http://www.iht.com/articles/ap/2007/06/15/business/NA-FIN-US-Flickr-Censorship.php Qui in realtà parla di ben 2 note, una su Flickr e una su Yahoo. Io non le ho trovate, in ogni caso, devo dire che non me la sento di attaccare Flickr/Yahoo così pesantemente: sarebbe prima necessario capire se effettivamente esiste un problema legale, come affermano in Yahoo (vd. "We should have handled this differently, and have been exploring many possible approaches which would allow us to do what makes sense while still operating inside the law," Yahoo said in a statement released Friday), se davvero non c'era altro modo di risolverlo, etc... insomma, non basta fare un gran casino sui blog per rendere vera la notizia di una "censura" vera e propria. Uno dei difetti della blogosfera è, a volte, di peccare di presunzione :-)
@antonio: fino ad ora c'è un singolo commento in un forum da parte di un moderatore, quello a cui mi riferivo nel post precedente.
Non c'è un "official statement". Il blog di flickr tace completamente da una settimana.
"Buffoni" è quando appunto il tuo blog aziendale glissa su un problema che è sulla bocca di tutti. La perdita di credibilità è devastante.
Riguardo ai motivi della protesta: comprendo pienamente, e approvo, che tu non te la senta di prendere posizione, se non ti sei informato e se ancora non hai capito come stanno le cose.
L'errore di comunicazione è stato ammesso anche da Yahoo, come c'è scritto sull'IHT. Quello su cui prendo posizione in senso contrario rispetto ai più è la definizione di "censura": non sono certo che si possa parlare di censura, visto che è probabile che non sia stata una decisione di cui gli stessi gestori del sito non sono stati entusiasti (erano perfettamente consci di una reazione di questo tipo, che avessero comunicato o meno la decisione). Anche il paragone con Google, che alcuni hanno fatto, non credo regga più di tanto sul piano strettamente legale: Google non offre contenuti, è un motore di ricerca; sarebbe da verificare la policy di Google Video, ci darò un occhio, anche se fare confronti non serve a molto (bisognerebbe verificare in sede di contenzioso e a parità di condizioni contrattuali).
Antonio, quando tu ammetti un errore e non lo correggi subito, che me ne faccio della tua ammissione?
Pur con tutte le più buone intenzioni, che io non credo, l'effetto finale è di censura, e come tale viene vissuto da chi lo sta subendo. Certo, il madornale errore di comunicazione ha peggiorato orribilmente le cose.
http://www.iht.com/articles/ap/2007/06/15/business/NA-FIN-US-Flickr-Censorship.php
RispondiEliminaQui in realtà parla di ben 2 note, una su Flickr e una su Yahoo. Io non le ho trovate, in ogni caso, devo dire che non me la sento di attaccare Flickr/Yahoo così pesantemente: sarebbe prima necessario capire se effettivamente esiste un problema legale, come affermano in Yahoo (vd. "We should have handled this differently, and have been exploring many possible approaches which would allow us to do what makes sense while still operating inside the law," Yahoo said in a statement released Friday), se davvero non c'era altro modo di risolverlo, etc... insomma, non basta fare un gran casino sui blog per rendere vera la notizia di una "censura" vera e propria. Uno dei difetti della blogosfera è, a volte, di peccare di presunzione :-)
@antonio: fino ad ora c'è un singolo commento in un forum da parte di un moderatore, quello a cui mi riferivo nel post precedente.
RispondiEliminaNon c'è un "official statement". Il blog di flickr tace completamente da una settimana.
"Buffoni" è quando appunto il tuo blog aziendale glissa su un problema che è sulla bocca di tutti. La perdita di credibilità è devastante.
Riguardo ai motivi della protesta: comprendo pienamente, e approvo, che tu non te la senta di prendere posizione, se non ti sei informato e se ancora non hai capito come stanno le cose.
L'errore di comunicazione è stato ammesso anche da Yahoo, come c'è scritto sull'IHT. Quello su cui prendo posizione in senso contrario rispetto ai più è la definizione di "censura": non sono certo che si possa parlare di censura, visto che è probabile che non sia stata una decisione di cui gli stessi gestori del sito non sono stati entusiasti (erano perfettamente consci di una reazione di questo tipo, che avessero comunicato o meno la decisione). Anche il paragone con Google, che alcuni hanno fatto, non credo regga più di tanto sul piano strettamente legale: Google non offre contenuti, è un motore di ricerca; sarebbe da verificare la policy di Google Video, ci darò un occhio, anche se fare confronti non serve a molto (bisognerebbe verificare in sede di contenzioso e a parità di condizioni contrattuali).
RispondiEliminaAntonio, quando tu ammetti un errore e non lo correggi subito, che me ne faccio della tua ammissione?
RispondiEliminaPur con tutte le più buone intenzioni, che io non credo, l'effetto finale è di censura, e come tale viene vissuto da chi lo sta subendo. Certo, il madornale errore di comunicazione ha peggiorato orribilmente le cose.
Io fossi in te correggerei da Buffoni in Puffoni (Pietro Ricca si e' salvato dalla querela per quello)..:-)
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