venerdì 27 febbraio 2009

facebook è diverso?

O tu azienda che hai aperto
un blog aziendale
e non se l'è filato nessuno;
che hai comprato
l'isola su Second Life ed è rimasta
deserta;
che hai un account su Twitter
dove segui tutti
e nessuno ti segue
anzi qualcuno ti blocca pure;
o tu azienda cosa
ti fa pensare
che su facebook sarà diverso?

[nei commenti qui]



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14 commenti:

  1. Bah , Ascanio Infascelli il fake character di dudeshoes.org finora ha collezionato 66 amici . Niente dici tu , ma probabilmente se si fosse creato un account come azienda il totale sarebbe stato vicino allo zero .
    Ah , dimenticavo , di scarpe Ascanio su FB non ne parla mai.

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  2. Niente, dico io :) Ma e comunque interessante! E se non parla mai di scarpe, qual'è il ritorno sull'investimento?

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  3. L'investimento è stato nullo. Ascanio viene curato da tre o quattro ragazzi dello staff interno.
    Alessandro , il boss @ dudeshoes , non si aspetta nulla da facebook.
    Tutta l'operazione è in alpha. Anche il campionario per ora non ha trovato molti consensi.
    Per un progetto a bassissimo budget però credo che non stia andando male , per ora.
    Ciao !

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  4. Anonimo19:32

    FB è diverso perchè il sistema di advertising è mirato in funzione di quello che fanno gli utenti.

    E' la prima volta che si può far pubblicità in modo tanto preciso. E questo è diverso.

    Ciò non toglie che bisogna saperlo sfruttare al meglio. Non è avere il blog che fa la differenza, ma farlo vivere. Lo stesso vale per qualsiasi altra cosa.

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  5. Dema, i tre o quattro ragazzi lavorano senza stipendio, eh?
    ;-)

    Ma a parte gli scherzi, è stato osservato da molti che le campagne "virali" di successo sono quelle totalmente scollegate dal prodotto o dall'azienda: ci sarà un motivo?

    Dvidonzo, sono d'accordo con te che da quel punto di vista FB è diverso. Invece sulla capacità di "saperlo sfruttare" ti propongo questa riflessione: sulle reti sociali vali per quello che sei capace di dare alla tua comunità, non per quello che prendi. Se tu ci vai per "sfruttarla", secondo me ti trovi rapidamente da solo.

    Sono troppo ottimista?

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  6. Anonimo23:18

    @ Gaspar: due riflessioni.

    1 - Sparare nel mucchio a volte frutta. Banale, poco da dire, ma vero.

    2 - Sono tutt'altro che un estimatore del mercato, ma se sfrutto la focalizzazione target unica di FB e propongo qualcosa di valido, allora solo non resterò.

    Es.: degli stupidissimi adesivi UNIX. Cosa abbastanza rara da trovare, ma pur sempre stupidi adesivi.
    Venduti ad un prezzo iper ragionevole, targettizzati su di noi, utenti che spesso scriviamo su FB quanto belli sono i sistemi unix based.
    Dopo averli comprati - di getto, cliccando proprio sulla pubblicità di FB - ed aver aggiornato lo stato con la notizia dell'acquisto, scopro di non essere stato l'unico. Molti dei miei contatti si erano comportati allo stesso modo.

    Gli adesivi sono arrivati in tempi brevi. Rispecchiano chiaramente la proposta senza trucchi e son costati due lire.

    Se non cerchi di vendere fumo, allora perchè dovresti rimanere solo?

    Che poi la % di venditori di fumo sia molto alta è altro discorso :-)
    E se questi rimangono isolati, vuol dire che tutto sommato il sistema funziona.

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  7. Bel post, complimenti.
    Io vedo ancora troppe sperimentazioni da parte delle aziende. Basterebbe conoscere meglio il mondo dei social network e fare esperienza dei fallimenti degli altri per (tentare) di fare meglio.
    ...meglio fare dei 'nuovi errori' che sempre gli stessi. Ciao Marco

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  8. Anonimo15:58

    O tu azienda che hai aperto
    un blog aziendale
    senza aver capito come parlare;
    che hai comprato
    l'isola su Second Life senza saperci cosa fare;
    che hai un account su Twitter
    dove segui tutti
    ma di cui non te ne frega nulla di nessuno;
    o tu azienda cosa
    ti fa pensare
    che su facebook non dovrai sudare?

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  9. Anonimo12:35

    Su SL sono d'accordo, molti manager hanno speso inutilmente soldi per comprarsi isole rimaste deserte. Su Facebook no, credo al contrario che abbia grossi potenziali in termini di comunicazione "corporate" (dipende ovviamente da che beni produci e da che tipo di rapporto crei, un po come per i corporate blogging. vedi anche "The Facebook Era" di Clara Shih, tra gli altri).
    Comunque se un'azienda non entra nei social network è accusata di passatismo e immobilismo, se ci entra è accusata di buttare via sforzi inutili. Al di là della poesiola - carina -, qual è la strada giusta secondo te?

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  10. Alessandro, grazie per il "carina". In effetti la mia poesiola non voleva essere molto di più di una battuta, e prego tutti di non leggerci dentro troppo "significato".

    Riguardo alla "strada giusta", prima di chiedermi qual'è mi chiedo se esiste, e se è una sola.

    Io per me medesimo penso, ma senza farne una guerra di religione, che

    1)
    il mio essere consumatore, acquirente e cliente di prodotti è una ben piccola e accidentale parte di quello che io sono;

    2)
    la mia partecipazione a reti sociali coinvolge aspetti più importanti ed essenziali della mia vita che non l'acquisto di beni di consumo, ma soprattutto si nutre dell'interazione con persone fatte di carne, sangue ed idee, non con impersonali "aziende" o peggio ancora (orrore!) con i "brand";

    3)
    e quindi dalle aziende io mi aspetto che sappiano ascoltare e siano pronte a rispondere, nel raro momento del mio bisogno; ma che in generale stiano il più possibile fuori dai piedi quando invece non mi abbisognano.

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  11. Anonimo09:30

    il problema è il cercare di farci "consumare" in ogni occasione, e ricordandolo in modo insistente

    ora ancora di più, ma intorno tutto cigola e non si sa come va a finire (d'altra parte, la strategia italiana è che ci affidiamo alla bibbia) nè quanti soldi davvero da consumare si ha in tasca

    QUINDI se mentre sono su FB, o da qualsiasi altra parte a cazzeggiare, a discutere di musica o di viaggi nell'islanda profonda, insomma a svagarmi dai problemi pratici, uno arriva a ricordarmi che non ho comprato le scarpe o che il mio tv è vecchio, ecco... rompe :)


    ilfoto

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  12. Anonimo22:15

    sicuramente alcune strade funzionano altre meno.
    certo è che nessuno ha chiesto, tantomeno obbligato, i 7 milioni (MILIONI!!!) e rotti di fan dei prodotti FERRERO a diventare fan delle pagine NUTELLA, OVETTO KINDER, e FERRERO ROCHER (rispettivamente 3a, 8a e 26ma pagina di FB per numero di fans).
    Morale l'azienda più "dolce" d'italia è in grado di raggiungere in tempo reale e contemporaneamente un bel (per non dire esagerato) pubblico di estimatori.
    Parliamone.

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  13. Patrizia: molto interessante! Grazie. Mi viene la domada se la Nutella, che fa parte indelebile del nostro immaginario collettivo, abbia creato valore su facebook o non abbia sfruttato in valore che aveva già prima (o forse entrambe le cose?).

    Cioè: si può bullare di un fenomenale successo su facebook, ma ha aumentato le vendite?
    :-)

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  14. Anonimo09:38

    "nutella" è nutella, non è più un marchio commerciale ormai ma una parola di uso comune, è come fare il gruppo "amanti del vino" :)

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Fatti sotto, straniero!

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