Mi associo a
Marco Pierfranceschi e ti segnalo anch'io questo strano fatto: il portalone del turismo italiano è un mostro che
grida vendetta agli occhi del contribuente, uno scandalo di proporzioni notevoli, ma i mezzi di informazione ufficiali non ne parlano. Silenzio totale.
Ma certo, c'è San Coso che assorbe le energie, non c'è tempo per queste tecnicaglie, e poi
la gente comune non capirebbe.
Vabbè adesso c'è solo qualche cosa da perfezionare, una grafica da rifare, tanti buchi da tappare: per 45 milioni di euro ci può stare.
RispondiEliminaSono stati onesti potevano arrotondare a 50 ed in vece no quei 5 in più se li sono riservati per le modifiche post pubblicazione.
Gente onesta neh
San Coso ha rotto i cosi. Io penso, invece, se alla gente si incominciasse a dire le come stanno, capirebbe e come se capirebbe.
RispondiEliminaE la cosa divertente è che se cerchi "Rho" ottieni delle belle informazioni, tra le quali spicca il fatto che Rho era sede universitaria fin dal 1400! E pensare che nel 1400 l'università c'era solo a Bologna, Padova e forse Salerno...
RispondiEliminaPotevano anche scrivere che a Rho c'è il mare allora...
Intanto ringrazio Gaspar della segnalazione sul suo blog, arriva in un momento non molto ottimista e personalmente mi solleva. Aggiungo che anche Mantellini si è occupato della faccenda, e come "memoria" metto qui sotto l'ultimo commento che ho lasciato sul suo sito:
RispondiEliminaDevo essere sincero, a me questa faccenda del portale italia.it sembra lo specchio esemplare di come non funzionano le cose in Italia, e di come si continui a non volerle far funzionare. I giornali, TG in testa, fanno il loro mestiere di "grancassa" governativa (abbastanza indifferentemente da quale governo ci sia) e se monta una giusta indignazione popolare, che sia la protesta per un'opera inutile come la TAV in Valtellina, il ponte sullo stretto, la base USA di Vicenza o lo sperpero di soldi pubblici (per un portale inutile) si sceglie semplicemente di ignorarla, delegando a programmi come Report (per dirne uno serio) o ai vari Striscia e Le Iene (per dire delle pagliacciate) il compito di denuncia.
La mia domanda ora è: possibile che dobbiamo considerare inevitabile questo stato di fatto? Perché accettiamo che l'informazione abbia abdicato ad un ruolo fondamentale in tutti i paesi civili e democratici? Che strumenti possiamo darci per rimediare ad una tale stortura? (Bloggare, ovviamente, ma ancora non basta...)
A Gianluca Brugnoli direi che la "vera notizia", al di là della reale cifra spesa (e del fatto che solo gli "addetti ai lavori" ne fossero al corrente), è che il nostro Vice Premier ha presentato ufficialmente un portale che sta facendo ridere i polli (non solo quelli anglofoni, che comunque se lo godono di più). Io trovo sconcertante che a presentare una roba del genere non si provi un minimo di imbarazzo. Ma questa gente "che cosa sto facendo" se lo domanda mai?
Forse qualcuno iniza ad accorgersene, stamattina ad omnibus (su la7) dove c'era a difendere logo e sito il presidente di Enit (che lo gestira' a breve), ma mancava assolutamente un contraddittorio.
RispondiEliminaL'unico giornale ad averne parlato mi sembra essere stato "la stampa"
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=505&ID_sezione=3&sezione=
anche qui pero' solo la versione dei responsabili del sito
ehm scusa il link corretto era questo
RispondiEliminaMa "sanremo" che cosa c'entra come tag... ;-)
RispondiEliminaIn realtà se ne è accorto anche Neapolis.
RispondiEliminaRimando a questo post su blogs4biz per ulteriori chiarimenti.
http://www.blogs4biz.info/index.php/2007/02/28/p2227