se tu poi metti la pubblicità sul tuo blog, che messaggio stai trasmettendo?
I messaggi sono due:
- Io sono troppo furbo per cascarci, ma tu sei scemo e quindi clicca che ci guadagno un soldino.
- Tu mi interessi come merce da vendere al mio sponsor.
A meno che:
Se ti chiami Jeff Jarvis (o Milena Gabanelli o Fabrizio Gatti, per dire, che anche in Italia abbiamo due fior di giornalisti), e se hai da dire delle cose che mi interessano tantissimo e non trovo da nessun'altra parte, e se le dici sul blog perché magari da altre parti non te le lasciano dire:
in quel caso io la tua pubblicità a malincuore la sopporto, perché mi è ben chiaro il tacito contratto che abbiamo stipulato; ma preferirei un rapporto diretto, una tip-jar dove io verso qualche soldo ogni tanto (sempre di più di quanto ti darebbe adsense) e tu mi tieni informato.
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Gaspar, il mio atteggiamento è più pragmatico: qualche decina di euro al mese di Adsense permettono al mio blog di autofinanziarsi attraverso i lettori in arrivo da Google, che sono poi quelli che cliccano sulle pubblicità.
RispondiEliminaI blogger (quelli che "conversano") leggono il mio feed che non ha pubblicità e, salvo poche eccezioni, contiene il testo completo dei post.
Come al solito, complimenti per l'argomento interessante e l'acutezza delle osservazioni.
Penso che esiste anche un terzo messaggio: Pubblicità come servizio. Io avevo cominciato con adsense sulla pagina che descrive l'impianto fotovoltaico con l'idea che chi arriva magari ci trova venditori, progettisti e altri link utili. E funziona, penso, visto che ci cliccano il 10% e la pubblicità si trova in fondo. La metà del traffico viene generato da google, e spesso chi arriva con una chiave di ricerca non trova mica quello che pensava.
RispondiEliminaPoi faccio anche la raccolta del tabacco e non fumo.
la pubblicità ci rompe le scatole perché non è "targettizzata", come direbbe qualcuno. Ergo il 98% della pubblicità che ci sciroppiamo non ci interessa minimamente.
RispondiEliminaMa il nostro atteggiamento sarebbe assai diverso, penso, se riguardasse cose che ci interessano.
L'idea di una "donazione" volontaria dei lettori è bella: ma dovrebbe avere una procedura molto semplice.
Un bottone: quando trovo qualcosa che mi piace, decido di donare 10 centesimi, 50, 1 euro etc. In un click, prelevando dal mio conto paypal o similia.
Chi produce contenuti interessanti sarebbe finalmente premiato. E ciascuno troverebbe la sua nicchia-target
Mi hai rubato le parole di bocca. Anch'io la vedo nello stesso identico modo. Questo perchè oggi giorno si usa l'informazione, vera o presunta, in modo troppo sfacciato come merce di scambio per pochi euro, e molto spesso lo si fa in maniera "sporca" e poco trasparente.
RispondiEliminaMolti si sanno difendere e sanno riconoscere questo genere di nefandezze ma parecchi sono inesperti e vengono semplicemente usati per ottenere un preciso obiettivo: un guadagno economico.
Mah, ramanzina giusta; diciamo che l'ho fatto per vedere l'effetto che fa.
RispondiEliminaNon posso?
Cips, non è mica una ramanzina!
RispondiElimina:-)
Ognuno a casa sua fa quello che vuole, ci mancherebbe. Come ripeto da sempre, su internet c'è posto per tutti.