sabato 1 novembre 2008

I banner sono morti, ma anche la pubblicità contestuale...

La settimana prossima allo IAB Forum si parlerà per due interi giorni di pubblicità e banner comunicazione aziendale su internet.

Jakob Nielsen (via GigaOM, via Tiziano Fogliata, via Raccolta Differenziata) ripete da tempo che il banner è morto per il semplice motivo che la gente normale non solo non ci clicca sopra, ma proprio neanche lo guarda.

Sempre in base agli studi di Jakob Nielsen, l'unica pubblicità che viene notata è quella all'interno delle pagine di ricerca. In effetti se stai cercando su Google un albergo a Madrid e vedi una pubblicità di un albergo a Madrid, è probabile che la cosa ti interessi un pochino. Ma poi vai su Expedia e guardi tutti gli alberghi a Madrid, ti leggi i commenti dei clienti, confronti i prezzi e le caratteristiche, eccetera eccetera.

Invece una cosa che mi ha sempre fatto orrore, le poche volte che ci ho fatto caso, è la pubblicità contestuale fuori dai motori di ricerca: tipo quando il giornale online spagnolo pubblicava la notizia del disastro aereo con a fianco la pubblicità di voli low cost. Se hai un account di Gmail, puoi verificare direttamente quanto siano sballati e fuori posto gli adsense (scrivo del concerto della Gutman e mi propongono di comprare i biglietti per gli AC/DC?).

Insomma, non è complicato: quando io non voglio comprare niente, la pubblicità è di troppo; quando voglio comprare qualcosa, la pubblicità è troppo poco. Ma chissà se la mia opinione di semplice utente interessa a qualcuno, allo IAB Forum.

17 commenti:

  1. Anonimo18:29

    non sono d'accordo: la pubblicità in Gmail è forse una delle poche che abbia mai cliccato in vita mia, perché "più in tema di così..."

    poi, ci stanno anche gli svarioni tipo quello che citi, ma dipende dall'algoritmo. In genere mi sembra che ci prendano, e come direbbe Maurizio Costanzo "se ci ho cliccato io..." :)

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  2. Anonimo19:00

    Parlate delle Web Clip, vero? Beh a me non fa piacere che Google contestualizzi i miei messaggi "privati" di posta elettronica, tanto per dirne una. Per la tua frase finale sono completamente d'accordo!

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  3. tambu, si vede che tu sei più fortunato di me :) La mia esperienza è che l'algoritmo riconosce le parole chiave ma ignora completamente la semantica (e come potrebbe, il poverino); per cui mi vengono servite pubblicità più o meno a casaccio, rispetto all'oggetto della mail. Per non parlare del fatto che quando scrivo o leggo la mia posta, nel 99.9% dei casi, non è per comprare qualcosa.

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  4. Anonimo19:45

    1. Secondo me l'algoritmo sta cercando di modernizzare un po' i tuoi gusti musicali ;-)

    2. Non sono sicuro che la tua opinione interessi allo Iab, ma sicuramente interessa al sottoscritto che organizza l'Advcamp. Quindi alla prossima edizione, mi aspetto un tuo pregevole intervento :-)

    Ciao
    Nicola

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  5. Dario, si tratta di un algoritmo che spara nel mucchio, mica di un signore che legge la mia posta :)

    Magari ci fosse l'omino di Google che legge le mie email una per una, e mi mette la pubblicità a mano! Eviterebbe molte pubblicità inutili e fuori posto.

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  6. Anonimo20:29

    A me interessa :-)

    Mi fermo solo un secondo sul discorso display/banner adv versus Search.

    Negli Stati Uniti questa cosa l'hanno capita bene (leggono Nielsen in lingua originale, no? ;-)) e i banner si prendono - già dal 2004 - non più del 21% complessivo.
    In Italia siamo al doppio...

    Dire che il banner è morto è troppo ma dire che dovrebbe ridimensionarsi come tipologia di investimento in Italia è quasi una considerazione scontata.

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  7. Ciao Gaspar,

    dici...

    >quando io non voglio comprare niente, la pubblicità è di troppo; quando voglio comprare qualcosa, la pubblicità è troppo poco. Ma chissà se la mia opinione di semplice utente interessa a qualcuno...

    sono parecchio d'accordo con te, ma:

    a)non sei un semplice utente, ma, al contrario, un utente molto avanzato.

    b)la pubblicità orienterà un po' anche te, tuo malgrado, quando vorrai comprare (e ti ricorderai di un brand visto).

    c)gli utenti semplici non sanno cosa vogliono comprare, e per certi servizi, nessuno parte con l'idea di comprare, ma si fanno piuttosto acquisti di impulso.
    O, come diceva poeticamente il compianto George Carlin, "people buy shit they don't need with money they don't have".

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  8. Grazie Nereo per questi dati, che concordano con una affermazione che che ho ascoltato spessissimo da Americani che vengono in Italia o da Italiani che sono stati in America: il web italiano è indietro di due-tre anni rispetto agli USA.

    Il banner non è morto, certo, se qualcuno ancora ne compra. Ma tutti gli studi concordano sul fatto che non è efficace. Come la mettiamo?

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  9. Massimo, tocchi un tasto dolentissimo! Ogni volta che mi sento dire "eh, ma tu sei un utente avanzato", mi copro di macchie blu e mi esce il fumo dalle orecchie.

    Nel '93 mi dicevano "eh, ma quella roba della internet non serve a niente e a nessuno"; e poi me l'hanno detto per i siti web, e per i blog, e per Skype, e per i feed, eccetera eccetera eccetera...

    Ok, sono un utente avanzato, ma di quanto? Sei mesi? Un anno? Ma voglio esagerare: diciotto mesi? La gente normale non è mica scema, ha imparato, impara e continuerà a imparare sempre più in fretta.

    Che ne sarà tra due anni di un business basato sugli ignoranti che non ci sono più?

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  10. Ciao Gaspar, attacchi però solo il primo dei miei 3 punti. Io ti dico che:
    a)anche fra 18 mesi, il 90% degli utenti italiani ne saprà molto meno di te;
    b)anche tu comunque volente o nolente un po' vieni colpito dai brand che ti rimangono in testa, a meno che tu usi adblock sempre, e che comunque quelli che usano adblock saranno meno del 5%;
    c)per gli acquisti di impulso, serve e funziona, purtroppo, sempre e bene.

    La mia teoria è che per il peggio del web - suonerie, dating, scommesse, poker, porno, siti in cui compri cellulari a (partire da, scritto piccolissimo) 1 Euro e conti bancari che ti garantiscono il 6% (per il primo mese) - la pubblicità funziona, e funzionerà a lungo, e in particolare in un Paese dove la gente legge poco, si documenta poco, è sempre più ignorante, usa poco il cervello, passa troppo tempo davanti alla tivù, guarda troppo calcio e troppe veline etc, e che qualunque previsione che dice di no è, davvero, purtroppo, solo "wishful thinking".

    Per chi ha prodotti seri, invece, sono d'accordissimo con te quando dici:
    >quando voglio comprare qualcosa, la pubblicità è troppo poco.

    Massimo

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  11. Massimo guarda che non attacco mai nessuno, almeno non fuori dalla palestra :)

    Comunque: uso AdBlock sempre, non guardo la tele, leggo poca stampa di carta, e sono più ottimista di te.

    Ma andando al concreto, quanto pesa la pubblicità truffaldina sulla pubblicità totale, fuori e dentro al web? Qualcuno ha le cifre?

    Chi sa, parli!

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  12. Gaspar, cosa intendi per "truffaldina"? di solito le condizioni vengono scritte (in piccolo) e, insomma, il tutto è truffaldino quanto è 'normale' in questo mondo...

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  13. caro gaspar, come al solito le tue riflessioni sono acute e limpide, nella loro semplicità. l'anno scorso allo iab ho visto troppe persone "in assetto da venditori" e pochissimi computer accesi.

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  14. Anonimo00:30

    @Nereo

    Avendo spesso a che fare con un po' di numeri di mercato e non ritrovandomi con le cifre a cui hai fatto riferimento, volevo domandarti da dove ti risultano i dati che hai citato. Il dato che ho sempre guardato per US è relativo al report di IAB (http://www.iab.net/media/file/IAB_PwC_2007_full_year.pdf - pagina 10) che se si vuole confrontare con i numeri italiani (http://www.slideshare.net/lucac/edelman-may-12th-2008-final - slide 8), vede allora una contribuzione non 21% ma 34% (contro un 37% italiano in calo dal 40% dell’anno precedente). Dove hai recuperato i numeri riportati nel tuo commento? Grazie, Luca

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  15. Anonimo13:05

    Luca,
    ne abbiamo poi parlato ieri allo IAB al volo.

    Io ho preso il dato del budget display da qua: http://www.iab.net/media/file/IAB_PWC_2008_6m.pdf (pag. 11) che è la versione aggiornata del documento che citi tu.

    Credo che il misunderstanding sia sul fatto che si sommi nel display adv i rich media e i video che in questo grafico vengono valutati a parte.

    Ieri, durante il mio speech, ho comunque spiegato che ci può essere un'anomalia nel confronto dei dati sui sue mercati (nonostante siano entrami IAB + Pwc!).

    Grazie della critica.

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  16. Anonimo19:28

    Ciao Nereo,

    nessuna critica, figurati. Semplice curiosità sulla validità delle informazioni in mio possesso.

    Credo poi che dati oggettivi aiutino a comprendere meglio la realtà nella quale ci troviamo ad operare più di tanti pareri e opinioni ovviamente personali e soggettive ;-)

    Luca

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