Spero non sia niente di drammatico. Ma credevo in generale che i quotidiani locali fossero più resistenti, essendo tra i pochi che rispondono davvero al criterio "dimmi quello che mi serve sapere e che nessun altro mi dice"; d'altra parte La Provincia include una corposa sezione di notizie nazionali che a me sembra totalmente anacronistica, e che sospetto costi molto più di quanto renda.
Invece il sito web, che fino a pochi mesi fa era una inguardabile ciofeca, adesso ha i feed RSS, i commenti, le interviste video e pubblicità non troppo ossessiva, e mi sembra migliore di tanti siti blasonati che fanno audience a furia di boxini morbosi.
Si intravede una precisa tendenza per i siti di informazione: diventare piattaforma. La Provincia mi sembra sulla strada giusta, e spero che i problemi della carta non influiscano negativamente sul sito (anzi, al contrario).
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Sul fattore piattaforma sono d'accordo. A me spiace il fatto di non poter più scroccare l'edizione quotidiana pressoché completa che prima veniva pubblicata in PDF nel pomeriggio ;-)
RispondiEliminaE' vero, adesso bisogna aspettare le 21.00. Però puoi scegliere tra pdf, testo e html :)
RispondiEliminaInfatti... beninteso: il vantaggio c'è, è il tempismo ad essere diminuito ;-)
RispondiEliminainteressante, vedere un giornale piccolo fare le cose meglio di tanti "grandi". secondo me, però, il sito manca ancora di veri strumenti di comunità, tipo un sistema di commenti più avanzato, che un "giornale" sopravviverà - anche se non più come giornale ma forse più come "piazza" - solo se riuscirà a essere un luogo di scambio, e non più di informazione one-to-many.
RispondiEliminap.s.
RispondiEliminali conosci? andiamo a farci due chiacchiere io e te? :)
Massimo, conosco Giorgio, che è un "giornalista che ha capito". Credo che bisogna dargli tempo :)
RispondiEliminaCiao Gaspar, noi possiamo aspettare. Lui, che pure magari sarebbe pronto, anche, immagino, ma "loro" (il giornale), chissà...
RispondiEliminaMassimo: infatti, si chiama "selezione naturale" :)
RispondiEliminaGaspar purtroppo la "selezione naturale" è molto più complicata in una redazione piuttosto che in un mercato qualsiasi con aziende private.
RispondiEliminaIn una redazione ci sono strategie politiche, sindacali e blocchi non comuni che rallentano, se non fermano, la selezione naturale.
Certo il settore è in crisi e quando i numeri si contano su i bilanci una scintilla dovrebbe nascere...ma non è sempre così naturale...soprattutto in una città come Como.
Frenz
Frenz, hai ragione anche tu, ma io credo che la selezione naturale sia una forza inarrestabile, e che a interferirci si creano orribili zombies come l'Alitalia :-)
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