Tramite il suo scrobbler, last.fm raccoglie dati su tutti gli indirizzi IP, nomi utente e brani mp3 ascoltati dai suoi abbonati.
Pare confermato che questo database è stato consegnato alla RIAA in barba a ogni TOS e alla più elementare decenza.
Sono felice di aver abbandonato last.fm a suo tempo.
sabato 23 maggio 2009
Il futuro del giornalismo: tre scenari
Provo a tracciare tre possibili scenari, non necessariamente alternativi, sul futuro del giornalismo in Italia:
- Al LitCamp di Torino il giornalista sportivo Guido Tedoldi raccontava di come ha felicemente abbandonato la carta stampata per il nanopublishing, e di come ci cava da vivere con soddisfazione.
- Ieri al WordCamp durante la tavola rotonda sull'informazione, dal pubblico è intervenuto Sean Carlos ricordando che in Inghilterra, con le inchieste sui rimborsi ai parlamentari, le vendite dei giornali sono schizzate alle stelle.
- L'altro giorno cercavo, invano, numeri sull'efficienza organizzativa dei maggiori quotidiani italiani. Pare che questi numeri siano un segreto di stato. Comunque, da alcune chiacchiere con amici giornalsti, mi sono fatto l'idea che ci siano enormi margini di miglioramento, almeno in teoria.
giovedì 21 maggio 2009
Il giornalismo sul web non è sostenibile?
Ultimamente ho sviluppato una certa insofferenza alle affermazioni di principio non supportate dai numeri. L'analisi quantitativa è noiosa, ok, ma è importante! Se manca, si parla del nulla.
Domani pomeriggio al WordCamp Paolo Valenti mi ha invitato a partecipare a una tavola rotonda su "Media tradizionali, nuovi media, confronto tra blogger e giornalisti sul futuro dell’informazione e della disinformazione nell’epoca della web reputation".
Allora, a proposito della sostenibilità del giornalismo sul web, che tutti dicono non esserci ma che alcuni siti di informazione hanno raggiunto, sono andato a cercare qualche numero in rete. Non ne ho trovati molti, e quelli che ho trovato, spulciando bilanci, sono dubbiosi. Li pubblico lo stesso perché danno almeno una grossolana indicazione degli ordini di grandezza in campo, e soprattutto perché spero che tu, che conosci i numeri giusti, sia tanto gentile da volermi correggere nei commenti.
La prima tabella paragona il numero di visitatori di un sito informativo con il numero totale di addetti della testata (soprattutto qui aspetto tue notizie!):

La tabella (la fonte è WolframAlpha) mi pare interessante perché il numero di visitatori sembra abbastanza direttamente proporzionale agli introiti pubblicitari, e quindi al numero e alla consistenza degli stipendi pagabili. E' chiaro che i giornali italiani, con la loro attuale struttura organizzativa, non sono assolutamente in grado di sopravvivere in uno scenario solo web, mentre BoingBoing, con cinque persone da stipendiare, ci campa splendidamente. Per riferimento ho aggiunto anche i dati di google, il sito più visitato al mondo.
La seconda tabella riporta i dipendenti per categoria del sole24Ore. Mi sarebbe molto piaciuto avere gli stessi dati per le altre testate, ma non sono stato capace di trovarli in rete (suggerimenti?):

Salta all'occhio che il lavoro di un giornalista deve coprire, oltre al proprio stipendio, un quarto dello stipendio di un dirigente e gli stipendi di due impiegati e mezzo. Sembra quel famoso "otto con" composto da un vogatore e otto capivoga. Ma se anche la struttura effettiva fosse la metà, siamo ancora lontanissimi da un Huffington Post o da un Drudge Report, per dire.
In conclusione, e aspettando le tue correzioni, mi dichiaro totalmente ottimista riguardo al futuro dei giornalisti e del giornalismo in generale, e totalmente pessimista riguardo al futuro dei giornali.
Aggiornamento:
Un interessante dibattito in merito alla prima tabella si svolge su friendfeed
Domani pomeriggio al WordCamp Paolo Valenti mi ha invitato a partecipare a una tavola rotonda su "Media tradizionali, nuovi media, confronto tra blogger e giornalisti sul futuro dell’informazione e della disinformazione nell’epoca della web reputation".
Allora, a proposito della sostenibilità del giornalismo sul web, che tutti dicono non esserci ma che alcuni siti di informazione hanno raggiunto, sono andato a cercare qualche numero in rete. Non ne ho trovati molti, e quelli che ho trovato, spulciando bilanci, sono dubbiosi. Li pubblico lo stesso perché danno almeno una grossolana indicazione degli ordini di grandezza in campo, e soprattutto perché spero che tu, che conosci i numeri giusti, sia tanto gentile da volermi correggere nei commenti.
La prima tabella paragona il numero di visitatori di un sito informativo con il numero totale di addetti della testata (soprattutto qui aspetto tue notizie!):
La tabella (la fonte è WolframAlpha) mi pare interessante perché il numero di visitatori sembra abbastanza direttamente proporzionale agli introiti pubblicitari, e quindi al numero e alla consistenza degli stipendi pagabili. E' chiaro che i giornali italiani, con la loro attuale struttura organizzativa, non sono assolutamente in grado di sopravvivere in uno scenario solo web, mentre BoingBoing, con cinque persone da stipendiare, ci campa splendidamente. Per riferimento ho aggiunto anche i dati di google, il sito più visitato al mondo.
La seconda tabella riporta i dipendenti per categoria del sole24Ore. Mi sarebbe molto piaciuto avere gli stessi dati per le altre testate, ma non sono stato capace di trovarli in rete (suggerimenti?):
Salta all'occhio che il lavoro di un giornalista deve coprire, oltre al proprio stipendio, un quarto dello stipendio di un dirigente e gli stipendi di due impiegati e mezzo. Sembra quel famoso "otto con" composto da un vogatore e otto capivoga. Ma se anche la struttura effettiva fosse la metà, siamo ancora lontanissimi da un Huffington Post o da un Drudge Report, per dire.
In conclusione, e aspettando le tue correzioni, mi dichiaro totalmente ottimista riguardo al futuro dei giornalisti e del giornalismo in generale, e totalmente pessimista riguardo al futuro dei giornali.
Aggiornamento:
Un interessante dibattito in merito alla prima tabella si svolge su friendfeed
sabato 16 maggio 2009
LitCamp Torino
Non mi divertivo così tanto da secoli. Complimenti ad Arsenio Bravuomo e a tutta l'organizzazione, che è stata perfetta: a riprova che il barcamp non sono le magliette, non sono gli sponsor prestigiosi, non sono le folle oceaniche, ma sono le persone.
Io ne ho approfittato per chiedere "cosa leggi?" e ne ho tirato fuori tre brevi video: 1) quelli che leggono "Non avevo capito niente"
2) tutti gli altri:
3) blogger che leggono blogger:
Io ne ho approfittato per chiedere "cosa leggi?" e ne ho tirato fuori tre brevi video: 1) quelli che leggono "Non avevo capito niente"
2) tutti gli altri:
3) blogger che leggono blogger:
venerdì 15 maggio 2009
giovedì 14 maggio 2009
La Stampa epaper non è per me
- Costa un sacco di soldi per essere un coso che fa solo una cosa (un PC costa di meno o poco di più).
- Non posso commentare, twittare e bloggare le notizie che mi interessano (niente url), e neanche leggere i commenti dei miei blogger preferiti.
- Non posso includere tutte le notizie sui concerti di musica classica che mi interessano.
- Non posso escludere tutte le notizie su delitti sordidi, calcio, televisione e vita sentimentale di uomini politici (e la pubblicità? ci sarà anche quella?).
mercoledì 13 maggio 2009
Lettere dall'Aquila
Umberto Santucci lo definirei un ottimista disincantato. Si chiede se la rete può contribuire alla trasparenza della ricostruzione all'Aquila. Io ci spero.
sabato 9 maggio 2009
Hyperlocal
Dal quotidiano La Regione Ticino, versione cartacea di gioved' 7 maggio 2009 (da leggere con la voce del poliziotto Huber):
Il volpacchiotto 'Foxi' salvato allo stand di tiro
Brutta avventura a lieto fine per un cucciolo di volpe di circa tre settimane caduto nello stand di tiro di Cureglia. A trovarlo, riferisce la Spab di Bellinzona, è stato il tiratore Christian Righinetti di Ponte Capriasca. La bestiola, affamata, è stata soccorsa e ora si trova al Centro di Gorduno-Gnosca.
Tags: La Regione Ticino, hyperlocal
lunedì 4 maggio 2009
Habeas data
Oggi Vittorio Zambardino denuncia facebook al Garante della privacy, a seguito della improvvisa e immotivata cancellazione del suo account. Quote of note:
Non ci sono servizi gratuiti - C’è chi argomenta dicendo che la gratuità del servizio “sospenda” ogni diritto agli utenti. Di solito si tratta delle stesse persone che si inviperiscono contro i giornali on line se solo gli si chiede di lasciare un mail per inserire un commento sotto un articolo.Sono molto d'accordo con Zambardino. Oggi l'utente non è tutelato, e invece dovrebbe esserlo. Signor Garante, vogliamo darci da fare?
A parte che dovremmo riflettere se per caso non stiamo avallando, con un click messo distrattamente sotto scassati “terms of service”, una morte lenta di ogni garanzia, vorrei dire con tutte le mie forze: vi sbagliate!
Io-utente pago Facebook e qualsiasi servizio “gratuito”: con i miei dati, il mio tempo, i miei contenuti. E lo pago con l’uso che ne faccio, perché contribuisco a migliorarlo e perfezionarlo. E’ questo il patto su cui regge l’economia digitale.
venerdì 1 maggio 2009
Notizie che non lo erano: guadagna col tuo blog!
Rubo il titolo alla rubrica di Luca per sottolineare come anche al Wall Street Journal non si fanno mancare nulla.
La notizia secondo cui "milioni di blogger americani usano il blog come primaria fonte di reddito" è una evidentissima bufala, costruita sulla lettura parziale di dati scorretti.
Mentre l'articolo del WSJ favoleggia di ingressi medi da 75.000$/anno, la dura realtà pare superi i 200$ assai di rado. Maggiori dettagli da Clay Shirky su BoingBoing.
Il mio è un blog personale, basato sul rapporto personale tra me che scrivo e te che leggi, commenti, tumbleri, twitti eccetera. Cercare di cavare soldi (quattro soldi) da questo rapporto, mi pare prima di tutto una mancanza di rispetto nei tuoi confronti. Non lo farò mai.
La notizia secondo cui "milioni di blogger americani usano il blog come primaria fonte di reddito" è una evidentissima bufala, costruita sulla lettura parziale di dati scorretti.
Mentre l'articolo del WSJ favoleggia di ingressi medi da 75.000$/anno, la dura realtà pare superi i 200$ assai di rado. Maggiori dettagli da Clay Shirky su BoingBoing.
Il mio è un blog personale, basato sul rapporto personale tra me che scrivo e te che leggi, commenti, tumbleri, twitti eccetera. Cercare di cavare soldi (quattro soldi) da questo rapporto, mi pare prima di tutto una mancanza di rispetto nei tuoi confronti. Non lo farò mai.
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