"Io sono un fisico, e so perfettamente identificare un altro fisico: gli sottopongo una serie di problemi di complessita' crescente e vedo se sa risolverli. Se li risolve tutti, allora e' un bravo fisico. Se ne risolve solo una parte, allora e' un cattivo fisico. Se non sa da dove cominciare, allora non e' un fisico.Il punto è assai interessante. Il buon italiano, la scrittura coinvolgente, lo stile, la capacità di scavare, caratterizzano il buon giornalista ma non sono una prerogativa esclusiva del giornalista.
Il concetto e': esiste un metodo operativo per distinguere un fisico da un non-fisico in base al risultato del suo lavoro (la capacita' di risoluzione di una certa classe di problemi).
Vale anche (e soprattutto!) il viceversa: esiste una classe di problemi (o, per estensione, di lavori) che solo un fisico e' in grado di risolvere o portare a termine."
Secondo me l'unica cosa che davvero distingue il giornalista è che scrive su un giornale. Che una volta era l'unico modo di farsi leggere. Oggi non più.

Nessun commento:
Posta un commento
Fatti sotto, straniero!
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.