giovedì 20 settembre 2007

Chiarimento: Bzzers è una porcheria

Leggo da Giovy quanto segue:
...sono assolutamente lecite le osservazioni di Gaspar sulla "non perfetta trasparenza" di chi c’è dietro Bzzers, ma personalmente NON propenderei per stroncare Bzzers a causa di una mancata o carente comunicazione aziendale
Capisco quindi che forse non mi sono spiegato bene, e allora chiarifico: Bzzers è una porcheria mascherata da community. Ripeto qui quello che ho detto nei commenti di Giovanni
Giovy,il mio rilievo sulla trasparenza della proprietà è solamente una delle moltissime cose che non mi piacciono in questa storia.

Parliamo anche di soldi, per esempio. I responsabili di Bzzer vengono pagati dalle aziende di cui promuovono i marchi? Quanto esattamente? Mi pare una domanda fondamentale a cui il sito non risponde affatto.

E a seconda di come rispondono, varia il mio giudizio: da "una comunità di sciocchini che si occupano di cose futili" fino a "un branco di fessi che si lasciano abbindolare da qualche perlina colorata e vengono usati* per arricchire il furbone di turno".

Capisci anche tu che c’è una grande differenza.
Il sito dice: "Realizza una Campagna - Sperimenta un nuovo modo di far conoscere il tuo brand: scopri i vantaggi del Passaparola. Contatta Bzzers". Tu che ne deduci? Questo servizio è gratis o a pagamento? E a me fesso che ci casco, che me ne viene? Il prestigio di partecipare a una campagna prestigiosa? Il privilegio di partecipare all'estrazione di un nagottino d'oro? Ma per favore.


* Invece di "usati" la parola giusta è "adoperati" nella sua accezione amorosa, come in: "vieni qui che ti adopero".

20 commenti:

  1. Anonimo17:25

    Oppure, detto in dialetto, "Ven scià che t'aduperi" :-)

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  2. Anonimo20:15

    Non ho nessun tipo di problemi se qualcuno ci guadagna, mi sembra più che legittimo... mica è un progetto di beneficenza, è un azienda o comunque delle persone che sicuramente lo fanno per guadagnarci, come una qualsiasi altra compagnia di pubblicitari...

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  3. ciocci carissimo: se tu non hai problemi sono felice per te, anima bella.

    Io invece, se *non* è un progetto di beneficenza, prima di aderire voglio sapere con chiarezza e precisione a) cosa vado a spendere b)in cambio di che cosa e c) cosa ci guadagnano loro.

    Mancando questa chiarezza iniziale, sospetto la fregatura, son fatto così. Dici che sono paranoico malfidente?

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  4. Io sono stato 2 giorni in ospedale e quando sono tornato ho trovati la mail piena zeppa di inviti e la cosa già mi ha insospettito.

    Mi sono iscritto e il sito anche se è bello a vedersi è povero di contenuti.

    Non ci sono le tanto fantomatiche campagne a cui aderire non c'è un regolamento cui fare affidamento.

    Insomma a me non piace, ma vediamo come si evolve la cosa. Potrebbe anche risultare interessante se ci fosse maggiore chiarezza e rasparenza

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  5. Anonimo09:57

    Gaspar, è OVVIO e SCONTATO che realizzare una campagna di buzz marketing costi denaro (è sempre pubblicità, no?).
    E del resto (e come ho detto) Bzzers NON è il primo caso del genere, dato che prima di loro c'è Buzz Paradise.
    Ora... secondo te LG e France24 (che hanno realizzato campagne con Buzz Paradise rivolte ad utenti italiani, a cui io, Conti, Beggi e qualcun'altro abbiamo partecipato) non hanno pagato per farlo?
    Dai, sei una persona MOLTO intelligente, è scontato che chi vuol realizzare una campagna debba pagare, non sono mica istutiti di beneficenza!
    E l'utente finale cosa ci guadagna? Semplice: partecipando ad una campagna ottiene prodotti gratuiti e servizi gratuiti, spesso prima che vengano lanciati sul mercato.

    Così era con Buzz Paradise e così è con Bzzers... e credimi, neanche sul sito del primo è specificato che il buzzers "guadagnerà" qualcosa nè che l'advertiser pagherà.... ma è così che funziona... ed è banale ma scontato.

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  6. Anonimo11:29

    La cosa è ovvia, basta solo un pò di inteliggenza, funziona così. Non avevo visto Buzz Paradise ma ora ho capito come funziona Bzzers.

    Solo che non tutti Giovy parteciperanno alle campagne ottenendo prodotti gratuiti e servizi gratuiti. I punteggi infondo servono a questo...i Top Bzzers avranno più chance di "testare" i prodotti, perchè avranno una certa "credibilità" agli occhi del servizio...visto che ne parleranno e condivideranno quel parere con il loro network.

    Ho 37 friends e nessun punteggio, perchè ho semplicemente accettato l'invito di molti...che naturalmente stanno spammando per accumulare punti e avere probabilità di salire tra i TopBzzers...

    A conti fatti partecipare a Bzzerz mi porta via tempo al lavoro, e per che cosa?...avere la remota speranza di ricevere a casa un prodotto gratis????? chiamasi accattonaggio.

    Fino a quando i bloggers non capiranno il loro reale potere, continueranno a farsi abbindolare e usare in questo modo.
    Il test, o la prova, o il commento ad un prodotto è un servizio, perciò andrebbe pagato.

    Io faccio un lavoro tu nei fai un altro...ma ognuno di noi ha acquisito professionalità nel suo mestiere. Se tu chiedi un consiglio da amico a me io te lo dò ma se lo chiedi come azienda, mi devi pagare...la mia professionalità me la sono sudata e chi mi chiede un consulto sul suo prodotto mi deve pagare.

    Vai a chiedere ad un professionista dell'editoria un consulto su un progetto: quello ti dice amico caro, quanto mi dai per darti queste informazioni? Cosa mi dai in cambio? Una copia del tuo prodottino? e che me ne faccio?

    Credo proprio che mi disinscriverò.

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  7. Anonimo12:35

    A me interessava studiare la cosa,iscrivermi e capire,perchè ne avevo letto tempo fa in tempi in cui doveva ancora partire.

    Finora non ho invitato nemmeno una persona ad iscriversi ma ho ricevuto non so quanti inviti (anche dopo che mi ero iscritto).

    Certo le campagne marketing si pagano,è ovvio,ed in questi siti web simil community si gioca anche sull'illusoria (per la legge dei grandi numeri ed il raggiungimento del topbizzers) e seducente possibilità di stare a stretto contatto o ricevere prodotti dalle aziende. Tutto qua.

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  8. Anonimo13:03

    @ Helenared: è OVVIO che non tutti parteciperanno a tutte le campagne e con le stesse modalità.
    Persino in Buzz Paradise, dove di italiani saremo cinque o sei (o forse meno) ai "top buzzers" è stato riservato un trattamento diverso (es: a Luca Conti l'invito a Parigi per la diretta di France24, a me e qualcun'altro una bottiglia di champagne per brindare al lancio).
    NON è accattonaggio ma ha un nome preciso: marketing.
    Si potrebbe poi stare a discutere per ore del fatto che ormai si considerino i blogger come la "gallina dalle uova d'oro" della pubblicità low cost, ma... in Bzzers (come in Buzz Paradise) nessuno ti obbliga a parlarne bene di niente, e partecipare ad una campagna non significa "fare una marchetta gratuita".
    O almeno... io la vedo così, e sempre così mi sono mosso e mi muoverò.
    Non mi interessa ricevere i favore di questa o quella azienda (che se ha bisogno sa come contattarmi personalmente), quindi... :)
    E' un esperimento di buzz marketing in Italia, mercato ancora "vergine" e verso cui si sta muovendo anche Buzz Paradise insieme a Luca.

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  9. Giovanni, hai ragione tu e ha ragione Helenared, perché la diversa valutazione nasce da una diversa valutazione soggettiva del rapporto costi/blelfici.

    A me personalmente sembra che queste operazioni hanno un costo insopportabile in termini etici, e portano benefici risibili.

    E a proposito di quello che tu chiami "marketing" e del rischio marchetta, mi vengono sempre in mente quelle povere ragazze che di mestiere fanno "la scorta" ma sanno bene che se non vanno a letto col cliente, non verranno mai più richiamate.

    Ci vedo delle analogie molto pericolose, e me ne tengo il più lontano possibile ;-)

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  10. Anonimo14:56

    io, siccome lavoro nel marketing e non ho niente da perdere, un sunto del mio post

    "Su Bzzers le persone saranno chiamate a scrivere SINCERAMENTE cosa pensano di questo o quel prodotto/servizio, realizzando report finali e coinvolgendo tramite passaparola gli altri membri del proprio network (e non solo). " dice giovy.

    "Io sono ingenuo, continuo a pensare che questo lo faccia ottimamente di già la blogosfera (anzi, i blggrs, sennò non sembra mica 2.0), in modo autonomo e senza giochini, bollini e socialnetwork artificialmente pompati allo scopo." dico io.

    Insomma, la mia criticità è, oltre a quello che dice gaspar, con cui condordo in gran parte, che temo che le aziende si faranno abbindolare (come con gli spot in passato) cosi' come gli utenti, senza nessun vantaggio per nessuno, forse nemmeno per questi di bzzrs...
    (son pessimista insomma :)

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  11. Gianluca, avevo letto il tuo post. In effetti fino ad ora si è parlato della convenienza o meno dei blogger ad entrare in queste sabbie mobili, ma non si è detto niente delle aziende che sperano di ottenere visibilità e passaparola attraverso queste scorciatoie.

    Anche loro, prima o poi, dovranno fare una valutazione costi/benefici.

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  12. Anonimo16:27

    Giovy il punto è quanto vale il tuo tempo e quanto la tua professionalità. Se pensi che il tuo prezioso tempo valga solo una bottiglia di champagne allora sarai felice di essere ricompensato con quella.
    Ma dal ragionamento che facevi ultimamente sull'importanza della tua vita privata, rispetto a quella che riservi al mondo del web, mi sembra un controsenso...nel senso, almeno venissi pagato per il tempo che dedichi a questa attività! almeno potresti dire, è tempo speso bene.

    Quello è il tuo tempo che dedichi e che magari togli a qualcosa di più importante...qualcosa che vale per te....avrebbe senso guadagnare qualcosa invece di fuffa

    credo che su questa cosa ci scriverò un post...
    ;)

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  13. Anonimo22:54

    ma perchè tante polemiche? c'è un sito, che corrisponde ad una iniziativa, a cui si può partecipare volontariamente. lo scopo è chiaro, non ci sono segreti, nè inganni. è tutto scritto, per chi vuole leggere. dopodichè ognuno esercita il proprio libero arbitrio seguendo il proprio spirito critico. qual'è il problema? chi ha voglia e tempo si dedica, chi non ha voglia nè tempo può lasciare agli altri il piacere di fare quello che credono, senza per questo sentirsi degli idioti... solo perchè un fantomatico guru di internet (?!?)ha arbitrariamente deciso che in questo caso è così (mentre per altri ha altri parametri, pare). fare quello che si crede, per qualcuno può anche corrispondere a ricevere qualcosa in prova e poi, se è il caso, a farne passaparola. e magari nel frattempo a fare anche qualche amicizia, com'è nel caso di bzzers. duanque? e poi che altro? dietro ci sono investimenti di tempi e risorse, e davanti ci sono guadagni? poichè non mi riguardano i primi (e infatti, a differenza loro, io non rischio niente), non mi riguardano i secondi (eppure qualcosa ci guadagno anche io). e se vi preoccupate di risvegliare le coscienze degli italiani, iniziate a preoccuparvi di risvegliare le vostre: dalle vostre paure (del passaparola orizzontale, perchè annulla il potere del passaparola verticale, che è quello dei blog), dalle vostre paranoie e dalle vostre invidie. dopodichè davvero potrete dirvi uomini e donne liberi. ma per fortuna nel frattempo il resto del mondo gira lo stesso. io sono da tempo una buzzer in UK e lo sono da un po' anche qui in Italia, e non per questo mi sento una idiota raggirata. so bene quello che faccio. faccio passaparola solo di quello che mi piace e quando mi va. e alla fine lo faccio più spesso di quanto credevo perchè, come ogni buon marketing sa, il passaparola funziona solo se il prodotto è buono, per cui spesso i prodotti proposti lo sono. meglio, no? semplicemente, io credo di far parte di un giro di persone che non ha paura di cambiare le cose e stop. e che ragiona con la propria testa e non ascolta l'opinione di un blogger, di due, di tre. che oggi predicano la libertà da tutti i capi perchè domani vorrebbero sostituirsi ai capi di ieri. la storia si ripete. e le persone intelligenti (e non inteliggenti, cara helenared... fai bene a lasciar stare il passaparola) lo sanno bene.

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  14. Però scusami, anonima, non puoi invitare a risvegliare le coscienze dalle paure per essere veramente liberi, quando tu per prima non sei libera di dire chi sei, ti nascondi e hai paura di firmarti chiaramente...

    E non puoi correggere le parole errate quando tu scrivi duanque al posto di dunque... ;-)

    Suvvia dai...

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  15. Anonimo14:08

    Fantastico farmi dire da un'anonima che non sono inteliggente! Io che ho cominciato a dirigere un gruppo di lavoro a 23 anni!
    ahahahah fantastico!

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  16. Ragazzi per favore vi prego di rispettare le regole fondamentali di etichetta blogica, e soprattutto:

    Regola no. 1
    Non si risponde ai commenti anonimi.

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  17. Anonimo23:51

    Scusami Gaspar.

    Ho fatto di meglio, ho scritto un post.

    Buon lavoro

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  18. Helenared: ho letto il tuo post, molto interessante. Grazie per averlo segnalato

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  19. Anonimo14:48

    potete scegliere. quale dei tre vi piace di più??? sono tutti e tre i miei nomi. veri. e ora, che differenza fa rispetto alle cose che ho detto e scritto? qui nel form per il post non mi si chiede email ma solo sito, e io non ho un blog né un sito, per cui non ho nulla da scrivere in quel campo. poi? c'è altro? a me sembrate solo privi di argomenti (in sostanza, che avete da dire rispetto al vero argomento di piacevole conversazione?). ipocriti (i nomi possono essere inventati, questi non lo sono, ma l'importante per voi è la forma), ridicoli (avete mai sentito parlare di refusi? sono leggermente diversi dagli errori), presuntuosi (e che importa che tu abbia iniziato a dirigere gruppi di lavoro a 23 anni, se agli anni che hai, che non so quanti siano, non sai ancora come si scrive intelligente e, soprattutto, non dimostri di essere intelligente!). non credo sprecherò mai più un secondo su questo blog inutile, preferisco leggere le decine di blog utili, per cui non mervigliatevi se non darò altre risposte. anzi, a questo punto potete sfogarvi tirando freccette al mio post tutto il giorno. buon divertimento

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