"E allora, associazioni di marketing, PR, advertising, se davvero volete capire fatevi un favore: entrate nella conversazione, e fatelo per voi stessi, non per noi consumatori. Il nostro stipendio non dipende dalla visibilità o dal page rank su Google. Noi queste cose le sappiamo già. Abbiamo già una rete di competenze che ci aiuta a scegliere i prodotti. Non siamo noi che abbiamo bisogno di voi, semmai viceversa, e appena le aziende se ne accorgono rischiate che vi ritengano inutili."Standing ovation.
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Questa volta sono perfettamente d'accordo, perchè l'accusa è credibile, diversa dalla tua, che è troppo facile visto che odi il marketing e la pubblicità a prescindere.
RispondiEliminabeh, ma Gaspar potrebbe ben risponderti dicendo che se cambiano come dice Vanz, non è più 'marketing e pubblicità'.
RispondiEliminao, meglio ancora, è 'marketing' nell'accezione più positiva e aperta del termine, alla Theodore Levitt, marketing nel senso di voler capire il mercato, non di voler spingere giù per il gozzo i tuoi meravigliosi prodotti ai 'consumatori'...
Maurizio, mi accusi falsamente di colpe che non ho.
RispondiEliminaNon sono io che odio la pubblicità, è lei che non mi capisce ;-)
secondo me non solo nonti capisce, ma neppure ti vede, se usi adblock ;-)
RispondiEliminaMassimo: mi hai scoperto! ;-)
RispondiEliminae d'altra parte, se facessero cose interessanti, mica ti farebbe schifo vederle, e farti vedere, e magari addirittura capirti con loro :)
RispondiEliminaDiciamo che sono d'accordo con Massimo. Io amo la pubblicità, ma detesto un certo tipo di pubblicità, intrusivo invadente, non rispettosa e sto lavorando affinchè possa cambiare. Non garantisco risultati, ma ci provo ;)
RispondiEliminaio magari amarla non la amo, e non so neppure se ciò a cui penso io possa essere rubricata come 'pubblicità', ma modi migliori di presentarsi della gran maggior parte di ciò che si vede in giro ve ne devono essere, questo è poco ma sicuro :)
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