CondòminoIl fatto che poi sia stata traduttrice letteraria (mestiere ingrato che si abbandona appena possibile) me la rende più simpatica.
di Vivian Lamarque
Cammino piano, qua sotto
al terzo piano dorme un condomino
morto. E' tornato morto stasera
dall'ospedale, gli hanno salito
le scale, gli hanno aperto la porta
anche senza suonare, ha usato
per l'ultima volta il verbo entrare.
Ha dormito con noialtri condomini
essendo notte sembrava a noi uguale
ha dormito otto ore ma poi ancora
e ancora e ancora oltre la tromba
mattutina dei soldati, oltre il sole
alto nel cielo, ora che noi ci muoviamo
non è più a noi uguale. E' un condomino
morto. Scenderà senza piedi le scale.
Era gentile, stava alla finestra
aveva un canarino, aveva i suoi millesimi
condominiali, guarda gli stanno spuntando
le ali.
sabato 30 agosto 2003
Barking at the wrong tree
Spero non ti sia sfuggito il fatto che la Signora Lamarque fa parte della Giuria Nazionale di Diaristica, di cui ignoravo totalmente l'esistenza ma che mi sembra sufficiente per una investitura a "Blogger Honoris Causa".
Niente commenti
Il server dei commenti (YACCS) è giù a causa di una non meglio identificata quanto inquietante "server failure": tieni il tuo fulminante commento per la settimana prossima.
La meglio gioventù
IMHO: la prima parte promette, la seconda non mantiene. Comunque da rivedere in TV.
venerdì 29 agosto 2003
iBOT: Segway per disabili
Approvata dalla FDA la sedia a rotelle progettata da Kamen, quello del Segway.

Quando era uscito il Segway, avevo sospettato fosse una inutile str...anezza. L'iBOT, pur con un prezzo sui $ 29.000, mi pare invece fantastica. Può andare a due ruote o a quattro ruote, sale e scende le scale, ha un telecomando per caricarla sull'auto, affronta sabbia e ghiaia senza problemi. Grazie a Bag & Baggage per la segnalazione.
Quando era uscito il Segway, avevo sospettato fosse una inutile str...anezza. L'iBOT, pur con un prezzo sui $ 29.000, mi pare invece fantastica. Può andare a due ruote o a quattro ruote, sale e scende le scale, ha un telecomando per caricarla sull'auto, affronta sabbia e ghiaia senza problemi. Grazie a Bag & Baggage per la segnalazione.
giovedì 28 agosto 2003
I diritti del consumatore di software
A proposito del punto 2 qui sotto, Ed Felten propone un emendamento: Rivelare almeno i difetti più gravi, che tutti i difetti è impossibile.
This is hard to implement because software products have so many defects -- big mass-market software products typically have thousands of known defects. And this is not just the practice of one or two companies; it's standard in the industry. If a vendors waited until all the defects were removed from a product, that product would never be finished and would never ship.Resta il fatto che se compro un libro e trovo una pagina mal stampata, lo ridò indietro e mi rimborsano. Con il software, mi devo arrangiare. E mi sembra anche normale.
I diritti dell'utente
Dan Gillmor punta a un interessantissimo pezzo di Cem Kaner, molto ben documentato e pieno di link interessanti, dal titolo "Software Customer Bill of Rights" che riassume un poco l'evoluzione della legge americana sul software e, trovandola manchevole, porpone che all'utente vengano garantiti almeno i seguenti diritti:
- Let the customer see the contract before the sale.
- Disclose known defects.
- The product (or information service) must live up to the manufacturer's and seller's claims.
- User has right to see and approve all transfers of information from her computer.
- A software vendor may not block customer from accessing his own data without court approval.
- A software vendor may not prematurely terminate a license without court approval.
- Mass-market customers may criticize products, publish benchmark study results, and make fair use of a product.
- The user may reverse engineer the software.
- Mass-market software should be transferrable.
- When software is embedded in a product, the law governing the product should govern the software.
mercoledì 27 agosto 2003
Odio la spiaggia, amo il mare
Ripensando alle vacanze a Coda Cavallo, già con nostalgia indicibile: sono andato tutti i giorni per isole e calette col mio gommoncino, tranne l'ultimo giorno che l'avevo tirato su e rimesso sul carrello.
Quell'ultimo giorno Elena ed io siamo scesi alla spiaggia sotto casa due volte, mattina e sera, senza altri accessori che costume e ciabatte. Lasciate le quali su di un fazzoletto di sabbia libero, ci siamo buttati in acqua in lunghe nuotate. Tornati a riva, immancabilmente, le ciabatte erano sepolte da vari strati di ombrelloni, teli, materassini, borse frigo, bagnanti, telefonini, creme, racchettoni, cicche di sigarette, eccetera eccetera.
Chiesto permesso e ricevuto uno "scusi non le avevo viste" che col mio 44 suonava leggermente falso, rimesse le ciabatte ai piedi fuggivamo veloci passando dietro la spiaggia, dove gli spiazzi erano occupati da bar-piadinerie con vista parcheggio, mentre la macchia mediterranea era uniformemente inghirlandata da allegri festoni di carta igienica usata.
Adesso in Sardegna è andata mia sorella, e mi dice che c'è ancora molta gente.
Quell'ultimo giorno Elena ed io siamo scesi alla spiaggia sotto casa due volte, mattina e sera, senza altri accessori che costume e ciabatte. Lasciate le quali su di un fazzoletto di sabbia libero, ci siamo buttati in acqua in lunghe nuotate. Tornati a riva, immancabilmente, le ciabatte erano sepolte da vari strati di ombrelloni, teli, materassini, borse frigo, bagnanti, telefonini, creme, racchettoni, cicche di sigarette, eccetera eccetera.
Chiesto permesso e ricevuto uno "scusi non le avevo viste" che col mio 44 suonava leggermente falso, rimesse le ciabatte ai piedi fuggivamo veloci passando dietro la spiaggia, dove gli spiazzi erano occupati da bar-piadinerie con vista parcheggio, mentre la macchia mediterranea era uniformemente inghirlandata da allegri festoni di carta igienica usata.
Adesso in Sardegna è andata mia sorella, e mi dice che c'è ancora molta gente.
martedì 26 agosto 2003
Guerra e dopoguerra
Oggi è un giorno importante per la vittoriosa guerra all'Iraq:
The number of United States soldiers who have died in Iraq since May 1, when President Bush declared the end of major combat there, has surpassed the number of American deaths in the first stage of the war, which began on March 19.Tutte le più nere previsioni si vanno avverando.
You can't believe what I'm seeing
Operata ieri di cataratta, Halley non crede ai suoi occhi e racconta dal vivo cosa significa tornare a vederci bene.
Prima della cura:
Dopo la cura:

Dall'oscurità di Rembrandt ai colori croccanti.
Dopo la cura:
Dall'oscurità di Rembrandt ai colori croccanti.
Tutti intonati
lunedì 25 agosto 2003
sabato 23 agosto 2003
Google News Alert
Ti arriva una mail ogni volta che c'è una notizia contenente la tua chiave di ricerca: fenomenale!
Blog e Harvard Busines Review
Mentre il prestigioso Corriere dichiara che il blog "è quasi in declino", il numero di settembre del giornalino della scuola di Harvard pubblica "HBR Case Study: A Blogger In Their Midst".
L'articolo è di Halley Suitt, con commenti di David Weinberger e Ray Ozzie. Tutta gente che ha un weblog, che conosce ed è conosciuta, e quindi ne parla con autorevolezza.
Perchè se è vero che non occorre essere violinista per parlare di liutai, l'esserlo aggiungerà autorevolezza e credibilità a quello che dici (ma anche informarsi non guasta).
L'articolo è di Halley Suitt, con commenti di David Weinberger e Ray Ozzie. Tutta gente che ha un weblog, che conosce ed è conosciuta, e quindi ne parla con autorevolezza.
Perchè se è vero che non occorre essere violinista per parlare di liutai, l'esserlo aggiungerà autorevolezza e credibilità a quello che dici (ma anche informarsi non guasta).
venerdì 22 agosto 2003
Dolore, blog e giornali.
C'è una interessante discussione nei commenti al weblog di Giulio Mozzi, e sono rimasto assai colpito da questo sfogo di Remo Bassini:
Premessa: sono un giornalista di un "piccolo" giornale; vedo che la discussione è quanto mai animata: non m'intrometto, ma voglio semplicemente dire che penso su un argomento che mi è caro. Dunque, ho, anzi, abbiamo letto due pezzi. Uno di un giornalista, l'altro di Mozzi. Bene. A questo punto confrontiamo. Cos'è che risalta subito agli occhi? Che mentre Mozzi è stato testimone del fatto il giornalista alla stazione non ci ha messo piede. Non ha visto i giapponesi, non ha visto i resti maciullati della donna... insomma, non ha visto. Il pezzo che ha scritto, quindi, gliel'ha suggerito qualcuno: o un dispaccio di agenzia, o un poliziotto. Fosse andato in stazione avrebbe intervistato e virgolettato le affermazioni di qualcuno e, soprattutto, avrebbe respirato la stessa aria che ha respirato Mozzi: un dramma. Mozzi invece, che giornalista non è, ha raccontato, a suo modo, col suo stile, cos'ha visto. In altri termini cos'è successo. Magari gli sarà sfuggito qualche particolare, ma da un fatto Mozzi ne ha tratto una notizia. Quando si va in una scuola elementare e un bimbetto chiede che differenza c'è fra uno scrittore e un giornalista gli si spiega che il primo inventa mentre il secondo racconta. Ma per raccontare occorre vedere, esserci. Se un giornalista va sul posto, credetemi, il pezzo al 99,99 per cento lo firma. Se il giornalista avesse visto le stesse cose che ha visto Mozzi non avrebbe avuto bisogno della fiction.Che per me - lo dico da giornalista - ha un significato chiaro: inventare, ingigantire, storpiare anche. E' il male neanche troppo oscuro del giornalismo italiano, oggi. Ma lo sapete che al Corriere (di Buzzati) o a Repubblica quasi il 50 per cento delle notizie vengono raccolte dalle agenzie come l'Ansa? E le altre? Le si ottengono via fax (comunicati stampa delle forze dell'ordine) o via telefono. Qualche rara volta il giornalista va sul posto. Dipende dalla sensibilità di chi fa questo mestiere. Ho un collega che lavora al Gazzettino, redazione di Venezia; ha problemi di deambulazione, ma quando capita qualcosa prende e va. Ed ha solo 27 anni. Ma la maggior parte dei miei colleghi se sa che c'è stato un incidente, un suicidio o una rapina resta in redazione. Dove le notizie comunque arrivano... E' da tempo che i giornali vendono meno e sono in crisi; si salvano solo alcune nichhie, specie in provincia. Ma non voglio annoiarvi troppo... Dal mio punto di vista dico solo che Mozzi ha messo in risalto un problema con cui mi confronto quotidianamente. Un saluto a tutti.Sono sempre più convinto che il blog rappresenti una grande opportunità per un buon giornale e per un buon giornalista.
giovedì 21 agosto 2003
Dolore e connessione
Chris Locke è un geniaccio e il suo ultimo post (On Things Never Quite Being What They Seem) lo prova. Tra le altre cose:
Because it's your life you're talking about, in your own strong voice. Not trying to prove how wonderful it all is, but touching the places where it hurts. Because the places it hurts are the places we connect. Especially in those inexplicable moments when our pain is transformed into the joy of recognition. We recognize each other in our humanness. We recognize each other as human by the sound of the voice we are able, if we resist the counter pressure, if we try and keep trying, to pull up from where it has lain buried for so long in our deepest -- and often darkest -- heart.
PopFile, prima settimana
Dei 22 errori di classificazione di PopFile, 12 sono stati nel primo giorno. Negli ultimi due giorni le ha azzeccate tutte. Nel frattempo comincio a vedere più posta di lavoro, e la percentuale di spam è scesa al 60%.

A questo punto mi azzardo a dire, sottovoce, che il mio problema è risolto.
A questo punto mi azzardo a dire, sottovoce, che il mio problema è risolto.
mercoledì 20 agosto 2003
Blogs Have a Place on News Web Sites
e già che ci siamo, Steve Outing a fine luglio scriveva:
I hope you're not sick of Weblogs (AKA blogs) yet, because they're not a fad that will go away soon. Blogs, it is becoming obvious to me, are where much of the innovation in online content is taking place.Il pezzo è molto dettagliato e pieno di collegamenti esterni (ho la presunzione di saper riconoscere quando un articolo è approfondita ricerca e quando è aria fritta).
Declino
Scopro con orrore che il blog, negli Stati Uniti, è quasi in declino. Lo afferma con perentoria sicurezza (ma non lo spiega) Paolo Di Stefano sul Corriere di oggi, pagina della cultura.
Questo mentre il Chicago Tribune ha appena aperto un blog dove Eric Zorn dice:
Paolo Di Stefano (pdistefano@corriere.it), nato ad Avola (Siracusa) nel 1956, inviato del "Corriere della Sera" è stato capo delle pagine culturali. Laureato con Cesare Segre all’Università di Pavia, ha debuttato nel giornalismo come responsabile del “Corriere del Ticino” di Lugano. Ha lavorato per l’Einaudi, e per il quotidiano “La Repubblica”. Attualmente è giornalista culturale del "Corriere della Sera".
Bibliografia (mi chiedo se Scarpa li ha letti, io purtroppo no):
La famiglia in bilico, Serie Bianca, Euro 9,3
Baci da non ripetere, Universale Economica, Euro 6,2, I Canguri, Euro 9,3
Azzurro, troppo azzurro, I Narratori, Euro 11,88
Paolo di Stefano ancora non ha un suo weblog.
Questo mentre il Chicago Tribune ha appena aperto un blog dove Eric Zorn dice:
Every publication and most opinion journalists will be blogging within 15 years, probably sooner.
Writers and readers will come to expect the immediacy and intimacy of the format, while publishers will find in it a new way to build and maintain valuable relationships with the public.
I may have to eat these words, so mark them well.
Paolo Di Stefano (pdistefano@corriere.it), nato ad Avola (Siracusa) nel 1956, inviato del "Corriere della Sera" è stato capo delle pagine culturali. Laureato con Cesare Segre all’Università di Pavia, ha debuttato nel giornalismo come responsabile del “Corriere del Ticino” di Lugano. Ha lavorato per l’Einaudi, e per il quotidiano “La Repubblica”. Attualmente è giornalista culturale del "Corriere della Sera".
Bibliografia (mi chiedo se Scarpa li ha letti, io purtroppo no):
La famiglia in bilico, Serie Bianca, Euro 9,3
Baci da non ripetere, Universale Economica, Euro 6,2, I Canguri, Euro 9,3
Azzurro, troppo azzurro, I Narratori, Euro 11,88
Paolo di Stefano ancora non ha un suo weblog.
Don't email me, it's broken
I server della posta di tin.it sono giù da stamattina. E Phil, Ovidiu, David segnalano un aumento esponenziale di messaggi di posta contenenti l'ultimo virus.
How I emailed myself into a job and blogged my way out of it
La Apple ha licenziato Kevin venerdì scorso, ma lui l'ha presa benissimo:
My corporate manager fired me on Friday for not meeting his goals.Questa cosa dei 'legami deboli' l'avevano tirata fuori Joi:
Rather than fight it, I am going to take this as a cue to follow a new direction. I'll look to my new 'weak ties' for inspiration.
I recently hired two people who were IRC regulars. I felt very comfortable after "getting to know them" over the last few months on IRC. Of course face to face meetings and interviews were essential, but the time spent with them on IRC really added to my ability to judge their character. I realize now that I am actively recruiting from my network of weak ties on the Net and also using the Net to meet interesting people to connect with others who might be good collaborators for those interesting people. The Net has always been a big part of my arsenal of networking tools, but I think it's reaching a whole new levele Ross:
Don't email me, its broken and you will only bother me. But do spend time in these spaces, not for me, but for yourself and the real relationships you will foster. Thank goodness we all woke up and realized the people around us matterEsattamente.
Will we begin to see 'correct this story' links within every article?
Techdirt segnala un interessante articolo di Mark Glaser: Newspaper Sites Are Slow to Fix Their Online Corrections Policies. Tradotto in italiano suona un poco come fantascienza ma insomma, questa interazione tra carta e web comincia ad esserci.
martedì 19 agosto 2003
Google Catalogs
Questa l'ho scoperta adesso. Qui maggiori indicazioni:
Google Catalog Search applies Google's sophisticated search technology to thousands of scanned mail-order catalogs, from industrial adhesives to designer clothing and gourmet food. Whether you publish business or consumer catalogs, Google Catalog Search extends the reach of your marketing efforts to millions of new customers.Chi ha detto che in Google dormono?
Inclusion in Google Catalog Search is currently free for publishers. There is no obligation and nothing you need to do other than provide Google with copies of your catalogs. Google's enormous user base performs more than 150 million searches a day, so your catalog will be seen by customers it would take millions of dollars and years to find through traditional means. And remember that these users are actively looking for the products you sell.
lunedì 18 agosto 2003
Liberia libera
...e la Liberia, la liberiamo o no? Dipende dal contenuto di zolfo (grazie a David Isenberg).
Bolle virtuali
Blackout e virus
Leggo da Ovidiu Pedrescu che il blackout potrebbe essere stato provocato da un virus:
"It seems that the core systems controlling the power grid are running Windows OLE and DCOM applications, the last being the target of the attack of MSBlast"Interessanti commenti (questo e questo) sulla lista Bugtraq.
Posta e spam
Adesso mi sono installato PopFile, che è gratis, multi-piattaforma, e molto cool!
PopFile mi separa la posta normale dallo spam prima di passarla ad Outlook, e mi marca lo spam aggiungendo all'oggetto del messaggio "[spam]". Quindi ad Outlook basta una sola regola per buttare il messaggio in una apposita cartella da dove verrà eliminata dopo due giorni.
L'installazione e il setup sono stati veloci e indolori, ma occhio che il programma non è stato ancora tradotto in italiano. All'inizio PopFile è stupido, non ha idea di cosa sia lo spam. Man mano che i messaggi arrivano, tu glielo spieghi, "guarda che sono soddisfatto delle dimensioni dei miei organi riproduttivi", e lui impara.
Per imparare PopFile usa il filtro Bayesiano (qui David Weinberger ti spiega il meccanismo). Quando sbaglia lo puoi correggere, e naturalmente impara dai suoi errori.
Cosa interessante, il pannello di controllo di PopFile mantiene delle statistiche sulla posta, dalle quali apprendo che in tre giorni (di festa) ho ricevuto 48 messaggi, di cui 34 sono spam (70,83%). Una buona media!
sabato 16 agosto 2003
Riparazioni
Volevo uscire in gommone, ma il lago è bassissimo e lo scivolo di Tavernola è completamente in secca. Allora mi sono chiuso in casa e ho aggiustato il template ricostruendolo dal codice html del blog: che palle!
Non mi resta che aggiustare i commenti, e sono di nuovo a cavallo. Ma chissà cos'era successo?
Non mi resta che aggiustare i commenti, e sono di nuovo a cavallo. Ma chissà cos'era successo?
Aiuto, mi si è rotto il blog!
Allora: se leggi questo post, è perchè aggreghi il mio feed RSS. Da ieri quello che posto non compare più sul mio blog, ma solo nel feed.
Inoltre, quando provo ad aprire il mio template, mi appare una pagina vuota... cosa è successo?
L'ho chiesto al servizio assistenza di Blogger, e mi assicurano che as a paying user of Blogger, trattano i miei problemi with the highest priority. Ma non mi hanno ancora risposto.
Naturalmente non ho una copia di backup del mio template.
Se tu ne sai qualcosa, ti prego di illuminarmi.
Inoltre, quando provo ad aprire il mio template, mi appare una pagina vuota... cosa è successo?
L'ho chiesto al servizio assistenza di Blogger, e mi assicurano che as a paying user of Blogger, trattano i miei problemi with the highest priority. Ma non mi hanno ancora risposto.
Naturalmente non ho una copia di backup del mio template.
Se tu ne sai qualcosa, ti prego di illuminarmi.
venerdì 15 agosto 2003
WiFi: it's a condiment!
Appena trovato sul weblog di Paul Boutin:
...when McDonald's bundles free access with every Combo Meal, any lingering doubts will be erased. Wi-Fi isn't a luxury or even a commodity. It's a condiment.
Crash Different
"Crash different." Oh, questo video è una parodia delle pubblicità "Think Different" della Apple, ed è troppo divertente. Mi sembra di sentire mio fratello Ale, che di Mac ne ha una dozzina. [via Robert Scoble: Scobleizer Weblog]
Cernie!
Praticamente sotto ogni sasso della Molara ne trovi una. Attorno ai cinque-sei metri di profondità sono quelle piccole, fino al chilo. Non scappano se ti avvicini piano, anzi ti fissano con atteggiamento buffamente aggressivo, tipo difesa del territorio. Se ti avvicini troppo scappano nel profondo della loro tana. Di solito tendono al verde, con macchie bianche.
Massimiliano, che gestisce il nostro porticciolo, mi ha detto che sono tornate da due anni. E' uno dei benefici effetti del Parco Marino.
Ho deciso che per l'anno prossimo mi cercherò una custodia subaquea per la mia macchina fotografica.
giovedì 14 agosto 2003
Piccolo mondo
Mentre ero in vacanza la Signora Paola mi ha lasciato duecento messaggi in segreteria, tra cui l'ultimo disperato "le lascio il telefonino, mi chiami anche se vado in vacanza". Appena tornato la chiamo per scoprire che:
- si trova in vacanza a Budoni, a una decina di km da dov'ero io;
- ieri pomeriggio è venuta in visita a Capo di Coda Cavallo e si è fermata nel mio villaggio. Molto probabilmente ci siamo incrociati, senza riconoscerci.
venerdì 1 agosto 2003
Blackboard!
Mia cugina Anna mi fa vedere Blackboard, lo strumento che lei usa per comunicare con i suoi allievi alla Cattolica.
Io in cambio le ho fatto vedere Blogger. Sono strumenti abbastanza simili (ma non nel prezzo, immagino).
Io in cambio le ho fatto vedere Blogger. Sono strumenti abbastanza simili (ma non nel prezzo, immagino).
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