Il suo desiderio di confrontarsi con i blogger italiani gli fa veramente onore, e davvero sarei andato all'aperitivo che ha organizzato per il 21 maggio a Milano, se non fossi quel giorno a Bellinzona per lavoro.
Pensavo però anche alla logistica di questo incontro, alla quantità di combustibile che verrà bruiciato, alle ore di viaggio dei non milanesi... e chissà quanti altri non potranno partecipare per un motivo o per l'altro: magari hanno finito i punti-moglie!
Allora Stefano, se davvero sei interessato a continuare a confrontarci su temi per noi strategici come la Unified Communication, i nascenti lifestyle digitali delle aziende e dei consumatori, i social network, i blog e il nostro "Human Network", perché non semplifichiamo?
Perché non ti apri un tuo blog?
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Ihihih! Stesso mio pensiero a caldo caro Gaspar ma, subito dopo, mi sono detto "perchè no?"... perchè non cercare di capire cosa davvero Cisco vuole dai blogger e come intende avvicinarsi a loro?!?
RispondiEliminaHo già dato l'adesione all'aperitivo in quanto, durante quella settimana, sarò a Milano per seguire i clienti in loco, non mi pesa staccare un pò prima al lunedì per fare un andare all'aperitivo :)
Mi dispiace che tu non possa esserci, è sempre bello reincontrarsi :)
Concordo con te Gaspar.
RispondiEliminaPoi se sei il CEO di Cisco Italia di cose da raccontare ne avrai a bizzeffe quindi magari unisci l'utile al dilettevole.
Anche io sono stato invitato ma a mio malincuore non potrò esserci.
1- ROTFL.
RispondiElimina2- se si aprisse un blog dovrebbe scrivere a tutti e in pubblico cosa pensa, cosa cerca, e puo' essere che non sia interessato a farlo sapere, subito, in giro.
my 2 cents.
io ci sarò
La vedo difficile Gaspar,dubito Stefano Venturi apra un blog ma mai dire mai: in fin dei conti preferirei questo ad un confronto mediante aperitivo,specie se non è dietro l'angolo. :)
RispondiEliminap.s. Non mi hanno invitato quindi non ho problemi. ;)
Della serie: “meglio tardi che mai” eccomi qui a rispondere al tuo post. Prima di tutto mi scuso per il ritardo, ma tra viaggi vari non solo non ho trovato un minuto per risponderti ma ho esaurito anch’io gli ultimi “punti-moglie”. In questo momento mi trovo a Londra e sono appena tornato da una cena interminabile... ...quindi mi rinfresco la mente leggendo qua e la sul web e finalmente ho trovato un po’ di pace per risponderti.
RispondiEliminaNonostante io sia molto interessato dal tema della riduzione delle emissioni di CO2 ho voluto comunque organizzare l’incontro del 21 Maggio per conoscere meglio le persone che animano le discussioni più interessanti sul web.
Colgo il tuo post come la possibilità di riflettere su un tema che da tempo osservo con interesse: il blog. Finora mi sono limitato a leggere qua e la’ le cose più interessanti che trovavo sul web2.0 e con il Cisco Expo, aprire il blog dell'evento è stato il primo passo. Per quanto riguarda l’apertura di un mio Blog ti devo confessare che la cosa mi sta ronzando in testa da molto tempo, ma prima di partire voglio essere sicuro di poterci dedicare un ammontare di tempo adeguato in modo da essere realmente io la persona che scrive (e non qualche collaboratore come fanno taluni).
Per ora prendo a prestito il tuo blog e la tua area commenti anche per un altro punto che tu sollevi giustamente e cioè gli spostamenti (quantità di combustibile bruciato, tempo perso, etc...). E' uno dei temi che mi sta piu’ a cuore e di cui voglio iniziare a discutere durante l’aperitivo.
Mi dispiace che non potrai esserci 21 maggio sera visto che sei uno di quelli che leggo. Comunque avremo modo di discuterne in qualche modo, ne sono sicuro (spero insomma faccia piacere anche a te).
Per prima cosa, ringrazio dell'invito e confermo la mia presenza, ammettendo che il vivere a Milano aiuta molto :)
RispondiEliminaPer il fattore "tempo", nella gestione del blog, capisco che sia un problema, ed in questo periodo sto vivendo una situazione in cui il tempo effettivamente scarseggia assai...
Ma il blog puo' essere un'ottima opportunita' di confronto, anche se aggiornato solo periodicamente (inoltre, in periodi particolarmente convulsi, scrivere penso che possa aiutare a fare ordine in idee, impegni e pensieri).
Inoltre, ammettendo di spostarsi in treno (come faro' io questo fine settimana per il LitCamp), e' sempre possibile utilizzare connessioni mobili (gprs,umts,hsdpa) per mantenere una presenza, che si tratti di inserire brevi post o anche solo di partecipare a discussioni come questa tramite commenti su siti di altre persone...
Tra l'altro, ringrazio anche Gaspar per l'ospitalita' nei commenti, dato che piu' che un commento questo puo' sembrare un semi-post (e quasi quasi piu' tardi un post a tema ce lo faccio) :)
Stefano, basta rimuginare: buttati!
RispondiElimina:-)
Tra parentesi, non capisco da dove venga questa cattiva fama del blog come attività perdigiorno. Mezz'ora alla settimana per annotare un breve appunto potrebbe essere più che sufficiente.
Stefano allora speriamo che presto troverai il tempo per buttarti anche tu nella mischia.
RispondiEliminaCome dice Gaspar anche mezz'ora la settimana per buttar giù qualcosa può bastare, l'importante non la quantità o la frequenza degli aggioramenti ma lo loro "qualità"
Rimango dell'idea con un buon passo per cominciare è quello di presentarsi come Stefano persona al apri di tutte le altre persone che popolano la blogosfera e non Stefano Ceo di Cisco che deve riflettere su ogni singolo termine che pubblica. Niente Marchi, niente riferimenti all'azienda, Stefano Venturi Blog e basta ;)
RispondiElimina@Aghenor: magari Stefano pubblica da tempo un blog anonimo dedicato al misticismo Sufi e noi non ne sappiamo niente...
RispondiEliminaIo all'incontro del 21 ci sarò perchè credo che una delle chiavi di successo di tutte le forme di "informatica sociale", stia nella interazione tra on-line e off-line: con i blog ci esprimiamo, commentiamo, riflettiamo e con gli incontri di persona sviluppiamo tutta quella grande componente di comunicazione "non verbale" e quindi "non tastierale" di cui siamo ricchi.
RispondiEliminaTenere un blog non è questione di tempo ma di motivazione e, in parte, di coraggio: se la motivazione c'è ed è forte, il tempo magicamente appare.
In realtà tutti qualli a cui parlo di blogging e racconto la mia "storia", hanno la naturale ritrosia di chi è educato a fare le cose solo dopo averle ben imparate, di chi teme di "fare brutta figura" di chi non crede di avere cose interessanti da dire.
Alla fine credo che il blogging sia come una di quelle camminate in montagna per cui è giusto prepararsi con quel tanto di responsabilità ma poi mettendosi in cammino prima che la giornata sia troppo avanti, altrimenti non solo non arriveremo ad alcuna meta ma ci perderemo il bello del cammino.
Concordo con Gaspar ed Elena sul tempo da dedicare al blog. E' fonte di sfogo, di riordino idee, di confronto con altre persone e "addetti ai lavori" in questo web 2.0.
RispondiEliminaAprirlo, mantenerlo e aggiornarlo sporadicamente vuol dire perderci poco tempo. Si salta una pausa caffè in favore di un post che "si ha desiderio di pubblicare", è semplice.
Però, in fin dei conti, posso capire la paura (capirla, non giustificarla) proprio perchè con il poco tempo che ciascuno di noi ha a disposizione, diventa talvolta ostico tenere vivo il proprio "io" digitale :-)
Ho accettato di buon grado l'invito per l'aperitivo. Sarò a Milano lunedì mattina per andare presso clienti e approfitto della situazione per partecipare a questo piccolo evento organizzato la sera.
Ci si vede all'aperitivo :-)
Mi sembra giusto puntualizzare una cosa: se davvero desidera scendere nell'arena della blogosfera, Stefano Venturi si trova di fronte a un bivio e deve serenamenete decidere che strada prendere. La premessa è che entrambe, a certe condizioni, sono praticabili.
RispondiEliminaLe opzioni sono:
1) aprire il blog di Stefano Venturi, Amministratore delegato Cisco Systems Inc: in questo caso, pur parlando con la propria voce, ogni cosa che dirà la dirà anche a nome dell'azienda. Si può fare e, spesso, ha senso farlo; serve tuttavia definire a monte una linea editoriale chiara, una policy (concordata con l'azienda e condivisa con il lettore) in cui si specifica cosa l'autore, leggittimamente, non può dire (e magari anche perchè). Serve inoltre avere il coraggio (e l'autonomia) per parlare con franchezza della propria azienda e del proprio settore, inquadrando prospettive e opportunità, ma anche limiti e ostacoli. L'esempio c'è e si chiama Jonathan Schwartz.
2) Aprire il blog di Stefano Venturi e parlare di sé, della propria esperienza umana, dei propri interesse, della propria passione che può anche coincidere con il proprio lavoro, purchè non si indugi mai troppo in "sviolinate" per la propria azienda. Un compromesso da rinnovare ogni giorno, cum grano salis, come fa ad esempio Stefano Hesse con il suo Sotto Rete.
Per quanto riguarda il tempo da dedicare al blogging, basta accordarsi. Se fin da subito si chiarisce la difficoltà nel mantenere una cadenza regolare, la gente (a patto che trovi intereeante quello che hai da dire) se ne farà una ragione. Senza contare che, se ci si prende davvero gusto, il tempo si finisce sempre per trovarlo.
Mi correggo, ovviamente era :
RispondiEliminaStefano Venturi, Amministratore delegato Cisco Systems Italy
: )
@Alessio: inutile sottolineare (ma sottolineo!) che la seconda è molto più interessante della prima.
RispondiEliminaAnche io sottolineo l'ovvio: le persone sono sempre più interessanti delle aziende.
RispondiEliminaE appena sparisce l'ansia da "almeno un post ogni tot", allora comincia il divertimento.
Interessante discussione, come spesso accade in questo angolo di rete del resto ;)
RispondiEliminaConfermo la mia non presenza (un po' a malincuore, sarei molto curioso di partecipare) ché per venire da Londra di combustibile ne consumerei davvero tanto ;)
Sullo strumento, trovo che forse "blog" stia diventando una parola un po' riduttiva... ma il concetto è chiaro ed appoggio in pieno: "vivere" la Rete.
Oltre a confermare la mia presenza a Milano, spero che Stefano Venturi inizi presto a conversare in Rete.
RispondiEliminaCredo che sia l'opzione corporate blog che quella più personale possano essere ottime fonti di contributi interessanti e preziosi stimoli di discussione.
Gaspar se tu fossi un giornalista e Venturi ti invitasse ad una conferenza stampa gli consiglieresti di scegliere come alternativa la apertura di un giornale?
RispondiEliminaIo credo che Venturi con l'aperitivo e la chiaccherata con i blogger voglia ottenere esattamente quello che ottiene dai giornalisti quando organizza una conferenza stampa: sensibilizzare chi ha già un rapporto con il pubblico sulle attività e le strategie di Cisco. Un certo numero di giornalisti sarà interessato e ne scriverà o ne terrà conto la prossima volta che scrive di un argomento attinente in qualche modo a quello che avrà sentito e l'esposizione di Cisco si amplificherà e si focalizzarà.
Quanto ci metterebbe il neonato blog di Venturi a raggiungere la esposizione che avrà se anche solo 50 di noi scrivessero di avere visto qualche cosa di interessante?
Non pensi che se Beggi consigliasse ai suoi lettore un protorouter casalingo a vapore dicendo che è bello e facilissimo da installare avrebbe una credibilità superiore a quella di Venturi che da buon oste lodasse il suo vino?
Il fatto poi che Venturi possa decidere di aprire un sito personale e parlare della sua vita non ha alcuna attinenza con il duiscorso che stiamo facendo perchè qui parliamo di una iniziativa Cisco.
Comunque io ci vado a piedi all'aperitivo, consumo meno petrolio, ma in compenso non dovendo guidare al ritorno posso consumere più alccol ;-))
bob
Il consiglio di Gaspar di aprire blog è adeguato, quanto lo è quello di Stefano Vitta di escludere le "etichette" delle compagnie.
RispondiEliminaPersone che dialogano con altre persone, eludendo elegantemente la sottoscrizione di NDA per quattro chiacchere e un aperitivo :)
@Roberto:
RispondiEliminaIl tuo commento casca proprio "a fagiuolo" e mi offre su un piatto d'argento la possibilità di risponderti che se una volta era necessario "sensibilizzare" i mediatori dell'informazione, oggi si può essere informatori diretti grazie alla disintermediazione di internet.
Ed è proprio questo il punto: Roberto Venturi ha la possibilità di esprimere direttamente la sua opinione a chi sia interessato ad ascoltarla, e non ha bisogno di possedere un giornale per farlo! Non lo trovi fantastico?
Poi: ti chiedi quanto ci metterebbe il blog di Venturi a diventare popolare? Io credo pochissimo, almeno a giudicare dalla quantità di commenti che ha suscitato qui :-)
Ma ancora una volta, non è questo il punto. Lo scopo non è quello di diventare popolari: lo scopo è quello di far nascere delle conversazioni con le persone interessate.
E' la coda lunga.
@Gaspar:
RispondiEliminaun giorno mi piacerebbe scambiare con te alcune opinioni sulla storia della "coda lunga", da statistico.
..magari a qualche CernusoSulNaviglio-Camp, senza caos e confusione. Con o senza aperitivo.
Lo confesso: seguo con trepidazione i preparativi dell'Aperitivo che Stefano Venturi ha voluto organizzare per incontrare alcuni dei blogger che legge e anche un sacco di persone nuove.
RispondiEliminaParte di quanto sta succedendo è colpa mia, la lista dei 100 blogger italiani è partita da questo Mac e sicuramente ho dimenticato qualcuno che avrei voluto invitare ma l'idea del numero tondo mi ha entusiasmato da subito ... sono un uomo di comunicazione! Chiedo scusa pubblicamente a Giovy (ad esempio) ... che uno si sveglia la mattina e trova in una chat una faccina che stima e si sente un verme. Giovy vieni, ti lascio il mio posto (come ti dicevo via chat) tanto penso di farcela a imbucarmi lo stesso :)
Spero davvero che ci siate tutti anche se è solo una tappa di un percorso iniziata con quel manipolo di Gnutte (cito il poeta jtheo) che hanno partecipato al Cisco Expo 2007. Cmq per questo giro l'APE è chiuso alle persone invitate, invece il blog è un'altra cosa.
Infatti sono diversi mesi che collaboro con Cisco (l'ho detto pubblicamente su questo blog), stampando, ritagliando e confrontandomi con diverse persone (IMHO brillanti) sui temi di cui ci piace chiacchierare anche ai BarCamp, nei nostri blog, che twitteriamo e che ci Skypiamo al crepuscolo. Su Nòva24 -per ovvi conflitti di interessi- non ho mai scritto di Cisco. Preparando dei dossier giornalistici riservati (me li hanno pagati) -su cosa accade in rete versione 2.0- si è anche cominciato a seguire alcuni blogger, una sbirciata insieme qui e là e la domanda si è proposta da sola: e adesso?
Così con Cristina Marcolin (che è la persona che vi ha inviato la mail e fa la Comunicazione) e Vilma Bosticco (delle PR di Prima Pagina) abbiamo chiesto a Marco Montemagno di aprire il blog del Cisco Expo 2007. Motivo: avevo visto il lavoro fatto per lo IAB Forum 2006 -di cui ho avuto l'onore di moderare una delle 4 sessioni grazie all'invito di Layla Pavone- e mi sono reso conto che Marco sugli eventi è imbattibile (IMHO). E poi Caterina con la telecamera ... bè dovevate vederla l'altro giorno al convegno di Digital-PR. Con l'apertura di quel blog ho cominciato a capire alcune cose.
Nel mentre che tutti gli input si facevano spazio nella mia testa, partiva anche la scrittura del libro che sto realizzando sul corporate blogging e le annesse interviste a 6-8 Amministratori Delegati italiani (Minoli, Comastri, Pavone, Venturi, Majocchi, Lupi, etc.). E' stato lì che sono rimasto folgorato sulla via di Cupertimo (SEMPRE!!!) e ho pensato ... Lele sul discorso dei CEO che bloggano (Federico Minoli insegna) bisogna andare per gradi. Non è la stessa cosa come per noi ... io non ce le ho le responsabilità di questi signori qui (e Dio mi scampi da una vita così stressante): di immagine, di titoli in borsa, di EBITDA da fare crescere, etc. etc. E' come il conflitto di interessi di un giornalista o l'etica personale (ho pensato), una cosa delicata, non vale la regola hai 5 minuti = scrivi qualcosa, e poi c'è il piano editoriale che è FONDAMENTALE, perchè allora non cominciare a farli imparare sui blog degli altri?
Ecco quindi quello che è successo questa settimana: un'incursione bella e buona sul blog di Gaspar (che ha sorpreso un po' tutti alzando la palla a Venturi = apriti il blog!). Perchè? Secondo il mio punto di vista per una qualunque persona che fa parte di quella lista VIP di cui mi prendete in giro ogni tanto, cominciare a bloggare dalla poltrona di comando di un'azienda da migliaia di dipendenti (ma anche di poche decine) è come imparare a andare in moto.
Ieri è stato uno dei giorni più belli della mia vita: sono entrato in un concessionario Ducati e gli ho mollato 6.800€ per comprarmi una spettacolare Monster Dark 695 che manderà in pensione la mia 2004. Sono uscito che volavo nella testa ma andavo pianissimo in strada. Dovevo prendere le misure di ciò che stringevo tra le gambe, domare un essere con il quale condividerò la mia vita per un po' di anni (si spera, Gesù pensami sempre e sappi che TI AMO!). Il blog per me è stato la stessa cosa e all'inizio (ma ancora oggi) ho martoriato jtheo e Luca Conti, Stefano Vitta, Paolo Valdemarin e Stefano Quintarelli (persino Luca De Biase che è si un blogger ma è anche il mio Direttore) di "come si fa questo?" e "questo", "sta roba cos'é????", "la voglio anche io".
Penso che Stefano Venturi abbia cominciato questo percorso e che ci piaccia o no lui ce l'ha già il blog, nel senso che è già in quel mindset, solo che per ora lo interpreta come essere ospite di blog di altre persone, che credo stimi per quello che legge. Quindi non è questione di avere tempo o meno, di priorità o meno. E' il fatto (per lui come per qualsiasi persona che si avvicina a questo mezzo DI COMUNICAZIONE) di prendere le misure e domare le sue paure = è un essere umano. A me piace per questo, lo trovo uno capace di comunicare agli altri che prima di tutto è un essere umano che sa chiedere aiuto a persone che pensa più esperte di lui!
E spero che piaccia anche a chi di voi 100 lo conoscerà per la prima volta lunedì sera. Perchè sono certo che una volta rotto il ghiaccio comincerà a chiedervi: ma "questo come si potrebbe fare?" e "che ne pensi di questo?", "noi con Human Network la vediamo così che dici?" ... che penso valga almeno tanto quanto qualche bella recensione in qualche post della serata (come diceva in questi commenti Roberto). Chi vorrà ci potrà andare "in giro in moto", o cominciare a portarlo dietro sulla sua per un pezzo di strada nel fine settimana (almeno a me fa impazzire pensarla così!) :D
@ gaspar
RispondiEliminaSe è vero che per comunicare basta un blog e non serve consumare energia per muoversi perché mai facciamo i Camp?
Mi sfugge poi l'attinenza con la coda lunga: Cisco certamente sta nella testa non nella coda!
Per il resto ho postato sul mio blog per evitare di essere qui chilometrico.
ciao
dadda
Bravo Gaspar... allo ZenaCamp ho avuto poco tempo per parlarti (eri sempre circondato dai tuoi accoliti!) e sono soltanto riuscito ad apprezzare i tuoi sandali da tenuta estiva dell'omino dell'ANAS... ma credo che tu sappia bene che cosa hai fatto declinando l'invito.
RispondiEliminaIl marketing enogastronomico con utenti/blogger va di moda anche negli States.
RispondiEliminahttp://m-square.blogspot.com/2007/05/marketing-enogastronomico.html
@Roberto: grazie mille, sono andato a leggere e commentare il il tuo post, e l'ho trovato condivisibile in linea di principio. Credo però che qui si affrontava il caso particolare.
RispondiEliminaPer concludere, non vorrei passare per quello contrario agli aperitivi e al cazzeggio, che non lo sono affatto, anzi.
Magari ero più contento se ognuno si pagava il suo bicchiere. Magari ero più contento se Cisco con quei soldi avesse sponsorizzato il BarCamp Matera, che sarà certamente costato di meno.
Ma non si può avere tutto dalla vita :-)
Capisco diffondere il verbo "apri un blog", ma persone che vogliono confrontarsi e parlare possono anche farlo di persona.
RispondiEliminaLa vita reale per fortuna esiste ancora e le persone si conoscono anche e meglio davanti a un aperitivo.
Tra una persona che mi propone un meeting su skype e una che organizza un incontro voto per la seconda... anche se la prima è più pratica e la seconda non sempre percorribile.
@f&v: qui non si sostiene il contrario! Uffa!
RispondiElimina:-)
Concordo con f&v, i contatti umani sono tra le cose piu' importanti.
RispondiEliminaConoscere una persona solo attraverso quello che scrive (sul blog o nei commenti, o anche su skype) non e' sufficiente.
A parte il non sapere se si ha l'attenzione dell'interlocutore (in una chat su Skype non puoi sapere se chi non sta scrivendo stia leggendo con attenzione o facendosi i fatti suoi), si correrebbe il rischio di spersonalizzare il tutto.
Molto meglio, se e quando ci sono i mezzi, incontrarsi di persona.
Aprire un CEO Blog è una delle questioni che insieme a quella di cosa è un blog mi sfuggono.
RispondiEliminaChi vuole lo apre. Punto. Va da se che in quanto blogger sono dalla parte di chi sostiene l'utilità sotto i più disparati aspetti di scrivere sul proprio blog. Non credo che per quanto riguarda Stefano Venturi ci sia un problema di popolarità, le tre letterine CEO prima della cinque letterine CISCO sono una adeguata garanzia. Capisco invece le obiezioni relative al tempo e alla difficoltà di comunicazione quando gli stakeholder sono diversissimi e non sempre amichevoli.
Sono d'accordissimo con Gaspar sul ruolo della disitermediazione e sulla sua utilità anche per un CEO. Bob Lutz executive board di GM ad esempio blogga di brutto proprio per dire la sua e controbilanciare grattacapi che certo giornalismo poco "informato" creano a lui e al suo business.
Dirò di più, per una azienda come CISCO utile sarebbe un'operazione ancora più ardua, audace ed efficace, alla SUN o alla Microsoft: coinvolgere un migliaio di dipendenti nel blogging, quella si che sarebbe una bella sfida e se si vuole entrare nel mercato dello Human Network mi sembra la migliore se non l'unica, magari cominciando ad usarlo come strumento interno per la collaborazione, (per soluzioni rivolgersi al sottoscritto :) ). CISCO che fino ad oggi è statauna azienda behing the scene ne gioverebbe senz'altro.
Comunque il tempo è sempre un fattore chiave per il blogger anche quello più libero e con l'inclinazione alla parlantina. io di solito a coloro che obbiettano sulla sua scarsità racconto la seguente storiella.
Ogni mattina, accendo il computer, leggo la posta e controllo la mia to do list (ogni manager objective oriented lo fa :) ) e poi rispondo alle mail di amici, partner e colleghi. Add Just one more mail to your to do list, il mio blog è a volte un amico, a volte un collega, a volte un partner al quale scrivere una mail in più. Il resto viene da se.
Certo Stefano Venturi risparmierà tempo sulla gestione tecnica, configurazione e aggiunta di plugin gadget e widget e sarà dotato di adeguati supporti mobile per postare anche durante i trasferimenti, viaggi e pause forzare il che aumenta le sue possibilità espressive e del suo blog. Speriamo di leggerlo presto. Just one more mail Dott. Venturi (tra l'altro si può postare anche via mail, letteralmente)
Gentile Dott. Torriero, perché invece di consigliare a altre aziende di aprirsi un CEO blog non lo consiglia alla sua azienda?
RispondiEliminaNon esiste il rete il corporate blog di sayIT SA, forse perchè non volete uno spazio in cui rispondere a domande di natura fiscale, magari connesse al fatto che siete in Svizzera fiscalmente ma di fatto siete italiani?
Come mai consiglia a tutti di aprire un CEO Blog e non esiste il blog di sayIT SA?
Non voglio una risposta sulla domanda di natura fiscale, ma almeno vorrei una risposta su questa seconda domanda, quella relativa alle pagliuzze negli occhi Cisco e alle travi negli occhi propri, inoltre molti link del suo sito personale sono non funzionanti, le consiglio di aggiustarli
Gentilissima Anonima,
RispondiEliminase prova a leggere con maggiore attenzione il mio post, scoprirà che il consiglio era di aprirsi un suo blog, non di aprire un blog aziendale.
E a differenza di Stefano Venturi, io il mio blog ce l'ho già: è quello su cui ha commentato! Si è accorta?
Infine, se ha bisogno di chiarimenti sulla mia posizione fiscale, mi scriva pure privatamente, o venga a trovarmi in ufficio a Novazzano e sarò lieto di ragguagliarla.
Grazie per tutta l'attenzione che ha voluto dedicarmi.