Un vero peccato, perché la splendida idea di un barcamp aperto e distribuito per le piazze di Riva del Garda è stata sconfitta dalla furia degli elementi. La macchina organizzativa era comunque pronta a fronteggiare l'imprevisto, e i vari barcamp sono stati spostati nelle diverse sale del Centro Congressi.
Franco Bernabè
Venerdì pomeriggio sono stato invitato al MART di Rovereto ad un incontro con il grande capo di Telecom Italia. Mentre nella sua introduzione Luca De Biase parlava di "simbolo di cambiamento nelle relazioni tra azienda e utente", io pensavo che avrebbe potuto scegliere altri simboli più efficaci, tipo migliorare la qualità dell'assistenza clienti o semplificare i piani tariffari o smettere la pubblicità fraudolenta, tanto per dirne qualcuna. Insomma, speriamo che il primo passo nella giusta direzione sia presto seguito da tutto un cammino.
Spero anche che Bernabè non pensi, con questa iniziativa, di aver incontrato la blogosfera: per esempio, non mi pare che sia andato a commentare nei tanti post che lo riguardano...
La mia impressione generale è che in questo momento Bernabè sia molto impegnato a risolvere gravi e vitali problemi politici, finanziari e di assetto societario, più che a progettare il futuro. Molto significativa è stata la domanda che gli ha rivolto Alfonso Fuggetta: quand'è che la Telecom diventerà una azienda normale?
Invece Paolo Ferrandi ha chiesto un commento sulla net neutrality ottenendo una risposta che mi ha lasciato molto perplesso, e cito testualmente dai miei appunti: "Non mi piace Google che fa profitti senza investire nella rete". Cosa cosa cosa? Che c'entra Google con la net neutrality? Forse che Google non paga la connessione dei sui datacenter a internet? Forse che io non pago la connessione quando vado su Google? Mah. Spero non abbia capito la domanda, ma temo che l'abbia capita benissimo.
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mi pare che sull'incontro con Bernabè ci si faccia un po' troppe illusioni. Alla fin fine, il tutto si è tradotto in un discreto spot pubblicitario pro Bernabè - Telecom.
RispondiEliminaAltroche "nelle telecomunicazioni siamo i migliori del mondo". L'Italia resta pur sempre il paese delle suonerie e delle bollette gonfiate
Non c'ero, ma penso che aspettarsi un incontro "aperto" cun un ad di un'azienda come Telecom sia un po' come sperare di andare a mangiare fuori con Cindy Crawford...
RispondiEliminaChe poi Google non investa... non capisco, con tutti gli strumenti offerti gratis, mah...
E comunque, a sentire parlare di winidsurf rosico ancor di più per non essere venuto!
aghost e baldo: non che io mi aspettassi una rivoluzione copernicana :-)
RispondiEliminaGaspare, come sarebbe, cosa c'entra Google? Tutta la diatriba sulla Net neutrality e' partita tra alcune Telco da un lato (Comcast e Verizon, in primo luogo) e Google e Yahoo! dall'altro. Nel 2006. Be', vedo che siete sempre informatissimi, voi bloggher-giornalisti...
RispondiElimina;-)
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
I miei affezionati lettori sanno bene che la diatriba è finita sui giornali recentemente, ma che se ne cominciava a parlare da "Rise of the Stupid Network" di David Isen, del giugno 1997.
RispondiEliminaOvviamente il concetto esiste da prima, e si dice che fosse ben presente già all'epoca del telegrafo.
Invece il termine "Network Neutrality" è venuto alla ribalta nel 2003, ai tempi della diatriba USA su come classificare i servizi DSL, se "Information service" o "Telecommunication service".
Ma tutte queste cose voi, affezionati lettori già le sapete, oppure siete capaci di cercarvele su Google.
Accidenti, come sei bravo a copiare da Wikipedia, Gaspare.
RispondiEliminaCiao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
Grazie Fabio. Mi serve a non fare figure da ignorante. Prova anche tu!
RispondiElimina;-)
Hai una strana idea di cultura, Gaspare, se pensi che copiare in modo così palese e riconoscibile da Wikipedia dia un'aura da persona "imparata".
RispondiEliminaQuesto tipo di copia e incolla e' piu' o meno quello che i prof. americani contestano ai ragazzini alle medie e al liceo, nonche' il motivo principale per cui i docenti universitari (non solo in Usa) vietano agli studenti l'utilizzo di Wikipedia per le tesine.
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
Fabio, ma mi vuoi bene? Almeno un pochino?
RispondiEliminaGaspare, no, io amo solo Mantellini, lo sai. Lui e' formidabile, tu no, e fattene una ragione.
RispondiEliminaComunque ero serio. Questo modo di vedere la conoscenza (apro Wikipedia, copio e incollo, e so tutto, ed e' come se avessi appreso) e' dilagante e disastroso. Per le universita' e' un problema che sta diventando molto grave, da un punto di vista didattico. Lo e' gia' negli Usa, presto lo sara' da noi.
Ciao, Fabio.
http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
Neanche un pochino pochino pochino? Eddai...
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