:
Markingegno prende spunto, approfondisce e dissente nel post Nanopubblishing e schiavitù.

giovedì 20 dicembre 2007

Vedere la musica

Ho appena scoperto The Music Animation Machine. Non ci sono per nessuno per le prossime quattro ore.



Stephen Malinowski è un genio.

mercoledì 19 dicembre 2007

Giovanni Sollima

Tramite Antonio arrivo ai video di Lasse Gjertsen, e andando ad approfondire su Youtube, ne trovo uno assolutamente strepitoso sul violoncellista Giovanni Sollima:

Daydream Part 1


Daydream Part 2



Non occorre essere studenti di violoncello per apprezzarli.

Marco Pratellesi: corrispondenza d'amorosi sensi

Pare che esattamente nello stesso istante in cui su Second Life il mio pupazzetto proponeva la rivalutazione del giornalismo artigianale a caccia di notizie, al Circolo della Stampa di Milano il direttore di corriere.it abbia dichiarato:
"i giornalisti della carta stampata dovranno tornare sui marciapiedi a cacciare le notizie"
Pare anche che le agenzie di stampa rivendichino un ruolo più attivo, offrendo "un prodotto che copra tutta la filiera informativa" oltre che assolvere "anche al ruolo di filtro perchè l'’utente finale vuole una certificazione su quello che legge e spesso l’agenzia svolge proprio questa funzione".

Oltre a notare un certo affollamento tra i candidati a filtrare le notizie, leggo tra le righe una precisa minaccia da parte delle agenzie nei confronti dei giornali: vi scavalcheremo e andremo direttamente dal cliente finale (anche questo si è detto ieri sera alla unAcademy).

La notizia

A proposito dell'incontro di ieri sera in unAcademy, ringrazio pubblicamente cfdp che si è prestato, e i tantissimi che hanno partecipato. Mi sembra che l'esperimento sia complessivamente riuscito e spero che altri seguano questa strada. Se posso permettermi un suggerimento per la prossima volta, farei volentieri a meno del palco che è troppo frontale, e proverei un ambiente più circolare che favorisca meglio l'interazione tra tutti i partecipanti.

Per finire, ho ripescato un post di più di due anni fa dove sintetizzavo il mio pensiero sul mondo dell'informazione. Mi sembra ancora valido:
La Rivista

1)
Le notizie impeccabili in alta uniforme, perfettamente allineate nell'immenso cortile del Palazzo, aspettano di essere passate in rivista. Si sono tutte offerte volontarie, ma pochissime verranno scelte. Sui loro volti c'è tensione.

2)
Quella notizia che ieri per un attimo mi aveva guardato negli occhi, al ristorante, oggi l'ho rivista di nuovo. Stava parlando con uno, rideva ma sembrava triste. Quando si è alzata, mi è venuta voglia di seguirla.


martedì 18 dicembre 2007

Stasera ore 21.00: Pupazzetti chiacchieroni

Questa sera ci si vede alla unAcademy con Carlo Felice, per dirimere le nostre differenze di opinione riguardo al futuro dei giornali, in particolare se continueranno ad avere il ruolo di filtro delle notizie che hanno oggi.

Invece di vedercela tra di noi nei post, nei commenti o via mail, proviamo a giocarcela in pubblico su Second Life, nella speranza di
  1. sperimentare nuove forme di interazione
  2. imparare qualcosa dagli altri
  3. divertirci come matti
In segno di rispetto nei confronti del mio avversario, indosserò giacca e cravatta.

lunedì 17 dicembre 2007

Far piovere

Gli uomini si distinguono nettamente in due categorie: quelli che aspettano che piova, e quelli che fanno piovere.

Se pensi che non si possa far piovere, appartieni alla prima categoria. Se invece sei di quelli che fanno piovere, sai bene che in fondo è semplice. Basta pensare sempre e solo alla pioggia, ossessivamente, e dirlo a tutti, e non accettare le risposte negative, e insistere in continuazione, e spingere sempre, e blandire e minacciare e continuare a insistere e a spingere senza fermarsi un secondo fino a che, alla fine, piove.

Prendi ad esempio il post sotto l'albero: Sergio è uno di quelli che fanno piovere.

sabato 15 dicembre 2007

All your base are belong to Catepol

Invasione dei cloni questa mattina su Twitter



venerdì 14 dicembre 2007

Ancora sui key influencers

La conversazione su influencers e coda lunga continua su Marketing Blog, che propone un sacco di buoni link e un video molto interessante: la voglia di essere di aiuto è la qualità più importante.

giovedì 13 dicembre 2007

I problemi della Coda Lunga

Mauro Ginelli, nei commenti di Gianluca:
"Stai a vedere che adesso inviteranno anche noi Z-blogger ai convegni sul web 2.0. Ma ci staremo tutti nella stessa sala?"


Truffa via SMS

Ho appena ricevuto questo SMS:
Da +4670799001

Ti ho cercato alle 8.40 del 13/12/2007, e
urgente, chiama da fisso al 899151094 ,
info e costi susegreteria.biz
Ne aveva già parlato Gioxx, ma vale la pena ribadire che si tratta di una truffa, e che la truffa continua indisturbata da troppo tempo per poter affermare che l'Italia sia un paese civile.

Pompous, insecure jerks

Guy Kawasaki (via [mini]marketing):
"I think that most key influencers are pompous, insecure jerks who take themselves way too seriously. And I say this knowing that you can rightfully accuse me of being one of them."
Pare che nel rapporto tra aziende e blog, limitarsi alla lista dei "soliti noti" sia controproducente. Long tail rulez!

mercoledì 12 dicembre 2007

Viveza criolla

A uscire a cena con le amiche di mia moglie si imparano cose che noi sempliciotti non ce le sognamo nemmeno.

Metti ad esempio che una sera ti ferma un vigile subito dopo il semaforo che hai appena bruciato, e ti chiede patente e libretto.

Metti che, sorpresa, la tua patente è scaduta.
Da sette anni.

Metti che il vigile, forse spaventato dalla quantità di moduli da riempire per il sequestro dell'auto, il ritiro della patente, eccetera eccetera, ti restituisce i tuoi documenti e ti congeda con un "Signora, io e lei non ci siamo mai visti".

Metti che il giorno dopo vai alla tua agenzia di pratiche auto a rinnovare la patente e scopri che no, non la puoi mica rinnovare: devi proprio rifarla da capo, con l'esame teorico e pratico!

A meno che.

Metti che l'agenzia ti suggerisce di denunciare lo smarrimento e richiedere il duplicato. Metti che ci provi.

Poche settimane dopo, ti arriva a casa una patente nuova, valida, che scade tra dieci anni.

(Questa storia contiene una profonda morale, che però al momento mi sfugge)

martedì 11 dicembre 2007

Polentablog!!

Cosa:
Polentablog

Quando:
domenica 27 Gennaio 2008 - ore 13.00

Dove:
in baita da destinarsi, zona Lago di Como.

Iscrizioni:
sull'apposito wiki

Siete tutti invitati

Filippo e Mauro sono fuori

Filippo e Mauro, i due pazzi furiosi che appaiono in nonrassegnatastampa.it, da giovedì 13 alle 22.00 partono con una ventiquattrore video. Il progetto è troppo delirante per non segnalarlo.

lunedì 10 dicembre 2007

Tokyo String Quartet

Questa sera al Conservatorio di Milano suona il Quartetto di Tokyo:
Wolfgang Amadeus Mozart
Quartetto in sol maggiore KV 387

Leóš Janáček
Quartetto n. 1 “Kreutzersonate"

Piotr Ilic Ciaikowski
Quartetto n. 3 op. 30
Il quartetto di Janaceck non l'ho mai ascoltato, è del suo periodo maturo, post-romantico e post-folklorico. Il bello di qesti concerti è che c'è sempre qualcosa da imparare.

Imparare dagli errori: Facebook Beacon

In Facebook sapevano esattamente cosa stavano facendo con Beacon, ma erano convinti di far bene e non si aspettavano la reazione che c'è stata.

Come mai si sono fatto sorprendere così clamorosamente? Ed Felten prova a capire ed elenca i cinque errori di Facebook da non ripetere. Riporto solo il primo:
(1) Overlawyerization
Organizations see privacy as a legal compliance problem. They’re happy as long as what they’re doing doesn’t break the law; so they do something that is lawful but foolish.


La Costituzione di Internet

Peccato non possa partecipare questa sera all'incontro con Stefano Rodotà organizzato su Second Life dalla sempre più interessante unAcademy. Provo allora ad esprimere qui le mie perplessità in merito, che sono molte.

L'idea alla base della costituzione di internet, se non ho capito male, è che uno sviluppo sano e diffuso della e-democracy richieda una e-governance di internet, senza la quale si correrebbero rischi (tutti da verificare) di anarchia, populismo, eccetera.

Mi chiedo, e avrei chiesto a Rodotà:
Prima di tutto: sono i politici il soggetto più adatto a stabilire queste regole? Con la loro proverbiale ignoranza di tutto quanto riguarda la rete? Con la ben nota propensione a farsi condizionare da lobby economiche? La più nobile idea, in mani sbagliate, di solito diventa pretesto per ogni bassezza.

Queste regole per la e-democracy devono per forza riguardare tutta internet? Anche quella grandissima parte che di politica non si occupa?

Queste regole nascono da una necessità reale degli utenti? Sono state invocate a gran voce dalla maggioranza di internet?

E soprattutto, e qui casca l'asino, la Costituzione di Internet verrà sottoposta a referendum confermativo su internet? Altrimenti verrà vissuta come un ostacolo e verrà semplicemente aggirata.
Non è un caso che nel mondo gli Stati che più si occupano di regolamentare internet sono quelli meno democratici, non credi?

Se hai voglia di Approfondire, Elena ha raccolto parecchio materiale.

Aggiornamento:
La conferenza è annullata.

domenica 9 dicembre 2007

Che cosa è volgare in televisione

Per dire, trovo mille volte più volgare un telegiornale che mette lo sfondo musicale a una notizia, che non un ex-comico che dice "cacca".

venerdì 7 dicembre 2007

Pubblicità su internet, un poco di luce

Tra i tanti commenti interessanti al post di cui ti parlavo qualche giorno fa, ti riporto pari pari quello di un venditore di banner che spiega con disarmante onestà come stanno le cose. :
"I actually work for a company that does a lot of online advertising campaigns, so I think I can shed some light on this. The honest-to-god truth is that the people in charge of these campaigns have absolutely no idea what they're talking about. They describe their target audiences with phrases like, "Interested Non-Users," or by using terms they've made up, such as the gag-worthy "prosumer." Clients ask for a "viral" campaign, and by the way, they would like it live and "viral" by next week. A friend of mine said he had to shoot down one of those noise-making banners in a meeting. I don't want to name companies in a public post, but for the sake of contextualizing this, let's just say they are large and well-known.

When discussing the click-through rate of banner or email campaigns, the discussion centers around fractions of a percentage point. These are not highly effective campaigns (I'd wager that many of them even lose money), but the people in charge of running them have a poor grasp of what they are actually dealing with. I often find myself wondering whether the people pitching these ads have ever been on the internet at all. They hear buzz words such as "viral," and they say, "Yes, I want that," without actually grasping the concept behind what they are asking for.

My suspicion is that a lot of the heavy click-through is associated with people who are new to the web. Most urban people (especially those with a higher level of education) have been using computers and the internet for some time now. We recognize advertising, and we're jaded towards it. Many people who do not use computers at school or work are new to all of this - they haven't built up the thick skins that the rest of us have. Rural housewives are probably the demographic with the most click-throughs because they are one of the newest demographics to get online. I consider my own mother to be pretty web-savvy, and she is neither rural nor a housewife, but I've watched her accidentally click ad banners and wonder why she's suddenly on a different site.

Of course, the punchline to all of this is the fact that most click-throughs don't translate to actual sales. If an ad campaign is relying on accidental click-throughs, or on attracting the attention of a niche market who can't afford what they're selling, then the joke is on the person footing the bill. The model is clearly broken, and most people in the industry know that, but the people signing the checks aren't in on the joke."
Insomma, sono sempre sbalordito del fatto che non esistono studi seri in proposito, ma comincio a capire perché non esistono studi seri in proposito.

Google Chart API


Interessante...

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All'alba, dietro al Convento delle Carmelitane

Tutto è cominciato nei commenti di questo post dove dicevo, en passant:
"cfdp: pensavo ultimamente che quando diciamo "giornalismo" mettiamo sotto lo stesso tetto due cose molto diverse.

Da una parte il mestiere artigianale del cacciatore di notizie, mestiere prezioso, difficile e insostituibile.

Dall'altra parte un lavoro industriale di filtro delle notizie altrui, lavoro che per mille motivi (che se vuoi possiamo anche discutere, ma non in un commento) sta diventando obsoleto."
a cui cfdp rispondeva:
"Gaspar, siccome non sono d'accordo (non sono d'accordo sulla questione del filtro) credo che l'argomento meriti una discussione. Non in un commento, su questo concordo."
Ne è nata l'idea di una discussione faccia a faccia, anzi, pupazzo a pupazzo. L'appuntamento è su Second Life, presso la unAcademy che gentilemte ci ospita, alle ore 21:00 di martedì 18 dicembre 2007. A causa delle limitazioni del mezzo, i posti disponibili sono quindici, per cui occorre iscriversi qui.

Se vuoi sapere meglio cosa ti aspetta o cosa felicemente ti perdi, le due posizioni sono riassunte qui e qui. Come dice giustamente cfdp, nessuno ha la verità in tasca. Il tuo contributo sarà quindi molto importante.

giovedì 6 dicembre 2007

Facebook's business model

Facebook's business model is the opposite. It pits Facebook against its customers. The amount of money that Facebook can make is defined (and constrained) by the degree to which its users will allow themselves to be exploited.

lunedì 3 dicembre 2007

Se tu non clicchi e io non clicco, allora chi clicca?

Giustamente ci si chiede, chi è che clicca la pubblicità?
"Ninety-nine percent of Web users do not click on ads on a monthly basis. Of the 1% that do, most only click once a month. Less than two tenths of one percent click more often. That tiny percentage makes up the vast majority of banner ad clicks."
Visto che la pubblicità è l'unico modello di business dei siti che dicono di avere un modello di business, la domanda mi sembra cruciale.

Pare che negli USA cliccano le nonne di campagna. E in Italia? Esistono studi in proposito?

domenica 2 dicembre 2007

Libri gratis

Corposo elenco di siti dove trovare libri elettronici gratuiti.
[via TeleRead]


giovedì 29 novembre 2007

Andras Schiff suona Haydn

Sarà un grande piacere, questa sera al Conservatorio di Milano, ascoltare il pianista Andras Schiff in un programma tutto Haydn:
Capriccio in sol maggiore Hob. XVII: 1

Sonata n. 32 in sol minore Hob. XVI:44

Fantasia in do maggiore Hob. XVII:4

Sonata n. 53 in mi minore Hob. XVII: 34

Variazioni in fa minore Hob. XVII:6

Sonata n. 62 in mi bemolle maggiore Hob. XVI: 52
L'anno scorso Schiff si cimentò nell'integrale delle Sonate di LVB, dandone una interpretazione interessante, molto spirito e poca carne, che non mi ha convinto pienamente, pur senza arrivare al lapidario "Schiff-Bach buono, Schiff-Beethoven cattivo" del giovane Chettimar. Haydn dovrebbe essere più nelle sue corde.

mercoledì 28 novembre 2007

Il contest è un criterio di scelta come un altro

Il tempo è sempre poco e i blog in aggregatore sono sempre troppi. Non solo, ma non passa settimana senza che ne aggiunga tre o quattro nuovi, e quindi la situazione sfugge di mano molto in fretta.

Allora un mio nuovo (1) personalissimo criterio per cercare di sfoltire è diventato questo: cancello chiunque partecipi a un contest. E' una mia fissa, lo so, ma d'altra parte è il mio aggregatore e ci faccio quel che mi pare.

Ho poi notato che se qualcuno dei cancellati scrive qualcosa di veramente interessante, viene immancabilmente ripreso e tumblerato da altri e quindi riesco ad arrivarci lo stesso.

Ci sono anche effetti molto positivi: ad esempio, mi sono accorto dell'ultimo prestigioso concorso "Vendi il Tuo Didietro per un Gadget" solo da blogbabel, dato che non leggo neanche uno dei prestigiosi concorrenti.

(1)
gli altri criteri sono a) solo feed completi e b) niente pubblicità

Tragedy of the Commons

Il Premio WWW del Sole24 Ore - Sezione Blog mi sembra un ottimo esempio di come il celhopiulunghismo, applicato ai blog, produca solo effetti comici alla Buster Keaton.

Attenzione che se cerchi di registrarti per votare, i nomi utente Paperino, Topolino e QuiQuoQua sono già presi.

Ma che senso hanno queste iniziative sul web? Io proprio non mi capacito.

martedì 27 novembre 2007

Bloggers visit Shell

Interessante resoconto e belle foto di una visita alla piattaforma petrolifera "Brutus", nel Golfo del Messico (prossimamente anche il video).

Prossimi appuntamenti campestri

Mittelcamp
Trieste, 21 dicembre 2007

TorinoBarcamp2008
Torino, seconda metà di gennaio 2008

lunedì 26 novembre 2007

Julia Fischer a Milano

Questa sera al Conservatorio di Milano suona la ventiquattrenne tedesca Julia Fischer, astro nascente del violinismo mondiale.

Accompagnata al piano da Martin Helmchen, suona un programma Schubert-abend:
Duo per violino e pianoforte in la maggiore D 574, op. 162
Rondo Brillante in si bemolle minore D 895
Sonatina n. 2 in la minore D 385
Fantasia in do maggiore D 934 op. 159 "Sei mir gegruesst"
Si preannuncia una serata interessante, anche se, come dice la mia amica Ebe alzando gli occhi al cielo, "Schubert a volte, quando ti addenta un tema, prima che lo molli..."

sabato 24 novembre 2007

La differenza tra una pubblicità e una rete sociale

Com'è noto, Facebook Beacon avverte i tuo amici dei tuoi acquisti online. La procedura è opt-out, non opt-it: è attiva come impostazione predefinita e occorre spegnerla ad ogni nuovo acquisto. Motivo sufficiente, io credo, per abbandonare Facebook al suo destino tristemente markettaro.

Ma Dave Winer blogga una osservazione che potrebbe rimescolare le carte e portarmi ad adottare Beacon con entusiasmo. Dice Dave:
"Il link non dovrebbe essere senza rischi per il venditore, dovrebbe contenere informazioni utili ad altri potenziali acquirenti.

Far sapere che ho comprato un volo American Airlines da New York a San Francisco via Dallas dovrebbe permettrmi di aggiungere che ho perso la connessione a causa di un ritardo del volo, e che AA si è rifiutata di rifondere le spese di albergo. Altrimenti, qual'è il valore per gli utenti?"
Già, qual'è il valore per gli utenti di Beacon, così come è strutturato adesso?

Bonus link: controlla quali cookies pubblicitari hai installato sul tuo computer, con possibilità di fare opt-out.

Var. 16: Ouverture e Fughetta

Si diceva ieri in macchina, andando al concerto, che trasporre per trio d'archi il quarto libro per clavier (Aria, 30 variazioni, Aria da capo) di Johann Sebastian Bach era un azzardo, e lo si paragonava specularmente alla trasposizione della Nona Sinfonia di LVB per ocarina.

E invece è stato uno dei più bei concerti della mia vita. Se c'era un azzardo o una scommessa, è stata vinta perfettamente. A cominciare dalla trascrizione di Dimitri Sitkovetsky, composta nel 1985 in occasione del 300 anni dalla nascita, rigorosissima e fedele, basata sul semplice espediente di affidare la mano destra al violino e la mano sinistra al violoncello, con la viola in appoggio alla sinistra quando sale e alla destra quando scende. L'effetto complessivo è stato di grande chiarezza espositiva, e gli archi (soprattutto Julian Rachlin, bravissimo) hanno accentuato l'aspetto "italiano" e cantabile dell'opera. Anche l'ironico pizzicato della Variazione 18 mi è sembrato totalmente in sintonia con lo spirito Bachiano.

Per finire, ti metto qui sotto una piccola compilation della Variazione 16 eseguita da Wanda Landowska su clavicembalo nel 1933, da Glenn Gould nel 1955 e nel 1982, da Murray Perahia nel 2000 e dall'Uri Caine Ensemble nel 2000 (addirittura in forma di haka Maori).


venerdì 23 novembre 2007

Stasera Goldberg

Questa sera al Conservatorio di Milano c'è un concerto da non perdere:
Johann Sebastian Bach
Variazioni Goldberg BWV 988
versione per trio d'archi di Dimitri Sitkovetsky

Violinista: JULIAN RACHLIN
Viola: MAXIM RYSANOV
Violoncellista: MISHA MAISKY
Sulla carta, le Variazioni Goldberg per trio d'archi mi sembrano una impresa disperata, ma Maisky è pazzo abbastanza da provarci. Sono molto curioso.

Intervista sul Kindle

C'è una intervista di Marco Traferri a Ludo, Antonio e me su e-boom. L'audio dura una mezz'oretta, ma se non hai tempo ti riassumo:
Gaspar:
è caro, è brutto, è bloccato!

Ludo:
ma è meglio che niente!

Antonio:
ci potrei fare un bel business...
Nella migliore tradizione blogosferica, nessuno dei tre ha toccato con mano l'oggetto in questione.

mercoledì 21 novembre 2007

Indizio di fregatura imminente #64

  • Quando ti citano un autorevole studio che prevede tra n anni un incremento d'affari di millemila miliardi in un settore che oggi non se lo fila nessuno.


Ricordo che in una passata era geologica, durante l'ultimo SMAU da me visitato, mi si illustravano le magnifiche e progressive sorti del WAP. Una apposita slide prevedeva che nel 2005 il giro d'affari attorno a questa tecnologia avrebbe raggiunto...

La Rete si saturerà entro il 2010? No

Poi cfdp si lamenta che siamo prevenuti; ma io da subito avevo avuto il sospetto che la notizia della rete satura, ripresa con bella e supina evidenza da tutte le testate italiane, fosse una solenne str...amberia.

Trovo la conferma da Quintarelli: non è vero niente, e la ricerca originale dice anzi il contrario.

(Tra parentesi, a Stefano sono bastati un poco di fiuto, curiosità, padronanza di internet, quindici minuti di tempo e soprattutto rispetto per i suoi lettori: doti che chi ha ricopiato la velina ha dimostrato di non possedere)

Un'altra piccola pietra sulla tomba del quarto potere.

martedì 20 novembre 2007

Pizza dei blog a Como

Bella cena ieri sera a Como con una ventina di blogger insubrici, provenienti da Como, Lugano, Varese e Milano. Come al solito in questi casi, l'affiatamento è stato istantaneo e naturale, e le chiacchiere si sono incrociate vivaci per tutta la serata.

Adesso che ci siamo visti e conosciuti per la prima volta, spero continueremo così. Per esempio un likemind ogni tanto, o addirittura un bel barcamp estivo a Villa Olmo. E alla prossima Fiera del Libro in Piazza Cavour, ce lo vogliamo ritagliare uno spaziettino per i blog? Cominciamo a essere un bel gruppetto, qualcosa salterà fuori...

Grazie a tutti i partecipanti, che cito in rigoroso ordine di Aggregatore Analogico:
Elena Trombetta
Francesco Goffredo
Luca Zappa
Francesco Armando
Giorgio Bardaglio
Mauro Migliavada
Luca Mascaro & Donata Zorzi
Andrea Perotti
Giuseppe De Spuches
Giovanni Corti
Roberto Reposo
Francesco Lietti
Valentina Orsucci & marito
Elena Marchiori
Alessandro Inversini
Leonora Giovanazzi
Roberto Dadda
Un grazie particolare a Elena che ha avuto l'idea e che l'ha organizzata impeccabilmete.

lunedì 19 novembre 2007

Kindle Kontest

Amazon Kindle è l'ennesimo carissimo walled garden, appena mitigato dal fatto che quello di Amazon non è un piccolo giardino ma un bel parco con ottantamila titoli.

Ma.

Secondo te, tra quanti giorni verrà messa su internet una patch che lo sblocca e lo sottrae al controllo di Amazon?

Io mi prenoto da subito per un Kindle che soddisfi almeno due di queste tre condizioni:
  • che costi meno di 200$ invece che 400$
  • che possa accedere all'intero catalogo di Amazon
  • che sia completamente sbloccato
Chiedo troppo? Quanto devo aspettare?

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We are human beings

Nei commenti dei Maestrini si è sviluppata una bella discussione sui "mercati come conversazioni".

Interviene parallelamente Doc Searls, sullo spunto di un articolo dell'Economist su come Facebook e Myspace stanno cambiando la pubblicità.

Dice Doc che "mercati come conversazioni" non vuol dire "più trasparenza nelle comunicazioni pubblicitarie". Quote of note:
"To me the most powerful line in Cluetrain came from Chris Locke who wrote,
We are not seats or eyeballs or end users or consumers. We are human beings and our reach exceeds your grasp. Deal with it.
"Deal with it" doesn't mean "Make better advertising" or "Target your advertising more effectively" or "Turn your users into marketers" (which is Facebook's latest idea). All that is just just more grasp.

What we need is better reach by customers. Better advertising doesn't do that. We need something else entirely. Something that lives on the customer side. Something that makes customers and users more powerful, more independent, more valuable than just "consumers" (which Jerry Michalski calls "gullets with wallets and eyeballs").
Il sottinteso è che grazie a internet il cliente ha più potere, più indipendenza e più valore che non il "consumatore" dell'era industriale.

La tesi difensiva dei markettari è che la massa non è ancora su internet. La mia impressione è che almeno la "parte pregiata" della massa è su internet da anni, cresce continuamente, e prende sempre più coscienza del nuovo potere. Ho il forte sospetto che la massa critica non sia lontana.

D'altra parte, e il Maestrino si dispera, anche quando il markettaro capisce approva e sostiene il nuovo corso, la struttura organizzativa della sua azienda gli blocca qualsiasi iniziativa.

domenica 18 novembre 2007

Non siamo noi che abbiamo bisogno di voi

Il Maestrino non le manda certo a dire:
"E allora, associazioni di marketing, PR, advertising, se davvero volete capire fatevi un favore: entrate nella conversazione, e fatelo per voi stessi, non per noi consumatori. Il nostro stipendio non dipende dalla visibilità o dal page rank su Google. Noi queste cose le sappiamo già. Abbiamo già una rete di competenze che ci aiuta a scegliere i prodotti. Non siamo noi che abbiamo bisogno di voi, semmai viceversa, e appena le aziende se ne accorgono rischiate che vi ritengano inutili."
Standing ovation.

sabato 17 novembre 2007

Evangelismo

Questo post per spiegare al mio amico Antonio come funziona Blogger. Lo capirà?

venerdì 16 novembre 2007

Prossimi appuntamenti

Questa sera alla 22.00 presso unAcademy: Vittorio Zambardino parla di "Addio a Rita Skeeter. Giornalismo e credibilità nel web" davanti a una scelta platea di pupazzetti buffi. A proposito, la mia credibilità in famiglia è assai diminuita da quando mi hanno visto giocare con Second Life.

Sabato porto mia moglie sui monti del lago. Più esattamente: Elena e Grazia portano i rispettivi cani e mariti a Brunate, che un poco di aria gli farà bene. Colazione al sacco, o meglio ancora polenta in baita.

Domenica si esce in vela, se il lago non ghiaccia. Ricordarsi il thermos di caffè bollente, e coprirsi bene.

Lunedì sera alle 21.00 c'è la prima pizza dei blogger a Como, presso la Pizzeria Ramses in Via Crespi 5. La cena è aperta a tutti, partecipano blogger e non-blogger, comaschi e non. Sei ancora in tempo per iscriverti.

Di nuovo qui

Torno da quattro giorni senza connessione, dedicati a giocare con un fascinoso Tablet PC, purtroppo orrendamente mutilato da insane policies multinazionali: niente wireless, niente bluetooth, niente internet (solo una intranet ben confezionata ma assai poco interessante). Persino il microfono era disattivato! Che disastro.

Bell'oggetto leggero e maneggevole, bella e intuitiva la penna, fantastico il riconoscimento del testo scritto a mano, ma sex appeal zero. Oggi un PC senza internet mi è perfettamente inutile.

Obbligato a due ore di treno ogni giorno, ne ho approfittato per leggere un buon libro: "Everything is miscellaneous", di David Weinberger, che narra dei tre ordini dell'ordine delle cose, e di come il terzo ordine, quello digitale, stia rimodellando perfino il nostro modo di pensare.

Mi sono invece perso la Cena Lunga splendidamente organizzata da Giovanni Barbieri. Appprofittndo della mia assenza, alcuni loschi figuri hanno rapito il mio badge e lo tengono in ostaggio. Non gli fate male!

sabato 10 novembre 2007

Novità su Skypephone + 3

Cominciano a delinearsi i contorni di quella fregatura imminente che temevo: Francesco Minciotti è andato a chiedere lumi direttamente all'operatore, e ha ricevuto risposte molto imbarazzanti.


venerdì 9 novembre 2007

Come bloccare Facebook Beacon

Grazie a Download Squad, scopro che cominciano a circolare precise istruzioni su come bloccare Facebook Beacon.

Allora forse c'è una piccola speranza?

mercoledì 7 novembre 2007

Bye bye Facebook

I motivi per cui la settimana scorsa ho chiuso il mio account in Facebook sono ben riassunti da questo post di Doc Searls: Facebook ha cominciato a vendere la sua community alla pubblicità. Il post è tutto da leggere, e contiene parecchi link interessanti. Quote of note:
"Planet Advertising desperately wants to believe we will all trust all our “friends” who start spamming us with Ads, but they misunderstand the entire dynamic of trusted networks. We trust friends precisely because they don’t do this sort of thing. Once they start, we stop trusting them - its dynamic, not static - you have to keep on co-operating with me to keep my trust, its not a given."
Io non mi capacito come una verità così ovvia e lampante possa sfuggire ai vari progettisti del virale. E ancora:
"What we need is to equip demand with better ways of engaging supply. Not just better ways for supply to create and manipulate demand."
Se davvero internet permette un rapporto diretto e disintermediato tra fornitore e cliente, questo rapporto dovrà prima o poi diventare a due vie, e il lato cliente verrà potenziato e abilitato fino al punto in cui (Orrore! Orrore!) la pubblicità come la intendiamo adesso non sarà più necessaria.

Se tu invece sei ancora dentro a Facebook, ecco le meraviglie che ti aspettano a breve:
"The Coca-Cola Company will feature its Sprite brand on a new Facebook Page and will invite users to add an application to their account called “Sprite Sips.” People will be able to create, configure and interact with an animated Sprite Sips character. For consumers in the United States, the experience can be enhanced by entering a PIN code found under the cap of every 20 oz. bottle of Sprite to unlock special features and accessories. The Sprite Sips character provides a means for interacting with friends on Facebook. In addition, Sprite will create a new Facebook Page for Sprite Sips and will run a series of Social Ads that leverage Facebook’s natural viral communications to spread the application across its user base."
Ti ci vedo, a interagire con la gazzosa.

6 anni di blog

Ogni anno mi dico che bisogna passare a qualcosa di nuovo, ma poi il nuovo non mi soddisfa mai pienamente. E quindi continuo a bloggare con immutato entusiasmo.

D'altra parte il panorama è cambiato radicalmente, e tutto sommato per il meglio. Anche se si continua a guardare ai blogger come a una elite avanzata, non credo sia mai esistita al mondo una tecnologia che sia stata adottata con la stessa velocità. Quanti siamo oggi, due o trecento milioni? Solo Technorati ne indicizza più di cento milioni. Ma se torniamo indietro di dieci anni, il termine "weblog" non esisteva ancora: è stato coniato il 17 dicembre del 1997.

Perché dico "per il meglio"? Perché c'è più gente, e perché gli strumenti di filtraggio sono sempre più evoluti. Diventa quindi ogni giorno più facile trovare persone interessanti che bloggano.

Le varie derive negative, principalmente quelle pubblicitario-markettare e aziendali, non mi preoccupano affatto: non rubano spazio ad altri, dato che su internet c'è posto per tutti. Io le evito facilmente (e scrupolosamente), ma senza impedire ad altri di trovarle interessantissime.

Massimo Razzi a unAcademy

Ieri sera Massimo Razzi, vice direttore di Repubblica, ha parlato per più di un'ora davanti a una folta platea di buffi pupazzi e ha detto cose interessanti.

Gli è stato chiesto se il modello di business della pubblicità online è un modello sostenibile. Ha risposto che Repubblica online è in attivo e non vede problemi per il futuro. Risposta sorprendente, se paragonata invece con quanto ha appena postato Luca De Biase:
"Difficile però pensare, come avviene di questi tempi, che la pubblicità possa davvero pagare per tutto ciò che la rete porta a costare di meno o addirittura rende gratuito. Alla fine del boom della pubblicità online - chissà tra quanto tempo - si dovranno inventare modelli di business più sofisticati.
Penso anche a un'altra cosa: Repubblica impiega quattro-cinquecento persone sulla carta e venti-trenta sul web. Se davvero si realizza questa tanto auspicata integrazione tra carta e web, e se la carta scompare, una redazione di cinquecento persone è ancora sostenibile? Certo, parliamo di un futuro lontano, ma quanto lontano? Voci autorevoli dicono cinque anni.

Gli è stato chiesto perché Repubblica non mette i link esterni. Razzi ha riconosciuto l'errore e ha risposto che si stanno sforzando di correggerlo, e ha precisato che cercheranno di linkare ogni volta che utilizzano fonti "non professionali" (i blog?) e fotografie.

A questo proposito gli ho chiesto che ne pensava di quel che aveva detto recentemente Jeff Jarvis: che un giornalista online dovrebbe linkare a tutto il materiale già presente su internet invece di ricopiarlo o parafrasarlo senza link (e aggiungere solo i contributi originali, aggiungo io).

Razzi mi ha risposto fondamentalmente che Repubblica online è tagliata su un pubblico di un milione e duecentomila persone al giorno, che non è capace o non ha voglia di seguire un link e vuole la pappa pronta: insomma, la filosofia del portalone.

Io capisco che questo discorso possa funzionare sulla carta, ma sul web mi pare che i portaloni sono in via di estinzione, per tutta una serie di motivi tra cui le nicchie, la coda lunga, il web sociale, eccetera. Mi chiedo ad esempio, quanti internauti vanno su repubblica.it e se lo leggono tutto e non leggono altro, e quanti invece ci arrivano da una ricerca piena di possibilità alternative, e magari hanno già letto online le agenzie italiane ed estere.

Secondo Massimo Razzi i lettori "esperti" sono pochi. Sarà vero? E soprattutto: aumentano o diminuiscono? Quanti saranno tra dieci anni?

Infine, è stato sollevato il problema del contratto di lavoro tra giornalisti ed editori. Se non ho capito male, il contratto attuale, che non prevede la figura del giornalista web, è in fase di rinegoziazione. I giornalisti lamentano il tentativo di precarizzare il web e gli editori lamentano il tentativo di irrigidirlo. Ognuno tira dalla sua parte e la situazione rimane bloccata su posizioni obsolete.

Mi vengono in mente gli esempi inglesi, dove il Guardian assume un tag editor e il Times un search editor, dove i commenti dei lettori sono parte integrante delle notizie, e mi sembra che in Italia gli stanchi eserciti stiano combattendo battaglie di retroguardia mentre tutt'intorno la situazione si evolve rapidamente e inesorabilmente.

La conferenza è durata un'ora. E' stata abbastanza interessante da far passare in secondo piano il fatto che si tenesse su Second Life. La tecnologia ha funzionato in modo accettabile, a parte un attimo di panico in cui Giuseppe è diventato afono e poi è sparito.

martedì 6 novembre 2007

Eroi del mio tempo

Da sinistra: JP Rangaswami, Doc Searls, David Weinberger, Chris Locke


defrag_024.JPG, originally uploaded by dsearls.



Le sfide del giornalismo nell'era dei network

Con una mossa che non ha precedenti nella storia di questo blog, parteciperò alla conferenza di stasera su Second Life: Le sfide del giornalismo nell'era dei network, con il vice direttore di Repubblica Massimo Razzi.

Per farlo, mi sono dovuto iscrivere a Second Life e dotare di apposito avatar. Ci avevo già provato una volta, tempo fa, ma ero stato brutalmente respinto da una richiesta di carta di credito.

Stavolta è andata meglio, la carta non me l'hanno chiesta, ma l'esperienza generale, assieme ai primi passi nel metaverso, è stata abbastanza scioccante. Qualcuno ha già detto che SL trasferisce nel mondo virtuale le limitazioni del mondo fisico, ma aggiunge qualcosa? Mah.

Comunque sono curioso, l'idea di partecipare a una conferenza sembra più interessante che non ciondolare inanemente su isole desertiche. Domani ti racconto.

Pizza a Como il 19 novembre

La prima pizza dei blogger a Como è definitivamente fissata per lunedì 19 novembre.

Ora, mangiare decentemente a Como è sempre difficile, e il lunedì è quasi impossibile; confido nelle capacità organizzative di Elena, ma se finiamo ai giardinetti con una pizza da asporto va bene lo stesso.

Per partecipare non è obbligatorio essere Comaschi, anzi: l'incontro è aperto a chiunque ne abbia il tempo e la voglia.

venerdì 2 novembre 2007

Grigio chiaro corpo sette, un commento

Aghost centra il nocciolo del problema, nei commenti a Dario Bonacina:
In molti altri casi invece della grafica “furba” si usa la molto più subdola “segmentazione” tariffaria. In pratica la tariffa reale viene nascosta tra una miriade di voci, bonus, opzioni, tariffa base, scatto alla risposta, iva eccetera. Una vera cortina fumogena che ha lo scopo di impedire all’utente di capire qual è il vero costo della telefonata.

Del resto lo sappiamo bene: alzi la mano chi saprebbe dire, così d’acchito, quanto costa telefonare ad un altro cellulare. Di sicuro è quasi sempre più del previsto e tutti hanno rinunciato a rompersi il cervello con la calcolatrice per fare una telefonata. Io posso capire i gestori che fanno i furbi, capisco meno le Authority che permettono ogni sorta di furberia.


eTourCamp Lugano


Domani sono all'eTourCamp Lugano. Il turismo è uno dei settori più colpiti da internet (chiedi a una qualsiasi agenzia di viaggi). Credo sarà interessante.

Inoltre ci sono un sacco di amici da salutare o da conoscere: se ci vai anche tu, fatti vivo!

giovedì 1 novembre 2007

About Google OpenSocial

Dave Winer:
When Google makes their announcement on Thursday, the question they should be asked by everyone is -- How much of my data are you letting me control today? That's pretty much all that matters to anyone, imho.

Dave Winer:
It's time to get to the point.

Free Users.

Doc Searls:
We need real relationships here. Not the kind where one party has the exclusive power to “let” the other party have rights, data or anything else. Not the kind where one party has to beg the other party for their freedom. Not the kind where “Customer Relationship Management” consists of “capturing”, “managing” and “owning” customers as if they were cattle.
Tre post fenomenali. E' ora di cominciare a fare le domande giuste.

mercoledì 31 ottobre 2007

Skype + 3

Le note in calce in corpo 7 grigio chiaro sono indizio certo di fregatura imminente.
[nei commenti a Mantellini]


Il Sole24Ore: procedura di registrazione

Sono stato invitato a registrarmi al sito del Sole24Ore, rinnovato di fresco. Il vostro intrepido esploratore dopo l'esperienza con il Corriere era pronto a tutto: forse proprio per questo non ne ha riportato una impressione negativa. Si capisce che nella progettazione qualcuno ha pensato con rispetto all'utente e ha cercato di rendere semplice e lineare la procedura.

Prima di tutto, perchè registrarsi? Ma per accedere alla "Internet a Valore Aggiunto"!



Beh, insomma, non sono saltato sulla sedia dall'emozione, ma altri potranno pensarla diversamente ("Posso accedere a una newsletter? Wow!"). Al Sole sono sempre a tempo ad aggiungere funzionalità nuove e più allettanti (i voti agli articoli sono carucci, a quando i commenti?).

Il form di registrazione chiede una miriade di dati personali, ma ne marca come obbligatori solo alcuni:
  • nome utente (mi ha rifiutato "aaaaaaaa" perché già esistente)
  • password
  • email (nessun controllo)
  • anno di nascita
  • codice postale
  • professione


Nel passaggio successivo, quello sul consenso, le cose vanno molto meglio che al Corriere: il boxino è bello grande, il testo nel boxino è in nero su sfondo bianco, e ci sono link esterni a informazioni ancora più dettagliate. I bottoni del consenso sono tre ben separati, e si capisce abbastanza chiaramente il loro significato.

Ma c'è un lato negativo: l'impostazione predefinita dei bottoncini è al massimo del consenso, e bisogna cliccare per negarlo. Come sempre, si spera di fregare i pigri e i distratti.



Invece ho molto apprezzato la possibilità di spuntare dove dice "Se non desideri riceverle clicca qui", che mette automaticamente a "Dà il consenso" la prima e a "Non dà il consenso" le altre due.



Un'altra cosa ben pensata è che quando si clicca il pulsante "REGISTRATI" si accede a una pagina riassuntiva dei dati inseriti, incluse le scelte di privacy, con la possibilità di stamparli, inviarli per email o modificarli.



Riassumendo: si poteva fare meglio; ma visto il livello della concorrenza, bravi, buon lavoro.


martedì 30 ottobre 2007

Spettabile Agenzia Entrate, C. Att. Ufficio Rimborsi

Caro Aldo Polito,

tu che nell'Agenzia delle Entrate sei il Direttore dei Servizi ai Contribuenti, avresti il compito istituzionale di guidare ed istruire il povero cittadino ignorante:
"Presidia i processi connessi ai servizi di assistenza, anche attraverso gli intermediari, e più in generale le attività legate al rapporto con i contribuenti ed ai conseguenziali adempimenti. Governa l'acquisizione e la gestione delle dichiarazioni e degli atti, elabora la modulistica, gestisce i servizi telematici, l'archivio anagrafico, i misuratori fiscali ed i rimborsi. Coordina i centri operativi ed i centri di assistenza multicanale.
Cura il sito Internet www.agenziaentrate.it nonché la produzione di opuscoli e guide fiscali rivolte ai contribuenti."
Allora spiegami per favore questa cosa:
  • com'è che quando devi chiedere soldi ci mandi lettere espresse raccomandate assicurate con ricevuta di ritorno e con tanto di imponente logo sulla busta,
  • mentre che quando devi comunicare un rimborso IRPEF di importo rilevante, lo mandi in busta totalmente anonima per posta normale?
  • la cui unica dicitura esterna è "Postamassiva Posteitaliane" che uno subito pensa all'ennesimo spam?
  • che contiene invece l'unico pezzo di carta al mondo che comprova il rimborso?
  • che se per sbaglio uno butta la busta pensando sia pubblicità, non prendera mai un soldo?
Ma lo sai che sembra fatto apposta per lucrare su quel 5-10% di distratti? Non ti pare un atteggiamento troppo disinvolto con dei soldi che non sono tuoi? Eh?

E guarda che la lettera era firmata proprio da te, non venirmi a dire che non ne sapevi niente che tanto il responsabile sei tu.

Pizza dei blog insubrici

"Pensa globalmente, agisci localmente", si dice. Qui a Como i blogger cominciano a conoscersi tra di loro e a volersi aggregare anche dal vivo.



Per Lunedì 12 Novembre alle ore 21:00Prossimamente è in programma il primo incontro cittadino, esteso a tutta l'Insubria bloggante.

Corri ad iscriverti nell'apposito wiki dove troverai maggiori informazioni e la data definitiva.

lunedì 29 ottobre 2007

Zehetemair Quartet

Questa sera a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio, suona il giovane ma affermato Quartetto Zehetemair, con questo programma:
Mozart: Quartetto d'archi n. 3 in sol maggiore K156
Scritto nel 1772 a Milano da un Mozart sedicenne.

Bartok: Quartetto d'archi n. 5 Sz 102
Dei sei quartetti di Bartok, questo viene giudicato "il più espressivo, il più perfettaamente bilanciato, il più violento". E' del 1935.

Schumann: Quartetto d'archi in la minore n. 1 op. 41
Il grande romanticismo! Mi dicono che la parte del violoncello sia molto difficile, impiccata sul registro alto.
Insomma: Mozart di riscaldamento, Bartok come piatto forte, Schumann come dolce finale per chi ha resistito fino in fondo.

A Vista from the field

Andrea: D'altronde io ricordo che sul vecchio portatile aveva su W2K e dopo poco è uscito XP; io ho installato XP e non è che abbia avuto grandi problemi, il tutto funzionava bene. Su questo invece è un continuo resettarsi, schermi blu, cose che non vanno, ecc. ecc. L'altra volta era stata una passeggiata questa una sofferenza...
me: potresti provare a installarci Leopard di Apple!
Andrea: Gira sicuramente meglio
me: hehehe

venerdì 26 ottobre 2007

Quanto costa un link?

Il calcolo è semplice: alla fine di una certa campagna pubblicitaria che mira ad ottenere post tricologici linkati a una determinata pagina, andrai su Technorati e conterai il numero di link ottenuti. Prenderai quindi il valore complessivo dei premi (non 399 Euro che è il valore di mercato, ma il costo effettivo che stimo non superi i 140 Euro) e lo dividerai per il numero di link, ottenendo una cifra ridicolmente irrisoria.

Per la miseria, se proprio devi vendere l'anima, tira almeno sul prezzo, no?! Impara da Fausto, che mirava più in alto!

Barboni...

giovedì 25 ottobre 2007

Lijit

Su suggerimento di Carlo Felice Dalla Pasqua (che, diciamocelo, ha urgente bisogno di un soprannome corto), che a sua volta l'ha saputo da Dave Winer, ho installato qui a destra un boxino che mi permette di fare ricerche non solo in questo blog e tra le mie foto, ma anche tra i blog che leggo o che mi leggono. Ovviamente, spero possa servire anche a te.

Questa cosa della ricerca in salsa sociale mi sembra parecchio interessante, soprattutto per i suoi eventuali sviluppi futuri.

Per dire, se Lijit aggiungesse i tag più usati e le pagine più linkate dalla tua blogosfera, potrebbe diventare il tuo (e mio) blogbabel personalizzato.

Penso che questa sia la direzione giusta.

mercoledì 24 ottobre 2007

La coda lunga che scodinzola

C'è un ottimo post di Luca Carlucci sul buzz marketing, che fa il punto della situazione ad oggi e chiede, tra l'altro, almeno un minimo di autoregolamentazione. Dicevo, nei commenti, che il fenomeno mi preoccupa ma non troppo perché lo vedo perdente in partenza.

Motivi per cui sono ottimista:

1)
La storia insegna: tutti i sistemi affidati esclusivamente all'integrità morale del singolo, finiscono per degenerare rapidamente nel viva la peppa. Se continua così, il buzz marketing finirà per attirare solo la parte più becera della rete, perdendo efficacia e interesse.

2)
In internet è quasi impossibile che una campagna di buzz rimanga segreta, e la segretezza è l'ingrediente principale senza il quale diventa una pubblicità qualsiasi, e quindi saltata a prescindere.

3)
Tra non molto, come dicono i Maestrini nei commenti al post, le aziende si accorgeranno che i ritorni di queste campagne (quando il buzz non è progettato assieme al prodotto) non ci sono o sono dei semplici fuochi di paglia, e perderanno interesse.

4)
Sono un inguaribile ottimista.

lunedì 22 ottobre 2007

Una possibile spiegazione

domenica 21 ottobre 2007

Scambio d'identità

Da martedì 16 a venerdì 19 ottobre tutti i post di questo blog, con relativi commenti, sono stati scritti da Andrea Perotti.

Nello stesso periodo i suoi post, con relativi commenti, li ho scritti io.

venerdì 19 ottobre 2007

MAYDAY

Certo che i meccanismi che regolano la Blogosfera e le relative reazioni sono proprio curiosi!

Questa mattina dichiaro di voler scendere, chiedo aiuto e consigli; la reazione non si è fatta aspettare a lungo, a fronte di alcuni utili, curiosi e simpatici consigli nei commenti, ecco che succede l'irreparabile: apre le danze Joe Tempesta che forse pensa che io stia fingendo, poi Gattostanco mi fa simpaticamente uno scherzetto che viene ripreso nei Placidi Appunti, e infine arriva anche Andrea, con cui a dire la verità concordo!

Insomma che sia più difficile scendere che non salire???

Scusi mi farebbe scendere?

L'uomo che non fa dormire i bloggers è l'articolo di Luca Sofri apparso ieri su Nova, nato da una chiacchierata con Ludovico Magnocavallo, su un tema "scottante", la classifica, nel dettaglio la classifica di Blogbabel!

Stare ai piani alti della classifica è un sogno ambito, si parla di autorevolezza, si ricevono inviti, si è ricercati come una star... per questo tanti si adoperano in mille modi per scalare lentamente la corrente...

Ma se invece di salire io volessi scendere?

Si hai capito bene! Tutti si agitano e impegnano energie come salmoni intenti a risalire il fiume per guadagnare posizioni... e io invece le voglio perdere!

Tu per caso hai delle idee in proposito, mi puoi essere d'aiuto?

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giovedì 18 ottobre 2007

iPod Touch - Prime impressioni

Se pensi che l'iPod Touch sia un bel giochino... ti sbagli!

In realtà è un qualcosa di veramente innovativo, che non ha nulla a che vedere con gli iPod che siamo soliti vedere e usare, e che presenta funzionalità multimediali decisamente superiori alla concorrenza!

Interfaccia assolutamente fantastica e voglio pensare che sia l'interfaccia del futuro...

Ti risparmio la recensione dettagliata lunga 10 pagine in cui ti documento tutto, ma proprio tutto, dall'apertura della scatola al peso dei fogli della documentazione.

Invece ti propongo il filmato fatto ieri sera ad Andrea, intento a provare per la prima volta l'iPod Touch.



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mercoledì 17 ottobre 2007

Justin.TV - Live Video

Oggi al lavoro è una dura giornata... e ve lo dimostro!

martedì 16 ottobre 2007

Le tre regole d'oro del buon candidato

  1. Invii una mail generica e come formula di presentazione scrivi testualmente e unicamente:

    invio cv per collaboarzione

    cordiali saluti


  2. Alleghi un CV con una tabella formattata esattamente come, ai miei corsi base di Word, insegno tassativamente a non fare (e sottolinei la tua brillante carriera di docente informatico)

  3. Nel CV evidenzi ed esalti il tuo sito, al punto tale che mi incuriosisci e alla visione dell'home page Firefox si disinstalla da solo per lo shock
Ecco utilizza queste tre regole d'oro se vuoi che la tua mail sia una delle prime della giornata a finire nel cestino...

iPod Touch

Da qualche giorno sono alla ricerca del nuovo iPod Touch: sembra introvabile. A Milano ne sono arrivati alcuni, purtroppo già terminati!

In Svizzera nemmeno l'ombra... per caso sai dirmi dove ne posso trovare uno, zona Como, da 8 o 16 GB?

Aggiornamento: mi confermano ora che è arrivato anche a Lugano!

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lunedì 15 ottobre 2007

Beloved Babies, 1949 - 1979

Cappucino
Pegeen
Peacock
Toro
Foglia
Madam Butterfly
Baby
Emily
White Angel
Sir Herbert
Sable
Gipsy
Hong Kong
Cellida

mercoledì 10 ottobre 2007

Ilaria Nicosia mi intervista

Rivedendo la chiacchierata con Ilaria Nicosia al GhiradaBarcamp di Treviso, non posso che confermare l'impressione che ne avevo avuto a caldo: Ilaria è intelligente e preparata, davanti alla telecamera è molto a suo agio e mette a suo agio anche l'intervistato.

Io invece ho farfugliato frasi sconnesse su blog aziendali, pubblicità, prostituzione, papponi; cose così. Mah.

Fine settimana a Venezia

Con mia moglie, questo fine settimana torno un salto a Venezia. Dormiremo al Nido di Giulietta e Romeo e l'idea di avere l'idromassaggio in camera da letto mi infonde una vaga inquietudine. Venerdì sera ceniamo dalla Marisa, e il giorno dopo all'Anice Stellato, che sono gli unici due ristoranti veneziani presenti sulla guida 2006. Per il resto, andremo a spasso.

Ma perché ti dico tutto questo? Volevo chiedere, a te che di Venezia sai tutto: c'è qualcosa che non devo assolutamente perdermi? Per dire, in vita mia non sono mai stato dentro all'Arsenale.

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La lentezza dell'ADSL inglese (e in Italia?)

Pare che la banda larga in Inghilterra non sia così veloce come dicono le pubblicità (ma dai?):
"In mid-September, Computeractive magazine revealed a survey which showed that 62% of the 3,000 readers who carried out speed tests got less than half the top broadband speed advertised by their provider.

In response to the findings Ofcom said it was "aware" of the issue and was investigating what could be done about it.

Research by analyst firm Point Topic has shown that few people will be able to enjoy the top speeds advertised by broadband firms. It estimates that only about half the UK's population will be able to use the web at speeds of 8Mbps."
Ofcom ha mandato una letteraccia ai sei maggiori fornitori di connessione internet chiedendo spiegazioni.

Nel frattempo, se un giornale serio in Italia volesse fare lo stesso test e lanciare una campagna simile, non sarebbe interessante? Punto Informatico, dove siete?

martedì 9 ottobre 2007

Commenti del Corriere: coda e finale

Giovedì scorso, registrandomi ai commenti del Corriere, leggevo nel boxino dell'informativa sulla privacy quanto segue:
"Inoltre, con il suo consenso tali dati potranno essere forniti ad altre Aziende operanti nei settori editoriale, finanziario, assicurativo automobilistico, largo consumo, organizzazioni umanitarie e benefiche (di cui è possibile conoscere l'elenco contattandoci all'indirizzo internet@corriere.it ) per le medesime finalità sopra riportate"
Ovviamente, ho immediatamente inviato una mail a internet@corriere.it chiedendo di conoscere questo elenco, ma fino ad oggi non ho ricevuto risposta. Si accettano scommesse.

Aggiornamento:
Ulteriori informazioni nei commenti, grazie al sempre ottimo Lachrimacorpus Dissolvens.

Di chi è la responsabilità?

Mi ha fatto pensare questo post di Daniele Minotti, che esprime dubbi sulla validità della deresponsabilizzazione del Corriere rispetto ai contenuti dei commenti.

Mi chiedo questo: dato che i commenti sono moderati, e che quindi verranno pubblicati solo quelli che una apposita redazione ha approvato, come può il Corriere chiamarsi fuori? Per analogia, se sul Corriere di carta viene pubblicata una lettera al Direttore piena di insulti volgari a La Repubblica, chi ne è responsabile?

Cosa mi aspettavo (e poi smetto, giuro)

Certo, sarebbe stato fantastico se nella progettazione di questa pagina fosse stato coinvolto un esperto di user experience. Ma le procedure di registrazione ai commenti o a siti duepuntozero sono prassi abbastanza consolidata.

Dal Corriere avrei molto apprezzato una pagina contenente solo questi elementi:
  • Casella del nome
  • Casella dell'indirizzo email (a cui spedire la password di accesso)
  • Casella del captcha
  • Dichiarazione del Corriere: "non ti spammeremo e non daremo i tuoi dati a nessuno, senza se e senza ma" (con eventuale link alla versione in legalese)
  • Dichiarazione del Corriere: "i commenti sono moderati, scrivi quel che vuoi ma si pubblica solo quello che decidiamo noi; se non sei d'accordo, apriti un blog"
Ecco, una pagina così mostrerebbe più rispetto verso il lettore. Quella attuale mostra una cosa sola: fifa blu.

domenica 7 ottobre 2007

In vela sul Lago di Como

Andrea ha pubblicato qualche foto della uscita di oggi con Elena, Carlo e Antonio.

Giornata stupenda di sole e vento.


giovedì 4 ottobre 2007

Mi sono registrato ai commenti del Corriere

Carlo Felice ha provato ad iscriversi ai commenti del Corriere e non ce l'ha fatta. Ad un certo punto, è stato sopraffatto dall'orrore e ha dovuto chiudere. Se la prospettiva terrorizza anche te, niente paura! Io mi sono appena iscritto, e sono ancora vivo per raccontarti, con anche le figure, come è andata.

Impressione generale: ne esco con la nettissima sensazione di essere stato trattato contemporaneamente come un serio pericolo (dai legali) e come ghiotta opportunità (dal marketing). Valanghe di clausole, di divieti (proibito linkare la concorrenza!), di assunzioni di responsabilità da parte mia e di scarico delle medesime da parte loro. Ma insomma! Non puzzo mica! Non così tanto, comunque! Io volevo solo aggiungere un commento, mica rubarvi il portafoglio!

Ma quello che mi ha fatto più impressione è il modo furbetto di gestire il consenso dei dati. Sai bene come funziona questa cosa: la normativa sulla privacy richiede un consenso al trattamento dei dati per fini strettamente legati al contratto, e un altro separato per la parte makettara. E infatti, nella schermata di registrazione, trovi i due bottoncini, come in tutti i siti seri:


Ma attenzione! Sono due assensi markettari, e lo capisci solo se leggi con estrema attenzione il lunghissimo testo in caratteri piccoli nella piccolissima finestra, tra cui quanto segue:
"Conformemente alla normativa vigente Le chiederemo quindi di esprimere il consenso per i trattamenti di dati barrando la casella "Accetto". Resta inteso che il consenso si riferisce al trattamento dei dati ad eccezione di quelli strettamente necessari per le operazioni ed i servizi da Lei richiesti, al momento della sua adesione in quanto per queste attività il suo consenso non è necessario."
Nota anche come il testo esplicativo del bottone è in grigio tenue invece che in nero, come a sfumare ulteriormente la fregatura...

Avendo capito l'inghippo, clicco su "non accetto per entrambi i bottone e penso di averla fatta franca. E invece no: accedo a un'altra pagina di "Conferma Registrazione" dove mi si chiede di sottoscrivere il codice etico del buon commentatore, e anche qui trovo due bottoni: uno di accettazione e un markettaro:


E qui c'è la sorpresona: i due bottoni funzionano appaiati; se accetti sopra, accetti anche sotto; se non accetti sotto, non accetti neanche sopra. Non è possibile accettare uno e non accettare l'altro, e se non li accetti entrambi non concludi la procedura. Che furbizia da volponi! Che acume! Che vannamarcata! Ma è il sito del Mago di Brusuglio o quello del più grande gruppo editoriale italiano? Comunque: per amore della scienza, ho cliccato "accetto di farmi spammare a morte da cani e porci, anche telefonicamente", e ho proseguito.

A questo punto pensavo che mi avrebbero mandato una password alla mail che avevo dato nella registrazione, e invece zac! eccomi pronto a commentare:



Insomma ti chiedono di tutto di più, ti carpiscono l'autorizzazione a spammarti, ma non guardano se sei un bot, un troll o un essere umano. Ma allora a che scopo tutto questo bizantinismo procedurale, se poi non controllano niente?

Vedi che ho fatto bene a registrarmi come Piero Ostellino?

 
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