domenica 25 marzo 2007

CitizenCamp, io c'ero

Il CitizenCamp di Casalecchio di Reno ieri è andato bene e sono contento di esserci stato. Complimenti ad Antonella e alla sua impeccabile organizzazione. Dico solo una cosa: la rete WiFi ha funzionato sempre, nonostante la diretta audio/video e la radio.

Questo barcamp mi conferma due cose che già sospettavo da tempo: le salette piccole favoriscono le presentazioni, mentre i saloni le disperdono. Inoltre c'era meno gente rispetto a Torino e Roma, e mi sembra che questo abbia favorito l'interazione.

Certo, mi aspettavo un pubblico molto più eterogeneo e avevo preparato una presentazione di taglio abbastanza divulgativo. Invece erano tutti smanettoni assatanati, gente con più di 500 feed nell'aggregatore, e ho dovuto improvvisare al volo qualcosa di più adatto a loro.

Per quanto riguarda le altre presentazioni, ho seguito con attenzione Gianluca Diegoli, che leggo da tempo con interesse e che ho conosciuto finalmente di persona. Spero ci tenga aggiornati sulle vicende del paesino che lotta per non avere il deposito di gas sotto i piedi.

Federico Bolso è stato molto coinvolgente e toccante nel presentarci la storia di iBaby e di come il blog l'abbia aiutato a superare un momento difficile.

Se l'argomento portante del camp era la cittadinanza digitale, paradossalmente l'intervento più in tema è stato quello assai tecnico di Stefano Quintarelli sugli assetti della telefonia in Italia. Il diavolo è nei dettagli: e dai dettagli dipende il futuro di internet in Italia, se sarà strumento di crescita per tutti o di arricchimento per pochi. Bravo a Quinta per la capacità di cogliere, nella complessità, i nodi chiave del problema.

Per gli interventi che mi sono perso andrò a cercare il video da scaricare, e aspetto con ansia che escano le interviste di Nicola Mattina. Per il resto, atmosfera tipica da barcamp: chiacchiere negli intervalli e una buona dose di fuffa e cazzeggio; foto a non finire, baci abbracci e strette di mano.

Sono scappato presto e mi sono perso l'aperitivo e la cena. Aspetto con ansia un barcamp di due giorni in cui la parola "camp" acquisti il significato che merita.

Grazie a tutti quelli che c'erano, grazie ha chi ha seguito da casa.

7 commenti:

  1. Non ho mancato di citare il tuo blog ed il tuo ottimo talk durante la mattina! Grazie a te Gaspar :)

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  2. In televisione sei un figurino Gaspar ed il talk è uno dei due che sono riuscito a seguire prima di dover scappar via e mi è sembrato interessante soprattutto per il bel dibattito che è nato in sala.

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  3. Anonimo00:02

    Ho apprezzato molto il tuo talk.
    A presto.

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  4. Anonimo09:03

    E' ora che cominciamo a chiederci se non sia il caso di adottare due filosofie, organizzare barcamp tecnici e separatamente barcamp più divulgativi, in ambiti dove le persone sono già presenti per un altro evento.
    Penso ad esempio al WaveCamp (rapporto internet e mondo della musica) o ad altri eventi culturali.

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  5. le tue considerazioni su come fare i prossimi camp le condivido in pieno. secondo me bisogna coinvolgere più gente fuori dal giro. magari potevamo chiamare i ragazzi la' fuori che aspettavano l'autobus...
    ciao
    gluca

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  6. Parafrasando un commento di Gaspar durante l'intervento di Gianluca, bisogna trovare un benefit per invogliare "gli altri" a partecipare.

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  7. Anonimo23:28

    grazie..

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Fatti sotto, straniero!

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