"Quando un giornalista maneggia il blog di una testata, non sta scrivendo il suo blog privato su Blogspot, sta scrivendo in una pagina del giornale. Tant’è che delle sue parole è responsabile penalmente il direttore e civilmente l’azienda. Non è una differenza da poco. Il fatto che poi il blog consenta la pubblicazione immediata - senza la rilettura da parte del direttore o di qualcuno da lui delegato - dovrebbe responsabilizzare ulteriormente il giornalista-blogger, che è ben consapevole di questa assenza di filtri."
Aggiornamento:
Dai commenti chez Gilioli, eccone uno molto divertente di mattiaq:
"Sembra un po’ il paradosso di Epimenide. Gilioli dice su un blog dell’Espresso che la sua opinione personale è che sui blog dell’Espresso non si devono esprime le proprie opinioni personali ma seguire la linea editoriale della rivista."Eeh? Mi scoppia la testa.
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Gaspar non è poi tanto vero che non ci siano vantaggi, la visibilità cresce certamente e questo per qualcuno conta.
RispondiEliminaNon è esatto dire che la responsabilità penale sia personale e quella civile del direttore: l'autore risponde in solido con loro di quello che scrive.
L'esperienza personale mi dice che c'e' anche il problema del non pestare i piedi ai grandi inserzionisti...
bob
Considerato che molti giornalisti hanno un blog "personale", mi domando perché - nel sito del "medium" per cui lavorano - non mettere semplicemente un link che rimandi ad esso.
RispondiEliminaSiete così convinti che Gilioli si comporterebbe diversamente se il suo blog fosse esterno al sito dell'espresso?
RispondiEliminaPensate che un editore che censura senza colpo ferire uno che critica la copertina passerebbe tranquillamente sopra ad un post di giudizio negativo fatto da un proprio collaboratore, per quanto fatto in uno spazio privato?
Mi sembrano convinzioni da anime belle.
La realtà è che business is business e nessun editore accetta un pubblico dissenso per il proprio operato da chi sta a libro paga, anche perchè il blog, per quanto esterno, è lontano appena un colpo di click (concetto che andava molto di moda parlando di concorrenza in piena bolla internet).
Spesso, come evidenzia Roberto, l'editore accetta ancora meno dissensi sui propri inserzionisti.
I miei 2 cent sono qui.
RispondiEliminaQuoto il tuo titolo Gaspar. A me piacciono i blog nei quali i blogger che sono "editori" di sè stessi. E'in fondo questa la "rivoluzione" dei blog, no? :-)
RispondiEliminaparliamoci chiaro: se il blog di gilioli fosse esterno all'Espresso, partito da zero come chiunque altro, non sarebbe certo popolare com'è ora (nei primi 10 blog italiani mi dicono)
RispondiEliminama se un blogger "sta scrivendo in una pagina del giornale" poi viene anche pagato?
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