L'idea alla base della costituzione di internet, se non ho capito male, è che uno sviluppo sano e diffuso della e-democracy richieda una e-governance di internet, senza la quale si correrebbero rischi (tutti da verificare) di anarchia, populismo, eccetera.
Mi chiedo, e avrei chiesto a Rodotà:
Prima di tutto: sono i politici il soggetto più adatto a stabilire queste regole? Con la loro proverbiale ignoranza di tutto quanto riguarda la rete? Con la ben nota propensione a farsi condizionare da lobby economiche? La più nobile idea, in mani sbagliate, di solito diventa pretesto per ogni bassezza.Non è un caso che nel mondo gli Stati che più si occupano di regolamentare internet sono quelli meno democratici, non credi?
Queste regole per la e-democracy devono per forza riguardare tutta internet? Anche quella grandissima parte che di politica non si occupa?
Queste regole nascono da una necessità reale degli utenti? Sono state invocate a gran voce dalla maggioranza di internet?
E soprattutto, e qui casca l'asino, la Costituzione di Internet verrà sottoposta a referendum confermativo su internet? Altrimenti verrà vissuta come un ostacolo e verrà semplicemente aggirata.
Se hai voglia di Approfondire, Elena ha raccolto parecchio materiale.
Aggiornamento:
La conferenza è annullata.
Tags:

internet è fatta di persone. Codice civile e penale sono più che sufficienti.
RispondiEliminaLa "governance" dei politici è solo un larvato tentativo di controllare la rete
concordo con chi mi ha preceduto.
RispondiEliminaE poi, da chi la facciamo disciplinare, la rete? da Prodi, Gentiloni, Mastella, Rutelli, D'Alema e Fioroni?
Ragazzi, Rodotà non ha mai parlato di "enforcement" (ovvero di leggi fatte rispettare) ma prima di tutto di creazione di valori condivisi. E poiu una costituzione sancisce diritti (pensate alla questione dei dati, della privacy, delle infrastrutture, ecc.). E comunque è un ragionamento transnazionale...
RispondiEliminaCi sarà molto da ascoltare e capire
non si capisce poi a che titolo parli rodotà, quello che quando faceva il garante della teleco... pardon privacy, sosteneva la legittimità del mascheramento delle telefonate nella documentazione telefonica, e che ha perfino concesso l'esenzione al monopolio telecom-pagine gialle dal richiedere il consenso sul trattament dei dati. Questi sepolcri imbiancati dovrebbero avere almeno il pudore di tacere...
RispondiEliminaops, scoperto solo ora. Interessante!
RispondiEliminae cosa vogliamo dire dell'attuale garante della privacy, più di quello che ha detto Marco Travaglio ieri sera da Crozza? [...]
RispondiEliminaPeccato neanche io ci sarò: scusa ma voglio essere laconico. Per me è una gran cazzata e - come quasi tutte le proposte italiane - di quasi impossibile attuazione (Internet non è per pochi che decidono per molti).
RispondiEliminaa rodotà direi cheela governance sarà necessaria in quelle parti di rete che serviranno alla e-democarcy, se mai ci sarà. per adesso siamo in profonda sperimentazione. per tutto il resto della rete, cioé il 99,9%, non si parli di gonvernance o di costituzione, grazie sior garante:-)
RispondiEliminaciao
Alessandro
Come non detto, purtroppo :(
RispondiEliminahttp://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=756