Durante il ventesimo secolo l'umanità è stata dominata da forme di intrattenimento non interattivo: Cinema, radio, musica registrata e televisione. Ma prima del loro avvento, tutto l'intrattenimento era stato interattivo: teatro, musica, sport: esecutori e pubblico erano sempre insieme, e perfino un pubblico rispettosamente silenzioso esercitava una potente presenza, capace di influenzare il dramma che si svolgeva sotto i loro occhi. Non c'era bisogno di una parola speciale per "interattività" allo stesso modo in cui non abbiamo bisogno di una parola speciale per le persone con una sola testa.
Penso che la storia mostrerà come i "normali" media mainstream del ventesimo secolo sono stati una aberrazione. "Mi scusi Professoressa, Vuol dire che potevano solo stare seduti e guardare? Non potevano far niente? Non si sentivano tutti terribilmente isolati o alienati o ignorati?"
"Sì, ragazzi, è per questo che impazzivano. Prima della Restaurazione.
"Per favore Prof, ci ripete cos'era la Restaurazione?"
"La fine del ventesimo secolo, ragazzi. Quando abbiamo cominciato a riprenderci l'interattività."
[via Epeus' epigone]
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Quando dico che Adams è stato il più grande filosofo del ventesimo secolo...
RispondiEliminaBellissimo, quel pezzo. Lo rileggo sempre volentieri, come qualsiasi cosa letta da quel genio.
If you have time, do translate the whole essay; it's well worth it.
RispondiEliminaDavvero essenziale e geniale. Mi sta a cuore soprattutto la fase before del "teatro", quella che ora in Italia manca molto. Bisognerebbe riprendersela.
RispondiEliminaio ho sempre pensato che andare al cinema fosse una roba alienante e da secoli bui del XX secolo...
RispondiEliminaIl cinema?
RispondiEliminaIn "Papalagi" lo si fa definire al re di uno sperduto arcipelago del Pacifico: "la caverna della falsa vita".
Mai definizione fu più azzeccata.
Ma in fondo, usciti dal cinema, se ne può sempre dialogare con gli amici che ci hanno accompagnato. La televisione è peggio, molto peggio.