- è abitata da cervelli accesi e questo vale per tutti, inclusi quei blog adolescenziali che alcuni amano sbeffeggiare grillescamente ("io so' io, e voi nun siete un cazzo") ma che a loro modo si sforzano di esprimersi creativamente ed è sempre meglio che imbesuirsi davanti alla tele; e
- è capace di dare attenzione immediata e globale a un post meritevole indipendemente da chi l'ha scritto, attenzione che si propaga come un lampo per la blogosfera riberverando adesso anche presso mondi più lontani (e.g. Fincipit, recentemente) e più "lenti di capire".
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"Tutti" vorrebbe dire che li hai letti tutti, cosa che, evidentemente, è impossibile. E io ti assicuro che gli idioti esistono. Insomma, ci sono anche nel quotidiano, come potrebbero non esserci nella blogosfera?
RispondiEliminaSecondo me "tutti" vuol dire che chi apre un blog ha per lo meno capito che esprimersi è meglio che star zitti, e ci prova. Questo tentativo è molto più importante dell'eventuale risultato, che ovviamente varia di caso in caso.
RispondiEliminaeh, ma non hai citato la fonte del fincipit :)
RispondiEliminaEsprimersi è certamente meglio che stare zitti, ma si deve cercare di raggiungere un obiettivo finale con "l'esprimersi". Ora da quanto tempo, o meglio, da quanti anni esiste la blogosfera? E' cambiato veramente qualcosa, non all'interno di essa, ma nel mondo esterno? Ho l'impressione che il pianeta Blog sia bravissimo ad automigliorarsi, ad autocorreggersi, ma al di fuori dei propri confini, ben delineati, ancora non faccia la differenza. E non è certo colpa dei blogger.
RispondiEliminaeìo: giusto, link aggiunto.
RispondiEliminaarturo: avere un blog mi ha cambiato, e porto questo cambiamento nel mondo "esterno". Moltiplica per n volte...
...e volte, anche nonostante chi l'ha scritto (e.g. Fincipit, recentemente) :-)
RispondiEliminaSecondo me Gaspar ha ragione. C'è il grande equivoco che i blog debbano per forza cambiare il mondo o produrre risultati tangibili, vendibili, spendibili, pesabili ecc Non so voi, ma io non voglio/posso cambiare alcunché.
RispondiEliminaIl blog è un mio hobby e come tale rifuggo dai geni del marketing che mi vorrebbero imporre "progetti concreti" sguainando i loro fiammanti PowerPoint.
Nessuno vuole imporre niente Andrea, tu esprimi un modo di pensare i blog, altri come me pensano anche agli aspetti di business. Nessuno ha ragione ed io non mi permetto di criticare la tua opinione. Non capisco tutte queste preoccupazioni, non saranno legate alle classifiche?
RispondiEliminaAridaje con queste classifiche!
RispondiEliminaMi sembra che ci si dimentichi che molte delle persone che conversano (anche sulle classifiche, eh) lo fanno perchè a loro interessa parlarne e ragionarci, non perchè ci guadagnino qualcosa.
Meno che mai mi pare che ci facciano business.
Non è vietato fare business coi blog ma mi pare riduttivo, oltre che inesatto e fuorviante, pensare che tutti agiscano in Rete spinti da questo obiettivo.
Poi sono d'accordo con Andrea: i blog non contano perchè non cambiano il mondo? Se cambiano qualcosa per un singolo (come dice Gaspar) contano qualcosa.
Certo, poi magari sarà difficile avere "risultati tangibili, vendibili, spendibili, pesabili" (cit. commento di Andrea)...ma magari a tante gente non interessa affatto... :-)
thanks per l'aggiunta nel mybloglog...ho ricambiato...
RispondiEliminaSvaroschi, hai ragione. Dove si sbaglia è nell'affermare che qualcuno vuole imporre qualcosa. La comunicazione sul web è una comunicazione attrattiva, ognuno propone qualcosa e trova dei pubblici in funzione dell'interesse che sa stimolare. Quello che possiamo affermare è che ce n'è per tutti i gusti; grazie alla varietà di contributi, ognuno può trovare quello che maggiormente lo interessa e lo stimola. Come nella vita l'interesse per una conversazione o un dibattito è differente in funzione di ciò che ognuno cerca. C'è chi vuole conversare e chi vuole fare altro. E' bello così.
RispondiEliminaGrazie per il "cervello acceso".
RispondiElimina"cervello acceso" l'ho sentito dire la prima volta da Beppe Caravita (onore al merito).
RispondiEliminaPer quanto mi riguarda, frequentare blog - per lavoro e per diletto - mi ha permesso di frequentare ogni giorno un corso di igiene mentale e, senza dubbio, di migliorarmi.
RispondiEliminaForse è un po' presuntuoso dirlo ma secondo me chi ha un blog generalmente è anche una persona che aggrega nella vita, di qui l'importanza di studiare quetso medium.
ben detto, gaspar. due punti essenziali espressi sinteticamente.
RispondiEliminasono due anni che bloggo, non da forsennato (sto alzando la frequenza media del "postaggio", però) e posso dire che almeno il mio modo di usare e vivere la rete è cambiato. in meglio. se cambia il mondo non lo so. ma generalmente ciò che cambia il modo di comunicare tra le persone prima o poi incide anche sulla realtà.