sabato 9 febbraio 2008

Il mio intervento a StateOfTheNet

Questa mattina a Udine ho detto che la funzione di filtro delle notizie tradizionalmente riservata ai grandi media oggi è una funzione distribuita in cui tutti sono sia filtro che utenti di filtro altrui.

In questa nuova situazione anche i giornali hanno un ruolo da giocare, senz'altro, ma non hanno più il monopolio. Si giocano la mia attenzione alla pari con le altre fonti del mio aggregatore, e se la giocano su criteri quali la completezza dell'offerta, la credibilità, l'autorevolezza, la capacità di fare rete.

In questo momento i giornali italiani non sono capaci di giocare questo nuovo gioco, e credono che basti un nome altisonante e un illustre passato.

Io spero invece che capiscano, e che vengano a contribuire alla "creazione di senso" anche loro.

7 commenti:

  1. Anonimo20:34

    Ho seguito l'intero convegno tramite lo streaming e ho trovato in assoluto il tuo intervento il più interessante. Complimenti anche per le risposte alle domande (e per il tono carismatico!) e grazie per aver condiviso con noi il tuo autorevole punto di vista... in modo assolutamente comprensibile anche per noi "comuni mortali" :-P Ascoltarti è stato un gran piacere!

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  2. Anonimo23:07

    Come già espresso sul mio blog questo pomeriggio il tuo intervento è quello che più mi ha coinvolto ed interessato. Quella del filtro è la sacrosanta verità, come del resto l'autorevolezza di Andrea Beggi ;-P
    Spero di poterti riascoltare presto in qualche altro evento, è stato davvero interessante.
    Daniel

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  3. Anonimo00:05

    Mi permetto di lasciare due appunti su questo blog, avendo seguito la conferenza.
    1 - essere un talebano: non credo ci si debba vantare
    2 - hai una strana idea di cosa significhi creazione di senso, come se uno decidesse o no se parteciparvi o no e costruisse un senso assoluto. Ti consiglio qualche lettura, come Weick, Berger and Luckman o Geddins.

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  4. lilla: permettiti pure liberamente, non c'è problema. E grazie di essere passata di qua a commentare.

    "Talebano" è una battuta ironica di un amico blogger. Io non me ne vanto; anzi, non mi riconosco proprio. Ma siccome è una battuta ironica, non me ne peoccupo.
    Mi viene un dubbio: forse anche il tuo "non ci si debba vantare" era una battuta ironica? Sai bene, immagino, che sul web è difficile cogliere le ironie.

    Riguardo alla creazione di senso, mi riferivo all'intervento di De Biase nella prima giornata. Se vuoi davvero contribuire a questa discussione, forse potresti dirci con parole tue quali idee ti sembrano strane e perché.

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  5. Anonimo13:16

    Mi fa piacere che qualcuno cominci a far arrivare all'orecchio dei giornalisti certi concetti.

    Bravo Gaspar!

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  6. E' possibile avere un link per (ri)vedere l'intervento di Gaspar? Ho dato un'occhiata (veloce, lo ammetto) a StateOfTheNet ma non sono riuscito a localizzarlo.

    Grazie,
    Bye!

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  7. L'intervento di Gaspar è stato come un catalizzatore: ha rilanciato, con termini molto concreti, una discussione che rischiava di avvitarsi su sè stessa. Io, cronista, sono uno di quelli dall'altra parte della barricata rispetto a Gaspar, proprio per questo trovo i suoi spunti "talebani" assolutamente propositivi. Dividere il mondo dell'informazione tra blogger e professionisti dei media non è la soluzione finale, ma può farci capire meglio quali siano i limiti dei due mondi. Due mondi che, proprio dalla presa d'atto dei rispettivi limiti, dovrebbero trarre gli spunti per una miglior contaminazione.

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Fatti sotto, straniero!

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