This week, in a study called "Natural Born Clickers," Starcom USA, Tacoda, and comScore found that "the 6% of the online population accounting for most of the click-throughs skews toward male Internet users ages 25 to 44 with household income under $40,000" (For the record, 2006 median U.S. household income was $48,201.) [see news brief; anyone have the full report?]D'altra parte il numero di clic per pubblicità vista è così basso da poter essere tranquillamente attribuito a un semplice errore del mouse.
"The study also found that their heavy clicking did not reflect high spending levels offline. They were also more likely to visit auction, gambling and career sites. The findings suggest that high click-through rates don't necessarily boost branding campaigns."
In other words, "the click is dead."
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Se Caio è mio amico e utilizza AdSense ogni volta che gli faccio visita una cliccatina sugli annunci la do.
RispondiEliminaNon a caso i banner si vendono ad impression ;-)
RispondiEliminaPosso fare quello che vede nero? Non è che adesso qualche marchettaro di quelli buoni si inventa qualcosa di poco piacevole, visto che il sistema goodwill, semplicemente, non funziona?
RispondiEliminaDubbi:
RispondiEliminama i banner su un sito dello stesso tema possono funzionare? Come un banner di scarpe da calcio su un sito di sport?
Ammessa l'inutilità al fine della vendita, i banner possono essere usati come "ricordo del messsaggio"? In questo caso la valutazione ad impression avrebbe senso.
A proposito di impressioni, a Udine Sean Carlos faceva notare che esiste il fenomeno chiamato "banner blindness", per cui un utente esperto naviga un sito senza mai posare l'occhio sui banner, e senza ricordarli.
RispondiEliminaE ancora, è stato confermato recentemente da Google che gli annunci pubblicitari sul web sono cliccati poco sulle pagine di ricerca, ma praticamente mai (quattro su diecimila!) sulle pagine di destinazione.
@lalui: certo, Ma AdSense recita: "you get paid whenever someone on your site clicks on one of the AdSense ads"
RispondiEliminamah
RispondiEliminal'azienda che ho fondato e che tutt'ora esiste e prospera
- è basata quasi solo sui banner
- è targetizzata sui giovani
- il fatturato è in crescita ogni anno perchè gli investitori pubblicitari sono contenti del ritorno (tangibile) degli investimenti
- l'azienda di cui parlo da lavoro a circa 50 persone
vedi:
www.studentimediagroup.it
e, invero, molte altre aziende come questa
infine.
non mi reputo un fesso purtroppo, nè un illetterato.
eppure qualche volta, quando vedo un banner interessante, lo clicco.
ciao
@morbìn: non vedo contraddizioni, dato che gli studenti rientrano certamente tra i "non ricchi"
RispondiElimina;-)
A parte gli scherzi, sarebbe davvero interessante saperne di più, sia su questo studio che in generale sulla demografia del cliccatore di banner. C'è qualcosa di comparabile per l'Italia? Hai dei dati certi?
Immagino che il tuo caso personale non possa essere generalizzato.
penso che la mia azienda rappresenta uno dei tanti trend possibili: uno di questi è quello per cui i banner funzionano.
RispondiEliminaiab (ok, è di parte, ma un minimo credibile lo sarà) pubblica varia roba:
http://www.iab.it/documenti/listing.aspx?TRS_ID=1589000
quello che mi pare interessante è, documenti a parte, come ci siano tante aziende che prosperano sulla pubblicità on-line. non solo adsense. su questo, se mi posso permettere, bisognerebbe fare ricerca e inchiesta.
ciao
Ci sono banner che fanno lo 0,01
RispondiEliminaci sono banner che fanno l'1%
c'è una lunga casistica
E l'1% è tantissimo. E' come se uno su cento che guarda lo spot in tv si ferma e va a vedere il negozio della marca appena vista.
quindi non è vero che il banner è morto, peraltro le marche non comprano il banner per il click, ma per fare visualizzare la marca.
ai banner per costruire la brand awareness, non ci crede piu' nessuno.
RispondiEliminaPer il resto, back to basic,
la pubblicità tabellare funziona (un po', ecco) se: è minimamente correlata alle persone e agli argomenti e se presenta qualcosa di rilevante, e al "momento/scopo della navigazione" (non a caso funziona bene sulla ricerca, malissimo sui social network).
sul fatto che noi non clicchiamo sui banner, ecco, non ci prenderei per utenti "medi".
ciao
gluca
morbìn: sono andato a leggerei documenti dello iab. "Di parte" mi sembra riduttivo, propongo "panegirico".
RispondiEliminacerto che sono ultra di parte, però hanno un qualche tipo di fondatezza nelle relazioni economiche che rappresentano.
RispondiEliminanel senso:
iab scrive questo e quello della pubbli on-line perchè rappresenta aziende editoriali, agenzie, centri media e investitori che su questi meccanismi ci vivono.
pensare che gli investitori (chi ci mette gli schei) siano dei gonzi e non vedano i ritorni dei loro investimenti secondo termini di redditività mi pare, francamente, ridicolo.
morbìn: tocca a me dire "mah" :-)
RispondiEliminaLa teoria del mercato efficiente è molto semplice ed elegante, ma le riprove del contrario, specie ai bordi delle bolle speculative, sono innumerevoli.
Inoltre, se questa fosse una industria matura, forse una versione debole del mercato efficiente ci potrebbe stare. Ma non lo è. Siamo agli albori, tutto è nuovissimo, le prassi consolidate non esistono proprio, tutto cambia magmaticamente di anno in anno (di mese in mese, quasi).
Se vuoi farti due risate, vai a vedere gli albori della telefonia e tutte le brillanti iniziative (anche pubblicitarie!) che sono nate e morte nei suoi primi venti anni.
Tutto ciò premesso, io non dico "sono tutti stupidi".
Più semplicemente noto la mancanza di studi indipendenti, seri e approfonditi sull'efficacia delle diverse forme di pubblicità sul web.
E mi chiedo: come mai?
non ci sono studi indipendenti? non so, non ne ho mai cercati, mi è bastato avere uno stipendio derivato da quei soldi e fidarmi di chi gestiva l'azienda per cui lavoravo e fidarmi di chi vendeva la pubblicità.
RispondiEliminapoi, ho visto coi miei occhi database di potenziali clienti formarsi tramite l'advertising on-line con campagne che chiedevano al pubblico di studenti.it e giovani.it di iscriversi per avere notizie su un certo prodotto (dopo un banner, ovviamente). ho visto coi miei occhi le statistiche di cui parla lani: banner che funzionano o meno su un pubblico omogeneo di gente dai 15 ai 30 anni.
poi.
ci sono le statistiche delle campagne (per esempio) su adsense che ognuno può creare con budget molto piccoli, come sai. basta che investi 100 euro, crei o ti fai creare qualche banner. e un po' di analisi sul fenomeno puoi fartele anche tu.
il mercato pubblicitario on-line è nuovo ma ormai mica tanto visto che aziende come studentimediagruop, nata nel 2000, vanta ormai 8 anni di esperienza sul campo. e studenti non è neanche una delle aziende più giovani, in questo settore. nè una delle più grandi.
poi, sul branding:
è molto parziale anche dire che il branding su internet non funziona. ci sono vari tipi di strumenti pubblicitari applicati a portali e sicuramente ci sono alcune campagne molto molto d'effetto.
ovviamente poi molto dipende anche dal sito d'arrivo.
mi spiace, a me pare che tu e minim ragionate molto senza cognizione di un mercato che esiste e funziona, non solo per presunte bolle o ignoranza di investitori o utenti.
Morbin, bisognerebbe trovare qualche dato sul numero di click che fa lo stesso utente nel tempo... scommetti che tende rapidamente a zero? Prosperi finche' ci sono "nuovi utenti della rete"... e' un fenomeno studiato negli anni '70... anche se al tempo non centrato sull'ads... le new entry clickano sui tuoi banner solo il tempo necessario a capire che non ne hanno bisogno... poi clickano solo quando devono comprare qualcosa e non sanno da che parte cominciare... tant'e' che la maggior parte dei click avvengono sulla pagina di google, non sul sito di Mario Rossi...
RispondiEliminaSiamo ancora al 15% di popolazione connessa, e solo il 2-3% e' definibile come power user... quindi direi che hai ancora qualche anno di business... ma non ti ci adagiare, e soprattutto non dare retta agli studi che ti dicono che va tutto bene, e' un consiglio... cestinabile... ma sincero.