sabato 11 ottobre 2008

Codice Internet: divulgare alle sedie

La Galleria è il cuore di Milano, dicono, anche se a me sembra piuttosto un organo più vicino al pavimento. Comunque attira: soprattutto i turisti, e gli squilibrati. Per non parlare delle frotte di bambine in piazza che all'apparizione di un qualche improbabile divo del momento gridano estasiate come scimmiette urlatrici della foresta amazzonica.

La Galleria è il regno della disattenzione, della solitudine in mezzo alla folla, e tenerci delle conferenze è una scommessa molto azzardata, che richiede volti televisivamente noti, argomenti banali, linguaggio terra-terra, ricchi premi e cotillons.

La scommessa ieri era davvero troppo azzardata, ed è stata persa. Lo scarsissimo pubblico era composto da forse due persone interessate, pochi amici/parenti dei relatori, e due turisti ubriachi in kilt rosso che bevevano spumante direttamente dalla bottiglia. Ho sperato per un attimo che volessero movimentare la discussione, ma se ne sono stati tranquilli. Parecchie WiFi nell'ara, di cui nessuna aperta.

Scommessa persa, ma con dignità. La discussione sul palco, anche se non è stato detto niente di epocale, è stata interessante, ben condotta, articolata e civile; perfettamente adatta ad un barcamp, o a un'aula universitaria. C'erano le telecamere che hanno ripreso tutto, e il video verrà reso disponibile sul web a quelle persone che il web già lo conoscono. Seguono i miei appunti sparsi e incompleti, che metto qui per ritrovarli domani ma che tu puoi tranquillamente saltare.

Si comincia con un video dei Back Dormitory Boys fatto commentare a Massimo Mantellini: perché pubblicare su YouTube? Per esprimersi come persone. Nuova forma di approccio culturale: remix.

Juan Carlos de Marin: spiega Creative Commons: alternativa al © quando si vuole che l'opera venga riutilizzata.

Oreste Pollicino: avvocato del diavolo, i video non rispettano la privacy.

M: gli utenti non hanno chiaro come funziona internet. Comunque, le possibilità positive sono superiori ai rischi.

O: che senso ha il diritto di internet? È diverso da quello reale. Esempio (del cavolo) i bambini che acquistano materiale adulto sul web, come si verifica l'età?

JC: l'utente Creative Commons è uno che vuole condividere. Istruzioni su come applicare una licenza CC.

M: CC importante perché prima di tutto sottolinea che c'è un problema. Il diritto d'autore attuale collide pesantemente con l'uso attuale di internet. Il problema dei libri spariti.

O: l'informazione produce ricchezza e riduce le discriminazioni (digital divide), quindi ridurre i diritti aumenta la circolazione delle idee.

JC: CC non è abdicare ai propri diritti, ma è gestirli in modo flessibile.

M: CC crea mercato (io avrei fatto l'esempio di Cory Doctorow, scrittore di fantascienza che si è fatto conoscere mettendo il pdf dei suoi libri online sotto CC, prima di essere pubblicato su carta).

O: rischi riguardo ai dati sensibili "che si possono ritorcere contro"; P2P e il caso Peppermint.

M: filesharing è illegale ma non si risolve criminalizzando i clienti; occorre aggiornare le leggi.

JC: CC è un modo di articolare il copiright, non di eluderlo. Proposta: © non automatico, ma su richiesta dell'autore dietro pagamento di una cifra nominale.

O: d'accordo con la proposta di JC ma sarà molto difficile. Chi è il vero pirata? Il diritto attuale arranca dietro all'evoluzione tecnologica e crea disallineamenti.

JC: prospettiva storica, l'opera di ingegno è sempre stata di pubblico dominio.

M: cita Lessig "Disney non vuole che si faccia ai suoi cartoni quello che lui ha fatto ai Fratelli Grimm".

JC: sciagurata proposta europea di estendere i diritti di un fonogramma da 50 a 95 anni.

O: distanza sempre più grande tra i movimenti diffusi e i poteri forti (lobbies).

M: la rete ha dinamiche misteriose! La coda lunga della rete contro il mercato di massa.

JC intervista a un collezionista di un milione di dischi in vinile di cui solo il 13% è disponibile su CD.

O: social networks e suo utilizzo da parte del cacciatore di teste: distorsione della personalità "reale" rispetto alla personalità "digitale".

M: il diritto all'oblio è una stupidaggine; occorre aumentare la consapevolezza.

O: non ho capito, ma vorrebbe mantenere il controllo sulla propria immagine digitale.

JC: la licenza CC non è revocabile.

M: causa Mediaset contro YouTube, chiusra di orizzonti rispetto al mondo che cambia. YouTube rappresenta un valore per Mediaset, se riesce a capirlo.

JC: accordo tra Al Jazira e YouTube per diffondere il più possibile i contenuti di Al Jazira.

O: la risposta prettamente legale è totalmente inadatta alle circostanze. Ancora un problema di adeguamento della legislazione.

M: gli artisti moriranno di fame? No, già ci muoiono. La domanda (elusa o non colta) era su quali professioni si perderanno grazie a o per colpa di internet.

JC: nuove professionalità? In Italia sono meno di 10 gli autori italiani che vivono dei diritti d'autore.

O: chi ci guadagna e chi ci perde? Ancora sulle leggi non adeguate al progresso tecnico.

Chiusura, saluti, baci, foto, treno.



25 commenti:

  1. Gaspar: ma non è che l'orario è sbagliato? alle 3 di pomeriggio, di solito, la gente lavora. Tranne i turisti, le sciure, e il venerdì pomeriggio (se ben ricordo) quelli che lavorano nelle compagnie di assicurazione. Alle 13, secondo me, avreste avuto più pubblico se non altro per via della pausa pranzo. Forse una riflessione da sottoporre agli organizzatori di Codice Internet.

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  2. Io sono stato alla prima delle conferenze e se non fossero arrivate una paio di classi con professore incorporato ci sarebbe stata molta più gente sul palco che in sala!
    Mi chiedo se tutti quei soldi potrebbero essere spesi meglio per divulgare.

    bob

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  3. Paola, la tua osservazione è giustissima, suppongo che gli organizzatori abbiano avuto validissimi motivi per disporre altrimenti.

    Bob, bella domanda. Non c'è iniziativa al mondo di cui non si possa dire "si poteva fare meglio". Fare meglio davvero, è un'altra cosa :-)

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  4. Anonimo10:56

    Io l'ho ripetuto più volte che a me pare abbastanza inutile per come è stata formulata e "divulgare alle sedie" è una definizione esatta.

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  5. Se la discussione era sulle nuove problematiche dei diritti d'autore collegate alle opportunità offerte dalla rete, sai che gliene frega a chi la rete proprio non la conosce?
    La baracconata di Codice Internet di Montemagno ha proprio tutt'altri scopi e sorprende che chi la rete la vive (e sono in molti) ancora non l'abbia capito.

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  6. frap, io non l'ho capito, ma se vuoi spiegare sono tutt'orecchi.

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  7. Anonimo15:16

    Neanche io frap l'ho capita spiegacela magari per una volta mettici anche la faccia :)- curiosità: ma dai tempi dell'evento di gore sei sempre rimasto così acido o hai dei momenti di maggiore rilassatezza? -.

    ps: grazie gaspar per il bigliettino del mio omonimo ristorante!

    ps2: dopo 30 giorni di fila in piazza duomo e un primo evento a Teatro ci sono molti spunti utili sulle modalità migliori per parlare di Rete a un pubblico di non addetti ai lavori (a volte capita si di parlare alle sedie e vi garantisco che non è divertente). Orari migliori, location, contesto, linguaggio, tipologia di ospiti, argomenti, tipo di pubblico a cui parli c'è davvero moltissimo su cui ragionare per far meglio ogni volta successiva.
    E le critiche / idee di tutti sono fondamentali (se poi magari alcuni di quelli che criticano si desseo anche un pò da fare, non sarebbe male).
    Solo facendolo secondo me si capisce quali sono le strade migliori, Codice Internet è appena partito e la strada è lunga (cmq se qualcuno ha la bacchetta magica si faccia avanti).

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  8. Quel che avevo da dire su Codice Internet, lo scrissi nei commenti al post MONTY? VIAA del 19.8.08 del vate-blogger Mantellini, ... ma purtroppo sono andati perduti, come lacrime nella pioggia ;-)

    Vabbè dai, si può recuperare con quelli di aghost...

    http://aghost.wordpress.com/2008/08/19/uno-molto-sveglio/

    senza fare troppa fatica.

    Piuttosto MM, una curiosità: ma li hai poi trovati quelli "molto svegli" che ti servivano?

    La mia faccia non c'è perchè io non è che aspiri molto ad entrare nel club della "sporca trentina" e non frequento barcamp, perchè non me ne frega granchè e credo poco anche ai blog generalisti, pur se ne leggo qualcuno.

    C'ho questo blogghettino un po' monotematico qui e stop.

    http://millionportalbay.wordpress.com/

    PS: i filantropi non fondano SRL, usano fondazioni senza scopo di lucro.

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  9. Come ho già avito modo di dire è vero che le cose sono sempre perfettibili, ma in questo caso il format è sbagliato.
    Pensare di attirare gente che non conosce la rete parlando di problemi di fatto comprensibili solo a chi la rete la conosce e immaginare che questo succeda perché qualcuno per caso passa in quel momento in galleria non ha molto senso.
    Vedi Montemagno io del bisogno di alfabetizzare ad internet le persone che non la conoscono mi sono cominciato ad occupare 9 anni fa, abbiamo scelto il segmento degli anziani e ci avviamo quest'anno verso i 40 000 corsi erogati da una iniziativa che ha fatto anche il giro del mondo.
    Se in galleria si fossero messe delle stazioni con volontari che mostrassero a richiesta cosa puoi fare in rete ai passanti ti assicuro che avresti avuto la fila

    bob

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  10. Marco, insomma ti si rimporovera di non lavorare, tu e i tuoi collaboratori, aggratis. Mi pare una critica gravissima e serissima.
    ;-)

    Bob, le stazioni coi volontari mi sembra un'ottima idea e credo anch'io che ci sarebbe la fila.

    E tempo fa in aeroporto a Ginevra c'erano delle postazioni dove potevi lasciare il tuo portatile e in un'oretta te lo aggiornavano e ripulivano da eventuali virus e malware. Anche questa mi sembra un'idea da rifare.

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  11. La questione non è quella di lavorare aggratis, ma quella di mascherare un'operazione che è meramente commerciale con slogan tipo "Internet alle persone", social network, messaggi tipo "diteci le vs. idee", "siam tutti amici" e via così. Quando poi l'operazione è orientata anche e soprattutto alle aziende.

    http://www.lineaedppmi.it/01NET/HP/0,1254,5_ART_91162,00.html?lw=10000;5

    Gaspar, l'hai capito benissimo cosa voglio dire, è inutile che fai il finto tonto.

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  12. Anonimo18:45

    Il pericolo dell'iniziativa è proprio la deriva autoreferenziale. Speriamo bene...

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  13. Anonimo19:01

    Frap o meglio visto che non ti firmi ti chiamerò "ciccio pasticcio" d'ora in poi - dai non essere timido -, concordo con te infatti sin dal lancio abbiamo detto che sarà creata una fondazione (se poi ti intendessi di business sapresti da te che nessun imprenditore lancerebbe queste iniziative per fare business...proprio perchè non sono dei business!).

    Con Bob parlavamo proprio stamattina finito ottagono della differenza di iniziativa di formazione rispetto a quelle di sensibilizzazione (es. Internet saloon è formazione Codice Internet è sensibilizzazione). Servono entrambe ma bisogna trovare i format giusti per interessare le persone (che non è facile). Andiamo avanti a speriemntare sul campo e vediamo cosa di volta in volta funzionerà meglio.
    Baci :)
    Monty

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  14. la parte del critico e' la piu facile quella di aver idee e metterle in pratica e' piu difficile. tutti sanno criticare e pochi sanno proporre

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  15. Qualche dubbio ce l'ho anche io.

    Di Montemagno ho visto una presentazione in cui esordiva con una parodia di Brokeback Mountain con Gates e Jobs come protagonisti. Agghiacciante.
    Poi l'ho rivisto al Dada Day e mi è sembrato molto sicuro di sé, un filo troppo.

    Ma se l'obiettivo di Codice Internet è davvero quello di portare la Rete alle persone, e non un'operazione di mero business sotto mentite spoglie, allora avrà successo. Perché ce n'è davvero bisogno.

    Magari, per iniziare bene, sarebbe opportuno sistemare il sito che ora è un dramma.
    E sarebbe anche meglio se non si sbagliasse il sesso di internet nel promo dello spettacolo che dovrebbe lanciare il progetto...

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  16. Anonimo13:03

    Complimenti a Gaspar. Questo è sicuramente uno dei migliori post che io abbia letto (sinora) su Codice Internet. Servirebbero maggiori resoconti (anche sintetici come questo) su quello che sta accadendo all'Ottagono e nelle serate nei teatri.
    Anche io sarei per criticare l'idea di fondo di 'Codice Internet'. Questa formula mi pare che non funzioni granché, cioè mi sembra che non riesca ad attrarre l'interesse delle persone a cui vuole rivolgersi. Il problema non è semplice da risolvere, lo so. Non voglio essere completamente 'distruttivo'. Sono sicuro della buona fede di Monty e fa piacere vedere che è aperto al dialogo, piuttosto che offendersi alle prime avvisaglie di insulti.
    Io la mia idea la buttò lì: anzichè dedicare il 100% del tempo in galleria alle discussioni tra nomi più o meno esperti (che pure hanno una loro utilità), perché non mettere in piedi qualcosa di più concreto? Passare cioè dalle parole alle azioni. Mi spiego: aprire un account su Flickr, ad esempio, e mostrare ai passanti come si caricano le foto da una comune fotocamera digitale. Per dirne una, eh. Si potrebbero fare 1000 esempi come questo: mandare un'email, scrivere un post, abbonarsi ad alcuni feed, ecc.).

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  17. Codice Internet SRL è una realtà fondata da Marco Antonio Masieri e Marco Montemagno.
    Questo non me lo sono inventato io, sta scritto QUI:
    http://www.codiceinternet.it/page
    E risulta pure che abbiate registrato il marchio.

    Per quanto riguarda la conferenza stampa all'ottagono in cui avreste "chiaramente detto" che sarà creata una fondazione (poi magari ci spieghi perchè allora partire invece con una SRL) bisogna andare in cerca su Google per trovarne poi solo due stralci in video sul blog Milano 2.0 di Blogosfere (che devo ancora visionare) invece che su quello dell'Ottagono e/o sul social network di Codice Internet dove ragionevolmente ci si aspetterebbe di trovarla.
    A me francamente sembra che 'ciccio pasticcio', anche visto il precedente della 'sporca trentina', si addica più a te che a me, almeno quanto a tecnica di comunicazione.
    Per quanto riguarda la "mission" di CI, a me è sufficiente leggere il tuo primo commento qui:
    "Raccogliamo nei commenti esempi concreti di storie, idee di successo, progetti nati, cresciuti, realizzati e portati avanti in Italia."
    http://www.codiceinternet.it/casehistories/page/show?id=2179374%3APage%3A4602

    Tutto il resto è solo fuffa.
    Resto convinto che CI miri soprattutto ad accreditarsi come partner privilegiato presso le imprese per "aiutarle" a sbarcare "al meglio" su Internet e presso la PA, con l'intento di accedere poi a finanziamenti per progetti europei di formazione collegati al patto di Lisbona.

    Il che mi va anche benissimo, ma con lo slogan "Internet alle persone", volutamente ambiguo, non c'entra proprio nulla.
    Imho.

    E per sapere come mi chiamo basta fare un piccolo sforzo:
    http://millionportalbay.wordpress.com/

    P.S. Fare formazione è un business come tutti gli altri.

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  18. frap, scusa se te lo dico ma credo che la tua attenta analisi manchi di un punto abbastanza importante: cosa farai tu di meglio.

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  19. Addendum: se invece la conferenza stampa di cui si discute fosse quella del 4 settembre a Milano (Palazzo Marino), gli unici contributi reperibili mi pare sian questi e in nessuno dei due si parla di fondazioni, mi pare.

    http://www.youtube.com/watch?v=x2_PHM_FtC8

    http://dailymotion.alice.it/video/x6rson_codice-internet-conferenza-stampa_news

    Puoi dare indicazione di dove e quando avresti manifestato l'intenzione di fare una fondazione? E come mai non è scritto bello in chiaro sul sito-social_network?
    A ne non sembra esattamente un piccolo dettaglio.

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  20. Gaspar, io come puoi intuire non ho certamente i "contatti giusti". L'idea che attorno al problema del digital divide si possa fare business a me non sembra poi così rivoluzionaria. Se andassi io o se andassi tu al Comune di Milano e/o alla Camera di Commercio, credi che ci darebbero retta?
    Qui attorno ad uno slogan volutamente ambiguo, e con scarsa trasparenza sin dall'inizio dell'operazione, si sta semplicemente cercando di accreditarsi come "grandi esperti" di social media e degli ultimissimi trend del web.
    Il che è poi tutto da dimostrare.
    Imho.

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  21. frap, spero apprezzerai la mia franchezza, ma mi pare che ti stai incartando.

    Come fai a dire che con questa operazione "cercano di accreditarsi", se hai appena ammesso che Marco ha i contatti giusti che noi non abbiamo?

    Se ha i contatti giusti è perché è già accreditatissimo, imho!
    :)

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  22. Una cosa sono le entrature, altro la competenza effettiva nel merito.
    Imho.

    Comunque si è capito che sei un entusiasta di CI e membro iscritto.
    Io no.
    E' grave?

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  23. Per me non è grave, e spero anche per te :)

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  24. "Per non parlare delle frotte di bambine in piazza che all'apparizione di un qualche improbabile divo del momento gridano estasiate come scimmiette urlatrici della foresta amazzonica."

    Scommetto che ti riferisci a quando ci siamo incontrati vero? :-)

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  25. Simone, ho scoperto che è così quasi tutti i giorni.

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Fatti sotto, straniero!

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