lunedì 24 dicembre 2007

L'effetto "because"

La maggior parte delle professioni e mestieri interessanti richiede, come requisito irrinunciabile, la conoscenza di almeno una lingua straniera.

Chi conosce le lingue può anche scegliere di fare il mestiere di interprete-traduttore. Verrà pagato ogni volta che apre bocca o scrive in una lingua straniera. Ma se la conoscenza delle lingue straniere si diffonde in una popolazione, diminuisce proporzionalmente il guadagno e la richiesta di traduttori, fino al punto in cui trovano lavoro solo quelli che conoscono lingue strane o argomenti esoterici.

Questo è l'esempio che mi è venuto in mente cercando di spiegare the because effect a chi mi chiedeva come guadagnare con il blog. Dimostrare padronanza con questo nuovo strumento di relazione può aprire porte interessanti. Guadagnare con il blog invece è un lavoro da super-specialisti, oppure da schiavi (ho sentito parlare di tre euro a post, per dire).

Se il 2007 è stato l'anno della monetizzazione, il mio augurio per il 2008 è che sia l'anno dell'effetto because.

Aggiornamento:
Markingegno prende spunto, approfondisce e dissente nel post Nanopubblishing e schiavitù.

7 commenti:

  1. Anonimo13:47

    3 euro a post non è male :)

    Nei giornali il pezzo scritto dai precari arriva credo a 5-10 euro massimo, con la differenza che in quel caso il giornalista deve sbattersi molto di più, andare i giro, fare interviste, documentarsi eccetera.

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  2. aghost: oddio! mi vengono i brividi solo a pensarci.

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  3. Anonimo15:11

    1. "the because effect" mi pare utile a spiegare la resistenza di una parte della blogosfera a diffondere la conoscenza dello strumento.
    Effettivamente e' una cosa che diversamente non riesco a spiegarmi.

    2. credo che un Paese in cui sia diffusa la conoscenza delle lingue sia un Paese migliore, e analogamente, per quanto riguarda la capacita' di bloggare.
    Per cui spero anch'io che il 2008 sia l'anno del 'the because effect'.

    3. Per quanto riguarda i compensi per i blogger, in base alla mia esperienza quoto quanto detto da aghost, e aggiungo che parlare di schiavitu' e' decisamente forzato.

    Magari qualcun altro e' meno fortunato di me, non saprei dirti, ma io mi occupo di cose che mi piacciono, lo farei (gratis) per pubblicarle sul mio blog e invece mi pagano per pubblicarle altrove.

    Spero che non ci ripensino dopo aver letto questo commeto!
    ;-)

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  4. markingegno: riguardo al tuo 3), la signora che ci aiuta in casa guadagna parecchio di più, e ha contributi e tredicesima. Direi quindi che ci sono gli estremi.

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  5. Anonimo14:13

    Tanto per essere chiari, il mio compenso non e' di tre euro a post ma qualcosa in piu', ci sono ulteriori bonus legati al successo del blog, ho un tot minimo di post da scrivere in un mese e pochi altri vincoli.

    Ti assicuro che fatico molto meno della signora che vi aiuta in casa, ed essendo un libero professionista sono abituato all'idea di pagarmeli da solo i contributi.

    Forse il giudizio non dovrebbe essere emesso basandosi su criteri da "lavoro dipendente".

    Poi puo' darsi pure che mi sbagli, e che mi lasci confondere dal fatto che mi piace e mi diverto a scrivere e trattare determinati argomenti.

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  6. Anonimo11:48

    Confermo i tre Euro a post.

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  7. Anonimo11:00

    Grazie per aver segnalato il mio post, un gesto inaspettato che fa sempre piacere.

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Fatti sotto, straniero!

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