Per finire, ho ripescato un post di più di due anni fa dove sintetizzavo il mio pensiero sul mondo dell'informazione. Mi sembra ancora valido:
La Rivista
1)
Le notizie impeccabili in alta uniforme, perfettamente allineate nell'immenso cortile del Palazzo, aspettano di essere passate in rivista. Si sono tutte offerte volontarie, ma pochissime verranno scelte. Sui loro volti c'è tensione.
2)
Quella notizia che ieri per un attimo mi aveva guardato negli occhi, al ristorante, oggi l'ho rivista di nuovo. Stava parlando con uno, rideva ma sembrava triste. Quando si è alzata, mi è venuta voglia di seguirla.
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Mh, non so. Non sono riuscito praticamente a seguire niente. Sono stato cacciato 2 volte senza una parola di spiegazione, ero quello con il capoccione giallo e non credo di aver mai disturbato. Non capisco perche' si creino spazi virtuali con le stesse (maggiori?) limitazioni degli spazi reali. Perche' non utilizzare un gateway con un server IRC? Perche' non postare il log di tutta la conversazione? Sullo stream audio andava una musichetta new age nessuno utilizzava il mic?
RispondiEliminaCiro, eri tu il capoccione giallo? LOL! Ti ho visto, eri proprio carino. ;-)
RispondiEliminaMa ti eri registrato per la conferenza? Se il padrone di casa, che è una delle persone più tolleranti della terra, ti ha cacciato, sono sicuro che avrà avuto i suoi buoni motivi.
Riguardo alla creazione di spazi viruali, gateway e server IRC: mi sembra un'ottima idea e ti invito a perseguirla. Quando metti in piedi qualcosa di interessante, facci sapere.
Mi e' dispiaciuto essere arrivato tardi, ho potuto seguire solo le battute conclusive, ma molto interessanti.
RispondiEliminaRiguardo alle limitazioni dell'ambiente, non so, io tempo fa lo avevo bocciato, ma ora lo sto rivalutando, o almeno riconsiderando la possibilita' che possa offrire qualcosa in piu'.
Forse non bisogna dare un giudizio definitivo per cio' che SL e' oggi, ma per quello che potrebbe diventare.
Markingegno: grazie di essere passato. Anch'io ero molto scettico su SL, ma grazie a unAcademy mi sono ricreduto. Alla fine il giudizio sugli strumenti dipende sempre da come li usi
RispondiEliminaRelativamente all'argomentazione portata da Carlo circa la condivisione del "comune" ("Ma poi di cosa si parla con i colleghi alla macchinetta del caffè") creata dai media tradizionali, i nuovi strumenti credo permettano di "tarare" il comune condiviso in maniera più precisa attorno a ciò che è l'interesse delle singole persone in ciascun momento (il "girodipensieri"): lo spiega bene Giorgio Jannis dando spunti interessanti in questo post.
RispondiEliminaciao gaspar,
RispondiEliminasiete stati molto bravi e a me la fomrula del dibattito "scontro" (cioè confronto educato di due idee a tratti diverse) è piaciuta moltissimo. Siete stati molto interessanti e anche instancabili, visto l'orario :). Sullo spazio, porto il tuo suggerimento agli altri (che sicuramente sono passati anche da qua), è una cosa su cui stavamo già discutendo e certamente è da considerare.
Grazie mille
Laura: di tutte le buone ragioni portate da Carlo, quella del "di che si parla tra colleghi" mi è sembrata la più debole. Chi abita il digitale è abituato a vivere in mezzo ai suoi contatti e a chiacchierarci in continuazione via IM, Twitter, eccetera, e non credo abbia di questi problemi. Anzi, forse ha il problema opposto :-)
RispondiEliminaVale: grazie grazie, sono contento ti sia piaciuta e spero ce ne saranno altre. Riguardo agli spazi, che ne diresti di un grande tavolo circolare tipo Nazioni Unite? Nel caso, io mi candido a picchiarci sopra una scarpa.
Grazie a tutti voi per interposto blog (e grazie a Gaspar, ovviamente, per la serata interessante).
RispondiEliminaSoltanto una cosa: di stupidaggini e banalità ne ho dette parecchie, ma della macchinetta del caffè io non ho mai parlato, lo giuro ;) (qualcuno lo ha fatto, lo so, ma non riesco più a ricordare bene chi)
Scusa Carlo, evidentemente ricordavo male :)
RispondiEliminaComunque a me non sembrava banale, perchè mi ha fatto venire in mente la questione della sincronizzazione dei tempi sociali: ci ho riflettuto un po' e ci ho scritto un post