giovedì 29 novembre 2007

Andras Schiff suona Haydn

Sarà un grande piacere, questa sera al Conservatorio di Milano, ascoltare il pianista Andras Schiff in un programma tutto Haydn:
Capriccio in sol maggiore Hob. XVII: 1

Sonata n. 32 in sol minore Hob. XVI:44

Fantasia in do maggiore Hob. XVII:4

Sonata n. 53 in mi minore Hob. XVII: 34

Variazioni in fa minore Hob. XVII:6

Sonata n. 62 in mi bemolle maggiore Hob. XVI: 52
L'anno scorso Schiff si cimentò nell'integrale delle Sonate di LVB, dandone una interpretazione interessante, molto spirito e poca carne, che non mi ha convinto pienamente, pur senza arrivare al lapidario "Schiff-Bach buono, Schiff-Beethoven cattivo" del giovane Chettimar. Haydn dovrebbe essere più nelle sue corde.

mercoledì 28 novembre 2007

Il contest è un criterio di scelta come un altro

Il tempo è sempre poco e i blog in aggregatore sono sempre troppi. Non solo, ma non passa settimana senza che ne aggiunga tre o quattro nuovi, e quindi la situazione sfugge di mano molto in fretta.

Allora un mio nuovo (1) personalissimo criterio per cercare di sfoltire è diventato questo: cancello chiunque partecipi a un contest. E' una mia fissa, lo so, ma d'altra parte è il mio aggregatore e ci faccio quel che mi pare.

Ho poi notato che se qualcuno dei cancellati scrive qualcosa di veramente interessante, viene immancabilmente ripreso e tumblerato da altri e quindi riesco ad arrivarci lo stesso.

Ci sono anche effetti molto positivi: ad esempio, mi sono accorto dell'ultimo prestigioso concorso "Vendi il Tuo Didietro per un Gadget" solo da blogbabel, dato che non leggo neanche uno dei prestigiosi concorrenti.

(1)
gli altri criteri sono a) solo feed completi e b) niente pubblicità

Tragedy of the Commons

Il Premio WWW del Sole24 Ore - Sezione Blog mi sembra un ottimo esempio di come il celhopiulunghismo, applicato ai blog, produca solo effetti comici alla Buster Keaton.

Attenzione che se cerchi di registrarti per votare, i nomi utente Paperino, Topolino e QuiQuoQua sono già presi.

Ma che senso hanno queste iniziative sul web? Io proprio non mi capacito.

martedì 27 novembre 2007

Bloggers visit Shell

Interessante resoconto e belle foto di una visita alla piattaforma petrolifera "Brutus", nel Golfo del Messico (prossimamente anche il video).

Prossimi appuntamenti campestri

Mittelcamp
Trieste, 21 dicembre 2007

TorinoBarcamp2008
Torino, seconda metà di gennaio 2008

lunedì 26 novembre 2007

Julia Fischer a Milano

Questa sera al Conservatorio di Milano suona la ventiquattrenne tedesca Julia Fischer, astro nascente del violinismo mondiale.

Accompagnata al piano da Martin Helmchen, suona un programma Schubert-abend:
Duo per violino e pianoforte in la maggiore D 574, op. 162
Rondo Brillante in si bemolle minore D 895
Sonatina n. 2 in la minore D 385
Fantasia in do maggiore D 934 op. 159 "Sei mir gegruesst"
Si preannuncia una serata interessante, anche se, come dice la mia amica Ebe alzando gli occhi al cielo, "Schubert a volte, quando ti addenta un tema, prima che lo molli..."

sabato 24 novembre 2007

La differenza tra una pubblicità e una rete sociale

Com'è noto, Facebook Beacon avverte i tuo amici dei tuoi acquisti online. La procedura è opt-out, non opt-it: è attiva come impostazione predefinita e occorre spegnerla ad ogni nuovo acquisto. Motivo sufficiente, io credo, per abbandonare Facebook al suo destino tristemente markettaro.

Ma Dave Winer blogga una osservazione che potrebbe rimescolare le carte e portarmi ad adottare Beacon con entusiasmo. Dice Dave:
"Il link non dovrebbe essere senza rischi per il venditore, dovrebbe contenere informazioni utili ad altri potenziali acquirenti.

Far sapere che ho comprato un volo American Airlines da New York a San Francisco via Dallas dovrebbe permettrmi di aggiungere che ho perso la connessione a causa di un ritardo del volo, e che AA si è rifiutata di rifondere le spese di albergo. Altrimenti, qual'è il valore per gli utenti?"
Già, qual'è il valore per gli utenti di Beacon, così come è strutturato adesso?

Bonus link: controlla quali cookies pubblicitari hai installato sul tuo computer, con possibilità di fare opt-out.

Var. 16: Ouverture e Fughetta

Si diceva ieri in macchina, andando al concerto, che trasporre per trio d'archi il quarto libro per clavier (Aria, 30 variazioni, Aria da capo) di Johann Sebastian Bach era un azzardo, e lo si paragonava specularmente alla trasposizione della Nona Sinfonia di LVB per ocarina.

E invece è stato uno dei più bei concerti della mia vita. Se c'era un azzardo o una scommessa, è stata vinta perfettamente. A cominciare dalla trascrizione di Dimitri Sitkovetsky, composta nel 1985 in occasione del 300 anni dalla nascita, rigorosissima e fedele, basata sul semplice espediente di affidare la mano destra al violino e la mano sinistra al violoncello, con la viola in appoggio alla sinistra quando sale e alla destra quando scende. L'effetto complessivo è stato di grande chiarezza espositiva, e gli archi (soprattutto Julian Rachlin, bravissimo) hanno accentuato l'aspetto "italiano" e cantabile dell'opera. Anche l'ironico pizzicato della Variazione 18 mi è sembrato totalmente in sintonia con lo spirito Bachiano.

Per finire, ti metto qui sotto una piccola compilation della Variazione 16 eseguita da Wanda Landowska su clavicembalo nel 1933, da Glenn Gould nel 1955 e nel 1982, da Murray Perahia nel 2000 e dall'Uri Caine Ensemble nel 2000 (addirittura in forma di haka Maori).


venerdì 23 novembre 2007

Stasera Goldberg

Questa sera al Conservatorio di Milano c'è un concerto da non perdere:
Johann Sebastian Bach
Variazioni Goldberg BWV 988
versione per trio d'archi di Dimitri Sitkovetsky

Violinista: JULIAN RACHLIN
Viola: MAXIM RYSANOV
Violoncellista: MISHA MAISKY
Sulla carta, le Variazioni Goldberg per trio d'archi mi sembrano una impresa disperata, ma Maisky è pazzo abbastanza da provarci. Sono molto curioso.

Intervista sul Kindle

C'è una intervista di Marco Traferri a Ludo, Antonio e me su e-boom. L'audio dura una mezz'oretta, ma se non hai tempo ti riassumo:
Gaspar:
è caro, è brutto, è bloccato!

Ludo:
ma è meglio che niente!

Antonio:
ci potrei fare un bel business...
Nella migliore tradizione blogosferica, nessuno dei tre ha toccato con mano l'oggetto in questione.

mercoledì 21 novembre 2007

Indizio di fregatura imminente #64

  • Quando ti citano un autorevole studio che prevede tra n anni un incremento d'affari di millemila miliardi in un settore che oggi non se lo fila nessuno.


Ricordo che in una passata era geologica, durante l'ultimo SMAU da me visitato, mi si illustravano le magnifiche e progressive sorti del WAP. Una apposita slide prevedeva che nel 2005 il giro d'affari attorno a questa tecnologia avrebbe raggiunto...

La Rete si saturerà entro il 2010? No

Poi cfdp si lamenta che siamo prevenuti; ma io da subito avevo avuto il sospetto che la notizia della rete satura, ripresa con bella e supina evidenza da tutte le testate italiane, fosse una solenne str...amberia.

Trovo la conferma da Quintarelli: non è vero niente, e la ricerca originale dice anzi il contrario.

(Tra parentesi, a Stefano sono bastati un poco di fiuto, curiosità, padronanza di internet, quindici minuti di tempo e soprattutto rispetto per i suoi lettori: doti che chi ha ricopiato la velina ha dimostrato di non possedere)

Un'altra piccola pietra sulla tomba del quarto potere.

martedì 20 novembre 2007

Pizza dei blog a Como

Bella cena ieri sera a Como con una ventina di blogger insubrici, provenienti da Como, Lugano, Varese e Milano. Come al solito in questi casi, l'affiatamento è stato istantaneo e naturale, e le chiacchiere si sono incrociate vivaci per tutta la serata.

Adesso che ci siamo visti e conosciuti per la prima volta, spero continueremo così. Per esempio un likemind ogni tanto, o addirittura un bel barcamp estivo a Villa Olmo. E alla prossima Fiera del Libro in Piazza Cavour, ce lo vogliamo ritagliare uno spaziettino per i blog? Cominciamo a essere un bel gruppetto, qualcosa salterà fuori...

Grazie a tutti i partecipanti, che cito in rigoroso ordine di Aggregatore Analogico:
Elena Trombetta
Francesco Goffredo
Luca Zappa
Francesco Armando
Giorgio Bardaglio
Mauro Migliavada
Luca Mascaro & Donata Zorzi
Andrea Perotti
Giuseppe De Spuches
Giovanni Corti
Roberto Reposo
Francesco Lietti
Valentina Orsucci & marito
Elena Marchiori
Alessandro Inversini
Leonora Giovanazzi
Roberto Dadda
Un grazie particolare a Elena che ha avuto l'idea e che l'ha organizzata impeccabilmete.

lunedì 19 novembre 2007

Kindle Kontest

Amazon Kindle è l'ennesimo carissimo walled garden, appena mitigato dal fatto che quello di Amazon non è un piccolo giardino ma un bel parco con ottantamila titoli.

Ma.

Secondo te, tra quanti giorni verrà messa su internet una patch che lo sblocca e lo sottrae al controllo di Amazon?

Io mi prenoto da subito per un Kindle che soddisfi almeno due di queste tre condizioni:
  • che costi meno di 200$ invece che 400$
  • che possa accedere all'intero catalogo di Amazon
  • che sia completamente sbloccato
Chiedo troppo? Quanto devo aspettare?

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We are human beings

Nei commenti dei Maestrini si è sviluppata una bella discussione sui "mercati come conversazioni".

Interviene parallelamente Doc Searls, sullo spunto di un articolo dell'Economist su come Facebook e Myspace stanno cambiando la pubblicità.

Dice Doc che "mercati come conversazioni" non vuol dire "più trasparenza nelle comunicazioni pubblicitarie". Quote of note:
"To me the most powerful line in Cluetrain came from Chris Locke who wrote,
We are not seats or eyeballs or end users or consumers. We are human beings and our reach exceeds your grasp. Deal with it.
"Deal with it" doesn't mean "Make better advertising" or "Target your advertising more effectively" or "Turn your users into marketers" (which is Facebook's latest idea). All that is just just more grasp.

What we need is better reach by customers. Better advertising doesn't do that. We need something else entirely. Something that lives on the customer side. Something that makes customers and users more powerful, more independent, more valuable than just "consumers" (which Jerry Michalski calls "gullets with wallets and eyeballs").
Il sottinteso è che grazie a internet il cliente ha più potere, più indipendenza e più valore che non il "consumatore" dell'era industriale.

La tesi difensiva dei markettari è che la massa non è ancora su internet. La mia impressione è che almeno la "parte pregiata" della massa è su internet da anni, cresce continuamente, e prende sempre più coscienza del nuovo potere. Ho il forte sospetto che la massa critica non sia lontana.

D'altra parte, e il Maestrino si dispera, anche quando il markettaro capisce approva e sostiene il nuovo corso, la struttura organizzativa della sua azienda gli blocca qualsiasi iniziativa.

domenica 18 novembre 2007

Non siamo noi che abbiamo bisogno di voi

Il Maestrino non le manda certo a dire:
"E allora, associazioni di marketing, PR, advertising, se davvero volete capire fatevi un favore: entrate nella conversazione, e fatelo per voi stessi, non per noi consumatori. Il nostro stipendio non dipende dalla visibilità o dal page rank su Google. Noi queste cose le sappiamo già. Abbiamo già una rete di competenze che ci aiuta a scegliere i prodotti. Non siamo noi che abbiamo bisogno di voi, semmai viceversa, e appena le aziende se ne accorgono rischiate che vi ritengano inutili."
Standing ovation.

sabato 17 novembre 2007

Evangelismo

Questo post per spiegare al mio amico Antonio come funziona Blogger. Lo capirà?

venerdì 16 novembre 2007

Prossimi appuntamenti

Questa sera alla 22.00 presso unAcademy: Vittorio Zambardino parla di "Addio a Rita Skeeter. Giornalismo e credibilità nel web" davanti a una scelta platea di pupazzetti buffi. A proposito, la mia credibilità in famiglia è assai diminuita da quando mi hanno visto giocare con Second Life.

Sabato porto mia moglie sui monti del lago. Più esattamente: Elena e Grazia portano i rispettivi cani e mariti a Brunate, che un poco di aria gli farà bene. Colazione al sacco, o meglio ancora polenta in baita.

Domenica si esce in vela, se il lago non ghiaccia. Ricordarsi il thermos di caffè bollente, e coprirsi bene.

Lunedì sera alle 21.00 c'è la prima pizza dei blogger a Como, presso la Pizzeria Ramses in Via Crespi 5. La cena è aperta a tutti, partecipano blogger e non-blogger, comaschi e non. Sei ancora in tempo per iscriverti.

Di nuovo qui

Torno da quattro giorni senza connessione, dedicati a giocare con un fascinoso Tablet PC, purtroppo orrendamente mutilato da insane policies multinazionali: niente wireless, niente bluetooth, niente internet (solo una intranet ben confezionata ma assai poco interessante). Persino il microfono era disattivato! Che disastro.

Bell'oggetto leggero e maneggevole, bella e intuitiva la penna, fantastico il riconoscimento del testo scritto a mano, ma sex appeal zero. Oggi un PC senza internet mi è perfettamente inutile.

Obbligato a due ore di treno ogni giorno, ne ho approfittato per leggere un buon libro: "Everything is miscellaneous", di David Weinberger, che narra dei tre ordini dell'ordine delle cose, e di come il terzo ordine, quello digitale, stia rimodellando perfino il nostro modo di pensare.

Mi sono invece perso la Cena Lunga splendidamente organizzata da Giovanni Barbieri. Appprofittndo della mia assenza, alcuni loschi figuri hanno rapito il mio badge e lo tengono in ostaggio. Non gli fate male!

sabato 10 novembre 2007

Novità su Skypephone + 3

Cominciano a delinearsi i contorni di quella fregatura imminente che temevo: Francesco Minciotti è andato a chiedere lumi direttamente all'operatore, e ha ricevuto risposte molto imbarazzanti.


venerdì 9 novembre 2007

Come bloccare Facebook Beacon

Grazie a Download Squad, scopro che cominciano a circolare precise istruzioni su come bloccare Facebook Beacon.

Allora forse c'è una piccola speranza?

mercoledì 7 novembre 2007

Bye bye Facebook

I motivi per cui la settimana scorsa ho chiuso il mio account in Facebook sono ben riassunti da questo post di Doc Searls: Facebook ha cominciato a vendere la sua community alla pubblicità. Il post è tutto da leggere, e contiene parecchi link interessanti. Quote of note:
"Planet Advertising desperately wants to believe we will all trust all our “friends” who start spamming us with Ads, but they misunderstand the entire dynamic of trusted networks. We trust friends precisely because they don’t do this sort of thing. Once they start, we stop trusting them - its dynamic, not static - you have to keep on co-operating with me to keep my trust, its not a given."
Io non mi capacito come una verità così ovvia e lampante possa sfuggire ai vari progettisti del virale. E ancora:
"What we need is to equip demand with better ways of engaging supply. Not just better ways for supply to create and manipulate demand."
Se davvero internet permette un rapporto diretto e disintermediato tra fornitore e cliente, questo rapporto dovrà prima o poi diventare a due vie, e il lato cliente verrà potenziato e abilitato fino al punto in cui (Orrore! Orrore!) la pubblicità come la intendiamo adesso non sarà più necessaria.

Se tu invece sei ancora dentro a Facebook, ecco le meraviglie che ti aspettano a breve:
"The Coca-Cola Company will feature its Sprite brand on a new Facebook Page and will invite users to add an application to their account called “Sprite Sips.” People will be able to create, configure and interact with an animated Sprite Sips character. For consumers in the United States, the experience can be enhanced by entering a PIN code found under the cap of every 20 oz. bottle of Sprite to unlock special features and accessories. The Sprite Sips character provides a means for interacting with friends on Facebook. In addition, Sprite will create a new Facebook Page for Sprite Sips and will run a series of Social Ads that leverage Facebook’s natural viral communications to spread the application across its user base."
Ti ci vedo, a interagire con la gazzosa.

6 anni di blog

Ogni anno mi dico che bisogna passare a qualcosa di nuovo, ma poi il nuovo non mi soddisfa mai pienamente. E quindi continuo a bloggare con immutato entusiasmo.

D'altra parte il panorama è cambiato radicalmente, e tutto sommato per il meglio. Anche se si continua a guardare ai blogger come a una elite avanzata, non credo sia mai esistita al mondo una tecnologia che sia stata adottata con la stessa velocità. Quanti siamo oggi, due o trecento milioni? Solo Technorati ne indicizza più di cento milioni. Ma se torniamo indietro di dieci anni, il termine "weblog" non esisteva ancora: è stato coniato il 17 dicembre del 1997.

Perché dico "per il meglio"? Perché c'è più gente, e perché gli strumenti di filtraggio sono sempre più evoluti. Diventa quindi ogni giorno più facile trovare persone interessanti che bloggano.

Le varie derive negative, principalmente quelle pubblicitario-markettare e aziendali, non mi preoccupano affatto: non rubano spazio ad altri, dato che su internet c'è posto per tutti. Io le evito facilmente (e scrupolosamente), ma senza impedire ad altri di trovarle interessantissime.

Massimo Razzi a unAcademy

Ieri sera Massimo Razzi, vice direttore di Repubblica, ha parlato per più di un'ora davanti a una folta platea di buffi pupazzi e ha detto cose interessanti.

Gli è stato chiesto se il modello di business della pubblicità online è un modello sostenibile. Ha risposto che Repubblica online è in attivo e non vede problemi per il futuro. Risposta sorprendente, se paragonata invece con quanto ha appena postato Luca De Biase:
"Difficile però pensare, come avviene di questi tempi, che la pubblicità possa davvero pagare per tutto ciò che la rete porta a costare di meno o addirittura rende gratuito. Alla fine del boom della pubblicità online - chissà tra quanto tempo - si dovranno inventare modelli di business più sofisticati.
Penso anche a un'altra cosa: Repubblica impiega quattro-cinquecento persone sulla carta e venti-trenta sul web. Se davvero si realizza questa tanto auspicata integrazione tra carta e web, e se la carta scompare, una redazione di cinquecento persone è ancora sostenibile? Certo, parliamo di un futuro lontano, ma quanto lontano? Voci autorevoli dicono cinque anni.

Gli è stato chiesto perché Repubblica non mette i link esterni. Razzi ha riconosciuto l'errore e ha risposto che si stanno sforzando di correggerlo, e ha precisato che cercheranno di linkare ogni volta che utilizzano fonti "non professionali" (i blog?) e fotografie.

A questo proposito gli ho chiesto che ne pensava di quel che aveva detto recentemente Jeff Jarvis: che un giornalista online dovrebbe linkare a tutto il materiale già presente su internet invece di ricopiarlo o parafrasarlo senza link (e aggiungere solo i contributi originali, aggiungo io).

Razzi mi ha risposto fondamentalmente che Repubblica online è tagliata su un pubblico di un milione e duecentomila persone al giorno, che non è capace o non ha voglia di seguire un link e vuole la pappa pronta: insomma, la filosofia del portalone.

Io capisco che questo discorso possa funzionare sulla carta, ma sul web mi pare che i portaloni sono in via di estinzione, per tutta una serie di motivi tra cui le nicchie, la coda lunga, il web sociale, eccetera. Mi chiedo ad esempio, quanti internauti vanno su repubblica.it e se lo leggono tutto e non leggono altro, e quanti invece ci arrivano da una ricerca piena di possibilità alternative, e magari hanno già letto online le agenzie italiane ed estere.

Secondo Massimo Razzi i lettori "esperti" sono pochi. Sarà vero? E soprattutto: aumentano o diminuiscono? Quanti saranno tra dieci anni?

Infine, è stato sollevato il problema del contratto di lavoro tra giornalisti ed editori. Se non ho capito male, il contratto attuale, che non prevede la figura del giornalista web, è in fase di rinegoziazione. I giornalisti lamentano il tentativo di precarizzare il web e gli editori lamentano il tentativo di irrigidirlo. Ognuno tira dalla sua parte e la situazione rimane bloccata su posizioni obsolete.

Mi vengono in mente gli esempi inglesi, dove il Guardian assume un tag editor e il Times un search editor, dove i commenti dei lettori sono parte integrante delle notizie, e mi sembra che in Italia gli stanchi eserciti stiano combattendo battaglie di retroguardia mentre tutt'intorno la situazione si evolve rapidamente e inesorabilmente.

La conferenza è durata un'ora. E' stata abbastanza interessante da far passare in secondo piano il fatto che si tenesse su Second Life. La tecnologia ha funzionato in modo accettabile, a parte un attimo di panico in cui Giuseppe è diventato afono e poi è sparito.

martedì 6 novembre 2007

Eroi del mio tempo

Da sinistra: JP Rangaswami, Doc Searls, David Weinberger, Chris Locke


defrag_024.JPG, originally uploaded by dsearls.



Le sfide del giornalismo nell'era dei network

Con una mossa che non ha precedenti nella storia di questo blog, parteciperò alla conferenza di stasera su Second Life: Le sfide del giornalismo nell'era dei network, con il vice direttore di Repubblica Massimo Razzi.

Per farlo, mi sono dovuto iscrivere a Second Life e dotare di apposito avatar. Ci avevo già provato una volta, tempo fa, ma ero stato brutalmente respinto da una richiesta di carta di credito.

Stavolta è andata meglio, la carta non me l'hanno chiesta, ma l'esperienza generale, assieme ai primi passi nel metaverso, è stata abbastanza scioccante. Qualcuno ha già detto che SL trasferisce nel mondo virtuale le limitazioni del mondo fisico, ma aggiunge qualcosa? Mah.

Comunque sono curioso, l'idea di partecipare a una conferenza sembra più interessante che non ciondolare inanemente su isole desertiche. Domani ti racconto.

Pizza a Como il 19 novembre

La prima pizza dei blogger a Como è definitivamente fissata per lunedì 19 novembre.

Ora, mangiare decentemente a Como è sempre difficile, e il lunedì è quasi impossibile; confido nelle capacità organizzative di Elena, ma se finiamo ai giardinetti con una pizza da asporto va bene lo stesso.

Per partecipare non è obbligatorio essere Comaschi, anzi: l'incontro è aperto a chiunque ne abbia il tempo e la voglia.

venerdì 2 novembre 2007

Grigio chiaro corpo sette, un commento

Aghost centra il nocciolo del problema, nei commenti a Dario Bonacina:
In molti altri casi invece della grafica “furba” si usa la molto più subdola “segmentazione” tariffaria. In pratica la tariffa reale viene nascosta tra una miriade di voci, bonus, opzioni, tariffa base, scatto alla risposta, iva eccetera. Una vera cortina fumogena che ha lo scopo di impedire all’utente di capire qual è il vero costo della telefonata.

Del resto lo sappiamo bene: alzi la mano chi saprebbe dire, così d’acchito, quanto costa telefonare ad un altro cellulare. Di sicuro è quasi sempre più del previsto e tutti hanno rinunciato a rompersi il cervello con la calcolatrice per fare una telefonata. Io posso capire i gestori che fanno i furbi, capisco meno le Authority che permettono ogni sorta di furberia.


eTourCamp Lugano


Domani sono all'eTourCamp Lugano. Il turismo è uno dei settori più colpiti da internet (chiedi a una qualsiasi agenzia di viaggi). Credo sarà interessante.

Inoltre ci sono un sacco di amici da salutare o da conoscere: se ci vai anche tu, fatti vivo!

giovedì 1 novembre 2007

About Google OpenSocial

Dave Winer:
When Google makes their announcement on Thursday, the question they should be asked by everyone is -- How much of my data are you letting me control today? That's pretty much all that matters to anyone, imho.

Dave Winer:
It's time to get to the point.

Free Users.

Doc Searls:
We need real relationships here. Not the kind where one party has the exclusive power to “let” the other party have rights, data or anything else. Not the kind where one party has to beg the other party for their freedom. Not the kind where “Customer Relationship Management” consists of “capturing”, “managing” and “owning” customers as if they were cattle.
Tre post fenomenali. E' ora di cominciare a fare le domande giuste.

 
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