lunedì 14 maggio 2007

100 blogger influenti, o no?

Raccolgo in giro nei commenti, in email private e ad esempio nei post di Senza Identita e del mio amico Andrea Perotti, una certa comprensibile negatività riguardo all'aperitivo di Cisco.

Il problema fondamentale è il suo carattere chiuso, che lo rende odioso nei confronti degli altri 999.900 non invitati. Dice Andrea:
"Io a dicembre volevo capire un po' meglio il mondo dei blogger e conoscerne alcuni, non ho organizzato un aperitivo a Lugano in ditta ma sono andato a Torino al BarCamp, quale migliore occasione per conoscere meglio le persone che animano le discussioni più interessanti sul web. E in effetti è stato così!!! Ho sbagliato qualcosa???"
In effetti, il BarCamp è nato proprio in contrapposizione ad un evento chiuso e a inviti. La rete, per sua natura, è inclusiva e non esclusiva. Credere che esistano "i cento blogger più influenti" è una totale distorsione (e non comprensione) del mezzo blogosferico.

Ma alla fine si tratta di un mezzo molto molto giovane ("protomedia" direbbe Simone Morgagni) e quindi questo è normale. Tra vent'anni sarà tutto più chiaro.

28 commenti:

  1. Anonimo22:51

    Il tuo discorso mi sembra convincente. Il problema è che non riesco a capire perchè mi convinca...

    RispondiElimina
  2. Anonimo23:31

    Gaspar, scusa se mi permetto, ma a me sembra una polemica inutile. La comunicazione delle aziende ragiona in termini di influenti e di audience. Per noi possono essere dei concetti obsoleti, ma preferisco un amministratore delegato che accetta di incontrare dei blogger piuttosto che uno che preferisce parlare solo tramite i comunicati stampa.
    Vedremo il 21 che cosa ne viene fuori. Una cosa è certa: io mi porto la telecamera :-)

    RispondiElimina
  3. Anonimo23:33

    Carissimi io sto guardando in queste ore http://loic.tv/. Anche se non ho potuto essere a Menorca questo sabato ho lungamente parlato con Martin Varsavsky dell'iniziativa e anche a casa sua c'erano 100 posti e lui ha pagato carne alla brace e aperitivi per tutti.

    In Silicon Valley è già accaduto diverse volte, credo che altri blogger che conosciamo lo possano testimoniare. Qui NESSUNO HA CHIUSO NULLA (il nessuno poi sono tra l'altro io stesso che ho creato la famosa lista dei 100 http://www.leledainesi.com/archives/2007/05/12/stefano-venturi-i-100-blogger-e-il-tempo/) è solo che al posto di dire: chi vuole venire? ho semplicemente scritto una serie di nomi che sono letti da tempo da alcune delle persone che saranno presenti. Tra queste persone c'è anche questo blog. Non me ne vorranno Senza Identità o Andrea Perotti che da stasera (almeno io) comincierò a seguire e se scriveranno cose che mi piacciono comincierò a farlo regolarmente.

    @Gaspar: io non ho notato negatività intorno all'idea anzi ho ricevuto mail di tono completamente diverso- anche perchè questa iniziativa non esclude nè blog futuri, nè aperitivi futuri. Cisco ha un budget per offrire un aperitivo, su un blog puoi invitare tutti, per l'aperitivo occorre fare delle scelte (non c'è carattere chiuso in questo è solo un format differente da un BarCamp che ti piaccia o no).

    Non c'è dubbio che i blogger influenti in Italia siano molti di più di 100 (nessuno ha mai detto che sono solo loro) e probabilmente molto diversi da quelli che ci saranno il 21, ciò non toglie che le persone che hanno confermato sono apprezzate da chi le legge.

    Non ho visto commenti o post negativi sull'evento di Martin Varsavsky e quindi continuo a rimanere convinto che l'Italia sa non gettare al vento ogni buona occasione! Ma non vorrei cominciare a ricredermi di questo visto un post come quello che sto commentando.

    Scusa ma è quello che penso, al di là del fatto che mi sento un po' ferito e travisato :I

    RispondiElimina
  4. Anonimo00:12

    Conoscendo Lele, mi sembra ingeneroso tacciarlo di markette, anche se l'uso creativo dei tag è apprezzato dalle mie parti.

    Forse, mi sembra questo il caso, Lele avrebbe dovuto intitolare la sua lista "I cento blogger che conosco e che penso possa essere utile far incontrare con Venturi".

    Pure essendo nella lista, non penso di essere fra i 100 più influenti.

    Forse fra quelli che le mani su un Cisco possono metterle senza combinare guai. Forse.

    O forse vi sono altre motivazioni. Presumo che Lele abbia dovuto prendere una decisione, fare una scelta, adottare un criterio, selezionando fra i volti che conosce di persona.

    Poi, mi sembra un po' pretestuoso agganciare una considerazione di valore negativo all'esclusione o all'inclusione all'interno di questa lista.

    Io non mi aspetto di essere chiamato per un drink di "Grazia" o qualche altro blog di moda o costume, mentre non me la prendo se Varsavsky non mi invita fra i suoi 100 blogger, che pure ho aperto nuovi orizzonti alla sua Fonera.

    In fin dei conti, si tratta di un aperitivo ed è una pratica vecchia come il mondo quella di invitare chi si pensa possa tornare utile in qualche modo alla promozione o alla diffusione di qualche cosa. Nel caro, vecchio, "venduto?", giornalismo, lo si fa da sempre e nessuno si scompone.

    Poi, rimangono pur sempre i BarCamp in cui, si vocifera, le blogstar facciano capannello solo fra di loro.

    Insomma, a voler guardar male, si può trovare da ridire su tutto, ma un'operazione come quella di Lele non mi pare proprio né offensiva, né discesa dalla luna.

    Al limite, suggerirei per il futuro un migliore impiego del budget: tutti in sede da Cisco, salatini e gazzose, che costano poco, e qualche pezzo di hardware in esposizione, tanto che si possa dire a ragione che si tenta di corrompermi.

    RispondiElimina
  5. Anonimo00:27

    temo che la sede di cisco non abbia spazio a sufficienza.

    mi pare un po' una tempesta in un bicchiere. ci saranno altre occasioni, credo. mi pare un rapporto solo all'inizio.

    propongo a lele di aprire un wiki per indicare il proprio interesse ad andare. anzi, meglio, organizza un venturicamp!

    ;-)

    > preferisco un amministratore delegato che accetta di incontrare dei blogger piuttosto che uno che preferisce parlare solo tramite i comunicati stampa.

    Sottoscrivo.

    se c'e' qualcuno che vuole andare e mi porta la borsa, mi faccio accompagnare volentieri!

    ;-))

    RispondiElimina
  6. Mi accodo all'inutilità della polemica ce tra l'altro affiora anche in eventi aperti come i barcamp.
    Lele è un media man pure bravo, è incappato forse in un errore di ingenunutà "aggettiva" con quel "influenti" ma a smentirlo cìè il sottoscritto che invitato e felice di partecipare non si può di certo annovarare tra gli influenti.
    Detto questo, cisco organizza un aperitivo e non un barcamp e quindi invita chi gli pare esponendosi magari alle polemiche come questa e scoprendo magari di aver mal valutato la presupposta influenza.
    Aggiingerei, poi che come per i barcamp o una visita agli Uffizi, la gita meneghina ce la si paga di tasca nostra, CISCO non mi ha inviato uno straccio di router e anche se lo avesse fatto l'avrei cortesemente rinviato al mittente. Un'etica del blogger come quella del giornalista ce l'ho e la pratica di blandire i pennivendoli con i gadget è vecchia come la stampa. Su questo magari si potrebbe aprire una polemica. Sulle motivazioni di CISCO ad incontrare un pezzo di blogosfera si possono fare varie congetture: PR, scouting, umana curiosità, volgia di apprendere prima di bruciarsi con un nuovo "linguaggio", tutte legittime ed alcune persino nobili. Come al solito non ci si può lamentare del fatto che l'Italia arriva con 10 anni di ritardo sulle innovazioni tecnologiche, culturali e di costume e poi quando qualcuno fa da pionieri, zac, diluvio di critiche ed insulti. Bisogna mettersi d'accordo. Certo invitare 100 + o ò sconosciuti a chiaccherare di tencologia, strategie, comunicazione etc... senza filtri mi sembra il milgior modo di fugare dietrologie, congiure e doppi fini, mi sembra finalmente l'inizio di un'era in cui chi ha qualcosa da dire riesce ad entrare in contatto con reltà importanti che solitamente non sanno ascoltare. Mi sembra la prova provata che l'era del boradcast dove una corporation parla e la massa ascolta passiva stia effettivamente per finire. Nell'ultimo anno ho avuto la fortuna di conoscere persone e realtà importanti (come risultato) del web e del blog,italiane e no e questo solo grazie a quello che scrivo e dico in enventi in cui partecipo, sono invitato o organizzo, da solo o in collaborazione sicuramente mettendoci tutto l'impegno e l0energia di cui dispongo, unico capitale che ho da investire tra l'altro. Bene, prima del blog non mi era mai capitato. Sarà una cosa passeggera, una moda, non lo so ma per me resta comunque una cosa positiva. Certo, bloggare non basta, non credo che la rete e i rapporti mediati siano in grado di sostiutire il lavoro umano e l'interazione via vis. Sono cose che si compendiano che si mischiano sempre di più, come iniziare una covernsazione al telefono e terminarla davanti ad una birra nel tardo pomeriggio. Quello che conta è la capacità di relazionarsi e di protare avanti il proprio "discorso". Certe polemiche mi ricordano le lamentele di quando ero bambino e giocavo a pallone. Un giorno, uscii dal campo piangendo e andai a sedermi vicino a mio zio. "Non gioco più, non mi danno la palla.". Mio zio mi diede un calcio in culo e mi disse, "vai a gocare e la palla prenditela, fatti vedere, urla, la palla vattela a prendere. cosi' si gioca a pallone."
    Da quel giorno, quando c'è palla da prendere a calci io ci metto il piede.

    RispondiElimina
  7. Questa non è polemica, è il rifiuto di farsi usare spudoratamente. Gli opinion leader esistono anche tra i blogger... interessarsi solo a quelli "più influenti" è chiaramente un test di marketing. Chi si presta (Lele ... non aggiungo altro) è un sacripante!

    Seppure la sede di questa o quella società fosse troppo piccola, basta avvertire sulla wiki che più di X partecipanti non centrano... l'ultimo giorno ci si conta e quelli che stanno sopra il 110 inutile che si muovono... suvvia... il problema non è la dimensione della stanza. Al massimo è il Numero di Dumbar, ma ti pare che Cisco non abbia i mezzi di rete per aprire la partecipazione remota e cose del genere? Suvvia...

    Ps.: io 4 parole all'AD di Cisco avrei da dirne... se organizzasse un evento aperto andrei a dirgliene, ma così non posso...

    RispondiElimina
  8. Ciao Gaspar - capisco il tema di fondo, credo almeno, che sta nel ribadire l'importanza delle occasioni 'aperte', come gli amatissimi Camp, ma l'evento di Lele non merita negatività di sorta. E' un incontro in qualche modo sponsorizzato da un'azienda. Bene: vuol dire che la blogosfera qualche passo in avanti l'ha fatto.


    (Disclosure: sono invitato)

    RispondiElimina
  9. So che non sono un blogger esperto ma faccio fatica a capire il senso della discussione.

    Uno invita a casa propria delle persone perchè vuole affrontare un tema, forse vuole anche capire e magari agire e dato che intuisce che il tema è complicato chiede a persone che lui ritiene utili alla sua comprensione.

    Doveva fare un bando di concorso?

    Doveva indire un'assemblea pubblica in campo neutro con moderatore estratto a sorte?

    Doveva prima chiedere e ottenere la patente di "bravo blogger" che non ho ancora capito dove si ottiene e che esami richieda?

    Io ci vado senza patente e, se me lo chiederà, gli dirò cosa penso, cosa ho imparato, cosa secondo me funziona e cosa no: sarò felice se lo avrò aiutato a far tesoro dell'esperienza e sennò sarò felice ugualmente perchè vorrà sperimentare cose che ancora nessuno ha esplorato.

    Se farà cose interesanti imparerò nuove cose, se non ne nascerà nulla imparerò anche da questo.

    Concordo con la metafora del "calcio nel culo" dello zio di Fabio Masetti.

    Trovo ridicole le accuse e le dietrologie (come quelle di Zambardino contro Valdemarin perchè un blogger non può scrivere sul Sole) e se Lele ha convinto Cisco a incontrare delle persone nel mondo dei blog e anzichè pagare la solita Gartner o Forrester per farsi spiegare il fenomeno, un applauso a Lele.

    E' come se Venturi gli avesse chiesto un parere sulle Dolomiti e lui, invece che dargli libri e guide, gli avesse dato un paio di scarponcini.

    Ha senso discutere della marca delle scarpe e aprire un dibattito ideologico sul GoreTex?

    RispondiElimina
  10. Anonimo10:17

    Guarda caso, a parte Gaspar, gli invitati esprimono un parere positivo sull'iniziativa, i non invitati un parere negativo. Che dire, forse c'è da parte nostra un bella dose di ingenuità nel pensare che la blogosfera sia un mondo così diverso o non toccato dalle dinamiche del mondo reale: probabilmente Venturi è, nel breve periodo, molto più interessato a far parlare della propria azienda da parte di persone che sono molto lette e considerate "influenti", che non genericamente a "dialogare". Mi pare che un'operazione simile sia stata fatta da Microsoft per il lancio di Vista. Non c'è in fondo un granchè di nuovo...

    RispondiElimina
  11. Anonimo10:32

    Brava Tiziana.
    E bravo Gaspar.

    Le tecnologie cambiano ma l'economia è sempre la stessa.

    RispondiElimina
  12. Anonimo13:33

    Il commento di Tiziana presuppone che Cisco sia sicura che i blogger invitati parleranno bene di Cisco stessa. Io non credo che sarà così, e non credo nemmeno che Cisco and/or Lele Dainesi siano tanto ingenui da pensarlo. Per il resto, sventolo bandiera bianca - sono uno-che-fa-marketing.

    RispondiElimina
  13. Anonimo14:00

    Ma sì, m'avete convinto, vengo anch'io.
    Che dopo la manifestazione di domenica scorsa mi tocca metter su famiglia anche a me!
    ;-)

    RispondiElimina
  14. Mi dispiace ma questa volta Gaspar ha colto nel segno e mette un po' il dito nella piaga. Quando i ruoli si mescolano e non si sa più chi fa cosa e a quale titolo lo faccia si creano questi problemi. In quest'era è molto comune che si agisca con più cappelli è sempre molto utile dichiarare quale si indossa. Sei un blogger? Sei un giornalista? Sei un uomo di pr? Sei un blogger e chiami gli amici? Sei un giornalista e indichi realmente i blog più rilevanti per l'organizzatore? (Allora li chiami tutti, fino ad esaurimento posti) Oppure sei un consulente di comunicazione? E' quando questi ruoli si mescolano che cominciano i problemi. Questione di trasparenza e professionalità.

    RispondiElimina
  15. Anonimo15:38

    Anche io non sono contrario all'idea di poter indossare diversi cappelli a seconda della situazione e dell'esigenza. Ma bisognerebbe sempre essere sempre sinceri e credibili riguardo a quello che si sta indossando.

    In gioco, alla fine ci sono sempre e solo i due grandi valori della rete: la reputazione e di conseguenza il tempo che la gente dedica a noi.

    Per alcuni questi due valori non si traducono in nient'altro che visibilità personale e autostima.

    Per altri invece sono soldi. Ed è quasi sempre li che iniziano a traballare le barchette nel mare della rete.

    RispondiElimina
  16. Anonimo15:52

    Copio e incollo un commento che ho lasciato da Lele Dainesi:

    Se mia moglie invita qualcuno ad assaggiare uno dei suoi risotti invita persone a lei simpatiche e si aspetta di ricevere complimenti (questo anche se il riso per una volta si meriterebbe un 6 come voto, si aspetta come minimo un otto dagli ospiti ai quali continuerà a dire che non è vero che è un risotto da otto, ma solo da 6 scarsino).
    Al blogging "professionale" manca, a mio modesto parere, il contatto con queste semplici ovvie dinamiche interpersonali.
    Chiunque sia un totale estraneo alla tavolata e non possa assaggiare quel risotto riterrà privi di adeguata indipendenza i giudizi degli ospiti di mia moglie, malgrado l'ipotetica stima. E in una parte di blogosfera attenta a queste sfumature l'antipatia derivante da simili circostanze, a me pare, non perde mai occasione di manifestarsi (apertamente o in qualche privata frecciatina).
    Mia moglie, tra l'altro, non blogga perché non le interessa, ma vorrebbe che io postassi le "sue" ricette risottose accompagnate da sperticate lodi alla sua imparagonabile arte culinaria (che soltanto i "pre-scelti" possono assaggiare).
    Chiedo scusa per il commento confuso.

    Aggiungo solo che in apparenza i "conculenti blogosferici" a me sembra che non abbiano mai leggiucchiato un blog che non fosse il proprio o quello degli amici (questa è una sciocchezza, me rendo perfettamente conto, ma così è).

    RispondiElimina
  17. Anonimo15:54

    "conSulenti blogosferici"

    RispondiElimina
  18. @Giorgio Zarrelli: l'etichetta "marketting" è quella che uso abitualmente per i post che riguardano aziende, mercato, economia. Assolutamente non voleva essere una mancanza di rispetto nei confronti dell'amico Lele Dainesi, di cui rispetto e ammiro l'entusiasmo. Se l'hai letta in questo modo mi scuso, non era mia intenzione.

    @tutti: grazie per le considerazioni intelligenti che andate aggiungendo nei commenti, grazie per il tono pacato e argomentativo con cui arricchite questa conversazione.

    Credo sia chiaro, ma ribadisco, che non faccio attacchi o polemiche gratuite ma che ho cercato di sollevare un problema.

    @gattostanco: per un attimo ho temuto che "conculenti" fosse voluto :-)

    RispondiElimina
  19. @gaspar
    Hai ragione, hai sollevato un problema spinoso, ne stiamo parlando, e ciò non ostante gli interventi sono pacati. Credo che sia una piccola dimostrazione di maturità dello strumento, almeno per quanto attiene ai tuoi lettori.
    La cosa mi ha fatto frullare in mente un ragionamento sugli hub che ho postato nel mio blog per evitare di annegare i tuoi commenti.

    @Maurizio
    Maurizio questa ipotesi di categorizzazione estrema delle persone della loro attività mi lascia assolutamente perplesso.
    Il concetto di conflitto di interesse nasce quando qualcuno viene investito di un potere particolare per esempio dalla collettività: un poliziotto non dovrebbe usare la sua posizione per dare venti multe al nuovo fidanzato della sua ragazza, un primo ministro non dovrebbe fare una legge ad hoc per tenere Fede lontano dal satellite ;-)).

    I comuni mortali sono persone che si comportano in modo più o meno corretto nell'insieme delle loro diverse personalità.

    Del resto io che faccio il dirigente in una società, il professore, il giornalista, il fotografo e un po' di altre cose cosa dovrei mai fare dichiarare quale cappello ho in testa prima di prendere un posizione?

    Lele tra l'altro è stato estremamente corretto dicendo subito che stava dando una mano a Cisco. Chiedergli di dire se la mano la da come giornalista o come blogger a me pare francamente demenziale.

    Conosco giornalisti che scrivono articoli mettendo un sito secondario in cima alla lista di quelli più importanti "dimenticando" di dire che è loro..

    Questione di stile!

    bob

    RispondiElimina
  20. Hai ragione Roberto, è questione di buon senso, di stile e di professionalità. Se sei un blogger puoi scrivere di ciò che vuoi, se sei un giornalista ci sono delle regole. Se sei un blogger puoi invitare chi vuoi ad un evento, se sei pagato per fare da consulente non puoi invitare gli amici ed escludere chi ti è antipatico. Se sei un uomo di marketing puoi parlare dei tuoi prodotti, ma se sei un conferenziere devi offrire contenuti validi per chi ti ascolta. Mescolare i ruoli, può creare problemi.

    RispondiElimina
  21. Anonimo22:34

    Premesso che sono tra i meno meritevoli in quell'elenco e che difficilmente parteciperò all'aperitivo, qua mi sembra che non si perda occasione per fare polemica.

    Non so se dipenda più dalla concezione del termine "influente" o dal concetto di lista che in qualche modo rimanda ad una classifica.

    Se il sign. Venturi sceglie di organizzare un aperitivo per parlare con della gente è libero di farlo, se questa gente viene "scelta" in quanto interessata a quel che avrà da dire succede il finimondo!

    E poi giù subito a mettere in discussione l'integrità di chi partecipa, come se bastassero un paio di bevute per far cambiare idea e condizionare le persone.

    Se Lele e Cisco non avessero utilizzato i termini "dinamici e influenti" non si sarebbe alzato tutto questo polverone!

    RispondiElimina
  22. Anonimo06:36

    La mescolanza dei ruoli mi sembra, tutto sommato, un falso problema. Nessuno lascia a casa il cappello di marito per fare il vigile, per poi appendere pure quello e fare il padre nel momento in cui c'è da andare a prendere il figlioletto a scuola. Ognuno è e agisce a tutto tondo, con diverse casacche tutte contemporaneamente addosso, perché non si smette di essere qualcuno o qualcosa a comando.
    E nemmeno i blog, nella loro pretesa di essere qualcosa di diverso, ma contiguo, rispetto agli altri mezzi di comunicazione può e riesce a sottrarsi a una serie di dinamiche vecchie come la comunicazione stessa. Tutto sta, a mio avviso, come sempre, nella correttezza di chi agisce su più livelli e, da questo punto di vista, Lele mi pare sia stato trasparente. Non ritiene il BarCamp una forma di incontro e di comunicazione utile al suo scopo e non lo usa e, d'altra parte, non ha dato alcun giudizio di valore negativo a coloro che non ha incluso nella propria lista. Non ne farei un caso di discussione, come non lo sarebbe in un ambito di comunicazione tradizionale da cui, in questo caso e per questi scopi, il blog non si differenzia gran che.

    RispondiElimina
  23. Anonimo07:18

    Io non credo che si debbano lasciare a casa i cappelli. Ma neanche fare finta di avere il capo scoperto.

    Secondo me è lecito organizzare un incontro nelle modalità che si preferiscono, soprattutto a casa propria, ma è lecito anche non accettare l'invito, offendersi se non invitati, sentirsi esclusi e comportarsi di conseguenza.

    RispondiElimina
  24. ... Facciamo cosi. Qualcono tra coloro che non ha trovato corretto il modo di operare di Lele, può indicare cortesemente quale criterio oggettivo avrebb usato per riempire la fatidica lista?. La classifica di Blogbabel? Mi pare che di polemiche a suo tempo ne ha già suscitate, interrogare la sibilla cumana?, Aprire una commissione parlamentare? Mettere una fee di ingresso ? 8mi pare che di polemiche ce ne sono state pure li.
    Dico io, e in questo paese capita troppo spesso, Uno fa come mestiere la comunicazione (blog, tv, giornalista quello che vuoi che intanto sta tutto convergendo in un gran casino). Lo fa bene e viene invitato da una Azienda a fare il suo mestiere. Bene. Se fa il suo lavoro bene, il suo committente sarà soddisfatto, altrimenti saranno problemi suoi. Tutto il resto cosa c'entra?
    Insomma se uno fa il proprio mestiere con trasparenza, e qui ce ne quanta mai se n'è vista non va bene, se lo fa male, per ovvie ragioni non va bene lo stesso. Signori, sarebbe bello aprire un dibattito generale su "chi siamo, quanti siamo, qunto stiamo andanto su questa tera".
    PS:

    @mfp dille pure le due aproline all'AD credo che CISCO si stia avvicindo ai blog anche per quello. Per sapere come viene percepito il brand e tutto quanto il resto. Non c'è bisogno di vedersi vis a vis per comunicare oggi. Non è quessto il bello dei Blog?

    RispondiElimina
  25. Ho scritto un post nel mio blog per parlare di questo fenomeno di ultra-pettegolezzo sull'operato di Lele e su quanto è nato in fase post-scoperta dell'aperitivo.

    Ribadisco anche qui quello che penso: stiamo dando (metto dentro anche me) solo spettacolo. Davvero siamo così bambini da litigare per un posto alla festa del fighetto della scuola? Potrei capirlo alla veneranda età di 10 o 12 anni, ma non tra persone grandi grosse e vaccinate quali siamo.

    Siamo blogger, ciascuno di noi esperto e probabilmente influente nel proprio settore. So bene che realizzare eventi a numero chiuso "non è più bello" (non lo è mai stato) ma non capisco l'accanimento contro uno in particolare mentre nella nostra stessa nazione piuttosto che all'estero proliferano occasioni simili.

    Perchè non ci si è lamentati del lancio del Nokia N95 in Toscana? Pochissimi blogger hanno partcipato e alcuni di loro hanno anche ottenuto in regalo un Nokia N95 nuovo di pacca (vedi Luca PANDEMIA Conti).

    Leggere offese contro Lele (si mfp, mi sto riferendo proprio a te) o pareri IMHO abbastanza discutibili di persone non invitate mette davvero tristezza. Non voglio scatenare flames, non è nella mia indole di uomo e blogger.

    Voglio solo, a questo punto, metterla così: qualcuno si sente davvero meritevole di essere a quell'evento? Metto a disposizione il mio posto se può farvi piacere. Non sono "influente" (non mi sento tale), sono solo buon amico di Lele e so che mi legge (e probabilmente ha parlato di me anche a Venturi).

    Sembrerà stupido, ma io vivo anche senza andarci (e avrei dormito bene anche nel caso in cui non fosse arrivato l'invito). Voi, invece? ;-)

    RispondiElimina
  26. @Gioxx: accanimento? Offese? Litigare come bambini? Scusami se te lo dico, ma mi pare che tu stai guardando un film diverso da quello che vedo io.

    L'espressione più forte che è passata in venticinque commenti è stata "sacripante". Non ti sembra pochino per un flame?

    Al contrario, a me pare che siamo riusciti a mantenerci sul piano del "civile confronto di idee".

    E se vuoi anche tu contribuire, ovviamente, sei il benvenuto.

    RispondiElimina
  27. @gaspar: scusa per l'eccessivo appellativo (effettivamente offesa è stato usato in modo improprio) ma resta il fatto che - non solo in questo blog ovviamente - sto vedendo quelle scene già descritte nel mio precedente commento (del ragionare in modo stupido quando si pensa al "non mi hanno invitato, che schifo!").

    Per l'esprimersi in modo civile e pacato non ho nulla da ridire. Fino ad ora nessuno si è preso a pacconi :P

    RispondiElimina
  28. Anonimo19:52

    poveri illusi.
    Come è finita?

    RispondiElimina

Fatti sotto, straniero!

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

 
Creative Commons License
Gaspar Torriero gone verbose by Gaspar Torriero is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.