Nei commenti a questo post, si parla del tempo necessario per bloggare, e della eventuale sua mancanza.
Ora, quando mi dici "Mi piacerebbe ma non ho tempo" il significato vero è un altro: da "Non è in cima alle mie priorità" fino a "Non me ne può fregar di meno", a seconda dei casi.
Per fare un esempio: mi piacerebbe tantissimo andare al BarCamp Matera ma un importante impegno di lavoro dell'ultimo momento me lo impedisce. Il lavoro ha la priorità sul barcamp; quando divento ricco ne riparliamo.
Ma se mi spezzo una gamba, il tempo di andare al Pronto Soccorso lo trovo di sicuro.
Update: ne parlano anche DElyMith e Alessio Jacona.
venerdì 11 maggio 2007
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Il discorso è applicabile a qualunque cosa.
RispondiElimina"Non ho tempo" è un eufemismo per "Ho altre priorità".
Eufemismo più socialmente accettato, perché a livello sociale le priorità sono quelle e guai a violarle (famiglia, figli, amicizie, lavoro, etc). Il discorso è lungo ma non poco interessante. :)
MODE SOFISMI ON
RispondiEliminaA me non sembra un eufemismo.
"Non ho tempo", significa *esattamente* "Il mio tempo è occupato da qualcosa d'altro".
Le priorità le possiamo decidere noi (famiglia, piacere) oppure subire (lavoro, responsabilità).
Dire: "Il tempo che altri compiti a priorità più elevata, scelti da me o subiti, mi lasciano, non è sufficiente per completare l'attività che mi proponi." E' un po' prolisso, e "Non ho tempo" è la sua forma concisa".
MODE SOFISMI OFF
@Andrea:
RispondiElimina"L'eufemismo è una figura retorica e consiste nell'uso di una perifrasi al fine di attenuare il carico espressivo di ciò che si intende dire, perché ritenuto offensivo, osceno o troppo crudo. Ad esempio: "questo piatto lascia a desiderare" per non dire che è ripugnante* "Tizio non è particolarmente intelligente" per non dire che è stupido."
(da Wikipedia)
Devo esservi sincero: finora ad esempio non ho trovato mai abbastanza tempo, o meglio non l'ho voluto trovare forse per andare ad uno dei tanti BarCamp,nonostante stia cercando di organizzarne uno.
RispondiEliminaNon è una contraddizione ma una reale necessità: il tempo ci sembra sempre poco e lo destiniamo alle priorità che a noi ci sembrano più alte.
Il discorso sarebbe lungo ma interessante: rendo al meglio quando sono molto impegnato.
Io sul tempo tempo fa ho scritto un trittico :) Niente di che ma il tema è sentitissimo ... http://www.leledainesi.com/archives/2007/04/26/time-to-evolve-treditre/
RispondiEliminaInvece credo che ci sia stato un po' di outfocus delle cose che ha detto Stefano Venturi nel suo commento al post in termini del tempo da dedicare al blogging.
Allora -essendo coinvolto in questa preparazione modaiola/relazionale- ho scritto un post un po' più lungo su http://www.leledainesi.com/archives/2007/05/12/stefano-venturi-i-100-blogger-e-il-tempo/ che spiega come ci siamo arrivati e cosa penso di tutta la faccenda. L'ho anche messo tra i commenti del post originale di Gaspar (perchè prima lo avevo scritto lì :)
Preziosi scambi di idee pre-calici spero vengano ancora
La preoccupazione sul tempo è spesso una falsa preoccupazione.
RispondiEliminaNasconde spesso le incertezze di fronte ad un nuovo strumento che ancora non si conosce appieno.
Si scrive un post, poi un'altro e un'altro ancora: si inizia a centrare un focus che potrebbe anche essere molto diverso da quello che ci aspettavamo.
Ad un certo punto diventa uno strumento di espressione che useremo nel momento stesso in cui sentiremo la necessità di dire qualcosa.
Fissare in parole scritte e rese pubbliche il proprio pensiero: il primo passo per comunicare.
concordo sul discorso delle priorità. Dipende da quanto il blog rientra nelle priorità della persona e dal valore che essa da al blog.
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