E ogni volta che riascolto quella sonata, o riguardo quel quadro, o rileggo quel libro, ogni volta provo una nuova emozione e scopro un nuovo aspetto che prima non avevo colto.
Come per "Il Maestro e Margherita" di Michail Bulgakov (Einaudi, Gli Struzzi) che vado rileggendo ormai da trent'anni e ancora non finisce di emozionarmi profondamente, e non come la prima volta, ma di più:
...I cavalli si slanciarono e i cavalieri si alzarono in alto, al galoppo. Margherita sentiva che il suo furioso cavallo rodeva e tirava il morso. Il mantello di Woland si gonfio' soptra le teste di tutta la cavalcata e con quel mantello comincio' a coprirsi il firmamento, su cui scendeva la sera...

Nessun commento:
Posta un commento
Fatti sotto, straniero!
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.