Prova a ricordarti cosa leggevi prima del blog. Erano tutte voci autorizzate, approvate dal sistema, dietro le quali una miriade di interessi che non erano i tuoi cercavano di influenzarti, condizionarti, farti spendere. E non c'era scampo: anche le voci critiche, per diventare pubbliche e arrivare fino a te, dovevano sottomettersi, mediare, ammorbidire; pena la scomparsa.
Ma i blog non avevano chiesto il permesso a nessuno, non erano autorizzati. E quindi erano totalmente liberi di parlare. Ripeto, rispetto a prima, era una novità fenomenale, sconvolgente! E per di più volevano che io commentassi! Richiedevano la mia partecipazione attiva, cercavano il dialogo! E questo dialogo, altra grande novità, era tra pari.
Da allora la blogosfera si è evoluta, è cresciuta, per molti versi è cambiata, ma ha mantenuto questa fondamentale caratteristica, di pubblica conversazione non gerarchica e gratuita, che la rende totalmente diversa da ciò che c'era prima.
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io dalla nascita dei blog trassi la stessa sensazione di quando ascoltai le prime radio libere. speriamo di non finire come la', da radio freccia allo zoo di 105...
RispondiEliminaCondivido anche io il timore del commento precedente ma il tuo post è davvero molto bello e credo andrebbe letto specialmente da chi inizia a raccontare o raccontarsi online. Perchè sempre più spesso lo fa per smania di apparire più che per soddisfare un proprio bisogno o una necessità.
RispondiElimina[m]m: il rischio in effetti è piuttosto forte.
RispondiEliminadario: per favore non fare il processo alle intenzioni :-)
E' uno dei motivi per cui mi tengo stretta la blogsfera. Dal 2003.
RispondiEliminabeh, col nanopublishing - nessun legame con berlusconi - più che di 'rischio', direi che è una cosa che è già successa...
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