venerdì 15 dicembre 2006

La mappa è un disastro

Francamente, spero che Ludo si sia sbagliato. Faccio fatica a credere che quanto pubblicato dal Sole 24 Ore sia la mappa della blogosfera italiana.

Diciamo piuttosto: la mappa dei blog recensiti da blogbabel, che sono duemilacinquecento. Si tratta quindi grossomodo dell'uno per cento del totale, a dar retta alle varie stime che circolano.

Durante la presentazione di Torino avevo chiesto a Ludo se quella mappa rappresenta tutta la blogosfera o se, come io ho sempre pensato, ci sono altre nuvole che abitano mondi diversi, staccate dai nostri soliti noti e per questo non recensite. Ludo mi ha risposto che no, che i blog non recensiti da blogbabel sono i blog non linkati da nessuno.

E allora, la blogosfera italiana attiva sono solo queste poche migliaia di persone? Dove sono gli altri? Se Ludo ha ragione, e temo che ce l'abbia, siamo sostanzialmente irrilevanti.

55 commenti:

  1. Anonimo17:03

    sicuro abbia detto così?
    io sono sicuro di aver letto una risposta inequivocabile, solo che non la trovo.

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  2. Anonimo17:35

    Beh, io non so cosa abbia detto Ludo, ma io nella mappa non ci sono, anche se qualche piccolo link in giro ce l'ho. Nulla di grave, mi sono segnalato tramite blogbabel ed un giorno comparirò. Questa cosa però potrebbe essere indice che altri blog siano nella mia stessa situazione ;)

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  3. Anonimo18:12

    Sì, siamo irrilevanti.
    Siamo appesi a queste bave di seta di link.

    un caro saluto
    Matteo

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  4. Anonimo18:19

    Gaspar, non mi sembra di aver detto quello che riporti. :)

    Forse ti riferisci alla mia affermazione che la classifica rappresenta uncampione rappresentativo della blogosfera italiana. Affermazione che discende da qualche considerazione:

    * nessun blog entra trai primi 300 da un sacco di tempo, quindi i blog più influenti ci sono praticamente tutti

    * tutte le piattaforme di blogging (libero, splinder, blogspot, wordpress, ecc.) sono rappresentate tra i quasi 2500 blog in classifica

    I numeri che si sentono volare in giro, decine di migliaia di blog per l'Italia, e centinaia di milioni per il mondo, secondo me sono stra-esagerati.

    Se conti come blog un sito predisposto a funzionare da blog sono d'accordo, se conti invece i blog che pubblicano attivamente e con costanza, escludendo gli spamblog e i blog mollati dopo qualche post, credo che le cifre vadano ridotte di almeno un decimo.

    Cosa che però non fa il gioco di nessuno, dalle agenzie di pr a quelle di marketing, alle start-up che sperano di beccarla grossa, ai giornalisti in cerca di hype, ai blogger che vogliono sentirsi di cavalcare un'onda enorme e non un'onda media, ecc. E quindi nessuno ne parla.

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  5. Anonimo18:58

    si ludo, ma far diventare UN "campione rappresentativo della blogosfera italiana", LA "mappa della blogosfera italiana" (come la chiama nova), non è proprio una bellissima operazione...

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  6. Ludo: non ricordo esattamente cosa mi hai risposto, ma si potrebbe controllare alla moviola!
    :-)

    Ma comunque, quello che io ho capito è che non ci sono altre nuvole oltre a quella che tu rappresenti. Confermi?

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  7. Anonimo19:27

    indipendentemente dalla veridicità delle affermazioni di ludo, bisogna anche riflettere sul concetto "non ti linkano = non esisti".
    Esistono tipologie di blog - quelli personali, i veri diari di vita, spesso ospitati da piattaforme come spinder - che non vivono di autoreferenzialità ( come fanno gli eletti che discutono di tecnologia) e che se ne fregano di link reciproci e che, sicuramente, non vengono linkati da pandemia :) Questi, quindi, non esistono, in realtà? Mi viene in mente una barzelletta sulla scoperta dell'america :P

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  8. Marco: non la conosco, racconta!

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  9. Anonimo20:51

    Altre nuvole ci sono per certo: basti pensare a tutta le gente su Giovani.it, live spaces o myspace. I primi si chiamano "Megasiti", ma son di fatto blog, i secondi e terzi hanno una sottosezione blog.

    Una mappa assolutamente completa, peraltro, credo avrebbe richiesto un lavoro da monaco medievale. A meno che non ci si inventi un sistema automatico usando degli spider.

    Potremmo però anche chiederci quale interesse sociale ci possa essere nel mappare centinaia di blog di quindicenni idioti. Giusto se uno si vuole cimentare in una ricerca di storia sociale o sociologia. Ma "nel dibattito" sono una componente del tutto trascurabile. Certo, magari si potrebbe anche provare a coinvolgerli, ma richiederebbe tempo e pazienza che credo qui nessuno abbia.

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  10. Anonimo20:56

    Gaspar, Ludo, credo di ricordare la domanda/risposta a riguardo avvenuta fra voi due al BarCamp torinese.
    Il senso, se non vado errato (nel cui caso correggetemi), era questo:
    Gaspar chiedeva se quella mappa rappresentasse l'intera blogosfera italiana e Ludo aveva risposto che loro l'avevano generata a partire dai 2500 blog presenti in blogbabel e laddove avevano riscontrato delle nuvole non collegate in alcun modo a quella principale non le avevano mantenute nel grafico per esigenze di "spazio". Ludo aveva anche sottolineato come queste nuvole non collegate alla nuvola principale fossero poche e ciascheduna composta da un numero molto limitato di blog, spesso meno delle dita di una mano.

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  11. Cristiano: sei il Pico della Mirandola della blogosfera italiana! Credo che sia andata esattamente come tu dici.

    Ludo, ricordi anche tu?

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  12. Domiziano: non generalizzare dalla tua esperienza.
    ;-)

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  13. Sinceramente, perché è il "network" in cui sta una mia amica, sono certissimo che esistono altre "cloud".

    Magari non da 2500, ma sicuramente superiori alle dita di una mano. Lei da sola linka 15 persone... una delle linkate altre 40. Poi 70. In sole due persone ad un livello di indirezione abbiamo già 120 persone+blog circa, quasi tutti su Splinder.

    Ora non proseguo, ma mi è sufficiente per non credere affatto che quella sia l'unica cloud, anche per altre esperienze personali.

    Di sicuro è quella più significativa, perché per certi versi quella più "aggiornata": conosce BlogBabel e quindi è in un certo giro, che toccando alcuni dei blog più visti è per forza anche il più "influente" per certi versi, passatemi la parola.

    Alle almeno 120 persone citate prima frega meno di zero di essere indicizzate su Technorati, su una classifica o di un feed RSS. Seppure Splinder offra determinati servizi.

    My.02€.

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  14. Anonimo23:36

    linka 40 persone nei post? forse giova ricordare che i link di cui si parla non sono quelli del blogroll/template, ma sono i link dentro ai post.

    Detto ciò, escluderei anche io a priori che questa sia l'unica nuvola; infatti feci una domanda sulle nuvole straniere, in proiezione. Ma penso che essendo questa la nuvola più grossa, o meglio più "spessa" (cioè folta di link), è quella che ha la maggior probabilità di calamitare le altre e non viceversa :)

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  15. Anonimo23:38

    Mai detto che fosse l'unica cloud, e ricordo lo scambio di battute riportato da Cristiano (memoria di ferro). Solo che non si riferiva alle "altre nuvole", che certamente esistono (altrimenti non potremmo ricevere 20-30 nuove segnalazioni di blog da aggiungere ogni giorno), ma ai blog presenti in classifica che non erano collegati alla nuvola principale.

    Ripeto che il valore (se valore ha oltre l'aspetto estetico, e io credo di sì) della mappa è come un'analisi fatta su un campione significativo. Allo stesso modo che i sondaggi non sono fatti su tutti 60 milioni di italiani.

    Comunque, rispondendo in ordine sparso ad alcune delle osservazioni dei commenti che precedono questo:

    * il lavoro è certosino, ma è in parte fatto da uno spider, i link sono estratti ogni ora

    * la "nuvola" tracciata da noi aumenta ogni giorno seguendo due fattori, i nuovi blog che ci vengono segnalati, e i nuovi link che raccogliamo

    Concludo con una osservazione: i blog sono soprattutto discussioni. I blog "diari personali" che non intrecciano relazioni esistono, ma sono poco interessanti, e certamente il fenomeno dei blog non avrebbe l'importanza che ha se esistessero solo quelli. A noi interessa l'ecosistema dei blog, il "social network", tracciare discussioni e relazioni. Un po' come un antropologo che studia una società e una cultura, ben sapendo che da qualche parte in una grotta c'è un eremita che non parla con nessuno da venti anni. :)

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  16. Non vedo perché non guardare la top 100 come un tentativo serio di mappare le relazioni nella blogsfera italiana, nonostante la sua copertura da classifica scherzosa e il nome equivoco che la sostiene.

    Se la blogsfera s'è formata, in fondo, è grazie a quelle relazioni, che non sono affatto scontate, ma vogliono dire che chi è venuto in rete ci ha trovato qualcosa per restare e partecipare.

    In questa logica di valore aggiunto, in testa alla classifica non c'è affatto un' elite, secondo me, ma ci sono i protagonisti del movimento, che è un concetto più operativo e meno ambivalente e antipatico di elite - almeno nella nostra lingua.
    E' vero che nella blogsfera italiana ci sono altre nuvole, ma come ha spiegato Ludo a Torino non hanno contatti con la nuvola principale, quella dei protagonisti.
    Proprio perché se ne fregano di technocrati e di top 100, e forse anche di feed e tags, quei blog non possono essere considerati protagonisti, perché non portano un valore aggiunto al movimento, ma ne portano soltanto in una rete chiusa che non ha scambi in quanto non offre a tutti.
    Non offre niente proprio nel senso dell' indifferenza ai mezzi di comunicazione attuali nei blog, che sono gli aggregatori, i feed e i tag, che volenti o nolenti sono diventati ormai il canale di condivisione, per ragioni che qui dovrebbero essere ovvie e quindi non mi dilungo.

    La mappa delle relazioni della nostra parte di blogsfera non serve a stabilire chi è il più bello o più buono, ma racconta in che modo i protagonisti usano gli strumenti che man mano vengono messi a disposizione a vantaggio della comunità, per generare conversazione, quindi riconoscimento della diversità, quindi valore.
    O no?
    :-)

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  17. p.s. il link al mio blog è sbagliato, mi spiace, nel senso che blogger usa automaticamente un mio account su blogger, al quale però non ho mai dato corpo.

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  18. Anonimo03:36

    Nuvole, movimento, macchia... ma
    a me girano i cosiddetti perchè non ci sono, fate voi...

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  19. Sid: segnala il tuo blog a blogbabel, e verrai incluso anche tu.

    20-30 aggiunte al giorno sono un migliaio all'anno, e c'è posto per tutti.

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  20. io, per dire, leggo alcuni blog musicali che hanno un discreto parco lettori/link, starebbero tranquillamente nei primi 300, ma non sanno dell'esistenza della classifica. E secondo me, di "sommerso" ce ne è un ciulo in giro.

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  21. Anonimo12:19

    Palmasco, l'hai detto molto meglio di quanto avessi potuto fare io. Ti va di mandarmi qualche pensiero per email, che li pubblichiamo sul blog e sulle faq? (aka "cooptazione selvaggia"). :)

    bloggo, perchè non li segnali tu? Molti dei blog in classifica non sono segnalati dagli autori.

    Gaspar, esatto. Solo che 20-30*365 fa più o meno 10.000. :)

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  22. Gran bel tread. Ludo Ho fatto un rapidissimo giro ma non ho trovato dettagli sulla legenda della mappa (e non ricordo tutto quello che ci hai detto a torino :) ), pensi di pubblicarla da qualche parte?

    R

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  23. Che "la classifica rappresenta un campione rappresentativo della blogosfera italiana" è, metodologicamente parlando, una bestialità.

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  24. Ludo di blog ne ho iscritti più o meno una decina ma sempre con il consenso dell'autore, farlo senza, mi sembra un'ingerenza ingiustificata. alcuni non vogliono proprio essere classificati e guarda un po' molti si occupano di musica indie. snobboni ;-)

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  25. Anonimo23:30

    Due commenti:

    1- Qual e' la definzione di blog "attivo"? Technorati dice che e' ufficialmente attivo un blog che posta almeno ogni 3 mesi. A me sembra un criterio un po' campato in aria;

    2- Perche' chi non ha link non esiste? Chi l'ha deciso?

    Questo, a mio modesto parere, dice che qualsiasi statistica sulla blogosfera e' ancora basata su criteri troppo arbitrari. E che per chi blogga per il piacere di farlo e basta, e non per vedersi nella lista dei blogger influenti, queste statistiche possono contare, come avrebbe detto mio nonno, come il due di coppe con la briscola a bastoni.

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  26. Anonimo14:14

    premesso che il lavoro di ludo e compagni è encomiabile, non sono d'accordo con la lettura "teorica" che lui e palmasco ne fanno. dico allora alcune cose che penso, senza la certezza di dire tutta la verità, col massimo rispetto del lavoro altrui e in una logica collaborativa circa l'interpretazione del "cosa siamo", as usual

    intanto è ovvio che l'analisi, pur ottima, si riferisce ai rapporti tra i blogger, mediati da link, non tra blog e lettori. presumo che i lettori di blog in italia siano un po' piu dei blogger (questo anche al netto del fatto che essere o meno rilevanti non dipende da quanti ti leggano, al massimo da chi ti legge...)


    in generale poi, imho la differenza tra media abbondanti come la rete e scarsi come la stampa o la tv, è che se i secondi funzionano secondo una logica di sintesi e puntano a maggioranze e ne prevedono la realizzazione e ciò che è importante è quello che accade ai vertici, ai picchi cui si tende (reductio ad unum), i primi si articolano secondo la cosiddetta coda lunga. nella coda lunga è più rilevante la lunghezza della coda, per principio non "unificabile", che l'altezza del picco, ed è lì che accadono le cose effettivamente importanti, non nel senso della loro visibilità (ambizione fuorviante) ma della definizione del mezzo e delle sue capacità di articolare "mondi vitali" e di ricadere in modo non banale fuori di sé.

    ciò cui tali media abbondanti danno luogo è infatti la proliferazione infinita di minoranze (non vi sono che minoranze, si può dire), in vario modo intrecciate e non intrecciate tra loro in figure non sintetizzabili.

    così quando qualcuno sopra dice che i blog degli adolescenti (presumibilmente un sacco, e del tutto disinteressati a comparire in qualche classifica di "adulti") sono insignificanti, o quando ludo dice che siccome la blogpalla è conversazione allora conta chi conversa di più, mentre i blog personali sarebbero poco interessanti, o quando palmasco li taccia di chiudersi e non portare contributi al movimento, mi pare fraintendano esattamente il funzionamento generale del mezzo. Quale movimento, palmasco? intanto essere in alto in una graduatoria di link difformi non identifica alcun movimento unitario, e poi il mezzo funziona proprio perché consente di tessere o non tessere relazioni a chiunque, di proliferare, a prescindere da un se-dicente centro che è del tutto metaforico: limitatamente a questo, il mezzo non funzionerebbe proprio. Così non sono affatto irrilevanti i blog personali, nemmeno in termini di visibilità dello strumento se vogliamo, dato che la fama dei blog si deve per il 90% ad essi, non certo alle pochissimo rilevanti iniziative "pubbliche" che ne sono scaturite (ci sarebbe poi da fare un lungo discorso sulla centralità degli utenti nello sviluppo delle tecnologie della comunicazione e su quali utenti siano davvero rilevanti, ma non c'è spazio).
    Nel dire quelle cose, rispettabili, mi pare però che ancora si confondano relazioni interne ai blogger con "conversazione" generale (che non dipende da quanti link allestisci, ma dall'architettura generale del mezzo che permette a un lettore di rispondere e in generale a ogni lettore di divenire a sua volta emittente - più che conversazioni direi che la blogpalla istituisce relazioni comunicative e a questo livello un blogger che parla della sua giornata in modo efficace - facendo di sé un paradigma non individuale ma una tappa della giornata sociale che "si" parla" - comunica e intesse relazioni al massimo livello) e in secondo luogo si usino per leggere un medium nuovo logiche proprie di media noti, ossia ancora la possibilità di emersione "pubblica" e la tensione verso la maggioranza. Entrambe dinamiche che, pur esistenti anche qui, sono per principio incapaci di giungere a risultati apprezzabili (per il principio della coda lunga detto sopra)

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  27. interessante discussione, avete ragione entrambi però sono più dalla parte di Ludo. Secondo me Bloggare significa anche interagire con la gente, moltissimi blog sono praticamente dei blog fantasma perchè scrivono su di un blog ma realmente non sono blog che interagiscono con tutti gli altri.
    Ad esempio se mi apro un blog oggi e domani non ho più voglia di scriverci e lo abbandono, è giusto che sia inserito tra i blogger italiani? secondo me no.
    Ho giusto anche fare moltissima selezione in questo.

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  28. Però attenzione: Tambu mi corregge giustamente dicendo che non mi riferisco ai blog linkati nel post.

    Ma il mio discorso era cloud-related, non al modo con cui una cloud viene costruita.

    Mi spiego: quel socinet (social network) NON si relaziona tramite link nei post, ed è verissimo. MA tutti i suoi membri si conoscono con un magnitudo di conoscenza che in rete è considerabile piuttosto forte e contemporaneamente pur senza aggregatori si leggono e si commentano con frequenza.
    Peraltro, potrei abbozzare che questo tipo di network si potrebbero identificare tramite il tracking dei commenti... se non fosse però che i commenti spesso sono "anonimi ma firmati" (nessun account, ma identificati dal nome univoco all'interno di quel socinet).

    Questo comunque NON è per dire che il lavoro di BlogBabel (Ludo & co.) è inutile, quanto per dire che bisogna stare MOLTO ATTENTI alle conclusioni che se ne traggono.

    Quello NON é un campione significativo (che andrebbe selezionato con metodi statistici in modo da essere, appunto, rappresetativi) e NON rappresenta l'unica cloud.

    Au contraire, come accennavo, trovo che la top100 sia una delle tante cloud, quella forse più numerosa ma anche quella più superificiale rispetto alla società intera e non alle nicchie che si formano sul web. Ovvero, è quella più "influente" se vogliamo. Ne è la prova che, banalmente, viene pubblicata su Nova, genera articoli su giornali e riviste. E a volte scatena anche dibattiti di una certa entità.

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  29. Anonimo16:41

    E` divertente vedere come ci si auto-nomina nuvola principale in velocita` quando magari intorno a noi gia` cresce una generazione (questa si di decine di migliaia di persone) per cui il massimo dell'impegno in rete saranno i servizi alla myspace & co. e per cui link, trackback e blogroll (nel caso fossero conosciuti) puzzeranno di muffa e vecchio come fossero fatti di formica, e fra soli 5-10 anni noi blogger col SEO di riferimento saremo (magari gia` lo siamo e nessuno si e` ancora preso la briga di dircelo) trattati come un gruppo di pallosi e noiosi che se ne stanno nella loro nuvola mentre il mondo va avanti.

    Cio` non toglie che quello di ludo rimanga, specialmente in un paese come l'Italia, un ottimo lavoro.

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  30. Anonimo16:44

    Che 5-10 anni! Rileggendomi direi piu` 2-3 o anche meno! Son proprio antico!

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  31. Anonimo17:04

    ecco, mi pare che un'altra delle cose a mio modo di vedere oggetto di dubbio sia che la mappa rappresenti "una" nuvola (un movimento, il centro delle conversazioni, ecc). provo a dire qualcosa sperando di non esagerare con le stupidaggini.

    questa idea è secondo me un risultato involontario e spurio dovuto alla trasposizione grafica: per convenzione che ci deriva dalla abitudine ai media precedenti, siamo abituati a rappresentarci il rapporto emittente ricevente secondo una struttura piramidale (o centro periferia, che in fondo è lo stesso). Così per convenzione stabiliamo che la maggiore densità di relazioni vada rappresentata lì, al centro.
    quindi mettiamo tutti i blog più linkati verso il centro geometrico, a scalare. e questo ci fa pensare che quello sia "il" centro (o "un" centro, se ammettiamo che esistano altre nuvole)
    il problema non è che esistano o no altre nuvole.
    il problema è che il concetto di uno (e la reductio ad unum, tipica delle risorse scarse) non funziona in rete.
    mi spiego. A e B hanno entrambi, poniamo, 50 link, e poniamo che 50 sia quasi il massimo. in una rappresentzione piramidale, essi occupano la stessa zona, quasi all'altezza massima della piramide (o a una distanza breve dal centro se la rappresentazione è concentrica). Però succede, ad esempio, che i 50 che linkano A non coincidono con i 50 che linkano B (non coincidono in poco o in tutto). Ecco che se noi dicessimo che A e B occupano, assieme a pochi altri, una posizione centrale, lo diremmo solo perché fuorviati dalla semplificazione geometrica. Essi in realtà fanno capo a due blogsfere diverse, che in qualche punto (pochi o tanti) si compenetrano e in altri no. forse se andiamo a seguire i filamenti che da A e B vanno verso chi li linka, e poi più sotto ancora, scopriremmo altrettante linee verticali, altrettante nervature, che sono più frequentate che non le linee che uniscono A e B. Perché sono i percorsi congrui, coerenti, a costituire le architetture mobili della blogpalla.
    e per seguire queste, imo, i link nei testi, i link nel blogroll, i link nei commenti, le collezioni di feed e ancor più le collezioni di preferiti dei non blogger sono rilevanti.

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  32. Anonimo18:46

    Mi fa piacere premettere che nella top100 il mio blog occupa il posto 1989 (o giù di lì)su 2500 circa. Così posso parlare della ricerca senza essere sospettato di sostenerla per vantarmi. Ho letto infatti molti ragionamenti sostenuti quasi soltanto da una certa astrazione, come se essere distaccati fosse in sé un valore di verità.

    Ok.

    Top 100 non è rappresentativa? Certo, non tiene conto e non può rappresentare GiulioXXX, che un pomeriggio è andato su Splinder a scrivere ad AnnaYYY. Non solo non li rappresenta, ma non può neanche tracciarli, perché tranne che per un dato puramente statistico, cioé il numero totale dei blog esistenti, il dialogo di Giulio con Anna è irrilevante ai fini della rete, nel senso che disattende i suoi specifici meccanismi di relazione con gli sconosciuti.
    Qualsiasi forum specializzato, per esempio, se lo leggete davvero, come sono sicuro che qui avete fatto e fate più o meno tutti, rivela presto che i suoi partecipanti sono circa sei, di cui uno che risponde e gli altri cinque che gli fanno domande, e rivela che tutta l'informazione disponibile è contenuta nei primi tre messaggi, tutto il resto è... Califano.
    A questi gruppi serve davvero la rete?

    Se GiulioXXX taggasse il suo cazzeggio con AnnaYYY "cazzeggio, giovani, pomeriggi persi", allora inserirebbe il suo post nella rete, oltre ad usarla per scopi che verrebbero soddisfatti meglio al telefono o di persona, ma se non desidera inserirlo in rete, è lui stesso a marcarlo come irrilevante, naturalmente ai fini della rete stessa. Non fa il danno che fanno quelli che sono convinti che l'autostrada abbia una sola corsia e quindi camminano sempre in quella di centro, ma usano la macchina come se avesse soltanto tre marce invece di cinque...

    Si può questionare uno studio soltanto perché non tiene conto di GiulioXXX e AnnaYYY? Beh, si può, ma solo in base ad un principio statistico astratto.
    In realtà quello che c'importa in uno studio, quello che conta in qualsiasi studio, è la sua capacità di rappresentare una realtà a partire da un valore condiviso, o almeno indicato chiaramente.
    In questo senso la nuvola centrale di top 100 è un centro, perché rappresenta tutti quelli che condividono pienamente e usano ogni strumento che sostenga il valore "condividere anche con sconosciuti".

    In altre parole io, come tanti altri qui, ho la percezione netta di un valore che mi viene dalla mia partecipazione in rete, percezione netta, ma difficile da definire. Però per tutti noi è chiaro che si tratta di valore, dal quale GiulioXXX che non tagga il suo post si esclude, pur beneficiando lo stesso della rete per i suoi scopi, perché m'impedisce di fatto di trovare il suo post, quel pomeriggio di noia o chissà che altro, in cui fossi interessato a leggere cazzeggi tra giovani e inserirmi o meno attivamente in quel dialogo.

    Se in rete c'è un valore, ed io credo come tanti che ci sia davvero, sta soprattutto nell'attualizzare dialoghi in relazione ad un argomento, molto più di quanto non stia nell'agevolare dialoghi tra persone specifiche (che ne hanno un bisogno abbastanza marginale, per quanto non stia a me decidere eccetera eccetera).
    Non si tratta di includere o escludere nessuno, che la rete la usa chi vuole, quando vuole, come vuole, perché vuole, ma si tratta di riconoscere dinamicamente come, da chi e perché viene prodotto valore.
    La classifica - che, ripeto, per me si veste da classifica solo per rendersi interessante, perché se si chiamasse ipotesi sul valore aggiunto della blogsfera in base alle relazioni condivise non se la cagherebbe nessuno - è un'ipotesi su quei meccanismi, e non un modello incompleto di censimento.
    (a questo proposito non è importante la discussione che ho sentito a Torino con Ludo&C se Grillo sia un blog o no, ma è importante che i loro algoritmi riescano a relativizzare i numeri impressionanti di Grillo, in coerenza con la loro ipotesi di valore aggiunto)

    I top 100 blog, e GiulioXXX e AnnaYYY, e molti altri, useranno la rete lo stesso, anche se non esistesse uno studio convincente sul valore prodotto in rete e sui meccanismi che lo generano, ma ogni produzione di valore, e vi ricordo che se siete arrivati qui da Gaspar vuol dire che attribuite valore alla rete, ha bisogno di un modello di distribuzione del valore prodotto, per sostenere gli scambi economici e trascurare quelli deficitari.

    La top 100 a me pare uno studio preliminare in quel senso. Anche perché le comunità di Giuli e Anne, o quelle altrettanto chiuse ma più raffinate, che si scambiano critica o distribuzione musicale o quant'altro, non si rendono conto di agire sul modello esatto di un media molto più stabilizzato, cioè la televisione.
    Lì qualcuno paga perché io mi senta libero di aver scelto quello che mi sento libero di farmi piacere. Contando proprio sul fatto che i miei 100 amici/parenti/colleghi, o 1000 che siano, sono comunque una comunità chiusa.

    Anche alla rete piacerebbe essere chiusa e definita, ci dicono Giulieanne e gruppetti-senza-sconosciuti, ma per fortuna è invece anche estremamente aperta.
    Attivamente aperta.
    Qualcuno qui prova a fare un'ipotesi sul come e perché. I believe.
    :-)

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  33. Anonimo20:03

    ma scusate, secondo voi quanti sono i blog in italia?

    Io ho sentito dire che splinder ne avrebbe, da solo, 270.000.

    Quindi con una stima "a panza", considerando le molte altre piattaforme, e il fatto che una quantità di blog nascono ogni giorno, non pare irragionevole pensare possano essere almeno 400.000.

    O no???

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  34. Anonimo20:23

    comunque è vero che, come dice gaspar, siamo sostanzialmente irrilevanti. Per ora.

    Ma è anche vero che il fenomeno blog in italia è esploso da appena un anno. Diamogli tempo.

    La sua influenza crecerà invevitabilmente perché i blogger sono la parte più attiva della rete.

    E scusate se è poco!

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  35. Anonimo20:51

    Palmasco sei un grande ed ho avuto modo di apprezzarti a Torino, ma secondo me ti sbagli, o meglio hai un punto di vista falsato. Vado a spiegarmi. Il sistema espressivo "blog" e` tanto efficiente nel permettere ai singoli di esprimersi quanto, al contrario, si rivela inefficiente quando si cerca di mettere in relazione queste "voci". E quindi giu` a creare aggregatori, a taggare e cosi` via.
    L'esempio che fai tu, il forum, non e` che non porti valore perche` non usa le dinamiche tipiche del blog (tag & co.) perche` un forum e` gia` categorizzato per sua natura, in questo senso un forum e` uno strumento infinitamente piu` potente di una serie di blog per raccogliere una discussione. Stessa cosa per i newsgroup o le mailing list: non usano il tagging, non hanno aggregatori ma sono potentissimi e sono ancora una delle risorse informative che piu` contribuiscono a dare valore alla rete. Questo perche`? Perche` per loro natura possiedono gia` tutti i "metadati" utili a qualificarne l'informazione. Non lo so, il tuo discorso sul valore non mi convince, mi piacerebbe parlatene di persona. Sono comunque d'accordo con te che il lavoro di ludo e` notevolissimo e senza dubbio di enorme interesse (per me anche tecnico).

    Ciao a tutti!

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  36. Folletto Malefico coglie nel segno. Qui siamo in presenza di un grafo basato su un campione limitato e non rappresentativo (cioè non generalizzabile all'intera popolazione) di una popolazione non nota. Attenzione a dire che questa sia la blogosfera italiana perché NON è la blogosfera italiana, ma solo una piccolissima parte selezionata con un criterio che non è scientifico (almeno in base ai presupposti metodologici a me noti finora).

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  37. Io spero che tra un anno la mappa includa almeno trentamila blog attivi, e abbia quindi una forma diversa oltre ad essere più rappresentativa.

    Poi mi piace molto l'annotazione di Bgeorg, che ogni blog è una blogosfera. Condivido in pieno, ma ciò non diminuisce il mio interesse per la mappa delle conversazioni tracciata da Ludo.

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  38. Anonimo07:03

    palmasco, faccio qualche esempio.

    - ci sono fior di blog che postano finte poesie per far divertire, o vere poesie anche belle, o che usano il materiale della propria esperienza quotidiana come paradigma di un genere forse inedito di scrittura, che ne fa rappresentazioni trasversali della giornata sociale. Costoro hanno a volte successo a volte no, a volte moltissimo a volte pochissimo; per forza di cose non linkano nessuno nei loro testi. Diciamo allora che "non conversano e si chiudono"?. Possamo dirlo, ma se poi qualcuno ci batte sulla spalla e ci consiglia uno bravo non meravigliamoci. La "conversazione" o meglio la relazione comunicativa allestita dalla blogpalla usa i link ma non si riduce ad essi. per lo più usa la scrittura distribuita, è quello il primum movens.

    perché dici che giulio e anna si chiudono a riccio mentre io e te no? non ne fai una questione di qualità (del tutto soggettiva) o di contenuti (idem: da questi punti di vista giulio e anna potremmo essere noi), ma di presenza o meno di determinati strumenti (tag, feed ecc).

    dici, i tag (et similia). certo ogni nuova tecnologia del genere è utile, ci mancherebbe. ma allo stato esse sono così rozze e primordiali che usarle come contrassegno decisivo tra chi le usa e chi no è molto fuoriviante (intanto faccio notare che nessuna di queste esisteva quando io ho aperto un blog. eppure nessuno diceva: i blog sono un universo chiuso, o meglio lo diceva qualcuno parlando di fuffa e scramatura, poi sappiamo com'è finita). quanto traffico passa sui tag, ad esempio, nel tuo blog? credo poco, perché coi tag è più il tempo che perdi finendo su blog che non ti interessano che quello che guadagni. se "la gente" preferisce ancora usare altri sistemi non è che sbaglia la gente (qui non sbaglia mai) ma lo strumento che no nancora "usabile" (ergo: è l'utente "stupido" che guida lo sviluppo tecnologico nel campo della relazione comunicativa).

    - wittgenstein non ha i tag, non ha i commenti, poco tempo fa non aveva manco i permalink, sui feed non garantisco. questo gli ha impedito di essere uno dei più auteorevoli, letti, influenti (e a parer mio interessanti) blog italiani? no.
    La questione della definizione di blog è una discussione vecchia, che pensavo assorbita. Essa si ottiene osservando la funzione e l'uso (sempre in evoluzione), non facendo una lista di soluzioni tecniche necessariamente presenti (il concetto di un oggetto è l'uso dice peirce, non la sua descrizione. se un marziano mi chiede cos'è un'automobile e io, avendo in mente la 127 di mia zia pina gli dico: è una cosa con le ruote lise, verdina, senza un tergicristallo e il sedile di destra sporco d'unto, il marziano non ha imparato niente).
    così, se uso tag, feed e quant'altro non per ciò che sono (strumenti in fieri di qualcosa che verrà) ma li feticizzo come discriminante per decidere cosa è blog e cosa no (cosa è aperto e cosa è chiuso) non ottengo la mappa dei rapporti tra blogger (non direi della blogosfera perché senza i lettori la blogosfera mi risulta un po' deserta) ma la mappa diffusione degli strumenti stessi (e se li uso tutti e poi mi metto in una classifica che li conta, finisco piuttosto in alto, anche se magari di lettori, per il tipo delle cose che scrivo, ne ho pochissimi - ed è una classica profezia autoavverantesi. oltre che essere il mio caso, ad esempio :) )

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  39. Anonimo07:09

    legenda

    "lo strumento che no nancora "usabile" = "lo strumento che non è ancora usabile"

    "la mappa diffusione" = "la mappa della diffusione"
    :)

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  40. punto uno: finché non si creano mappe che misurino il 95% di blog e affini non solo coi link ma dando peso anche alla visite ed al numero di commenti le nuvole, anche se graziose, non dicono niente di interessante e di scientificamente rilevante (è come affermare che il campo elettromagnetico non esiste perché non lo si vede, è la "materia oscura" del bloghisferio);

    punto due: ha ragione giorgio a ridimensionare il ruolo di tag, backtracking e similia: io ad esempio sto iniziando ad usare il servizio di google reader che funziona benissimo, ma nonostante ciò continuo ad usare i bookmarks ed ad andare direttamente a _vedere _ i blog, anche se con la comodità della mozblogbar, che non è altro che un tool di bookmarking più comodo di quello di firefox;

    punto tre: gaspar è troppo educato per dire la verità con parole adeguate: semplicemente, non contiamo un accidente. E meno che meno i periferici, sia per scelta che per caso.

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  41. Adrix, non contiamo un'accidente ma d'altra parte Time ci dedica la copertina "Man of the Year": come la mettiamo?

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  42. Anonimo12:51

    probabilmente hanno ragione tutti e due. la famosa coda lunga esprime esattamente questa situazione, imho

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  43. Anonimo14:57

    Ma se non sono nella mappa la copertina per me non vale...?
    Naturalmenta scherzo, ma vedere La Copertina su un bel terzo dei blog (quelli influenti) mi lascia un pò così...
    capisco che c' entri poco con la mappa (la mappa) ma non è che stiamo diventando come la TV?

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  44. Sid: sei sempre in debito di una barzelletta.

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  45. Anonimo18:04

    Ma... se vuoi improvviso ma temo tu ti riferissi a Marco Cattaneo una decine di commenti sopra :)

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  46. in italia le cose stanno cosi'..

    tutti vogliono dire la propria, ingrandiscono e fanno circolare cose non dette.

    Chi si fa il mazzo (nel caso i programmatori della classifica) oltre a sorbirsi i bug e l'inserimento manuale dei blog, deve anche partecipare a discussioni filosofiche sul significato della classifica.

    Secondo me ludo & co dovrebbero smettere di discutere di queste cose (anche perche' tra l'altro non ci fanno una bella figura).

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  47. Baldo, stai scherzando, vero?

    Qui nessuno deve niente a nessuno e la partecipazione alle discussioni è sempre una libera scelta; e anche ai programmatori della classifica, mica glielo ha ordinato il medico :-)

    E non capisco da dove vedi che Ludo & Co. "non ci fanno una bella figura". Al contrario, a me sembra che Ludo sia intervenuto con molta intelligenza e chiarezza.

    Ma sicuramente stai scherzando...

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  48. Anonimo00:54

    come faccio a farmi linkare da pandemia? :-)

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  49. Anonimo07:04

    La blogosfera italiana attiva è enorme... ci son moltissimi bloggers attivi che in quella mappa non ci sono...
    noi per esempio! : )

    Moltissimi altri (che magari la mappa non sanno cosa sia) potrebbero dire la stessa cosa...
    Poi chiaro, tutto sta alla definizione di blogosfera...

    A osservare le cose da fuori, intervenendo anche ogni tanto, perchè è giusto che sia così... sembra che i soliti noti siano diventati talmente soliti e talmente noti (ma solo tra di loro) che tra un pò non riescono a vedere più in la del proprio naso, o mondo se si preferisce...

    Ci sono blog che fanno anche 300 commenti al giorno, che smuovono lettori e ogni tanto anche qualche rivista e che in quella mappa non ci sono. Forse e soprattutto perchè chi fa blog con un discreto successo non sempre ha bisogno di mappe o classifiche per sentirsi rilevante o meno.

    L'insieme dei blogger, nella propria unicità, ma soprattutto nella propria diversità, sarà sempre e comunque rilevante... finchè ci saranno lettori!
    Studio comunicazione, e se c'è una cosa che ho imparato e che credo sia giusto ricordare, è che non è importante contare quante persone "lanciano il messaggio"... ma quanti lo ricevono e come! : )
    I numeri sono spesso garanzia di sicurezza... ma se c'è anche solo il dubbio che siano parziali, beh... sono più inutili delle parole.

    Ti lascio il mio indirizzo msn, chissà magari ti può interessare sapere anche cosa ne pensa un giovane 23enne (sto su blog dal 2003) di tutto sto marasma...
    Contento di leggere finalmente qualcosa di diverso su questa fantomatica "mappa". Senza togliere meriti a nessuno, ma non se ne poteva più di leggere post e post sulla genialità di tale rappresentazione...

    MSN: olivergray@hotmail.it

    Buona continuazione.

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  50. gaspar, con ludo abbiamo avuto una discussione che ha dato pochi frutti sull'annoso problema dei criteri di inserimento dei blog nella lista.

    Hai sottolineato cmq la parte meno importante del mio commento.

    Il commento era incentrato sul fatto che il lavoro fatto è ottimo, ma le critiche ci sono sempre (anzi piu' un lavoro ha visibilita' e piu' è criticato).

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  51. Baldo, appunto: nel mio post, e nei successivi commenti, io non leggo critiche al lavoro di Ludo. Leggo dubbi, domande, spiegazioni e commenti: tutta roba che aggiunge valore, non che lo toglie.

    Credo (spero) che siamo tutti d'accordo su questo.

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  52. Anonimo14:02

    baldo, ciao. a me è capitato una volta, con qualche amico, di inventarmi una di queste cose blogosferiche ("blogrodeo" ndr) che ebbe anche una discreta notorietà, al momento.
    ricordo che me ne arrivarono di ogni (la più carina fu che eravamo la solita mafia che voleva farsi pubblicità).
    è normale quando fai qualcosa di pubblico. tra l'altro se nessuno ne parla vuol dire che non conta niente.
    poi c'è anche gente che semplicemente ne vuole discutere, per via che siamo degli onanisti perditempo, cosa che mi pare legittima - non c'era il primato delle conversazioni?

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  53. Anonimo14:58

    L'affermazione secondo la quale gli UNICI blog influenti sono quelli presenti su quella mappa è tecnicamente errata. Nelle scorse settimane mi sono dovuto occupare di una ricerca per un prodotto di un'azienda che sta pensando a nuovi veicoli promozionali tra i quali i blog. Non mi ci è voluto molto per arrivare ad una conclusione: che quella mappa fa acqua da tutte le parti. Ci sono blog su piattaforme come splinder e myspace che totalizzano migliaia di link reciproci e numero accessi/commenti che una buona fetta di quelli mappizzati si sogna. E' stata la scoperta dell'acqua calda, niente di che, ma sentire da Ludo che "altri" non ce ne sono e se ci sono non contano nulla (sul piano quantitativo) mi fornisce una conferma a quello che ho sempre pensato: gli stumenti per misurare la blogosfera sono ancora ad un livello primordiale oltre che tecnicamente rozzi. Provate a farvi un giretto dentro a MySpace: c'è tutto un mondo di persone che non hanno MAI sentito parlare di Macchianera, Pandemia, delle classifiche di QIX e neppure di Technorati. E non sono 4 gatti! Hai ragione Gaspar a farti venire il dubbio.

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  54. Ciao Carlo. Sono interessato al tuo studio. Mi contatti prendendo la mail da BlogItalia.it?

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Fatti sotto, straniero!

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