L'opera è basata su una produzione teatrale di Pietro Metastasio ed è stata commissionata a probabilmente a Padova nell'estate del 1771, in occasione del primo viaggio di Mozart in Italia: il ragazzo aveva solo quindici anni. La storia di Giuditta e Oloferne viene narrata con toni molto realistici, pure troppo:
Replico il colpo: ecco l'orribil capoMolto pulp.
Dagli omeri diviso.
Guizza il tronco reciso
Sul sanguigno terren: balzar mi sento
Il teschio semivivo
Sotto la man che il sostenea. Quel volto
A un tratto scolorir; mute parole
Quel labbro articolar; quegli occhi intorno
Cercar del sole i rai,
Morire e minacciar vidi, e tremai.

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