mercoledì 24 ottobre 2007

La coda lunga che scodinzola

C'è un ottimo post di Luca Carlucci sul buzz marketing, che fa il punto della situazione ad oggi e chiede, tra l'altro, almeno un minimo di autoregolamentazione. Dicevo, nei commenti, che il fenomeno mi preoccupa ma non troppo perché lo vedo perdente in partenza.

Motivi per cui sono ottimista:

1)
La storia insegna: tutti i sistemi affidati esclusivamente all'integrità morale del singolo, finiscono per degenerare rapidamente nel viva la peppa. Se continua così, il buzz marketing finirà per attirare solo la parte più becera della rete, perdendo efficacia e interesse.

2)
In internet è quasi impossibile che una campagna di buzz rimanga segreta, e la segretezza è l'ingrediente principale senza il quale diventa una pubblicità qualsiasi, e quindi saltata a prescindere.

3)
Tra non molto, come dicono i Maestrini nei commenti al post, le aziende si accorgeranno che i ritorni di queste campagne (quando il buzz non è progettato assieme al prodotto) non ci sono o sono dei semplici fuochi di paglia, e perderanno interesse.

4)
Sono un inguaribile ottimista.

3 commenti:

  1. Gaspar, il problema è che perderanno interesse anche per l'aspetto qualificante dei blog, cioè il controllo sulla qualità dei prodotti che potrebbe spingerli a fare maggiore attenzione a rifilare fregature.

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  2. Mafe, siamo ottimisti oggi, eh? Il rischio esiste, certo. D'altra parte siamo protomedia mica per niente! Tutto è così nuovo, così magmatico, così improvvisato!

    Ma verrà il consolidamento, emergeranno pratiche, si chiariranno i meccanismi, splenderà il sole fioriranno i fiori canteranno gli uccellini...

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  3. Sono metereopatica :-)

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Fatti sotto, straniero!

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