martedì 27 febbraio 2007

italia.it e l'informazione in Italia

Mi associo a Marco Pierfranceschi e ti segnalo anch'io questo strano fatto: il portalone del turismo italiano è un mostro che grida vendetta agli occhi del contribuente, uno scandalo di proporzioni notevoli, ma i mezzi di informazione ufficiali non ne parlano. Silenzio totale.

Ma certo, c'è San Coso che assorbe le energie, non c'è tempo per queste tecnicaglie, e poi la gente comune non capirebbe.

8 commenti:

  1. Vabbè adesso c'è solo qualche cosa da perfezionare, una grafica da rifare, tanti buchi da tappare: per 45 milioni di euro ci può stare.

    Sono stati onesti potevano arrotondare a 50 ed in vece no quei 5 in più se li sono riservati per le modifiche post pubblicazione.

    Gente onesta neh

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  2. Anonimo21:28

    San Coso ha rotto i cosi. Io penso, invece, se alla gente si incominciasse a dire le come stanno, capirebbe e come se capirebbe.

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  3. E la cosa divertente è che se cerchi "Rho" ottieni delle belle informazioni, tra le quali spicca il fatto che Rho era sede universitaria fin dal 1400! E pensare che nel 1400 l'università c'era solo a Bologna, Padova e forse Salerno...
    Potevano anche scrivere che a Rho c'è il mare allora...

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  4. Anonimo14:02

    Intanto ringrazio Gaspar della segnalazione sul suo blog, arriva in un momento non molto ottimista e personalmente mi solleva. Aggiungo che anche Mantellini si è occupato della faccenda, e come "memoria" metto qui sotto l'ultimo commento che ho lasciato sul suo sito:

    Devo essere sincero, a me questa faccenda del portale italia.it sembra lo specchio esemplare di come non funzionano le cose in Italia, e di come si continui a non volerle far funzionare. I giornali, TG in testa, fanno il loro mestiere di "grancassa" governativa (abbastanza indifferentemente da quale governo ci sia) e se monta una giusta indignazione popolare, che sia la protesta per un'opera inutile come la TAV in Valtellina, il ponte sullo stretto, la base USA di Vicenza o lo sperpero di soldi pubblici (per un portale inutile) si sceglie semplicemente di ignorarla, delegando a programmi come Report (per dirne uno serio) o ai vari Striscia e Le Iene (per dire delle pagliacciate) il compito di denuncia.
    La mia domanda ora è: possibile che dobbiamo considerare inevitabile questo stato di fatto? Perché accettiamo che l'informazione abbia abdicato ad un ruolo fondamentale in tutti i paesi civili e democratici? Che strumenti possiamo darci per rimediare ad una tale stortura? (Bloggare, ovviamente, ma ancora non basta...)

    A Gianluca Brugnoli direi che la "vera notizia", al di là della reale cifra spesa (e del fatto che solo gli "addetti ai lavori" ne fossero al corrente), è che il nostro Vice Premier ha presentato ufficialmente un portale che sta facendo ridere i polli (non solo quelli anglofoni, che comunque se lo godono di più). Io trovo sconcertante che a presentare una roba del genere non si provi un minimo di imbarazzo. Ma questa gente "che cosa sto facendo" se lo domanda mai?

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  5. Forse qualcuno iniza ad accorgersene, stamattina ad omnibus (su la7) dove c'era a difendere logo e sito il presidente di Enit (che lo gestira' a breve), ma mancava assolutamente un contraddittorio.
    L'unico giornale ad averne parlato mi sembra essere stato "la stampa"
    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=505&ID_sezione=3&sezione=
    anche qui pero' solo la versione dei responsabili del sito

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  6. ehm scusa il link corretto era questo

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  7. Ma "sanremo" che cosa c'entra come tag... ;-)

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  8. Anonimo12:20

    In realtà se ne è accorto anche Neapolis.
    Rimando a questo post su blogs4biz per ulteriori chiarimenti.
    http://www.blogs4biz.info/index.php/2007/02/28/p2227

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Fatti sotto, straniero!

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