lunedì 6 ottobre 2008

Il Test di Turing non serve

Leggo che alcuni programmi tenteranno di superare il Test di Turing, con in palio centomila dollari offerti dal Loebner Prize in Artificial Intelligence.

Combinazione, ne parlavo male proprio la settimana scorsa con Simone Brunozzi, e sono lieto di scoprire di non essere il solo:
Professor AC Grayling of Birkbeck College, University of London: "The test is misguided. Everyone thinks it's you pitting yourself against a computer and a human, but it's you pitting yourself against a computer and computer programmer. AI is an exciting subject, but the Turing test is pretty crude."
Che è esattamente quello che dicevo a Simone. Anche il grande Maestro è stato battuto a scacchi non da "una macchina", ma da un programma che contiene e utilizza l'intelligenza combinata di migliaia di grandi Maestri.

Allo stesso modo diciamo che un libro è profondo oppure che ci ha commosso, ma è chiaro a tutti che è stato il suo autore a commuoverci, non i fogli di carta.

6 commenti:

  1. La confutazione del test è cominciata negli anni 50 un giorno dopo che è stato formulato, il vero problema è definire che cosa sia la "vera intelligenza", forse il test, che peraltro è stato riformulato più volte, non è esaustivo, ma è già qualche cosa.

    Ho avuto occasione di usare molto Eliza sul Vax di stanford, spesso superava egregiamente il test, ma non sempre. Era intelligente?

    Per gli scacchi ha ragione spider: io ho seguito per molto tempo la sfida Intel gasparov, ero lì sia quando il russo ha perso che quando ha vinto e il programma non contiene nulla sulle strategie degli altri maestri del passato, ma è capace di percorrere milioni di strade possibili per ottimizzare le mosse.

    Se il programma avesse potenza infinita e potesse prevedere tutte le mosse vincerebbe sempre, sarebbe intelligenza?

    Forse si forse no, cosa è l'intelligenza?

    bob

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  2. spider: ma quel programma non sarà capace di imparare niente che non sia stato programmato a imparare, e quindi ci risiamo :)

    bob: il problema vero è proprio quello che tu poni. Fino a che non abbiamo capito cos'è e come funziona l'intelligenza umana, non sarà facile riprodurla in vitro.

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  3. Ehilà!
    Si, ci ho pensato... E mi hai convinto, il test è poco credibile.
    Credo, però, che troveremo un modo più "intelligente" per sottoporre un test del genere ad un computer... E a quel punto le cose si faranno interessanti :-)
    Bella chiacchierata, comunque!
    A presto!

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  4. Anonimo03:51

    Il test e' valido tanto quanto e' valido un qualsiasi test per QI E QE, ma non dice se la macchina e' intelligente... ma solo se e' piu' o meno intelligente degli uomini che ci metti davanti AND solo nel praticare un task specifico (es: parlare, giocare a scacchi, etc)...

    Io quando avevo 14-15 anni usai eLiza in pipe su IRC per qualche settimana, e ogni tanto mi andavo a leggere i log... e la cosa era piuttosto divertente... ho smesso di fare questo giochino quando un tizio dall'altra parte del monitor si e' arrapato e (almeno apparentemente) fatto una sega. Per me quella macchina (mi pare un 486DX-50) era piu' intelligente di quell'uomo.

    L'intelligenza e' caos, come pretendi che un test ti dica se una macchina binaria e' intelligente? L'intelligenza umana e' soggetta all'ordine piu' volte infinito (che chiamiamo "caos" per ignoranza) che deriva dalle interazioni quantistiche... ogni biforcazione quantica fa emergere al livello superiore una quantita' infinita di fenomeni (la chimica, la biologia, la psiche, la societa', l'umanita').
    Una macchina binaria e' concepita in modo ordinato e rigido; gli elettroni sono instradati su piste predeterminate e, anzi, se scavallano in modo imprevisto... quello genera errori... non intelligenza (in teoria una lunga serie di "errori fortunati" potrebbero portare allo scenario Terminator; ma e' "improbabile" che avvenga da se, cioe' se gli uomini non si prodigano in quella direzione). Ho comunque fiducia nel memristor e piu' in generale nelle macchine ibride (digitale-analogico).

    In definitiva e' stupido discorrere della validita' del test di turing. E questa - che sia stupido discorrerlo - e' paradossalmente la conferma della sua validita' :)
    Turing era uno degli uomini che aveva intuito la legge del tutto; non lo sottovalutare!

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  5. mfp: lungi da me il sottovalutare Turing!

    Io immagino che con il suo test volesse affermare, in forma paradossale, una visione pragmatica tipica della scuola filosofica inglese: parafrasando Forrest Gump, "intelligente è chi l'intelligente fa".

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  6. Anonimo11:15

    eh si, con Forrest mi ci ritrovo anche io... :)

    Solo che detta così e' poco utile, il test di turing invece fornisce un metodo per ottenere una misurazione relativa... e' lì il genio! Nel tradurre la follia in qualcosa di utile! Poi bisogna vedere se chi lo utilizza e' abbastanza intelligente da poterne apprezzare l'applicazione :)

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Fatti sotto, straniero!

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